Triumph Rocket 3 Gt: quando la cilindrata conta! [TEST RIDE]

Tre cilindri per 2458 cc e 221 Nm di coppia

Triumph Rocket 3 Gt nasce in Inghilterra ma fa suo un celebre motto a stelle e strisce “No replacement for displacement”, cioè “non c’è sostituto alla cilindrata”. Qui i tecnici anglosassoni si sono fatti prendere la mano realizzando un tre cilindri di ben 2.458 cc, un motore unico e poderoso che governa l’esperienza di guida di questa Rocket 3 GT.

Estetica e design

Triumph Rocket 3 Gt ha una linea muscolosa e aggressiva, con il motore bene in vista e molti dettagli oversize come per esempio gli pneumatici, che hanno misure veramente fuori dal comune. All’anteriore abbiamo infatti 150/80 su cerchio da 17”, mentre al posteriore si esagera con uno pneumatico con dimensioni di  240/50 su cerchio da 16”. Molto belli i cerchi, con una serie di razze in alluminio lucidato ed una serie verniciata in colore nero.

Tutto è imponente appunto, come la forcella Showa da ben 47mm di diametro a steli rovesciati e completamente regolabile, sostenuta da piastre di sterzo larghe ed in grado di ospitare addirittura due fari circolari. Questi ultimi sono a led con al centro il logo “T” di Triumph. Proseguendo troviamo il manubrio, che ha i cablaggi elettrici che passano all’interno per avere un look molto pulito, quasi da custom. Il serbatoio fa il verso al passato, con una cinghia spazzolata per tenerlo in posizione ed il tappo in alluminio “Monza”, che richiama quello delle auto da corsa degli anni ’60. Questo dettaglio è poi riproposto sul tappo del radiatore e su quello dell’olio motore, dove nasconde al suo interno l’asticella per verificare il livello del lubrificante. Il motore dicevamo è la parte dominante non solo dal punto di vista delle prestazioni ma anche da quello estetico. Sulla destra troviamo lo scarico in acciaio spazzolato realizzato per idroformatura, con un aspetto molto pulito e curato. Qui troviamo anche due dei tre terminali di scarico, in quanto uno è sulla sinistra della moto insieme al collettore di aspirazione.

Molto belle la finiture del monoblocco nero che ha le nervature in alluminio lavorato e l’attenzione per i dettagli con tutti i cablaggi nascosti. Le selle sono poste su due livelli, con un appoggio posteriore importante sia per il pilota che per il passeggero. Da segnalare la realizzazione delle pedane posteriori , che escono ruotando mentre sono completamente nascoste quando riposte. Il design è quindi molto curato e ricco di dettagli, rendendo la moto nel suo insieme molto bella da vedere e con un aspetto esclusivo, quasi da moto custom realizzata in esemplare unico.

Strumentazione

La strumentazione è composta da uno schermo TFT configurabile sia riguardo i dati che vogliamo vedere sia nella grafica generale, dove è poi possibile scegliere un aspetto che richiama i vecchi cronografi molto scenografico ed originale.

Da qui è poi possibile gestire il proprio smartphone via bluetooth. Viene riportato anche il tipo di mappatura scelta (che viene gestita dal joystick sul comando sinistro) tra road, rain, sport e rider dove è possibile configurare le singole voci di ABS, controllo trazione ed erogazione motore a piacimento. Su questa versione sono poi presenti si serie le manopole riscaldate ed il cruise control.

Motore

No replacement for displacement dicevamo, e qui Triumph ha seguito il detto alla lettera. Questo è il motore più grande mai montato su una motocicletta prodotta in serie ed ha anche la coppia più elevata, 221 Nm (!) a 4000 giri/min, sempre per una moto di produzione.

Per capire meglio di cosa si tratta, una berlina a benzina di medie dimensioni spesso non arriva ad avere così tanta coppia. Anche la potenza non è da meno, con ben 167 CV a 6000 giri/min. Questo motore è in grado di girare poi fino a 7000 giri/min e porta questa Rocket 3 Gt a 100 km/h in 2,89 secondi con una velocità massima di 221 km/h.

Alla guida

L’esperienza di guida è sicuramente unica e riserva tante sorprese soprattutto sul fronte della guidabilità e maneggevolezza. La posizione in sella è piuttosto arretrata e un po’ più alta di come ci si aspetti, il manubrio è largo e un po’ distante, mentre le pedane sono avanzate il giusto e sono anche regolabili su tre posizioni per poter trovare la postura corretta.

A questo punto ci siamo, accendiamo questo motore monstre da 2500 cc. Il sound è intenso con la prevalenza dell’aspirazione che ha un timbro diverso da ogni altra moto, molto più gutturale e profondo. Triumph Rocket 3 Gt ha doti di maneggevolezza inaspettate, permettendo anche manovre a bassa velocità senza problemi o di girare in città senza alcuna limitazione. Andando piano solo il calore che viene emanato dai collettori di scarico sulla destra si fa sentire insieme a quello che sale dal motore, situazione che appena in movimento non da più alcun problema. Il cambio a 6 rapporti ha un funzionamento preciso, ma quello che stupisce è il comando frizione che è molto modulabile e soprattutto molto leggero da azionare, nonostante comandi la frizione più grossa mai utilizzata su una moto. Un’altra nota positiva relativa alla trasmissione è la mancanza totale dei bloccaggi della ruota posteriore anche nelle scalate più cattive, bloccaggi che vista la cilindrata e la trasmissione a cardano sarebbero molto pericolosi. Quello che governa l’esperienza di guida di questa Rocket 3 Gt però è chiaramente il motore e la sua coppia mostruosa, il che si traduce in una prontezza al comando del gas mai provata. La risposta è fulminea ed ha una forza incredibile, tanto da arrivare ai 7000 giri/min in un attimo.

Il bello poi è che anche passando al rapporto superiore la spinta non cala e ci si ritrova in un attimo a velocità veramente elevate. Degna di nota è l’erogazione in quarta marcia, che da un a spinta che con altre moto si fa fatica ad avere in seconda. La sesta è il solo rapporto diciamo di riposo, ma anche qui al richiamo del gas la progressione è sempre notevole. A questo si affianca poi una ciclistica con taratura piuttosto rigida, per evitare eccessivi trasferimenti di carico, anche se non molto precisa. Infaticabili i freni anteriori Brembo Stylema, chiamati sempre a fare lo straordinario viste le accelerazione brucianti e la massa di 294 kg.

Anche al posteriore abbiamo un impianto Brembo, ma la risposta non convince fino in fondo, fattore legato più probabilmente ad una eventuale presenza di aria nell’impianto sul modello in prova. Il comfort in sella è buono, con il busto che viene in parte riparato dall’aria dal piccolo cupolino, mentre spalle e viso rimangono esposti all’aria. Sul fronte dei consumi il valore medio utilizzando la moto sia in città che su autostrade e tangenziali è stato di 13 km/litro.

Prezzi

La gamma Triumph Rocket 3 parte con la versione R con un prezzo di 23.100 euro, mentre la versione Gt in prova ha un listino di 23.900 euro per la colorazione nera, mentre per quella bicolore si sale a 24.500 euro. Questo prezzo è giustificato dalla qualità molto elevata, le finiture di alto livello e l’esclusività di questa moto. A questo si aggiungono poi le sensazioni uniche che questo motore è in grado di offrire.

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