Prova Suzuki GSX-S1000 EVO: Muscoli da Superbike, Anima affilata
Il quattro cilindri da 152 CV e la ciclistica firmano una naked che rifiuta i compromessi e pretende asfalti perfetti per dominare la strada
La stirpe Suzuki affonda le proprie radici in una gloriosa, viscerale tradizione pistaiola, dove le lettere GSX-R rappresentano il punto di riferimento per chiunque cerchi prestazioni. Da questa dinastia di superbike la casa di Hamamatsu ha saputo estrapolare un’anima stradale, che oggi trova la sua massima e più affilata espressione. Avendo provato di recente la sorella minore, la GSX-8S EVO, il contrasto filosofico emerge in superficie in maniera immediata. Se la ottocento tende a far notare quanto sia snella, agile, focalizzata su una facilità d’approccio, l’ammiraglia si colloca su un piano diametralmente opposto. Non è una proposta timida e non fa nulla per nasconderlo. Fin dal primo sguardo questa mille evoca un senso di possenza, di muscoli messi in mostra senza timori, un mezzo concepito appositamente per chi vuole far capire subito la propria autorità sull’asfalto.
MUSCOLI IN MOSTRA E LINEE AFFILATE
L’impatto visivo è dominato da una muscolosità che avvolge l’intera struttura, un gioco di volumi dove la nozione classica di moto nuda viene ridefinita attraverso la presenza di carene laterali tese e slanciate. Il frontale è caratterizzato dal cupolino che incornicia un gruppo ottico a LED ad elementi esagonali sovrapposti, sormontati da una luce di posizione sempre a LED. Si tratta di una scelta, priva di una firma luminosa convenzionale ma dotata di un’estetica tagliente. L’occhio cade poi inevitabilmente sulla finitura adottata sia per la sezione anteriore che per i dettagli laterali, dove spicca un effetto plastico di tipo Camouflage. A essere onesti, questa specifica scelta estetica non mi convince fino in fondo. Sebbene da lontano possa regalare un colpo d’occhio particolare e futuristico.
Non solo, su un allestimento di questo livello avrei preferito vedere qualche elemento in fibra di carbonio in più, magari per sostituire quelle trame plastiche, così da nobilitare ulteriormente l’impatto d’insieme. Il carbonio, in realtà, fa la sua comparsa ma resta confinato sul fondello dello splendido terminale di scarico Akrapovic fornito di serie, un accessorio che da solo eleva il sound e la presenza scenica del retrotreno. Un discorso analogo può essere esteso alla sella monoposto con la cover di serie. Il guscio che copre la porzione del passeggero ha un disegno raffinato e i materiali plastici utilizzati sono di ottima fattura, ma l’inserimento di dettagli in materiale nobile avrebbe fatto una differenza sostanziale in termini di esclusività. Splendido invece il serbatoio, imponente nelle sue forme geometriche e generoso nella capacità di ben 19 litri.
152 CAVALLI SENZA FILTRI: L’EREDITÀ DI HAMAMATSU
Sotto le sovrastrutture vi è il propulsore a quattro cilindri in linea da 999 cc con distribuzione a doppio albero a camme in testa (DOHC) e raffreddamento a liquido, capace di sprigionare una potenza massima di ben 152 CV a 11.000 giri/min e una coppia di 106 Nm a 9.250 giri/min. Questo blocco motore non è un’unità stradale qualsiasi, ma eredita direttamente l’architettura e l’esperienza accumulate in decenni di sviluppo della GSX-R1000 nei campionati superbike e nelle competizioni della MotoGP. Per questa specifica evoluzione, i tecnici hanno lavorato di fino per omologare l’unità secondo i severi standard Euro 5+ senza però intaccare minimamente l’irruenza dell’erogazione. I profili delle camme di aspirazione e di scarico sono stati rivisti per ridurre l’alzata e l’incrocio delle valvole, una finezza ingegneristica che si traduce in un comportamento fluido e lineare lungo tutto l’arco di rotazione. Al contempo, la scatola del filtro dell’aria è stata riprogettata internamente per ottimizzare i flussi e incrementare il rendimento agli alti regimi.
La lubrificazione è a carter umido con olio nel carter, mentre l’alesaggio e la corsa misurano rispettivamente 73,4 mm e 59,0 mm, con un rapporto di compressione pari a 12,2:1. La particolarità di questo motore risiede nella sua immensa elasticità di marcia. La spinta è vigorosa fin dai bassissimi giri, permettendo riprese fulminee senza la necessità di scalare continuamente i rapporti. L’alimentazione è gestita da un sistema di iniezione elettronica che lavora in perfetta simbiosi con corpi farfallati dal diametro ottimizzato, garantendo precisione nella risposta del gas e una progressione che accompagna il pilota fino all’intervento del limitatore con una costanza impressionante.
ANATOMIA DI UN AVANTRENO: LA GEOMETRIA CHE AGGREDISCE L’ASFALTO
Il comparto ciclistico poggia su una strutturate a doppia trave in alluminio con sezioni principali diritte, appositamente progettato per combinare un’elevata rigidezza torsionale a un peso complessivo contenuto. A questo si ancora un solido forcellone in lega di alluminio derivato direttamente dalle competizioni, che assicura un trazione in fase di accelerazione. Passando al reparto sospensioni, l’avantreno si affida a una forcella telescopica rovesciata a steli rovesciati a molla elicoidale e idraulica in bagno d’olio, completamente regolabile nei registri di precarico, estensione e compressione.
La geometria dello sterzo prevede un’inclinazione del cannotto di 25° abbinata a un’avancorsa di 100 mm, quote che sottolineano la ricerca di un inserimento in curva rapido ma supportato da una stabilità assoluta sul veloce. Al retrotreno troviamo un monoammortizzatore azionato da un leveraggio progressivo, anch’esso a molla elicoidale e olio, tarato di serie per offrire un compromesso ideale tra il rigore richiesto nella guida sportiva e il sostegno necessario sui percorsi stradali. L’impianto frenante anteriore è composto da un doppio disco con pinze ad attacco radiale monoblocco fornite da Brembo, mentre al posteriore agisce un singolo disco idraulico. Le ruote in lega di alluminio a sei razze accolgono pneumatici radiali tubeless nelle misure di 120/70ZR17 all’anteriore e un generoso 190/50ZR17 al posteriore, nello specifico Dunlop Roadsport 2 con una mescola e una struttura interna sviluppate per sposare al meglio le caratteristiche geometriche della moto.
L’INTELLIGENZA DI HAMAMATSU: DALLA MAPPA ACTIVE AL QUICK SHIFT
La gestione della potenza e della dinamica è affidata al pacchetto Suzuki Intelligent Ride System (S.I.R.S.), una suite di tecnologie elettroniche di ultima generazione gestite da una centralina. Al centro del sistema troviamo il selettore delle mappature motore SDMS, denominato “SCEGLIILTIRO”, che mette a disposizione tre configurazioni distinte. La Mappa A (Active) rappresenta la configurazione più sportiva, studiata per offrire una risposta immediata e uno spunto mozzafiato all’apertura del comando del gas, ideale per i track day o per aggredire i passi di montagna. La Mappa B (Basic) ammorbidisce la prima fase di apertura della farfalla, restituendo un’erogazione lineare e progressiva adatta alla guida quotidiana e a una varietà più ampia di condizioni.
La Mappa C (Comfort) attenua ulteriormente la risposta del motore, configurandosi come la scelta perfetta per i fondi bagnati o per i trasferimenti autostradali in totale relax. La trazione è vigilata dal sistema controllo trazione STCS, ribattezzato “APRISERENO”, regolabile su 5 livelli di intervento e completamente disinseribile. Il sistema monitora costantemente la velocità delle ruote, i giri motore e la marcia inserita per prevenire le perdite di aderenza del posteriore. Non manca l’acceleratore elettronico Ride-by-Wire, che elimina i vecchi cavi meccanici in favore di una precisione nell’interfaccia uomo-macchina. Un plus tecnologico fondamentale è rappresentato dal cambio elettronico Quick Shift bidirezionale “CAMBIARAPIDO”, che consente passaggi di marcia superiori e scalate fulminee senza l’utilizzo della frizione. Chiudono il cerchio il sistema “PARTIFACILE” (Low RPM Assist), che stabilizza i giri del motore nelle partenze da fermo e nella marcia a bassa velocità, e la strumentazione con schermo TFT LCD a colori da 5 pollici, ricca di informazioni e sempre perfettamente leggibile.
LA PROVA: RITMO SERRATO, TRA REAZIONI DA PISTA E BRACCIA STRAPPATE
Salire in sella a questa mille significa accettare un compromesso chiaro fin dal primo istante. La posizione di guida è dichiaratamente sportiva, caricata in avanti sul manubrio ma senza risultare eccessivamente punitiva per i polsi. Per la mia altezza di 173 centimetri l’ergonomia iniziale è giusta, le braccia trovano una piega naturale e il busto è inclinato per contrastare la pressione aerodinamica. Quando si iniziano a macinare molti chilometri, magari affrontando noiosi trasferimenti autostradali, le ginocchia ogni tanto chiedono un po’ di tregua e sorge la necessità di sgranchirsi.
La sella Luxury con logo ricamato è splendida da vedere e offre un supporto eccellente per muovere il corpo, ma la sua consistenza è tendenzialmente dura. Non eccelle nel comfort puro sulle lunghe distanze perché è pensata espressamente per assecondare le reazioni della moto quando si alza il ritmo. D’altronde, siamo di fronte a una sportiva nuda, non a una passista. Quando si ruota la manopola destra, ci si rende conto che le prestazioni a disposizione per l’uso stradale sono straripanti. Il quattro cilindri in linea sfoggia un’elasticità straordinaria. Si può viaggiare in sesta marcia ben al di sotto dei 4.000 giri e il motore non perde un colpo, riprendendo con una fluidità incredibile indipendentemente dall’andatura.
Ma se si decide di cercare l’irruenza, basta scalare in seconda e agire sul gas con decisione, la progressione è così violenta e potente da strappare le braccia, amplificata dal fatto che, non essendoci alcuna protezione aerodinamica, tutto il vento si contrappone all’avanzamento. In questo frangente, il cambio Quick Shift bidirezionale lavora in modo eccellente, specialmente quando si seleziona la modalità di guida sportiva. Rispetto alla sorella minore 8S, l’evoluzione sulla mille è tangibile. Sono riuscito a utilizzare il sistema in scalata senza toccare la frizione persino a bassissime velocità nel traffico cittadino, eliminando del tutto quello scatto forte e fastidioso che a volte caratterizza i sistemi meno affinati.
Per la maggior parte del test ho mantenuto attiva la mappa A, preferendo la mappa B solo nei passaggi urbani per addolcire la risposta. La frenata è potente e modulabile quanto basta per arrestare la massa con un solo dito, ma l’acceleratore richiede comunque polso fermo e consapevolezza.
Non ci si può aspettare una mille addomesticata, non sarebbe nella sua natura e tradirebbe il DNA di Hamamatsu. Bisogna essere consapevoli che si stanno gestendo oltre 150 cavalli nati per correre. Il feedback che si riceve dall’asfalto è sincero, a patto che il fondo sia in buone condizioni. La taratura della forcella anteriore è rigida e non ama affatto i dissesti, le buche o le ondulazioni stradali. Le non omogeneità dell’asfalto vengono trasmesse in maniera diretta e senza filtri alle braccia del pilota. È una ciclistica che richiede asfalti perfetti, quasi da pista, dove riesce finalmente a esprimere una linearità e una fiducia assoluta, regalando un avantreno granitico.
Il monoammortizzatore posteriore, invece, mi è sembrato regolato con un ottimo compromesso, capace di lavorare bene sia nella guida disimpegnata che tra le curve affrontate con il coltello tra i denti. Nonostante una presenza fisica importante, una volta in movimento la moto rivela un carattere agilissimo. Applicando la giusta pressione alle estremità del manubrio, la EVO scende in piega con una rapidità impressionante, puntando alla corda senza la minima esitazione.
La distribuzione dei pesi, unita alla triangolazione della sella e delle pedane, rende estremamente efficace uno stile di guida reattivo e veloce. Nei cambi di direzione fulminei avverte il maggior carico rispetto alla più leggera 8S, ma l’efficacia in curva e la foga con cui si viene proiettati fuori dalle svolte ripaga ampiamente ogni sforzo fisico.
IN CONCLUSIONE: PREZZO DI LISTINO E BILANCIO DEL TEST
Il verdetto finale si consuma inevitabilmente davanti al concessionario, dove la Suzuki GSX-S1000 EVO si presenta con un prezzo promozionale di listino di 12.990 euro (franco concessionario, IVA inclusa). Una cifra che, se rapportata alla dotazione tecnica di serie (comprensiva di scarico Akrapovic, sella luxury e cover monoposto) e alle prestazioni pure del propulsore, posiziona questa naked come una delle alternative più interessanti del segmento per rapporto tra qualità, cavalli e prezzo.
In conclusione, questa EVO non è una moto per tutti e non vuole esserlo. Se cercate un mezzo vellutato per viaggiare in coppia per migliaia di chilometri o per digerire il pavé cittadino senza scossoni, fareste meglio a guardare altrove. Ma se il vostro obiettivo è rimettere al centro dell’esperienza di guida la purezza meccanica di un quattro cilindri di derivazione superbike, inserito in una ciclistica rigorosa che esige asfalti collinari per ricompensarvi con un avantreno granitico e uscite di curva entusiasmanti, allora la super naked di Hamamatsu rappresenta una scelta di carattere. Una moto muscolosa, viscerale e orgogliosamente priva di filtri, nata per chi vuole dominare la strada.
SCHEDA TECNICA – Suzuki GSX-S1000 EVO
Motore: Quattro cilindri in linea, 4 tempi, DOHC, raffreddato a liquido, Euro 5+
Cilindrata: 999 cc
Alesaggio x corsa: 73,4 mm x 59,0 mm
Rapporto di compressione: 12,2:1
Potenza max: 112 kW (152 CV) a 11.000 giri/min
Coppia max: 106 Nm a 9.250 giri/min
Alimentazione: Iniezione elettronica
Cambio: Meccanico a 6 rapporti con Quick Shift bidirezionale e frizione assistita (Suzuki Clutch Assist System)
Sosp. anteriore: Forcella KYB telescopica a steli rovesciati da 43 mm, completamente regolabile
Sosp. posteriore: Leveraggio progressivo con monoammortizzatore regolabile in estensione e precarico molla; escursione ruota 130 mm
Impianto frenante: Anteriore a doppio disco con pinze ad attacco radiale monoblocco Brembo – posteriore a disco singolo idraulico
Pneumatici: Anteriore 120/70ZR17M/C (58W) tubeless; Posteriore 190/50ZR17M/C (73W) tubeless (Dunlop Roadsport 2)
Capacità serbatoio: 19,0 litri
Consumo carburante: 6,1 litri/100km
Prezzo: 12.990 € f.c.
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