Can-Am Origin: Avventura e Divertimento 100% elettrico [PROVA SU STRADA]

Test ride della moto offroad costruita sulla nuova piattaforma full electric di Can-Am. Il suo design moderno e le sue finiture curate la rendono inconfondibile. Il divertimento è assicurato ma l’avventura purtroppo dura poco.

Abbiamo testato uno dei due modelli di moto 100% elettrica con cui Can-Am è ritornata nel mondo delle due ruote. I modelli Pulse, più stradale, e Origin, più avventuriero, rappresentano molte novità per il marchio canadese appartenente al gruppo BRP. Primo veicolo full electric e prima moto del nuovo millennio, con questo doppio rilancio Can-Am rispolvera le sue origini. Questo sul mercato si traduce in una nuova moto ben fatta.

Design nuovo ispirato al passato

La protagonista di questo test è la Origin ’73, una rievocazione dell’iconica enduro TNT 175 di Can-Am. Il segmento è quello del passato ma le forme ed il design sono moderni e tutt’altro che vintage. La moto è snella e slanciata, il fanale anteriore è tondeggiante ed al suo interno sono inseriti due proiettori led, non c’è serbatoio ma le fiancatine laterali ne ricalcano le forme. La parte inferiore della moto è a 274 mm da terra, questa zona risulta molto solida e compatta perché racchiude il pacco batterie. Bello il tocco di colore giallo, fa capire che si tratta di qualcosa di nuovo ed innovativo, a chi la guarda dice: “sono elettrica”. Il motore è marchiato Rotax, altro brand del gruppo BRP. La trasmissione è a catena ed il forcellone posteriore è monobraccio. Ogni dettaglio conta, l’obbiettivo è rendere la moto elegante ma anche leggera. La Origin monta di serie degli pneumatici Dunlop D605, il giusto compromesso tra strada e fuori. Le misure sono sinonimo di agilità: 90/90 – R21 all’anteriore e 120/80 – R18 al posteriore garantiscono alla moto di essere maneggevole e rapida nei cambi di direzione. Il battistrada è stretto e lievemente tassellato, ciò permette di ridurre gli attriti ed allungare l’autonomia della moto. La trama del copertone rivela l ‘animo della moto: divertimento ed avventura qualsiasi sia il fondo sotto alle ruote. Niente tubeless, qui troviamo la cara e vecchia camera d’aria.

La sospensione anteriore è marchiata KYB e misura 43 mm per 255 di escursione. Sul forcellone monobraccio invece agisce un monoammortizzatore KYB HPG completamente regolabile sia in precarico che in idraulica. L’impianto frenante è marchiato J.Juan. All’anteriore la pinza a due pistoncini agisce su un disco da 320mm mentre al posteriore troviamo un singolo pistoncino e disco da 240 mm. Le tubazioni dei freni sono completamente in treccia, ciò migliora la percezione della frenata e ne uniforma la prestazione anche in condizioni di maggior stress. La moto pesa 187 kg e poichè il motore elettrico le dona una notevole accelerazione, la frenata è ancora più importante.

Strumentazione

Can-Am Origin è arricchita da una importante dotazione digitale. Il computer di bordo e la strumentazione sono racchiusi in un display touchscreen da 10,25 pollici. Attraverso una interfaccia semplice ed intuitiva questo schermo permette di interagire con la moto e le sue impostazioni. Sono presenti dei menu di personalizzazione in cui si possono creare le proprie mappature, impostando a scelta vari livelli di accelerazione, TC e freno motore. Sempre attraverso il computer di bordo è possibile effettuare il mirroring del proprio smartphone, gestire il navigatore, la musica ed altri strumenti bluetooth. Le pulsantiere sono ben fatte ed oltre ai tasti necessari alla guida racchiudono quelli per la gestione dei menù del display.

Motore elettrico

Can-Am Origin è dotata di un motore elettrico Rotax E-Power raffreddato a liquido. Questo propulsore può raggiungere una potenza di 35kW (47 CV). Lo spunto di coppia massimo si trova attorno ai 4.600 giri in cui vengono sprigionati 72 Nm. La trasmissione è diretta ed avviene grazie ad una silenziosissima catena racchiusa nel braccio del forcellone. Sotto al coperchio le maglie restano protette dalla polvere e ben lubrificate. Ad alimentare il propulsore c’è una batteria, essa ha una funzione strutturale ed una capacità di 8,9 kW/h, nonostante la tecnologia di rigenerazione attiva e passiva la sua durata in un ciclo WLTP medio è di 115km. Le modalità di guida sono 6 e sono personalizzabili: Normal, Eco, Rain, Sport, Off-Road, Off-Road +.

Ancora di più rispetto ai motori endotermici, qui l’autonomia della moto dipende molto da come si agisce sull’acceleratore. Per poter aumentare la durata della batteria, in fase di rilascio il freno motore viene convertito in energia, nuovamente accumulata nelle celle di litio. Oltre alla funzione di rigenerazione passiva, la piattaforma elettrica di Can-Am offre la possibilità di sfruttare a piacimento l’inerzia della moto per ricaricare la batteria allungandone la durata. Se la manopola dell’acceleratore viene ruotata verso il basso si richiede potenza al motore, se invece si accentua il movimento di chiusura del gas, si ha l’attivazione di un freno motore molto efficace sia in termini di rallentamento che in termini di ricarica. Si tratta della rigenerazione attiva, molto utile durante rallentamenti controllati e nelle spiacevoli situazioni in cui l’autonomia è poca.

La ricarica dalla rete elettrica avviene tramite connessione di tipo 2, il caricatore per la rete domestica ha una potenza di 6,6 kW e ricarica completamente la batteria in poco meno di 6h. La moto può ricevere anche una ricarica più veloce di terzo livello, qui il tempo per portare la batteria da 20% ad 80% è di soli 50 minuti.

La prova  

Appena saliti in sella la Can-Am Origin trasmette agilità e maneggevolezza. Le ruote strette ed i grandi diametri la rendono facile da manovrare e scattante nei movimenti. Si ruota la manopola dell’acceleratore al contrario e si preme lo start, il motore a questo punto è pronto a scaricare tutta la sua coppia. Niente prima o frizione, al contrario della vecchia TNT 175, questa Origin scatta in avanti silenziosamente appena il polso destro accenna una rotazione. 47 cavalli per quasi 200kg sembrano pochi ma l’elettrico stupisce per la sua coppia, la moto risponde con grinta in ogni condizione, riece a non far rimpiangere il classico endotermico a marce. La frenata è buona, la possibilità di accentuare il freno motore ci evita di toccare le leve del freno, basta ruotare al contrario la manopola dell’acceleratore e molta coppia contraria alla rotazione agisce sulla ruota posteriore, rallentandola. La rigenerazione attiva è un buon modo per favorire l’autonomia del mezzo, bisogna prenderci la mano ma una volta che scatta l’automatismo con estrema fluidità si riesce a gestire la moto con la sola manopola del gas.

Il reparto sospensioni è ottimo, tarato bene, difficilmente entra in crisi. Can-Am Origin è una moto tutto fare quindi sia forcelle che mono hanno tarature medie, sostengono bene e ma allo stesso tempo sono confortevoli quando serve. Tirando le somme di questa prova non possiamo che ritenerci soddisfatti e colpiti positivamente. Non è mai facile inserire tante novità in un unico prodotto ma Can-Am ci è riuscita. Il risultato è buono e ben riuscito, la Origin ti diverte e ti spinge a restare in sella. Ciò che rovina il piacere di condurre una moto come questa è il costante pensiero all’autonomia che cala a vista d’occhio. Più aumenta il divertimento e più la manopola dell’acceleratore ruota con scioltezza, per questo anche se Origin è fatta per accompagnarci tra sterrati ed avventure risulta difficile pensare di sfruttarla a pieno senza rischiare di rimanere bloccato lontano da una fonte di energia.

SCHEDA TECNICA 

Altezza sella: 865 mm
Peso: 187 kg in ordine di marcia
Motore: Elettrico Rotax E-Power raffreddato a liquido. Potenza max 47 CV
Impianto frenante: Ant. doppio da Ø 320 mm Post. da Ø 240 mm con ABS disinseribile
Pneumatici: Dunlop D6o5 90/90 R21 – 120/80 R18 su camera d’aria
Capacità batteria: 8,9 kW/h – 115 km nel ciclo WMTC

Prezzo: a patire da 13.889€ per la standard e da 16.199€ per la ‘73

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