AICMOTO: “Il mercato delle due ruote si sta spaccando in due”
Il presidente Pogliani: "C'è molta più razionalità"
Come abbiamo visto nei giorni scorsi, il mercato delle moto in Italia sta vivendo un ottimo momento. I primi quattro mesi dell’anno sono andati tutti in segno ampiamente positivo, con una crescita del 14,80%, rispetto al primo quadrimestre del 2025. Le immatricolazioni sono state 129.160 unità, per una salita importante, anche se sono dati da leggere con cautela, perché lo scorso anno c’erano i rimbalzi tecnici legati alla fine dell’omologazione Euro 5.
I numeri di aprile 2026
Entrando nel dettaglio dei dati del mese di aprile, secondo i dati diffusi da Confindustria ANCMA, il mercato mostra appunto un andamento positivo, registrando una crescita che sfiora il 15%. Si tratta del quarto mese del 2026 che, con 44.359 veicoli venduti, mette a segno ancora un incremento a doppia cifra, con i volumi cresciuti del 14,82% rispetto ad aprile 2025, mese in cui venivano però persi 5 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2024.
Tuttavia, il classico commento di AICMOTO ai dati di mercato non guarda questa crescita complessiva, ma ad una frattura interna. Infatti, gli scooter hanno avuto una crescita del 17,60% nel primo quadrimestre (+23,25% ad aprile), mentre le moto si fermano al +10,41% da gennaio ad aprile, con solo un +3,65% lo scorso mese. Un cambiamento importante, che porta gli scooter ad essere ben il 58% del mercato totale, con un trend in continua crescita.
Anche il segmento elettrico delle due ruote rimane in territorio positivo, beneficiando ad aprile della coda degli incentivi Ecobonus, ma con un mercato che procede a due velocità, in questo caso inverso, rispetto all’andamento del mercato generale: le moto crescono in modo significativo (+150%), mentre perdono terreno scooter (-3,57%) e ciclomotori (-5,21%). Nel cumulato di inizio anno si registrano 2.293 unità immatricolate, pari ad una flessione del -6,56%.
”Più razionalità che passione”
Un dato che fa ovviamente riflettere e dare uno sguardo verso dove sta andando il mercato: “C’è molta più razionalità nella passione – osserva il presidente Attilio Pogliani – Il cliente non compra più con la pancia. Si chiede: quanto lo uso? Dove lo uso? Quanto mi costa gestirlo? Sono domande nuove per un mercato che per decenni ha funzionato sull’identità e sull’emozione. I motociclisti stanno cambiando, e il mercato lo sta registrando con precisione”.
Un’analisi confermata anche dal direttore generale Pier Francesco Caliari: “Gli scooter volano, le moto tengono ma faticano. E dentro il mondo moto, a crescere sono i segmenti adventure e crossover: le sportive sono quasi sparite dai radar, le stradali reggono appena. Il consumatore sta cercando qualcosa di diverso rispetto a dieci anni fa. Non è una crisi della moto: è una trasformazione profonda di chi la moto la sceglie, e del perché lo fa”.
Un cambiamento epocale
Il mercato delle due ruote, dunque, si muove verso la funzionalità e l’ottimizzazione dell’investimento: in questo senso, lo scooter è comodo in città, ma oggi modelli crossover chiudono il gap con la moto tradizionale, offrendo prestazioni su strada e nel weekend senza rinunciare alla praticità urbana. Contemporaneamente, la moto adventure conquista chi vuole fare tutto con un solo mezzo, e vanno diffondendosi anche tra i motociclisti più esperti innovazioni, come il cambio automatico, un tempo impensabili nel settore.
In queste novità, rientra anche il passo avanti fatto dai brand cinesi, ora diventati una parte strutturale e crescente del mercato italiano. Entrando più nel dettaglio, CFMoto 450MT è sesta nel cumulato moto con 862 unità. Voge piazza tre modelli tra i primi sedici e con i suoi Sfida occupa il sesto e nono posto ad aprile nell’assoluta. Nel cumulato scooter, Zontes ZT368T-G è sesta con 2.231 unità e Voge Sfida SR16 200 entra in top 10 con 1.989.
Secondo quanto scritto da AICMOTO, il successo dei marchi cinesi, che sono ormai entrati in competizione con i brand europei e giapponesi consolidati, “non è solo una questione di prezzo: è anche una risposta precisa alla domanda di versatilità e rapporto qualità-valore che il nuovo motociclista esprime”. Cioè quello che punta soprattutto alla razionalità, acquistando ciò che serve effettivamente per le proprie esigenze e non, come prima, per passione.
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