Zontes 310 T: che sorpresa la crossover cinese [PROVA SU STRADA]

Guidabile con patente A2, costa 4.990 euro ed offre dotazioni al top

Abbiamo provato la nuova Zontes 310 T, proposta crossover del marchio cinese ora disponibile anche per il mercato italiano. Condivide con gli altri tre modelli in gamma (una Naked, una Touring, la 310 X, che abbiamo provato qualche tempo fa, e una Cruiser) l’affidabile propulsore monocilindrico 312 cc da 35 CV, che la rende guidabile anche dai neopatentati.

Zontes: dalla Cina con furore

“Ma che moto è? Non male…” è una frase che abbiamo sentito spesso in giro con la nuova Zontes 310 T. Il marchio è ancora poco conosciuto in Europa, nonostante Zontes faccia parte di Guangdong Tayo Motorcycle Technology Co., Ltd, un colosso da 1600 dipendenti e oltre 1 milione di moto prodotte ogni anno, che realizza in casa quasi tutte le componenti. In Italia Zontes è distribuita in esclusiva da Distribike Srl, azienda collegata anche alla Beta Motors, con sede a Rignano sull’Arno (Firenze).

La piccola crossover del brand asiatico non passa inosservata ed è divertente notare gli sguardi incuriositi delle persone che ne studiano i particolari quando si è fermi al semaforo o la si parcheggia. È abbastanza evidente l’ispirazione ad alcuni particolari stilistici di brand più blasonati, ma il risultato è un mix davvero ben riuscito, con l’impiego di materiali e finiture di alto livello che, insieme a dotazioni tecniche e tecnologiche da moto premium, la rendono veramente interessante in relazione al prezzo contenuto. Scopriamola nei dettagli in questo test ride!

Estetica

La Zontes 310 T colpisce per la linea equilibrata e per l’aspetto da maxienduro di grossa cilindrata: il frontale è aggressivo, con il gruppo luci interamente full LED, con doppi indicatori di direzione (i laterali “a lama di luce” ricordano quelli dell’ultima Ducati Diavel) che sono ben visibili anche di giorno. Subito sopra è posizionato il parabrezza, che stupisce per la presenza della regolazione elettrica su due posizioni offerta di serie, spesso optional anche su moto top di gamma. Lateralmente si notano i paracolpi tubolari in acciaio, che proteggono in maniera efficace carene e motore in caso di caduta. Proseguendo verso il retrotreno spicca il doppio terminale di scarico con finitura satinata (ricorda quello della MV Agusta Brutale 910 R) ed i bei cerchi in alluminio bicolori a 5 razze da 17 pollici. Il codone, dotato di portapacchi / maniglia per l’eventuale passeggero, è affusolato e termina con uno stop interamente LED, mentre le frecce posteriori sono posizionate più in basso, sul portatarga alla ruota.

Nella zona del manubrio salta all’occhio la miriade di tasti presente sui blocchetti strumentazione, che hanno anche la cornice retroilluminata di rosso (altra “chicca” di ispirazione Diavel) e facilmente raggiungibili, anche se lo switch degli indicatori di direzione è un po’ macchinoso: non essendo dotato di disinserimento a pressione, può capitare di inserire per sbaglio l’altra freccia mentre si cerca di portarlo in posizione centrale. Per accendere la moto non c’è la classica chiave, ma un comodissimo sistema keyless: basterà tenere in tasca la chiave elettronica con transponder e premere il pulsante dedicato per sbloccare lo sterzo e far partire il check sul display. Quest’ultimo è un LCD monocromatico con retroilluminazione regolabile, che lo rende ben visibile in qualsiasi condizione e Lo schermo ci fornisce in modo chiaro tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, come livello carburante, marcia inserita, autonomia residua e consumo istantaneo (manca, purtroppo, quello medio). Subito sotto è presente un vano portaoggetti ad apertura a scatto, molto comodo ma poco capiente. La “piccola” crossover stupisce, inoltre, per alcune dotazioni quali la presa USB, posizionata all’interno della carena anteriore sinistra e lo sportellino del serbatoio ad apertura elettrica. Anche la sella si apre tramite un pulsante e, una volta rimossa, mostra una leggera batteria agli ioni di litio di serie, anch’essa di produzione Zontes.

Ciclistica

La Zontes 310 T gode di un’ottima ciclistica ed è molto leggera grazie all’alluminio utilizzato per gran parte della componentistica, come telaio, cerchi, forcellone posteriore, piastre di sterzo e persino specchietti e leve anteriori. Le sospensioni sono efficaci sia su asfalto che in fuori strada leggero, con una forcella a steli rovesciati e un monoammortizzatore regolabile nel precarico. L’impianto frenante, dotato di ABS Bosch 9.1 disinseribile, è marchiato Zontes e vanta un disco da 310 mm all’anteriore “morso” da una pinza assiale a due pistoncini (unico vero “neo” della moto, come leggerete tra una manciata di righe nel capitolo “Prova su strada”); il disco posteriore ha, invece, un diametro di 240 mm. Gli pneumatici, montati sui cerchi da 17 pollici, sono CST, altro marchio cinese, con misure 110/70 all’anteriore e 160/60 al posteriore.

Motore

Il motore della Zontes 310 T è un monocilindrico DOHC 4 valvole, bialbero e raffreddato a liquido, da 312 cc (311,7 cc, per l’esattezza), che eroga una potenza massima di 35 CV a 9500 giri ed una coppia di 30 Nm a 7500 giri e rientrante nelle normative anti inquinamento Euro 4. I valori permettono alla crossover di raggiungere i 150 km/h di velocità massima dichiarata (quelli segnati sul tachimetro sono almeno 15 in più). Il piccolo propulsore, grazie anche al contralbero di bilanciamento, non trasmette troppe vibrazioni fino ai 7000 giri circa; agli alti regimi, invece, queste diventano più fastidiose, soprattutto sulle pedane. Le prestazioni sono soddisfacenti: cilindrata e valori di coppia e potenza non possono di certo garantire accelerazioni brucianti e il tipico “calcio nella schiena” dei motori di grossa cubatura, ma l’erogazione dolce e progressiva rende la guida piacevole e rilassata, ma allo stesso tempo piuttosto divertente. Inoltre, i consumi molto contenuti (si può arrivare ai 25 km con un litro di benzina) ne fanno una moto pressoché perfetta per la città, ma che non disdegna assolutamente gite fuori porta.

Prova su strada

Una volta saliti in sella, operazione molto agevole grazie all’altezza da terra di soli 830 mm, si percepisce subito l’elevata qualità generale di tutti i componenti. La moto è molto comoda e la posizione di guida rilassata, grazie alla triangolazione manubrio – sella – pedane tipica delle crossover, con il pilota in posizione più eretta rispetto a supersportive e naked di ultima generazione, che scarica meno peso sui polsi: abbiamo, quindi, un baricentro basso e un manubrio alto e facile da raggiungere. Una volta in marcia stupiscono la leggerezza e la grande agilità nei cambi di direzione, con il motore monocilindrico 312 cc che risponde prontamente al comando dell’acceleratore, soprattutto selezionando la modalità Sport dal selettore posto sul blocchetto destro del manubrio. La piccola crossover è dotata, infatti, di doppia mappatura, altra caratteristica soprendente in relazione al segmento e, soprattutto, al prezzo: molto utile la Eco, che addolcisce la risposta del gas migliorando ulteriormente i consumi. La progressione è discreta anche se, alla lunga, il propulsore potrebbe risultare monotono, poiché un po’ “piatto” nell’erogazione. Le marce entrano con facilità anche nell’uso intensivo e la frizione è morbida ed efficace, con il plus della leva regolabile che ci permette di trovare la posizione perfetta per il nostro stile di cambiata. Pur non essendo una moto pensata per la guida sportiva, la 310 T si è dimostrata soddisfacente anche su percorsi ricchi di curve, grazie anche al buon grip offerto dagli pneumatici CST di serie, dei semi-tassellati che si comportano discretamente anche su strade bianche e tratti offroad leggeri. Anche la taratura delle sospensioni è ben bilanciata, il giusto mix tra comfort e stabilità di marcia anche se si viaggia in due. Unico vero lato negativo è la frenata anteriore che, nonostante le dimensioni non proprio contenute del disco singolo (310 mm), risulta poco modulabile e troppo poco incisiva, non adeguata in situazioni d’emergenza, purtroppo sempre dietro l’angolo in un contesto urbano. Contesto nel quale la 310 T si trova particolarmente a suo agio , non disdegnando, però, strade extraurbane ed autostrade, che si possono percorrere in sicurezza e comfort grazie anche al parabrezza regolabile su due posizioni, che offre una buona protezione aerodinamica. Un plauso anche al casco utilizzato durante la prova: si tratta dell’ LS2 FF900 Valiant II, un modulare piuttosto comodo (anche se non particolarmente leggero) e silenzioso in marcia, che offre qualità e versatilità al giusto prezzo (esattamente come la Zontes!). Potete trovare tutte le informazioni a questo link.

Conclusione e prezzo

Per concludere, la Zontes 310 T ci ha sicuramente sorpreso in positivo: la riteniamo, infatti, una scelta azzeccata sia per chi muove i primi passi nel mondo motociclistico (ricordiamo che si può guidare dai 18 anni con patente A2) che per i motociclisti più navigati, quelli che cercano un mezzo economico, ma allo stesso tempo completo, magari da utilizzare senza pensieri in città come alternativa a uno scooter. Con la differenza da quest’ultimo di avere tutte le carte in regola per spingersi fuori città e affrontare anche qualche viaggio breve, ma avventuroso.

Il prezzo di listino di 4.990 euro fa risultare la crossover, quindi, una delle migliori proposte per rapporto qualità / prezzo tra le moto di piccola cilindrata del suo segmento per via delle dotazioni da “grande”.

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