Michelin Anakee adventure 2 – Evoluzione di un successo
Il test su strada del nuovo pneumatico 80/20 di Michelin
La nuova Michelin Anakee Adventure 2, nasce da un prodotto già maturo. Prendendone le qualità migliori le porta più in alto, soprattutto dove un trail rider, oggi vorrebbe di più. La base resta un pneumatico 80/20, quindi pensato soprattutto per l’asfalto ma con una buona attitudine agli sterrati facili e ai fondi sporchi, senza doversi preoccupare più di tanto. Michelin la presenta come la nuova ammiraglia del proprio segmento trail, con più grip sul bagnato, più durata, meno rumore percepito e una versatilità costruita per le maxienduro moderne. I numeri dichiarati indicano un +7% di durata all’anteriore ed un +21% al posteriore rispetto alla generazione precedente, oltre a una riduzione del rumore percepito, di circa 2 dB. Sul piano tecnico entrano in gioco nuove mescole silica-based, la tecnologia 2CT a doppia mescola, la struttura Reinforced Radial-X Evo & Aramid Shield e un battistrada ridisegnato per cercare un equilibrio migliore tra comfort stradale e trazione sui fondi a bassa aderenza. Michelin la colloca con chiarezza tra Anakee Road e Anakee Wild, cioè nel punto in cui la moto vive soprattutto su asfalto ma non vuole sentirsi limitata quando la strada finisce. Questo è il suo target, perchè la Michelin Anakee Adventure 2 vuole migliorare la vecchia Adventure rendendola effettivamente più accogliente in ogni fase di utilizzo.
Ringiovanire una Youngtimer – BMW R1150GS Adventure
Montare uno pneumatico di questo livello sulla BMW R1150GS Adventure di oltre vent’anni, scelta per questo articolo, potrebbe sembrare un controsenso ma in realtà ha uno scopo specifico. Una moto del genere ha ancora un fascino meccanico enorme, ma rispetto alle moderne chiede più sensibilità, rispetto e una certa abitudine alla sua massa, al suo avantreno, al suo contatto con l’asfalto. Proprio per questo una gomma evoluta secondo le moderne tecnologie può contribuire a cambiarla dinamicamente più di quanto si immagini. E l’Anakee Adventure 2 di Michelin, su una vecchia signora come la 1150 Adventure, lavora bene, molto bene soprattutto su una qualità che spesso viene sottovalutata: il soft handling. Vale a dire quella facilità con cui la moto si destreggia bene già nei primi metri, scende in piega con minore inerzia, alleggerisce il Lavoro di corpo e braccia sul manubrio, si lascia correggere con naturalezza e fa sentire il pilota complessivamente meno impegnato nella parte fisica della guida. Già sulla prima Anakee Adventure era emerso un comportamento più favorevole rispetto ad altre coperture più datate, soprattutto sulle strade ricche di curve con una netta percezione di minor pigrizia in fase di ingresso. L’Anakee Adventure 2 raccoglie quella base e la porta più avanti: è più stabile, più neutra, più progressiva. Sulla BMW R1150GS Adventure questo si traduce in una moto che sembra perdere qualche chilo guadagnando maneggevolezza. Non cambia la sua identità, sia chiaro, ma cambia il modo in cui la si sente tra le gambe, anche nel guidato. E quando una moto richiede minor impegno fisico, lascia alla mente maggior possibilità di concentrazione sulla guida…sulla bella guida.
Su strada e in off leggero
Su strada l’Anakee Adventure 2 concede buona confidenza dai primi chilometri, ed appena in temperatura, il match con l’asfalto permette di tenere facilmente la traiettoria, restando prevedibile anche in fase di manovra improvvisa, o quando si deve risolvere una incertezza, che può sempre sopraggiungere. Offre un valido appoggio sul bagnato e anche sulle lunghe distanze con questo caldo estivo, ha sempre offerto un bel grip rassicurante chilometro dopo chilometro, con buona confidenza anche nelle pieghe umide del mattino presto o su strade non conosciute e in condizioni non propriamente ottimali. Il Lavoro svolto dal team di sviluppo della casa Francese sul battistrada, aiuta a ridurre il rumore percepito in viaggio e migliora il comfort sulle percorrenze lunghe. È un dettaglio che su una maxienduro ha il suo peso, la sua importanza, e anche se resta una copertura “che si fa sentire” su una vecchia GS Adventure il suo Lavoro lo fa benissimo, diventando parte della qualità complessiva del viaggio, che anni fa con coperture di questo genere non sarebbe mai stato così fluido e piacevole. Non è un pneumatico silenzioso come uno stradale, ma non vuole essere qualcosa che non è, l’Anakee adventure 2 è migliorato nella quantità di rumore percepito dal pilota, ed è quello che conta Quando poi l’asfalto è rotto o irregolare o pieno di buche, oppure è sporco, o ancora lascia spazio a uno sterrato molto facile, l’Anakee Adventure 2 continua a comunicare con chiarezza cosa succeed sotto di lui. Non è stata concepita per cercare il limite nel fango o nel fuori strada più difficile, ma per concedere ancora margine quando la strada non è perfetta. L’Anakee Adventure 2 utilizza soluzioni all’avanguardia:
– Mescola 2CT (Bi-Mescola): Gomma più dura al centro per durare di più e più morbida sulle spalle per piegare in sicurezza.
– Tanta Silice: Per un grip chimico perfetto anche quando l’asfalto è freddo o viscido.
– Aramid Shield: L’uso di fibre aramidiche nel pacchetto cinture garantisce stabilità alle alte velocità e resistenza alle forature in fuoristrada. Il fianco è rifinito con il Premium Touch Design, un effetto velluto creato al laser che esalta l’estetica delle moto più belle. La capacità di restare a suo agio su fondi imperfetti lo renderla coerente con il modo in cui oggi vengono usate molte adventure bike. Su una R1150GS Adventure il risultato è molto piacevole: su asfalto si guida con precisione direzionale e buona confidenza, ma anche su un tratto sterrato o su una strada bianca resta una copertura in grado di offrire la possibilità di non fermarsi li. Anche fosse soltanto per capire dove quella stradina ci porterà, o in quale spiaggia potremo finalmente tuffarci nel mare di questa caldissima estate, la Michelin Anakee Adventure 2 permette di tenere il gas aperto quanto basta, senza trasformare ogni metro di sterrato in un rischio che sarebbe meglio evitare.
Pregi e aree migliorabili
Un gran pregio dell’Anakee Adventure 2, probabilmente il Migliore, è il bilanciamento generale. Michelin ha costruito un pneumatico che fa molte cose per bene: grip sul bagnato, durata, comfort, stabilità e la capacità di consentire l’utilizzo misto asfalto-sterrato leggero, senza che una delle due face della stessa Medaglia, tolga efficacia all’altra. Il secondo pregio è proprio il soft handling: su moto importanti, pesanti o di generazioni precedenti, questa gomma aiuta a ritrovare agilità e naturalezza e in due parole che valgono molto, “le ringiovanisce” nel comportamento dinamico. Il terzo è la qualità d’uso anche in viaggio, perché il minor rumore percepito e la buona confidenza sulle strade rovinate diventano un vantaggio concreto per chi viaggia o macina molti chilometri. Le aree migliorabili, però, esistono. La prima riguarda il fatto che, pur essendo una 80/20 molto riuscita, resta pur sempre una gomma che mette l’asfalto al centro: nel fuoristrada il suo limite arriva in modo naturale. Strade bianche si, strerrati facili si, ma per andare oltre serve una gomma più votata all’off o quanto meno una moto più snella e leggera. La seconda riguarda il fatto che una struttura così versatile e un battistrada di questo tipo, soprattutto nelle misure grandi da trail bike, continuano a portarsi dietro un pò di rumore e un comportamento che chi arriva da uno pneumatico stradale potrebbe percepire come poco adatta al turismo su strada. Nulla di problematico, ma è giusto dirlo. Alla fine, però, la sostanza resta e questa nuova Michelin Anakee Adventure 2 è senza dubbio una gomma intelligente, moderna e centrata, capace di dare tanto alle maxienduro contemporanee e probabilmente di fare ancora di più su una youngtimer come la BMW R1150GS Adventure, perché la ringiovanisce aggiungendo un pò di sapore in più nella guida, e per noi è un gran bel complimento.
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