Spettacolo al Pirelli WorldSBK Day: tra i cordoli di Cremona Circuit

Dalla festa per il Mondiale di Nicolò Bulega ai giri in pista con Tuono 660, RS 660, Super Duke 1390 e GSX-R 1000R: Che Spettacolo ragazzi!

La mattinata è iniziata presto con un’aria alquanto frizzante al circuito di Cremona, prima che il clima si facesse improvvisamente elettrico, denso di quella tensione positiva e del profumo inconfondibile della benzina e della gomma calda che sale dalle termocoperte. Quella del 28 settembre non è stata una giornata qualunque sui banchi della pista cremonese, che negli ultimi anni ha dimostrato di possedere tutte le potenzialità e le caratteristiche giuste per ospitare i grandi eventi del motorsport. È stata la tappa del sipario finale per il Pirelli World SBK Day 2026, un appuntamento che anno dopo anno conferma la sua formula vincente, permettendo a noi appassionati di vivere la pista in totale sicurezza sotto l’attenta regia di PromoRacing, impeccabile nel gestire ogni singolo dettaglio dal paddock fino ai cordoli.
Ma soprattutto, la scena si è caricata di una pagina di storia: il coronamento del sogno iridato di Nicolò Bulega, campione del mondo Superbike. Toccare con mano lo stesso asfalto che ha visto sollevare il titolo con la Ducati ufficiale su un circuito di casa ha qualcosa dell’incredibile. Ricordiamo che il pilota reggiano ha affrontato un percorso non privo di curve in salita, dimostrando una capacità encomiabile di rialzarsi per diventare più forte di prima. Un trionfo che profuma di rinascita, lo stesso spirito di passione che spinge noi motociclisti a scendere in pista per assaporare la stessa adrenalina di quando si passa sotto la bandiera a scacchi.

IL RITMO ACCESSIBILE DELLE MEDIE DI NOALE

Entrare nel box Aprilia è un po’ come sentirsi a casa, accolti da una squadra di professionisti che non mettono a disposizione soltanto dei veri e propri gioielli tecnologici della casa di Noale, ma condividono la stessa, irrefrenabile febbre per la pista. Sfumata la parentesi dei test approfonditi sulla RSV4 e sulla Tuono V4, questa volta la mia attenzione si è concentrata sul medio calibro, saltando in sella all’Aprilia Tuono 660 Factory. Prima di partire, un rapido controllo alle pressioni: 2.3 bar all’anteriore e 1.6 bar al posteriore. Salgo in sella e bastano poche centinaia di metri tra i cordoli per capire subito con che pasta è fatta.
La moto è di una compattezza disarmante, trasmette un’agilità immediata che mi ha ricordato “la bici” più amata che ho in casa, quella fedele compagna di mille uscite che so di poter sfruttare a occhi chiusi in qualsiasi momento. Efficace, leggera con i suoi 181 kg a secco e forte di un motore bicilindrico da 105 CV con scoppi sfalsati a 270 gradi, la Tuono si è mossa tra i curvoni di Cremona come un pesce nell’acqua.
Il tracciato lombardo, caratterizzato da sequenze continue e abbastanza strette, sembra disegnato appositamente per esaltare l’impostazione di questa naked svelta e intuitiva. Soltanto il rettilineo principale chiede dazio alla cilindrata, ma per il resto è una vera e propria giostra. L’elettronica del pacchetto a-PRC lavora in sordina cucita addosso a me, mentre l’anteriore mi prende per mano turno dopo turno, regalandomi un crescendo di confidenza, naturalezza e velocità che trasforma ogni staccata in un gioco da ragazzi.

Finito il primo turno, ho disponibile l’Aprilia RS 660 Factory e anche lei monta gomme Diablo Supercorsa in mescola SC1 (post. 180/60). È una moto che conosco abbastanza bene, la compagna ideale per prendere confidenza con l’asfalto fin dal primo giro grazie a una ciclistica e a un pacchetto elettronico di chiara estrazione Superbike.  Esige una guida pulita e rigorosamente scorrevole. Qui lo stop-and-go non serve a nulla, bisogna farla scorrere, assecondare la linea e tenere una percorrenza altissima. Ti prende per mano, ti perdona le sbavature e ti accompagna con dolcezza, ma per spremere il massimo bisogna far frullare i giri in alto per vederla schizzare fuori dalle curve. Certo, se entri troppo piano la cavalleria ti rimprovera, ma se imbrocchi la velocità d’ingresso con il timing giusto, vi assicuro che a centro curva e in uscita fa impallidire parecchi “milloni”.

LA BESTIA DI MATTIGHOFEN: KTM 1390 SUPER DUKE

Lasciata la spensieratezza della bicilindrica di Noale, il paddock richiedeva un cambio radicale di mentalità e di adrenalina. Ad attenderci c’era lei, la KTM 1390 Super Duke, una “The Beast” che incute timore reverenziale già quando la guardi da fermo. Con i suoi 190 cavalli sprigionati dal bicilindrico a V LC8, una coppia poderosa di 145 Nm e un peso in ordine di marcia di 201 kg, siamo di fronte a un rapporto peso-potenza vicinissimo all’uno a uno. Qui abbiamo pneumatici Diablo Superbike SC3 con pressioni 2.4 bar per l’anteriore e  1.8 bar al posteriore (200/60). Salire in sella significa fare i conti con un’ergonomia votata interamente alla performance: la posizione è alta, con le pedane arretrate e un serbatoio profilato per offrirti il massimo supporto quando ti appendi ai freni. Appena entrato in pista, ho capito subito l’antifona: per farla girare a dovere non puoi permetterti di viaggiare passivo, devi caricare con decisione l’avantreno con il peso del corpo, puntando dritto verso la corda. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un mostro di simile cilindrata, l’erogazione si è rivelata gestibile e sorprendentemente lineare anche selezionando la mappa a piena potenza, ben supportata da un cambio elettronico esemplare. Purtroppo, proprio mentre stavo prendendo le misure con gli angoli di piega concessi dalla ciclistica e cominciavo a esplorare la spinta bruciante sul dritto, una bandiera rossa ha congelato i giochi. Non c’è stato il tempo materiale per completare il turno e scavare più a fondo nelle potenzialità di questa naked estrema, lasciando intatta una profonda curiosità che non vedo l’ora di soddisfare alla prossima occasione.

TRA I CORDOLI CON IL RITORNO DELLA FIAMMANTE GIAPPONESE

Anche per lei troviamo le Diablo Superbike SC3 ma con pressioni 2.3 bar per l’anteriore e  1.6 bar al posteriore (200/60). Salire in sella alla Suzuki GSX-R1000R regala quella sensazione inconfondibile di un ritorno a casa, dove ogni comando risponde esattamente come ti aspetti e l’ergonomia ti accoglie senza costrizioni estreme. Non cerca l’effetto spavento sulla carta o linee avveniristiche esasperate, ma mette al centro il feeling puro del pilota, vantando ben quarant’anni di storia distillati in una superbike che punta dritto all’efficacia. Appena metti le ruote in pista, la Gixxer ti trasmette una confidenza immediata e naturale. La posizione in sella è meno esasperata rispetto alla concorrenza più radicale, permettendoti di caricare il giusto e di interpretare ogni traiettoria con fluidità. Ti accorgi di viaggiare a velocità impressionanti senza percepire quella sensazione di essere aggredito dalla meccanica, con una progressione lineare capace sì di strapparti le braccia ma che in realtà ti permette di accompagnarti fino alla corda, per poi scaricare a terra una trazione rocciosa in uscita. È quella classica moto che sa infondere fiducia, trasformando la velocità in un piacere autentico e accessibile.

UN PADDOCK A MISURA DI PASSIONE, LE PIRELLI A MISURA DI PILOTA

Non si può scendere in pista a questi livelli senza prestare la massima attenzione al punto di contatto fondamentale tra la ciclistica e l’asfalto: gli pneumatici. Durante i turni cremonesi ho avuto modo di godere della gamma Pirelli Diablo Superbike, spaziando dalle SC1 fino alle SC3. È chiaro che la scelta della mescola va ponderata con cura. La SC1 mi ha regalato un feeling immediato e sfacciato, permettendomi di aggredire la corda con la massima confidenza e di spalancare il gas in uscita di curva con una trazione formidabile. D’altra parte, anche le SC3 hanno dimostrato una solidità incredibile, richiedendo soltanto un pizzico di attenzione in più al centro curva a causa della maggiore rigidità dell’anteriore. La verità, figlia dell’esperienza sul campo, è che a meno di non girare con i cronometri alla mano in stile piloti professionisti, la tecnologia odierna delle gomme ha raggiunto vette tali per cui è quasi impossibile trovarsi in difficoltà per colpa dello pneumatico, a patto di usarlo nella finestra termica corretta. Quando hai le coperture giuste sotto ai cerchi, puoi permetterti di esplorare i tuoi limiti in sicurezza. Senza di esse, anche la ciclistica migliore del mondo perderebbe gran parte della sua magia. 

Dietro al divertimento puro, alle staccate al limite e all’odore di gomma bruciata che satura l’aria di un autodromo, c’è una macchina organizzativa complessa che lavora silenziosamente per permettere a noi appassionati di vivere giornate indimenticabili in totale sicurezza. Vivere un evento del circuito Pirelli significa immergersi in un contesto dove nulla è lasciato al caso, a partire da una gestione curata in ogni minimo dettaglio da PromoRacing, capace di coordinare con precisione tutto ciò che si muove dal paddock fino ai cordoli della pista. È il perfetto equilibrio tra il brivido della velocità e il rigore della sicurezza. I partecipanti vengono suddivisi in cinque gruppi omogenei monitorati costantemente attraverso il sistema di cronometraggio a transponder, un accorgimento fondamentale per garantire che l’armonia e le prestazioni in pista rimangano uniformi per tutti, evitando rischi inutili e permettendo a ciascuno di esprimere il proprio ritmo. A questo si aggiunge un regolamento chiaro che richiede un abbigliamento tecnico rigoroso e l’obbligo di calzare esclusivamente pneumatici della famiglia Pirelli, il vero comune denominatore di queste esperienze. E quando si scende dalla moto, l’esperienza si completa con quel pacchetto di attenzioni che sa come coccolare il motociclista, regalandoti non solo i turni di puro svago e la possibilità di testare le novità dei vari marchi, ma anche i gadget ufficiali come la t-shirt dell’evento e le foto ricordo in azione da custodire gelosamente, a testimonianza di una giornata vissuta rigorosamente con la manetta aperta e zero distanze dai propri sogni.
La giornata si è chiusa così, con una sola parola a riassumere l’essenza di tutto: Spettacolo.

Abbigliamento utilizzato in collaborazione con:

Dainese. Tuta Laguna Seca 6
Dainese. Guanti Full Metal 7
Dainese. Stivali Torque 4 Air
Arai. RX-7V EVO JR 65 Red

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