Ducati, “Anatomia della velocità”: l’aerodinamica, le competizioni e la voglia di innovare [FOTO]

Sino al giorno 8 ottobre 2019

Competizioni e tecnica costruttiva sono protagoniste nella mostra temporanea legata al brand Ducati

L’esposizione “Anatomia della velocità” parla di Ducati e di una parte della sua essenza sportiva. È un racconto dedicato agli studi, alle applicazioni e ai risultati sportivi collegati all’aerodinamica, funzionali anche nella produzione.

Una storia in costante evoluzione

La mostra temporanea, proposta sino all’8 ottobre di questo anno, sintetizza quanto applicato da Ducati grazie alle sue conoscenze scientifiche nel mondo delle competizioni. In particolare si fa riferimento all’aerodinamica e alla funzione di appendici e soluzioni, valutando le configurazioni. Si fa cenno, ad esempio, a quanto fatto dalla casa di Borgo Panigale in MotoGP già nel 2015, introducendo delle appendici sulle carenature. Un aspetto evoluto già nel corso della stagione 2016 dalla “configurazione generale a biplano” alternata a quella “con la sola ala superiore”. Mentre nel 2017, date le limitazione, si notano dei “side-pods”, cioè elementi chiusi nella visione frontale. Quindi le ulteriori limitazioni nella stagione 2018 di MotoGP e quindi lo studio di soluzioni funzionali in base al regolamento tecnico, come ricordato.
Prestazioni aerodinamiche e appendici risultano dunque il frutto di studi dedicati. La traduzione di valutazioni sul comportamento di un fluido, l’aria nello specifico, a contatto con una superficie di un oggetto in movimento.
La forza aerodinamica è costituita da una resistenza, che agisce in senso opposto e parallelo, quindi una portanza, attiva invece in direzione perpendicolare e positiva. La moto, risultando un corpo compatto con un determinata impostazione, è sottoposto a una certa resistenza aerodinamica e un carico verticale risultante, legato proprio al corpo esterno considerando anche il pilota, con una zona posteriore sottoposta a un maggior peso rispetto a quella anteriore. Un’appendice alare, quindi, comporta un aumento di carico verticale. Più figura “a monte”, più elevata sarà l’azione nella parte frontale, come indicato.
A livello produttivo una delle più recenti traduzioni siglate da Ducati è la Panigale V4 R, una sportiva filante e potente, riconoscibile in particolare dalle appendici collocate lateralmente in prossimità della zona frontale.
Lo stesso sviluppo aerodinamico è costituito da fasi, iniziando da una “progettazione creativa”, come evidenziato nell’occasione. Si dà forma a bozze, utilizzando modelli matematici ed effettuando anche una scansione del pilota sulla moto, per ottimizzare ogni particolare. Attraverso la fluidodinamica computazionale (CFD), poi, si verifica il possibile movimento d’aria su veicolo e pilota, per “rappresentarne i campi di pressione e velocità”, a seconda di elementi e condizioni. Nel caso i risultati della fase CFD risultino promettenti, impiegando un “concept”, si fanno ulteriori analisi e aggiornamenti impiegando una galleria del vento e un modello full-scale del mezzo. Quanto affinato in galleria del vento rappresenta un passo importante per l’ideazione e la definizione delle componenti da collaudare su un tracciato. Un percorso affascinante arricchito da metodo e conoscenze scientifiche.

Foto: Ducati

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