Vespa: una storia di stile e dinamismo dal 1946 [FOTO]

Il brevetto depositato il 23 aprile di 75 anni fa

Vespa: una storia di stile e dinamismo dal 1946 [FOTO]Vespa: una storia di stile e dinamismo dal 1946 [FOTO]

Sono trascorsi 75 anni e la notorietà di Vespa è testimoniata dai 19 milioni di esemplari presenti nel mondo. Un mezzo divenuto icona, strumento di aggregazione, esempio di arte in movimento che nel tempo è evoluto, pur conservando aspetti peculiari legati alla sua essenza costruttiva.

Un passato lontano

Vespa è un brand legato al Gruppo Piaggio ed alla storia stessa della società fondata a Genova nel 1884 da Rinaldo Piaggio, che inizialmente operava nel ramo degli arredamenti navali per poi spaziare verso la realizzazione di carrozze e vagoni ferroviari, tram, motori e carrozzerie speciali per autocarri. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Piaggio si occupò anche di sviluppo aeronautico e vi si dedicherò negli anni successivi, producendo idrovolanti e aeroplani, acquisendo anche nuovi stabilimenti come una fabbrica di aerei a Pisa nel 1917 e quattro anni più tardi uno stabilimento a Pontedera che divenne il centro della produzione aeronautica di Piaggio. In quel periodo questa realtà divenne uno dei maggiori produttori nel settore prima del Secondo Conflitto Mondiale e perciò gli stabilimenti Piaggio dislocati a Genova, Finale Ligure e Pontedera divennero bersagli strategici di guerra e furono distrutti durante il periodo bellico.
Terminata la guerra, nel 1946 Enrico e Armando Piaggio, figli di Rinaldo, si concentrarono su un nuovo corso industriale. Enrico si occupò della ricostruzione dello stabilimento di Pontedera, recuperando parte dei macchinari presenti a Biella e indirizzando la produzione verso la mobilità individuale. Da questo proposito e con il lavoro progettuale dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio (1891-1981) prese forma un sogno chiamato Vespa.

Dal “Paperino” alla Vespa

La Vespa fu pensata per essere un prodotto a basso costo e per il largo consumo, lo stesso Enrico Piaggio studiò ogni soluzione per riattivare la produzione, iniziando dallo stabilimento di Biella, dove fu sviluppato un “motorscooter” prendendo spunto dalle compatte motociclette per paracadutisti.
Il prototipo MP5 venne nominato “Paperino” per la strana forma, però non piacque a Enrico Piaggio e chiese a Corradino D’Ascanio di intervenire. Il progettista, data la sua esperienza in campo aeronautico, trovò varie soluzioni come ad esempio evitare l’esposizione di una catena adottando una scocca portante, quindi localizzò il cambio sul manubrio e, per agevolare la sostituzione delle ruote in caso di foratura, introdusse un braccio di supporto simile ai carrelli degli aerei. La carrozzeria doveva proteggere il guidatore scongiurando che potesse sporcarsi, inoltre, ben prima degli studi dedicati all’ergonomia, la posizione di guida avrebbe favorito comfort e sicurezza.
Dal progetto rivisto da D’Ascanio derivò qualcosa di nuovo rispetto al “Paperino”, un modello originale e innovativo. Grazie all’aiuto di Mario D’Este, un disegnatore di fiducia, il progettista in pochi giorni definì il primo progetto della futura Vespa da realizzare a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome fu dato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP6, data una parte centrale ampia e una sezione più stretta, disse: “Sembra una vespa!” Da allora un nome famoso nel mondo.

Il brevetto della Vespa fu depositato il 23 aprile 1946 dalla Piaggio & C. S.p.A., presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze. Un brevetto per: “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.
Enrico Piaggio fece partire una produzione in serie di duemila esemplari della prima Vespa 98 cc e il mezzo fu presentato per la prima volta al prestigioso Circolo del Golf di Roma, in presenza del generale americano Stone che rappresentava il governo militare alleato. Un evento ripreso anche dal cinegiornale statunitense Movieton e gli italiani videro per la prima volta la Vespa nelle pagine interne di Motor il 24 marzo del ’46 e sulla copertina in bianco e nero de La Moto del 15 aprile 1946. Poi avvicinarono il modello alla Fiera di Milano dello stesso anno e in quella occasione la Vespa catturò anche l’attenzione del cardinale Schuster.

Il periodo presente

Sono passati ben 75 anni da allora e Vespa è evoluta, tenendo presente l’innovativo concetto di carrozzeria portante costruita in acciaio, ricevendo motorizzazioni e soluzioni tecniche sempre più avanzate. Attualmente se ne distinguono più tipologie partendo dalla giovanile Vespa Primavera nelle cilindrate 50, 125 e 150 cc e dalla spumeggiante Vespa Sprint che rappresenta un’evoluzione della stessa Primavera. Poi c’è la Vespa GTS, altrettanto nota come “Vespone” data la scocca più generosa, che risulta anche la più veloce e sportiva grazie ai propulsori 4T da 125, 150 e 300 cc, raffreddati a liquido nelle tipologie Vespa GTS, GTS Super, GTS SuperSport e Touring con un nuovo e più potente motore 300 hpe.
Interessante e ricercata è anche la (VESPA 946) RED, legata alla collaborazione tra Gruppo Piaggio e (RED), vestita interamente di rosso alla luce dei programmi di lotta all’AIDS, alla tubercolosi e alla malaria propri di (RED), un’associazione fondata nel 2006 da Bono e Bobby Shriver, che ha contribuito per centinaia di milioni USD al Global Fund per la lotta ad AIDS, Tubercolosi e Malaria in Africa.
(VESPA 946) RED è la più recente di Vespa 946, il modello esclusivo che richiama l’anno di nascita, il 1946. Dal 2020 anche Vespa Primavera è proposta in versione (RED).

L’evoluzione è sottolineata inoltre dalla Vespa Elettrica, il modello con cuore tecnologico dell’icona legata al Gruppo Piaggio, disponibile nelle versioni con velocità massima limitata a 45 km/h e da 70 km/h, dotata di soluzioni funzionali come una strumentazione digitale su display TFT a cui associare Vespa MIA.
Di recente è stata presentata anche una speciale serie Vespa 75th, ricordando l’anniversario.
Nel passato decennio sono state realizzate più di un milione e ottocentomila nuovi esemplari di Vespa diffusi per il mondo. Una realtà divenuta globale che prende vita nel sito di Pontedera, lo stesso stabilimento dove è realizzata dal 1946 e dove sono sviluppati gli esemplari destinati ai mercati europei e occidentali, incluse le Americhe; poi a Vinh Phuc, in Vietnam, per il mercato locale e i paesi del Far East, quindi in India nell’impianto di Baramati inaugurato ad aprile del 2012, da cui fuoriescono i modelli per il mercato indiano.

Foto: Vespa

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