Beta Motor: segnalato il furto di un lotto di moto dal magazzino di Rignano sull’Arno

I mezzi risultano incompleti di alcune parti

Beta Motor, tramite il suo account su Facebook, ha messo in allerta e chiesto la collaborazione dei suoi appassionati, dopo aver riscontrato la sottrazione di un lotto di moto dal proprio magazzino
Beta Motor: segnalato il furto di un lotto di moto dal magazzino di Rignano sull’ArnoBeta Motor: segnalato il furto di un lotto di moto dal magazzino di Rignano sull’Arno

“Un brutto risveglio.” Con questa espressione Beta Motor, attraverso la propria pagina su Facebook, ha fatto presente ai suoi appassionati il furto di un lotto di moto. Secondo quanto riportato, sono state rubate dal magazzino di Rignano sull’Arno, la località sede del costruttore in provincia di Firenze.

Il messaggio ai “Beta losers”

Iniziando con un pizzico di ironia, nonostante la brutta sorpresa, Beta ha parlato di un “brutto risveglio” quando è stato scoperto il furto, accertando un’effrazione nel magazzino dell’azienda a Rignano. Il costruttore toscano, sottolineando che il magazzino “è stato scassinato”, ha precisato che è stato sottratto un lotto di motociclette, nello specifico modelli RR 2T (due tempi) di cilindrata 125/200/250/300 e anche XTrainer.
Richiesta quindi la massima attenzione e anche una collaborazione da parte di chiunque possa imbattersi in modelli sospetti, facendo attenzione anche a offerte poco chiare di moto Beta a prezzi piuttosto bassi. In tali casi, il costruttore indica un indirizzo utile a cui rivolgersi immediatamente per segnalare eventuali sospetti e consentire una rapida verifica di controllo del numero di telaio, ossia il VIN, fotografando semplicemente il codice punzonato sul cannotto di sterzo, come indicato dal marchio: support@betamotor.com. Nella comunicazione diffusa, Beta precisa anche: “Vi preghiamo di tener conto che non parliamo solo di eventuale complicità con un furto. Desideriamo allertarvi per vostra stessa tutela: il lotto di moto rubate era incompleto di alcuni componenti.” Le moto sottratte, dunque, non risultano definite e “oltre a non poter essere immatricolate, non possono funzionare correttamente!”, ricorda l’azienda nell’occasione.

Foto: Betamotor

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