Due ruote, AICMOTO avverte: il mercato 2026 cresce dell’11%, ma il valore arretra
L'associazione italiana concessionari moto: "Mercato che procede per sottrazione"


Il mercato italiano delle due ruote a motore rallenta sul fronte moto per il secondo mese consecutivo come registrato dai numeri di agosto 2026, nel quale le immatricolazioni complessive raggiungono quota 17.038, con un crescita del 5,28%, con il dato positivo che nasconde ancora una volta una composizione sempre più sbilanciata verso gli scooter. I numeri relativi ai due segmenti parlano chiaro: gli scooter totalizzano 10.272 unità, in aumento del 9,92%, mentre le moto si fermano a 5.818 pezzi, con un calo del 3,9%, dopo il -6,51% registrato a luglio.
Numeri che sollevano qualche preoccupazione per il settore, come sottolinea Pier Francesco Caliari, Direttore Generale AICMOTO, l’associazione italiana dei concessionari moto, che afferma: “Agosto vale meno del 5% del mercato annuo, ed è vero. Ma anche luglio era stato archiviato come mese poco significativo. Due mesi consecutivi di calo non sono un’oscillazione: sono l’unico dato che abbiamo sulla seconda metà dell’anno. Se a settembre arriva il terzo, non staremo più parlando di assestamento fisiologico dopo un decennio di crescita, ma di un’inversione”.
Il mercato cresce, ma non il valore
Il bilancio dei primi otto mesi resta ampiamente positivo per il mercato delle due ruote: 291.831 immatricolazioni, pari a un +11,21%. A trainare il risultato sono soprattutto gli scooter, arrivati a 172.286 unità (+15,59%) e ormai al 59% del mercato. Particolarmente forte la crescita delle cilindrate più contenute, con i modelli fino a 125 cc avanzano del 14,19%, mentre la fascia 126-250 cc registra un balzo del 44,94%.
Per AICMOTO, però, il dato quantitativo non racconta tutta la realtà della rete. “Questa non è una crescita della mobilità urbana, è una migrazione di budget”, osserva il presidente Attilio Pogliani. “Il cliente che entra in concessionaria è lo stesso di due anni fa, ma esce con un prodotto che costa un terzo. Un mercato che cresce dell’11% ma con questa composizione, per la rete, è un mercato a marginalità piatta o calante. Continuare a raccontare il volume senza raccontare il valore significa descrivere un settore che nei conti economici dei concessionari non esiste”.
Il segnale, rimarca AICMOTO, è evidente anche nelle classifiche dei modelli più venduti: nella top 30 assoluta di agosto compaiono soltanto due moto, la BMW R 1300 GS e la Honda XL 750 Transalp, rispettivamente con 135 e 118 immatricolazioni. Il solo Honda SH 125 ne registra invece 727.
Moto sempre più concentrate sulle adventure
Nel comparto moto la crescita cumulata è del 5%, pari a poco più di 5.200 unità, un peso esiguo anche rispetto ai modelli cinesi presenti nella top 30 cumulata rappresentano da soli oltre 7.500 pezzi. A trainare il segmento moto sono soprattutto le adventure, in crescita del 22,53% e ormai vicine a rappresentare un quinto delle immatricolazioni. “Il comparto moto non sta crescendo: si sta ricomponendo”, afferma Caliari che avvisa: “Un mercato che poggia su un segmento solo è un mercato esposto”.
Resta infine da monitorare il mercato dell’usato, con livelli di stock nelle concessionarie superiori al passato, mentre l’elettrico continua il recupero (+21,44% nei primi otto mesi), pur continuando ad essere marginale con appena il 2,5% del mercato.
Il messaggio di AICMOTO alla vigilia dell’ultimo quadrimestre è quindi chiaro: il 2026 non va letto soltanto attraverso i volumi. La composizione della domanda, i margini della rete e la gestione dello stock saranno determinanti per capire quale mercato delle due ruote arriverà davvero al 2027.
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