V-Strom Day 2026: dal Mugello a Imola con il tassello
Cento moto, i passi leggendari dell'Appennino e l'emozione della pista: tutta l'anima di Suzuki vissuta in sella alla V-Strom 800DE
Il V-Strom Day è un appuntamento che anno dopo anno si rinnova, alza l’asticella dell’emozione e si trasforma in una sorta di rito di passaggio annuale a cui è impossibile rinunciare. Questa è la mia seconda volta e, guardando la distesa di caschi che brilla sotto un sole implacabile, ho capito che percorrere queste strade non è solo una questione di chilometri, ma di pura complicità. Il caldo picchia duro fin dalle prime ore, eppure l’energia della carovana è contagiosa, sorretta da un comune spirito d’avventura che livella ogni differenza tra piloti esperti e appassionati. Tutto inizia in realtà la sera prima, quando le luci si abbassano e ci si ritrova seduti attorno a una tavola imbandita. Giornalisti e clienti Suzuki mescolati senza barriere, uniti dallo stesso linguaggio fatto di pieghe, traiettorie e sogni di viaggio. È qui, tra un tagliere di salumi artigianali e i piatti tipici della tradizione toscana, che si consuma il vero antipasto dell’evento. Parlare di moto davanti a un buon bicchiere di vino fa capire immediatamente quanto l’organizzazione sappia coccolare i suoi ospiti, preparando il terreno per quella che sarà un’avventura memorabile. Quando si accende il motore e si parte, il bello ha finalmente inizio.
IL SACRO ASSE TRA MUGELLO E IMOLA
La sveglia suona presto e alle 8:15 siamo già in movimento dall’albergo per raggiungere, in una manciata di minuti, il circuito del Mugello. Trovarsi all’interno di questo tempio mondiale della velocità mette i brividi a qualsiasi motociclista degno di questo nome. È un luogo mistico, dove si respira la storia del motorsport e dove solitamente si viene per ammirare le imprese dei propri idoli. Noi siamo qui, pronti a scattare da un circuito leggendario per raggiungerne un altro altrettanto storico: l’Autodromo di Imola. Unire due passaggi così iconici in un’unica giornata è un regalo esclusivo che solo una grande organizzazione può concedere, permettendo ai partecipanti di calcare spazi normalmente inaccessibili e blindati. Dopo un briefing fondamentale per fissare le regole di sicurezza e la gestione, i motori si accendono. L’itinerario di quest’anno si snoda attraverso i passi più altisonanti dell’Appennino Tosco-Romagnolo, nomi che evocano curve perfette anche al di fuori dei confini italiani: il Giogo, la Futa e la Raticosa, fino a sfiorare la suggestiva conformazione del Sasso di San Zenobi. I cento partecipanti vengono suddivisi in gruppi compatti guidati da apripista, tutti istruttori professionisti di scuola guida sia su strada che in fuoristrada. Il loro compito è chiaro, fare in modo che ognuno possa guidare al proprio ritmo, divertendosi in totale sicurezza e senza l’ansia di dover dimostrare nulla.
LA TERRA SOTTO LE RUOTE E LA SCELTA DEL MEZZO
A un certo punto della mattinata il gruppo si scinde per assecondare la vera natura di ogni pilota e della propria cavalcatura. La scelta è tra il percorso Discovery, interamente sviluppato su asfalti sinuosi, e la variante off-road, pensata per chi vuole sporcare le carene e mettere alla prova i tasselli. Se hai tra le mani una V-Strom 800DE, la deviazione verso lo sterrato diventa una tentazione irresistibile. Rispetto alla versione stradale SE, la DE mette sul piatto una ciclistica orientata al fuoristrada, dominata dal cerchio a raggi anteriore da 21 pollici e, soprattutto, da chicche elettroniche specifiche come la modalità di Traction Control denominata Gravel. Avendo a disposizione sia la possente 1050DE che la più snella 800DE, la mia preferenza è andata subito a quest’ultima. Ha un’agilità maggiore, la giusta schiena ai medi regimi e una motorizzazione bicilindrica da 776 cm³ che eroga 84 cavalli in modo fluido e gestibile. La riduzione del peso complessivo rispetto alla sorella maggiore si traduce in una confidenza immediata quando il fondo si fa instabile e la terra comincia a scivolare sotto le ruote. Inserisci la modalità Gravel, disabiliti l’ABS sulla ruota posteriore e la moto ti asseconda permettendo piccoli slittamenti controllati che stampano il sorriso sotto il casco. Le sospensioni digeriscono qualsiasi pietraia con la loro escursione da 220 millimetri, trasformando i tratti più accidentati in un puro esercizio di divertimento. La posizione in piedi sulle pedane risulta naturale e permette di percepire bene il lavoro della ciclistica, favorendo il controllo anche sui percorsi più sconnessi.
Su strada la V-Strom 800DE sorprende soprattutto per la stabilità. Nonostante la ruota anteriore da 21 pollici, tipica delle moto orientate all’avventura, l’ingresso in curva è rapido ma sempre progressivo. La moto scende in piega con naturalezza e mantiene una traiettoria precisa. Tra i 4.000 e i 6.000 giri il propulsore offre il meglio di sé, consentendo di affrontare curve e tornanti con naturalezza, ma quando si decide di aprire il gas con maggiore decisione emerge una spinta più vigorosa che continua fino agli alti regimi senza murare. L’impressione generale è quella di una moto sincera e prevedibile, capace di mettere immediatamente a proprio agio il pilota. Particolarmente apprezzato il quickshifter bidirezionale di serie, che rende cambiate e scalate rapide.
SOLIDARIETÀ IN SELLA E IL PROFUMO DELL’ADRENALINA
Le strade della domenica si rivelano fortunatamente prive di traffico pesante, un dettaglio che permette alla carovana di scorrere senza intoppi e in piena sicurezza. Ma la vera essenza del motociclismo emerge quando le cose non vanno come previsto. Durante il tragitto, il nostro gruppo nota alcuni partecipanti di altre sezioni in difficoltà nel mantenere l’autonomia del passo. In questi momenti non si pensa all’orologio, da bravi motociclisti, li abbiamo accolti e integrati nelle nostre file, scortandoli con cura fino alla destinazione del pranzo. È questa l’anima del touring Suzuki, un senso di appartenenza che va ben oltre il logo sul serbatoio. Il pranzo si consuma in una struttura accogliente, dove ci si rilassa davanti a piatti locali capaci di ritemprare lo spirito e il corpo messi a dura prova dalla calura. Con la pancia piena e i motori riposati, il giro mattutino si conclude ufficialmente per lasciare spazio agli ultimi dieci chilometri di asfalto che ci separano dalle porte di Imola.
L’ingresso all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è trionfale: cento V-Strom che avanzano compatte, portando un’ondata di allegria contagiosa fin dentro le tribune dedicate. Per noi giornalisti il dovere chiama, impedendoci di assistere fisicamente alla gara della Suzuki GSX-8R Cup. Poco male, perché una volta varcato il paddock di Imola si viene investiti da quell’odore inconfondibile e denso fatto di gomma bruciata, benzina e adrenalina pura che solo la pista sa regalare.
Per la cronaca: Il secondo round della Suzuki GSX-8R Cup a Imola ha regalato una gara spettacolare, decisa sul filo dei centesimi, con quattro piloti racchiusi in meno di un secondo sotto la bandiera a scacchi. Protagonista assoluto Samuele Marino, autore della pole position e capace di riprendersi la leadership con grande determinazione dopo un contatto con Starnone, successivamente penalizzato di un secondo. Marino conquista così la vittoria davanti a Sarchi e Lacasella, autore anche del giro più veloce in gara. La penalità relega invece Starnone al quarto posto dopo aver tagliato il traguardo in seconda posizione. Ottima anche la prova di Fabio Donesana, quinto assoluto e vincitore della classifica Over 35. Il campionato tornerà in pista il 28 giugno al Mugello.
UN EVENTO ALLA PORTATA DI TUTTI
Se c’è un messaggio che voglio lasciare a chi non ha mai partecipato a una giornata simile, è quello di abbandonare ogni esitazione. Non serve essere piloti professionisti o avere alle spalle migliaia di chilometri di deserto per iscriversi. I percorsi stradali sono fluidi e accessibili a chiunque abbia una normale dimestichezza con la moto. Per l’off-road il discorso non cambia, sebbene un minimo di concetto base della guida su terra sia consigliabile per non andare in crisi nei passaggi più guidati, la presenza costante degli istruttori garantisce una rete di sicurezza totale. L’attenzione che lo staff Suzuki riserva a ogni singolo partecipante, la qualità dei punti di ristoro e l’accesso esclusivo a luoghi storici rendono il V-Strom Day un’esperienza unica, un cerchio perfetto che si chiude lasciando solo la voglia di ripartire.
Abbigliamento utilizzato in collaborazione con:
ARAI casco TOUR-X5
DAINESE Giacca Springbok 3L
DAINESE Guanti Springbok 3L
SIDI Stivali TAURUS GTX
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