Yamaha Tracer 7 GT Y-AMT: La Sport Tourer “intelligente” [PROVA SU STRADA]

Con l’arrivo del cambio Y-AMT, la nuova Tracer 7 GT evolve: più agile, più comoda e matura, per un’esperienza di guida da moto di categoria superiore

Gerno di Lesmo – L’appuntamento è fissato per le 10 a Gerno di Lesmo, sede storica di Yamaha Italia, quella che i nostalgici ricordano come la “Yamaha Belgarda” dei tempi che furono. Oggi, proprio qui, verranno presentatale ai giornalisti le nuove Tracer 7 e 7 GT con cambio automatico Y-AMT. Una novità molto interessante ed attesa dagli amanti del turismo sportivo a medio e lungo raggio grazie alla poliedricità che da sempre caratterizza la sport tourer giapponese di media cilindrata. Per l’occasione, un tiepido sole fa capolino in questa giornata di fine inverno facendo sentire la primavera ancora più vicina. La sede italiana di Yamaha si sta preparando ad accogliere anche il reparto racing che porterà proprio a Lesmo tutte le attività legate alla SBK e la MotoGP, contribuendo ad accrescere ulteriormente il prestigio della sede italiana.

Yamaha Campus: eccellenza tutta Italiana

In una sala riunione dello “Yamaha Campus” di Lesmo, prestigioso riconoscimento ottenuto da Yamaha Motor Co. Ltd., si è tenuta la presentazione delle nuove Tracer 7 e 7 GT 2026: una moto tutta nuova, oggi decisamente più matura sotto vari punti di vista. Pensata per l’utente che desidera percorrere lunghe distanze senza affaticare schiena o braccia, rappresenta l’anello di congiunzione tra la comodità di una tourer e l’agilità di una naked, senza rinunciare al divertimento quando arrivano curve e tornanti. Con il MY2026, Yamaha introduce sulla Tracer 7 la possibilità di abbinare l’innovativa tecnologia del cambio automatizzato Y-AMT: l’obiettivo della casa Giapponese è quello di offrire una moto capace di mantenere il piacere di guida tipico della trasmissione manuale, aggiungendo però la comodità di una gestione automatica delle marce.

Sguardo accattivante e stile dinamico

Le nuove Tracer 7 e 7 GT ci attendono nell’edificio dedicato alla Ricerca e Sviluppo. Accanto ai modelli definitivi, troviamo anche il clay ed il team di Ingegneri che ha sviluppato la moto partendo dal cuore del progetto: il rodato ed affidabile CP2. Ci preme sottolineare che questa moto è stata pensata e disegnata in Italia, mentre la produzione avviene in Francia presso l’ex stabilimento MBK, oggi denominato Yamaha Motor Manufacturing Europe (YMME). Un mix di creatività ed ingegneria europea che si riflette chiaramente nel risultato finale. Le linee sono dinamiche e ultramoderne, caratterizzate da quello sguardo aggressivo in stile Iron Man che definisce l’attuale family feeling della Casa di Iwata. Tanta attenzione è stata dedicata all’aerodinamica, elemento fondamentale per una moto destinata al turismo. Il cupolino e le carene laterali sono progettati per migliorare la protezione dal vento, aumentando il comfort durante i lunghi viaggi; la sella (della versione GT in prova) è estremamente confortevole, così come lo è il manubrio, finalmente più alto di 30 mm e più largo – rispetto alla versione precedente – di ben 25 mm per lato a beneficio del controllo globale e della percezione di sicurezza trasmessa dall’avantreno. Il codino affusolato che ospita una sella dedicata al passeggero più lunga di 40 mm, è nascosto dalle eleganti valige laterali che si integrano perfettamente nel design globale senza appesantirlo. La triangolazione tra sella, manubrio e pedane è studiata per offrire una postura naturale, capace di ridurre l’affaticamento anche dopo molte ore in sella. Sella che, per inciso, è regolabile su due posizione rispettivamente poste a 845 e 865 mm dal piano strada.

Tourer sì, ma anche sportiva!

L’idea dell’ingegnere che ha curato l’estetica della Tracer 7 era chiara fin da subito: la moto doveva trasmettere un senso di dinamismo capace di fondersi con le doti da tourer, senza tradire l’animo sportivo che la caratterizza. Sotto le carene della Yamaha Tracer 7 GT troviamo il noto motore CP2, il bicilindrico parallelo da 689 cc che ha reso celebri diversi modelli della casa giapponese. E’ una pietra miliare, aggiornata alle più recenti normative in materia di rispetto delle emissioni inquinanti. Apprezzato per il suo temperamento elastico e per la capacità di offrire una buona spinta già ai medi regimi, questo motore – abbinato alla trasmissione Y-AMT – è perfetto per l’utilizzo Touring ma, allo stesso tempo, sa regalare anche piacevoli sensazioni anche sulle strade ricche di curve, grazie ai 68 Nm disponibili a 6.500 giri/min. La configurazione Crossplane (da cui la sigla CP) garantisce una risposta dell’acceleratore progressiva e una buona disponibilità di coppia, caratteristiche ideali per una moto pensata per affrontare sia lunghi viaggi che tortuose sessioni nel traffico cittadino. Come sempre però, sta poi alla “manetta” del rider scegliere quale temperamento sfruttare!

Finalmente la trasmissione Y-AMT sulla Tracer 7

La trasmissione automatizzata Y-AMT (acronimo di Yamaha Automated Manual Transmission) non è di per sé una novità ma lo è se la si pensa abbina alla Tracer 7. E allora “via la leva della frizione e via anche il classico selettore di marcia a pedale” per un’esperienza che permetta al rider di fondersi con la moto, consentendogli di concentrarsi appieno sulle prestazioni e sull’esperienza di guida. Yamaha, con questa soluzione, conferma la sua volontà di offrire una guida immersiva, lasciando che il cambio marcia sia compito di due solo dita, “meglio connesse rispetto ai piedi, con il cervello umano”. Sul blocchetto sinistro troviamo i tasti + e –, rispettivamente attivabili con l’indice (ingaggiato in fase in accelerazione) e con il pollice (ingaggiato invece in fase di decelerazione). L’Y-AMT consente di regolare le caratteristiche del cambio della moto in base alle preferenze del rider e alle condizioni della strada, permettendo di scegliere tra le modalità MT o AT (la prima manuale, la seconda automatica). L’azionamento della frizione è sempre progressivo e lineare ma, secondo il nostro onesto parare, più il regime di rotazione è elevato, più il cambio sembra funzionare meglio. Selezionando la trasmissione completamente automatica (AT), il rider può scegliere tra le modalità D, quella più conservativa, e D+ che è caratterizzta da un’impronta più sportiva. In ogni caso, il massimo delle prestazioni si ottiene scegliendo la modalità MT: qui si è padroni delle “cambiate” proprio come accade con il cambio classico. Se in modalità automatica la Tracer 7 GT è una sorniona commuter urbana che ci accompagna nel quotidiano senza “sbatti”, basta switchare su MT per riprendere possesso delle nostre cambiate, tornando a godere di quelle emozioni che solo il raggiungimento del limitatore sa dare! Ma quanto incide il sistema Y-AMT sul peso della moto rispetto alla versione con cambio classico? Solo 2,8 kg in più. Certo, se parlassimo di una superbike ad uso pista, sarebbe un macigno ma su una moto del genere, a livello dinamico non si percepisce nemmeno la differenza.

Fine evoluzione e ciclistica al top di categoria

Il cambio Y-AMT lavora in combinazione con il sistema elettronico di controllo dell’acceleratore “ride-by-wire” (YCC-T) che, abbinato alle modalità di guida intercambiabili e alla funzione di Cruise Control di serie, rendono la Tracer 7, una moto completa sono ogni punto di vista. Il display TFT da 5” è chiaro e ben leggibile – grazie al piccolo visierino superiore – anche in condizioni di scarsa o eccessiva illuminazione ed è immediatamente interfacciabile con lo smartphone per usufruire della navigazione Garmin StreetCross. Sono invece due le modalità di guida preimpostate: Sport e Street. La terza mappa definita “Custom” è personalizzabile dall’utente attraverso l’app MyRide. Sono poi presenti tre mappe motore e due livelli del controllo di trazione oltre alla possibilità di disinserirlo.La ciclistica prevede un forcellone allungato di 40 mm ed ottimizzato per incrementare la rigidità torsionale, caratteristica implementata anche per il telaio in acciaio ad alta resistenza. Per quanto riguarda il reparto sospensioni, all’anteriore troviamo una forcella a steli rovesciati regolabile in estensione su 18; al posteriore invece, l’ammortizzatore e la sospensione Monocross lavorano all’unisono per trasformare ogni viaggio in una esperienza. Come plus, sulla GT troviamo il rimando con il manettino per una regolazione immediata della compressione del mono.

 Come va la Yamaha Tracer 7 GT con Y-AMT

Al nostro arrivo le Tracer 7 e le GT sono allineate sotto alla mega insegna YAMAHA che domina la sede Italiana: mi viene assegnata la GT e ne sono estremamente contento perché voglio testare le caratteristiche che la differenziano dalla “standard”. Le manopole riscaldate sono una manna dal cielo in queste mattine dove la temperatura è di poco superiore allo zero e in ogni caso – su una moto di questo tipo da usare 360 giorni l’anno – è meglio averle che non averle. Salgo in sella e apprezzo subito il comfort della seduta specifica GT, maggiormente imbottita rispetto a quella della sorella; lo shock vero è dato dalla mancanza della leva frizione! Succede solo le prime volte ma, all’inizio, è impattante non trovarla a portata di “dita”. Poco male: basta girare la chiave, attendere il check, dare gas e partire. Easy Peasy, come direbbero gli inglesi! Il primissimo utilizzo mi serve per portare la moto da Lesmo a Milano e devo subito ammettere che gli ingegneri hanno ragione: con la trasmissione in AT e la mappa D, le cambiate sono fluide e al giusto regime per una guida rilassata senza stress. L’unico “neo” è la rumorosità dell’innesto, forse un pochino più elevata di quello che mi sarei aspettato ma, in ogni caso, nulla di fastidioso anche perché la fluidità è totale. La Tarcer 7 GT scala rapidamente anche quando si frena in maniera brusca, regalando sempre una sensazione di sicurezza; ho provato la mappa D+ ma in città non ha molto senso, anzi, crea quell’attesa di cambio marcia che non arriva, costringendo a dare un po’ di gas in più per poi, magari, chiuderlo repentinamente. Il comfort è eccellente sia a livello di seduta che di posizione del busto e delle braccia; il manubrio più largo la rende molto più stabile e intuitiva, complice una forcella ben tarata per l’utilizzo quotidiano. La protezione delle gambe è ottima così come lo è anche quella garantita dal plexi maggiorato regolabile comodamente a mano anche a moto in movimento. Sono alto 1 e 87 e devo dire che l’aria non è mai stata un problema insostenibile, anche in autostrada ad andature allegre con il comodo Cruise Control attivato (disattivabile con la corsa negativa del gas); nei trasferimenti ad andature elevate, il comportamento è sempre stabile e sincero, anche con le valige. Il CP2 eroga circa 74 cv che non sono sufficienti per prestazioni da capogiro ma… è esattamente la potenza che serve per questa sport-tourer definitiva: appena le strade si liberano e i passi si avvicinano, è il momento giusto per switchare su MT e diventare padroni del cambio marcia. All’inizio non sarà immediato perché ogni tanto salirete di marcia anziché scalare ma appena troverete la quadra, capirete che questa è la funzione ideale per ottenere il massimo dallo Y-AMT. E allora gas spalancato e indice pronto per salire di marcia a limitatore, apprezzando al massimo la linearità e la rapidità delle cambiate! Gli affinamenti ciclistici la rendono talmente perfetta da desiderare qualche cavallo in più che questa Tracer 7 GT non avrebbe comunque problemi a gestire. Agile e veloce nello scendere in piega, è anche molto rapida nei cambi di direzione purchè la si tenga in MT quando si va alla ricerca del divertimento estremo. Non avendo la IMU infatti, non c’è un sensore che leghi l’angolo di piega della moto e che regoli di conseguenza l’innesto delle marce, motivo per il quale anche in D+,benchè il feed-back sia improntato alla sportività, ci si può trovare con dentro una marcia che ancora non si sarebbe cercata se la capacità decisionale fosse stata lasciata al rider. La frenata è incisiva, ben modulabile ma mai aggressiva; i trasferimenti di carico sono abbastanza percepibili ma basterà intervenire sul precarico per trovare il setting che si addice al proprio stile di guida.

Conclusioni e prezzi

La nuova Yamaha Tracer 7 è disponibile presso le concessionarie ad un prezzo di €9.999,00 f.c. per la versione con cambio manuale ed €10.599,00 f.c. con tecnologia Y-AMT; le colorazioni tra le quai scegliere son Redline e Midnight Black. Per la versione GT partiamo da €11.499,00 f.c. che diventano €12.099,00 f.c. per la Y-AMT in tinta Icon performance oppure Tech Black. La scelta tra le due versioni è strettamente correlata all’uso che ne farete: la GT – rispetto alla versione base – vi darà in più la regolazione del precarico posteriore remota, le borse laterali rigide, il plexi maggiorato di 90 mm, le manopole riscaldate su tre livelli, il cavalletto centrale, le pedane con inserto in gomma e la sella speciale con una imbottitura più spessa ed un rivestimento ad hoc per rendere i viaggi ancora più confortevoli. Le caratteristiche tecniche sono le stesse per entrambe le versioni ma il consiglio principale, oltre a raccomandarla decisamente per le sue caratteristiche globali, è solo uno: sceglietela con il cambio Y-AMT e godetevi il viaggio, senza stress e senza pensieri!

Dimensioni: lunghezza 2135 mm; larghezza 875 mm; interasse 1495 mm; altezza sella 845 (865) mm; inclinazione cannotto di sterzo 25°10’, avancorsa 99 mm
Motore: CP2 – Due cilindri, raffreddato a liquido, DOHC, 4 valvole
Potenza max: 54 kw a 8.750 giri/min
Coppia max: 68 Nm a 6.500 giri/min
Cilindrata: 689 cc
Cambio: Y-AMT
Peso: 214kg
Sosp. anteriore: forcella a steli rovesciati Ø41mm
Sosp. posteriore: leveraggi progressivi; Coil spring/Gas-hydraulic damper
Impianto frenante ant.: Doppio disco Ø298mm
Impianto frenante posti.: Disco singolo Ø245mm
Pneumatici: Tubeless – 120/70-ZR17, 180/55-R17
Capacità serbatoio: 18 lt
Consumo: 4,2 Lt/100km
Prezzo: da 12.099 € f.c. per la GT

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