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L’airbag a guscio per motociclisti: bufala o realtà?

Abbiamo indagato sul video dell'airbag per motociclisti diventato virale, ma alcune cose non tornano

L’airbag a guscio per motociclisti: bufala o realtà?L’airbag a guscio per motociclisti: bufala o realtà?

La sicurezza è uno dei fattori più importanti, se non il più importante, da tenere in considerazione quando si viaggia in moto. Negli ultimi anni la tecnologia sta facendo passi da gigante per alzare gli standard e rendere tutto il più sicuro possibile, ma nonostante gli sforzi e gli investimenti il pericolo è sempre in agguato ed anche con i migliori sistemi di protezioni il rischio di farsi male o peggio è sempre presente, per questo quando compaiono ‘sistemi‘ che promettono l’incolumità del motociclista rimaniamo tutti sempre molto sorpresi e stupiti. E’ questo il caso di un video che sta diventando virale nelle ultime settimane nel quale, attraverso alcune animazioni, si illustra il funzionamento di un airbag a ‘guscio’.

Il funzionamento sembra semplice. Sostanzialmente il motociclista viene ‘allacciato’ al sellino della moto e, nel caso in cui venisse disarcionato, il sellino perde contatto con la moto e si azionano gli airbag, che come una sorta di conchiglia avvolgono il malcapitato. Già dal video però sorgono alcuni dubbi: se il sistema dovesse venir azionato accidentalmente? In un lungo viaggio è possibile alzarsi in piedi per ‘sgranchire’ le gambe senza doversi fermare? Nel casso di scivolata non sarebbe ‘meglio’ grattare piuttosto che rotolare senza controllo?.

Per rispondere a queste domande abbiamo fatto diverse ricerche online scoprendo che l’ideatore di questo sistema sembra essere un medico newyorchese, o almeno il numero telefonico indicato sul sito (con una grafica che arriva direttamente dagli anni ’90) riporta a lui. Il video diventato virale grazie a Facebook, risale al 2013 e controllando il canale YouTube, che si chiama come il medico citato sopra, nel quale è stato pubblicato, è presente un solo altro video, datato 2016 nel quale è riproposta tale animazione, con alcune spiegazioni in più, ma senza la presenza di un prototipo. Lo stesso video è presente anche sulla campagna di raccolta fondi su indiegogo, e qui il mistero si infittisce. La raccolta fondi risale al 2016 ed ha raccolto circa 600 dollari contro i 200 mila di obiettivo, il problema è che la raccolta fondi non è allo stesso nome del medico citato sopra, bensì di qualcuno con lo stesso cognome ma con un nome diverso, forse un parente? Ma perché non mettere il nome dell’ideatore nella raccolta fondi?

Quindi in sostanza in 6 anni non sono stati fatti passi in avanti tangibili. Molte cose non coincidono o risultano poco chiare, il sospetto che si tratti di una bufala è piuttosto alto. Noi rimaniamo fiduciosi che un giorno verrà inventato un sistema che azzererà le vittime della strada, nel frattempo facciamo attenzione.

L’airbag a guscio per motociclisti: bufala o realtà?
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