Suzuki DR-Z4SM: Piacevole ritorno alle origini [Prova Su Strada]

A più di 20 anni dal debutto della mitica Suzuki DR-Z400SM, la casa di Hamamatsu ha deciso di riproporre - in chiave moderna - la moto che le ha aperto le porte al mondo del supermotard!

It’s a DR-Z Thing! – Fa effetto dirlo ma… era il “lontano” 2000 quando la Suzuki DR-Z400Sforse l’enduro più famosa nella storia moderna della casa nipponica – fece il suo ingresso sul mercato europeo, suscitando grande interesse per la poliedricità d’utilizzo. In quegli anni, visto anche il crescente interesse verso il nascente mondo del supermotard e complice l’omologazione delle ruote da 17” su alcuni esemplari della rara DRZ400E a cura della Valenti Racing di Milano, Suzuki decise di dotare la DRZ di ruote stradali su cerchi da 17 pollici direttamente dalla fabbrica, dando vita, nel 2005, alla DRZ400SM. Proprio le due lettere finali lasciavano intendere la sua destinazione d’uso, ampliando ancora di più la rosa di potenziali clienti interessati a questo modello. Divertente da guidare su strada, con poche modifiche era pronta per dare il meglio anche in circuito; a confermare la bontà del progetto originario, basti pensare che questi due modelli sono ancora in vendita sul mercato americano dove le restrizioni antinquinamento che ce le hanno “portate via”, non hanno validità.

Evoluzione della specie: la DR-Z4SM è tornata!

Gli ingegneri Suzuki hanno intuito che la sigla DR-Z avrebbe potuto godere di una seconda vita a patto di soddisfare tutte le richieste del mercato motociclistico “moderno” in termini di rispetto delle emissioni inquinanti e di sviluppo tecnologico orientato all’incremento della sicurezza. Aggiornando il modello agli standard più recenti, Suzuki ha deciso di puntare ad una platea di motociclisti molto più ampia: da qui l’introduzione del Suzuki Drive Mode Selector (SDMS), il Traction Control regolabile (STCS) e dell’ABS parzialmente disinseribile. La DR-Z matura e sfrutta un moderno propulsore Euro 5+ abbinato ad un telaio tutto nuovo, forcellone inedito e componentistica rivista ed aggiornata per massimizzarne le performance. Il nuovo corso ha previsto anche tutta l’illuminazione a LED e l’inedita strumentazione LCD di facile ed immediata consultazione.

“Your streets. Your playground.”  

Con lo slogan dedicato esclusivamente alla versione SM, Suzuki vuole trasmettere la facilità di utilizzo di questa moto che nasce sulle ceneri di un’antenata studiata per dominare le strade. La DR-Z4SM è una moto facile, divertente e poco impegnativa da guidare: basta saltare in sella e dare gas. Ma poi, vogliamo parlare di quanto è bello il supermoto look abbinato alla tinta Grigio Los Angeles della versione in prova? Nessuna grafica, nessun disegno che ne rovini l’estetica filante ed elegante al tempo stesso. La volontà era quella di riprendere le linee che caratterizzavano dual-sport e supermotard in un unico prodotto all’inizio degli anni 2000. Il risultato è una forte evoluzione nello styling con tratti che enfatizzano le performance collegando stilisticamente ogni sovrastruttura, dal parafango anteriore all’estremità di quello posteriore. Con le ruote stradali, la DR-Z4SM strizza l’occhio ai motard più potenti grazie anche alla mascherina anteriore che profuma di tabella portanumero: al suo interno troviamo un’unica lampada a LED bifunzionale che incorpora luce anabbagliante e abbagliante. Le frecce invece, fungono anche da luce di posizione ma solo per il mercato europeo. I tecnici Suzuki hanno voluto ridurre al minimo gli ingombri creando plastiche aderenti alle componenti che se celano sotto di esse per lasciare al rider la massima libertà di movimento, sia nel quotidiano che nella guida al limite. Appare chiaro che – con la nuova D-Z4SM – Suzuki punta dritto all’innovazione e all’eccellenza offrendo un prodotto adatto a varie tipologie di motociclisti.

Propulsore divertente e poco assetato

Già immagino la frase-tipo: “ma dove vogliamo andare con 38 cv?” La riposta è semplice: anche su tracciati come quelli di Ottobiano, Castelletto di Branduzzo, Borgo Ticino, Pomposa… se uno ha il manico e sa farla andare, c’è da divertirsi parecchio! Immaginate quindi su strada quanto può essere divertente il mono quattro tempi da 398 cc raffreddato a liquido e conforme alla stringente normativa Euro5+. Sul nuovo e compatto propulsore sono state introdotte le doppie candele che sono artefici della piacevole coppia di erogazione della potenza e del minor consumo di carburante, così come di un’accensione più semplice e di un minimo più stabile. Le valvole di aspirazione e scarico in titanio e sodio contribuiscono a massimizzare l’efficienza e la resa della combustione. Il nuovo design della testa del cilindro migliora la combustione, mentre i nuovi profili degli alberi a camme limitano le emissioni di scarico e migliorano l’erogazione della coppia, che si attesta a 37 Nm a 6.500 giri/min. Quel che per Suzuki è un vanto – ossia il nuovo scarico con catalizzatore a doppio stadio e doppio sensore di ossigeno abbinati al silenziatore a doppia parete per la minima dissipazione del calore e il massimo contenimento della rumorosità allo scarico – per ogni appassionato che si rispetti, è una sorta di castrazione ma, purtroppo, sappiamo tutti a cosa stiamo andando incontro. E quindi va bene così… anche se quel bel “brap-brap” che emetteva la sua antenata ad ogni manata di gas, è difficile da sostituire! Il risvolto positivo della medaglia sono i consumi: 29,4 km/l nel ciclo WMTC.

Ciclistica raffinata e supportiva

Era immaginabile che – a più di 20 anni dal progetto originale – il telaio sarebbe stato riprogettato e così anche il forcellone; quel che non è cambiato però, è il concept. Il telaio è un doppio trave in acciaio progettato per rispondere al meglio alle volontà del rider. Robusto ma flessibile al tempo stesso, è stato studiato per dare il meglio sullo sterrato dove brilla per la sua capacità di assorbire gli impatti garantendo sempre massima stabilità e controllo totale. Il telaietto posteriore è in alluminio, medesimo materiale utilizzato per il forcellone che integra e supporta la sospensione posteriore al fine di fornire una risposta precisa su ogni terreno. Il reparto sospensioni della DR-Z4SM è marchiato KYB: la forcella a steli rovesciati ha un’escursione di 266 mm, mentre la sospensione posteriore arriva a ben 277. Entrambe sono interamente regolabili in modo da trovare il set-up che si addice al proprio stile di guida, sia su strada che in pista. Perché – ancora una volta – confermo che la Suzukina può essere molto divertente su tracciati tecnici grazie anche alla potenza frenante offerta dalla pinza ad attacco assiale che morde un disco da ben 310 mm all’anteriore abbinato a quello posteriore da 240 mm di diametro. La casa di Hamamatsu fornisce la DR-Z4SM con coperture di primo equipaggiamento Dunlop SPORTMAX Q5A montati su cerchi da 17 pollici di diametro. Una volta in sella, la posizione è da vera motard: il manubrio è 20 mm più avanzato rispetto al precedente modello, mentre le pedane sono arretrate di 18 mm; l’altezza della sella si conferma a 890 mm dal piano strada. Questi piccoli cambiamenti rendono la guida più aggressiva grazie al lieve spostamento in avanti del busto ottenuto tramite le quote della nuova triangolazione.

Elettronica completa e di facile interpretazione

La nuova generazione della DR-Z4SM sfrutta il Suzuki Intelligent Ride System (S.I.R.S.) che comprende una suite di sistemi elettronici avanzati in grado di massimizzare l’esperienza di guida adattandosi ad ogni esigenza e stile. Il sistema S.D.M.S. (Suzuki Drive Mode Selector o “scegliiltiro”) permette di scegliere tre mappe motore (A-B-C), tutte a piena potenza ma caratterizzate da erogazioni differenti. Si va dalla A, la più aggressiva e reattiva, e si arriva alla C, più conservativa e delicata nell’erogazione; la B è la via di mezzo che si addice alla maggior parte degli stili di guida. Su tre livelli funziona anche il sistema di controllo della trazione “aprisereno” (S.T.C.S.): la mode 1 è idonea alle superfici asfaltate asciutte, la 2 a superfici scivolose mentre, la funzione “G – Gravel”, è una modalità studiata ad hoc per la SM (differente da quella della S) e si addice alla guida più spinta su terreni asciutti ma con scarso grip. Il sistema si può anche disattivare lasciando il controllo al polso del rider. L’ultima regolazione è dedicata all’ABS che può essere impostato su Front & Rear ON oppure Front ON & Rear OFF.

Come va la Suzuki DR-Z4SM su strada?

In un periodo durato circa 6 anni della mia carriera motociclistica, ho praticato assiduamente il Supermotard con un team nel quale militavano campioni italiani ed europei e che, con grande pazienza, mi hanno insegnato le tecniche più belle di questa fantastica disciplina! Certo, usavamo dei 450 iperpompati che facevano paura ma… vi assicuro che per costi e impegno, è stata un’esperienza “importante”. La Suzuki DR-Z4SM non ha nulla a che vedere con i motard professionali ma sta proprio qui il suo bello: fa divertire con poco e la sua facilità di utilizzo è a dir poco imbarazzante. Salto in sella e davanti a me trovo il nuovo display LCD chiaro e ben leggibile: tutte le info sono subito individuabili, soprattutto le impostazioni delle mappe motore e del controllo di trazione situate una sopra l’altra nella parte destra dello schermo. In alto a sinistra si trova l’indicatore della marcia inserita e al centro domina l’indicatore della velocità. I blocchetti sono estremamente intuitivi: a sinistra il tasto MODE permette di navigare i menù mentre, a destra, è presente il solo tasto di accensione e spegnimento (d’emergenza). In sella si sta… come su un supermotard fatto e finito! Regolo il precarico della forcella e del mono per avere più sostegno e poi faccio quel che più mi piace: metto la prima e parto per un bel giretto sulle mie strade preferite per vedere cosa è in grado di fare la piccolina di casa Suzuki. Se avete un po’ di esperienza, le mappe B e C sono fin troppo delicate vista la fluidità di erogazione del monocilindrico; dopo poco seleziono la “A”, TC su 1 e iniziamo a spremerla come si deve. La potenza è amichevole, non c’è mai da avere paura e si può dare gas a manate senza il rischio che accada qualcosa di imprevedibile. Sul dritto la DR-Z4SM chiede marce una dopo l’altra e si arriva in quinta molto rapidamente; però – come si dice – sul dritto son buoni tutti e quindi ci buttiamo tra le solite curve per vedere come si comporta. Prediligo la guida in stile motard che però, in questo caso, deve essere fluida e rotonda perché se si scende troppo di giri, tocca scalare almeno due marce per riprendere velocità rapidamente. E’ però successo quello che mi aspettavo: la Suzu, una volta lanciata, è precisa e velocissima nei cambi di direzione e la guida di braccia le rende giustizia perché è una piuma da spostare e il supporto delle sospensioni non manca mai. Frena anche forte: il disco singolo anteriore regala decelerazioni rapide ma il trasferimento di carico sull’anteriore si fa sentiere e non poco. Quando riprendo il gas in mano dopo l’ingresso in curva, posso anticipare l’apertura, complici la potenza ed il picco di coppia che non causano strappi o raddrizzamenti della moto. Lei si fa guidare forte e scende in piega fino a che la pedana non entra in contatto con l’asfalto. L’unico limite (o forse no?!) è dato dalle gomme che quando si scaldano tanto, tendono a scivolare innescando una perdita di grip al posteriore. La cosa mi è dispiaciuta? Per nulla! Anzi… il motard feeling si percepisce forte e chiaro. “Ma si può mettere di traverso?”ovvio. E per traverso intendo quello vero, non quello innescato dal freno posteriore con rischio highside. Bisogna arrivare decisi, scalare le marce necessarie e frenare forte fino a causare l’alleggerimento del posteriore e poi… mentre la frizione antisaltellamento lavora, bisogna avere “il pelo” di inserire la moto in curva, dando il via ad un traverso controllato. Con un giocattolino come questo, la potenza non conta: lei è facile da guidare e ha quanti cavalli bastano per divertire sul misto stretto che si trova spesso appena fuori dalle nostre città. Non vi obbliga a fare trasferte infinite per trovare strade idonee… come dice lo slogan Suzuki, tutte le strade sono il suo terreno di gioco!

 Conclusioni e prezzi

Se cercate una moto facile e divertente, che sia capace di farvi venire il sorriso nel week end e – perché no – con la quale fare i primi ingressi in piste idonee alle sue caratteristiche, la Suzuki DR-Z4SM è la moto perfetta. L’elettronica è presente ma non richiede esperienza per essere utilizzata perché Suzuki ha voluto rendere questa moto intuitiva e alla portata di tutti. Sono certo che con un treno di gomme ancor più performante, sarebbe in grado di lasciarsi alle spalle moto ben più potenti e blasonate, ovviamente su quelle strade ricche di curve che privilegiano la fluidità nella guida alla potenza pura. La Suzuki DR-Z4SM è in vendita a 7.990 € f.c. in due colori semplici ma accattivanti: scegliereste il Grigio Los Angeles come quella in prova, o puntereste alla classica colorazione Suzuki (Bianco San Francisco) con plastiche bianche e cerchi blu a contrasto? Io sarei fortemente indeciso. Di sicuro c’è che una volta in sella, il divertimento prenderà il sopravvento e quindi… per il colore lasciamo a voi la scelta!

Dimensioni: lunghezza 2195 mm; larghezza 885 mm; interasse 1465 mm; altezza sella 890 mm; inclinazione cannotto di sterzo 26°5’, avancorsa 95 mm
Motore: 4 tempi, monociclindrico, raffreddato a liquido, DOHC
Potenza max: 38 cv a 8.000 giri/min
Coppia max: 37 Nm a 6.500 giri/min
Cilindrata: 398 cc
Cambio: meccanico a 5 rapporti
Peso: 154kg
Sosp. anteriore: forcella telescopica regolabile KYB Ø46mm
Sosp. posteriore: monoammortizzatore KYB regolabile
Impianto frenante ant.: Disco singolo Ø310
Impianto frenante posti.: Disco singolo Ø240
Pneumatici: Tubeless – 120/70-R17, 140/70-R17
Capacità serbatoio: 8,7 lt
Consumo: 3,5 Lt/100km
Prezzo: da 7.990 € f.c.

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