Ducati ricorda l’ingegnere Fabio Taglioni [VIDEO]

Tecnica, storia sportiva e "desmo"

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A cento anni dalla nascita di Fabio Taglioni, Ducati ripercorre la carriera dell’ingegnere romagnolo. Tra i suoi progetti spicca il lavoro sul sistema di distribuzione desmodromico, opera che lo lega alla storia e ai successi sportivi del marchio emiliano.

Il ricordo

Vita e percorso professionale sono stati al centro di una serata dedicata alla memoria e avvenuta mercoledì 9 settembre nel Pavaglione di Lugo di Romagna. Una manifestazione patrocinata dal comune romagnolo con la presenza del Curatore del Museo Ducati Livio Lodi, durante la quale sono state ripercorse le tappe fondamentali della collaborazione tra Taglioni e il marchio di Borgo Panigale. Presenti anche il Sindaco di Lugo Davide Ranalli, l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini, il giornalista Luigi Rivola, l’avvocato Carlo Costa figlio di “Checco” Costa, i piloti Baroncini, Lega e Proni e il noto comico Giuseppe Giacobazzi.
Nel rievocare la storia dell’ingegnere, sul canale YouTube di Ducati è in pubblicazione la miniserie dedicata “Fabio Taglioni – A Life of Passion”.

Un percorso di ricerche e successi

Fabio Taglioni ha collaborato con la casa di Borgo Panigale dal 1954 al 1984. Originario di San Lorenzo di Lugo, è nato il 10 settembre 1920. Ottenne la laurea in ingegneria meccanica nel 1943 e iniziò a lavorare in Ducati con il ruolo di Direttore Tecnico dal 1° maggio 1954. In soli 40 giorni d’attività, Taglioni pose la firma sulla Gran Sport 100. L’altrettanto nota “Marianna”, veloce nelle prove Gran Fondo italiane.
Visti i trionfi firmati con Gran Sport 100 e 125, l’ingegnere si impegnò a fondo nell’attività sportiva interessandosi di un interessante progetto: un sistema di distribuzione desmodromico. Il futuro “desmo” era considerato sino ad allora “un azzardo tecnico” e aveva impegnato diversi importanti progettisti senza successo. Taglioni studiò a fondo la questione, per poi perfezionare il concetto e condurlo al successo. La 125 GP Desmo è stata la prima realizzazione con questo sistema e il primo trionfo giunse a distanza di un mese dal debutto, diventando allora “la 125 più veloce al mondo”.

Successivamente Taglioni prese parte anche alla rinascita industriale del marchio, impegnato su progetti come la 175 Gran Turismo e l’iconico Scrambler Ducati. Ambito dove, assieme alla velocità, contano anche affidabilità e consistenza. E poi tornò a dedicarsi ad altre idee, preparando il ritorno di Ducati nelle competizioni. Questo avvenne nel 1971 introducendo la 500 GP, mentre nel 1972 fu presentata la 750 GT. La prima bicilindrica di serie del marchio con unità a due cilindri longitudinale di 90°. Un esemplare con un elevato potenziale ricordando la 750 Imola, derivata di serie della GT. Continuando a sperimentare nel panorama sportivo, Taglioni pose la sua firma anche su Pantah 500 e 750 F1, come ricordato.

Immagine, foto e video: Ducati

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