Incidenti, Confindustria ANCMA: riflettori su infrastrutture e vittime tra i motociclisti

Dati ancora allarmanti sull'incidentalità italiana

Confindustria ANCMA parla di incidenti in cui sono rimasti coinvolti dei motociclisti e delle possibili insidie presenti lungo le arterie stradali, alla luce dei dati relativi allo scorso anno proposti dall’ACI/ISTAT
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“Ancora drammaticamente troppi.” L’espressione presente sul comunicato di Confindustria ANCMA, l’Associazione Nazionali Ciclo Motociclo e Accessori riguarda gli incidenti in cui sono rimasti coinvolti dei motociclisti in Italia. Nell’arco del 2018, nonostante la diminuzione del numero di incidenti riguardanti mezzi a due ruote, riprendendo il comunicato: “quasi un motociclista su dieci ha perso la vita a causa degli ostacoli presenti sulla strada.” Un’analisi fatta considerando i dati segnalati dall’ACI/ISTAT.

Il quadro

ANCMA, nell’occasione, pone l’accento sugli investimenti effettuati dai vari produttori di moto e di abbigliamento tecnico, che grazie allo sviluppo costante di sistemi e soluzioni innovative hanno contribuito a far calare il numero di feriti e decessi tra colori che viaggiano su due ruote, ma al tempo stesso si richiede che questi sforzi “non siano vanificati da fenomeni esterni come la trascuratezza nella manutenzione del manto stradale o da infrastrutture pericolose ed inadeguate”, come indicato. Inoltre si sottolinea anche la richiesta al Governo “di prevedere sgravi fiscali per l’acquisto di abbigliamento motociclistico”, agevolando ulteriormente la diffusione di capi d’abbigliamento protettivi.
Secondo i dati sono stati 52.685 i mezzi a due ruote coinvolti in incidenti lo scorso anno, segnalando una diminuzione rispetto al 2017 del 5,4%. Sono state 114 le vittime che circolavano su ciclomotori, in crescita del 18,7% rispetto al 2017, mentre i feriti sono calati del 9% a quota 10.413. Passando a motocicli e scooter, sempre considerando i valori indicati, sono stati accertati 728 decessi, in calo del 6,7%. Così come in diminuzione del 4,3% appare il quantitativo di feriti, nel complesso 45.450.
Le vittime a causa di incidente su ciclomotori e motocicli sono diminuiti del 3,9%, valutando il dato generale rispetto al 2017, come è calato il numero di feriti del 5,2%. Un andamento in diminuzione negli ultimi 5 anni, dunque, abbassatosi del 3,7% considerando i veicoli a due ruote. Migliore se confrontato con il calo ammontate a 1,4% sul versante a quattro ruote.
In ogni caso, buche, ostacoli accidentali o fissi presenti su strada o ai margini dei percorsi hanno causato lo scorso anno 75 decessi tra i motociclisti e 1.773 feriti, riprendendo sempre i dati segnalati, ossia 8,9% e 3,9% del totale dei casi rispettivamente. Numeri che sollecitano un intervento anche su questo aspetto. Apprezzato, dunque, il decreto per l’istallazione dei guardrail “salva motociclisti” approvato dal Ministero dei Trasporti, sebbene dal punto di vista dell’ANCMA “è importante che sia implementato rapidamente e che sia accompagnato da altri interventi strutturali”, chiedendo al Governo una maggior velocità d’intervento nella direzione intrapresa e conseguente ricaduta positiva anche sui costi sociali e sanitari legati agli incidenti stradali, ammontanti a oltre 5 miliardi di euro annui, come evidenziato nell’occasione.

Foto di repertorio

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