ASI: “Certificato di Identità” alle storiche Ducati 175 del giro del mondo [FOTO]

Effettuato tra il 1957 e il 1958

Attribuito dalla Commissione Tecnica dell’Automotoclub Storico Italiano il “Certificato di Identità” alle storiche Ducati 175, protagoniste assieme a Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti di un giro del mondo compiuto tra il 1957 e il 1958.

Ducati 175

Il percorso fu completato il lontano 5 settembre del 1958. Tartarini e Monetti, esortati anche via telegramma dall’allora direttore generale della Ducati Giuseppe Montano, percorsero in sella oltre 60.000 chilometri lungo cinque continenti. Affrontarono momenti difficili, ripensando ad esempio a quanto raccontato da Tarantini e al clima di guerra nel tragitto in Siria, oppure all’arresto per sospetto spionaggio in Indonesia, come ricordato. Ma alla fine completarono l’impresa con successo. Si possono notare ancora oggi le testimonianze di quell’esperienza sui telai, sui serbatoi, sulle ruote delle Ducati.
Sono esemplari di una serie rappresentativa nel percorso produttivo del costruttore emiliano, che nel dopoguerra aveva realizzato il famoso “Cucciolo” e successivamente le motoleggere da 60 cc. Con l’arrivo dell’ingegnere Fabio Taglioni (nel 2020 si ricorda anche il centenario dalla nascita), il marchio emiliano affrontò gli impegni agonistici nel “gran fondo” degli anni ’50 e fu introdotta la Ducati 175, sviluppata per affrontare percorsi di media e lunga distanza e dotata di un monocilindrico a coppie coniche più prestante.
Il modello fu presentato al Salone di Milano nel 1956, dotato di un telaio a monoculla aperta in tubi d’acciaio a cui erano abbinate una forcella anteriore teleidraulica e sospensione posteriore a forcellone oscillante e due ammortizzatori. Il motore con distribuzione monoalbero derivava dal cuore che animava le Gran Sport, come ricordato. Un propulsore monocilindrico a quattro tempi inclinato in avanti di 10° che in base alle versioni proponeva da 11 a 14 cavalli di potenza.

La certificazione

Una speciale omologazione posta “sul piano della storicità, sul rapporto tra materia ed esperienza, sul racconto metafisico delle due motociclette”, riprendendo la nota stampa. Una certificazione che preserva e richiama una storia legata a uomini e mezzi.
La particolare sessione di omologazione è avvenuta a Porretta Terme (Bologna), sottolineando la collaborazione del club locale Auto Moto Storiche Bagni della Porretta. È stato possibile ammirare i due esemplari di nuovo riuniti a distanza di tempo e incontrare Giorgio Monetti, uno dei protagonisti e testimoni dell’impresa. Purtroppo Leopoldo Tartarini è scomparso nel 2015, ma i suoi ricordi continuano ad essere presenti nel libro “Road Map” (edizione LullaBit, 2018) e nel docufilm “Una mappa per due” (produzione PopCult, 2013).

Foto: ASI

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