Coronavirus, Confindustria ANCMA e Fase 2: riaprire subito la filiera delle due ruote

Ruolo rilevante nella mobilità della ripresa

Le parole del presidente di Confindustria ANCMA considerando l'emergenza e una prospettata ripartenza
Coronavirus, Confindustria ANCMA e Fase 2: riaprire subito la filiera delle due ruoteCoronavirus, Confindustria ANCMA e Fase 2: riaprire subito la filiera delle due ruote

In un messaggio del presidente di Confindustria ANCMA, Paolo Magri, indirizzato al Governo e a Vittorio Colao, il manager al comando della task force dedicata alla ripresa, si chiede “la riapertura immediata delle imprese del settore” collegate alla filiera delle due ruote, dato l’impatto dell’emergenza stessa sul settore. Una ripresa fatta “con responsabilità, adottando in modo rigoroso i protocolli sanitari condivisi”.

Diversi aspetti in evidenza

Riprendendo la nota diffusa, il presidente di Confindustria ANCMA evidenzia subito che le realtà impegnate nella filiera delle due ruote sono pronte a riprendere subito l’attività facendolo “con responsabilità”, rispettando scrupolosamente i protocolli sanitari e tutelando i lavoratori e lo stesso mercato “contraddistinto da una forte stagionalità”. Proprio questo è un punto rilevante, valutando il forte calo registrato a marzo. Il mercato delle due ruote, ricorda il presidente di Confindustria ANCMA, “concentra infatti la gran parte delle vendite nel periodo tra aprile e luglio”. Con la chiusura dei punti vendita a marzo, la contrazione è stata del 66% rispetto al 2019; così come appaiono negative le previsioni verso maggio, con un difficile recupero di volumi in caso di chiusure prolungate. Così come si osserva con attenzione anche l’export, quindi la presenza nei mercati esteri già operanti. Ad esempio, nella produzione di biciclette, la manifattura italiana ha un ruolo rilevante in Europa, calcolando i circa 320mila veicoli e 2,6 milioni di bici all’anno, a cui sommare anche realtà attive nel mercato della componentistica, dell’abbigliamento e degli accessori.
Non si dimentica poi la rete vendita, un comparto costituito da circa 5.000 punti che “con l’adozione, ad esempio, di misure di vendita alternative potrebbero in qualche misura tornare a respirare e favorire la diffusione di bici e moto”, sottolinea ancora nell’occasione il presidente di Confindustria ANCMA. Infine il “ruolo importantissimo nella mobilità individuale della ripartenza” dei mezzi a due ruote, con o privi di motore, che sia termico o elettrico, date le loro caratteristiche.

Foto di repertorio

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