Harley-Davidson Fat Bob 114 MY2018: Muscoli a vista per la più sportiva delle Softail [PROVA SU STRADA]

La coppia di un camion e le forme di un bodybuilder con il quale non si ha la voglia di scherzare si fondono con le caratteristiche di guida delle Dyna ed il look senza tempo della famiglia Softail

Per il 115° anniversario del colosso di Milwaukee, ben otto componenti della gamma Softail sono state completamente rinnovate e dotate di un inedito telaio in acciaio al carbonio più leggero e rigido del 65% rispetto al modello precedente. Con freni anteriori a doppio disco, look muscoloso ed impianto di scarico 2-1-2 upswept animato dal poderoso Milwaukee-Eight 114, questa incredibile bobber in chiave moderna, ha tutte le carte in regola per dettare legge

Harley-Davidson Fat Bob 114 MY2018 – È stato riconsegnando l’inedita FXDR che, con la coda dell’occhio, abbiamo notato in un angolo del salone una Fat Bob bianca opaca nuova di pacca; in quel momento è stato subito chiaro che sarebbe stata la candidata perfetta per un test ride approfondito. Sì, perché il 2018 ha portato ben 9 novità basate sulla nuova piattaforma Softail che è il denominatore comune della famiglia e basa le sue fondamenta sul concetto di individualità.

Al centro del progetto troviamo il rinnovato telaio che, grazie allo spostamento dell’ammortizzatore posteriore ed all’adozione di acciaio al carbonio, aumenta del 34% la rigidità complessiva riducendo del 22% il numero di saldature; vengono utilizzate la metà delle componenti rispetto alla versione precedente consentendo di ridurre il peso complessivo di circa 17 kg.

 

Una vera e propria rivoluzione se si pensa che il telaio in uso fino al 2017 era stato progettato dall’Ing. Bill Davis nel 1974 il quale, dopo aver acquistato una Super Glide del ’72, non rimase per nulla soddisfatto dalla sella troppo alta da terra e dalle sospensioni a vista. Progettò così un forcellone dalla forma triangolare con due ammortizzatori sotto la sella, tra la batteria ed il serbatoio dell’olio; lo stesso Davis si recò da Willie G. Davidson (ai tempi capo del centro stile) e Louie Netz per sottoporgli il progetto ma dopo una lunga trattativa, non giunsero ad un accordo. L’ingegnere tornò nella sua casa nel Missouri dove lavorò alacremente per migliorare un progetto già valido e spostò gli ammortizzatori sotto al cambio rendendo più agevole l’accesso al vano batteria. Il nuovo telaio prese il nome di “Sub Shock” ed era caratterizzato da ammortizzatori che lavoravano in estensione e non per compressione; l’Ing. Davis lo pubblicizzò sulla rivista Easyriders e, dopo aver riscosso un enorme successo ma non potendo supportare i costi di produzione a fronte dei numerosi ordini ricevuti, si vide costretto a vendere il brevetto. Dopo una prima trattativa con Honda non andata a buon fine, il 6 gennaio 1982 viene siglato l’accordo con H-D ed il primo modello di Softail viene presentato nel 1983 e commercializzato nel 1984. Il 2018 ha rappresentato l’anno dell’evoluzione della specie e tutti i rinnovati membri della famiglia Softail composta da Fat Boy, Heritage Classic, Low Rider, Softail Slim, Deluxe, Breakout, Fat Bob, Sport Glide e Street Bob, hanno ricevuto miglioramenti non solo tecnici ma anche tecnologici come le luci full LED, un sistema elettrico migliorato ed aumentato in quanto a potenza, nuova strumentazione, avviamento Keyless ed anche una porta USB per la ricarica di piccoli device.

In mezzo a tutte le sorelle, Fat Bob spicca per una personalità fuori dal coro dove il termine “Fat” è un chiaro richiamo agli pneumatici grassocci che avvolgono i cerchi pressofusi da 16” presenti su entrambe gli assi; “Bob” invece, fa riferimento alla particolare forma del parafango posteriore che prende il nome di Bobtail ma anche all’ispirazione in stile Bobber al quale il nuovo modello fa il verso. Ovvio, i Bobber costruiti in garage sono un’altra cosa ma… l’aria che si respira in sella all’inedita muscle bike del Winsconsin, richiama fortemente il passato anche se in chiave estremamente moderna.

Alla presentazione ufficiale delle 9 nuove nate sotto il segno “Softail”, Paul James – Manager Product portfolio – ha dichiarato di trovarsi di fronte al più ampio programma di ricerca e sviluppo mai affrontato dall’azienda di Milwaukee. Gli ingegneri, i tecnici ed i tester hanno investito centinaia di ore per concepire, sviluppare e dare vita a queste cruiser dagli impieghi differenti: “il focus del progetto è stato quello di innalzare il livello dell’esperienza di guida dove autenticità, storia e spirito potessero incontrare la tecnologia più moderna, conducendo ad una sensazione che ha bisogno di esser provata per essere vissuta”. L’importanza del progetto è poi stata sottolineata anche dal vice presidente del reparto Styling e Design – Brad Richards – il quale ha dichiarato che l’autenticità che si nasconde dietro ad ogni Harley-Davidson è frutto della cura per il dettaglio, dall’inizio alla fine: difficili da progettare, difficili da copiare. E visto quello di cui stiamo parlando, non ci sentiamo proprio di dargli torto.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★★ 

Ode alla perfezione

La Fat Bob è massiccia, muscolosa e trasuda cattiveria da qualsiasi angolazione la si guardi. Acquistare una Harley-Davidson non è un punto di arrivo bensì di partenza e lo vedremo alla fine, quando capiremo su che prezzi si aggira possedere un mezzo del genere e, magari, personalizzarlo. Il modello “di base” rappresenta la scelta più sportiva della gamma Softail grazie all’avantreno caricato quasi come su una naked. Il frontale è dominato dal faro a led di forma rettangolare ben integrato tra le piastre della forcella a steli rovesciati da 43 mm di casa Showa che culmina con un manubrio largo e dall’inclinazione regolabile per adattarlo al proprio stile di guida.

Nella visuale laterale, oltre alle ruote generose con sezione 150/80 anteriore e 180/70 posteriore, si lasciano apprezzare le forme del nuovo telaio che riesce a mimetizzare il mono con regolazione separata sotto la sella, facendolo sembrare a tutti gli effetti un hardtail. Il protagonista resta il potente motore Milwaukee-Eight 114 di ben 1868 cc ad otto valvole incastonato nel telaio come fosse un prezioso gioiello mentre, il serbatoio dalla forma caratteristica a goccia ed il parafango posteriore stile Bobtail, sono elementi distintivi di un modello che si fa apprezzare per la linea quasi sportiva se comparata al corso stilistico delle altre H-D presenti nella famiglia (FXDR a parte). Proprio il serbatoio con la grafica in tinta grigia e con il nome del produttore ben visibile, ospita anche la strumentazione decisamente minimal ma più che sufficiente per tenere informato il rider di cosa stia succedendo al motore. Il contagiri ben leggibile è abbinato ad uno schermo LCD di facile lettura che – a rotazione – può visualizzare tutti i valori più importanti tra i quali velocità, km percorsi, km totali, marcia inserita ed orologio.

 

La sella, comoda e ben sagomata, accoglie il pilota facendolo sentire subito a proprio agio: non si può dire lo stesso dello strapuntino dedicato al passeggero che si troverà a dover fare i conti con una seduta quasi “d’emergenza” ma comunque confortevole grazie anche all’altezza delle pedane che non costringono ad una posizione innaturale. La regolamentazione vigente in materia di circolazione stradale ha obbligato Harley-Davidson a studiare un portatarga che rispettasse la legge, a discapito ovviamente del look. Il lungo braccio posteriore disturba la visuale d’insieme rovinandone l’aspetto; al momento non ci sono soluzioni (a norma di legge) che consentano di migliorare la situazione senza incappare in eventuali sanzioni da parte del personale preposto.

Peccato davvero perché la versione USA può adottare il bellissimo portatarga laterale che permette la rimozione di quello posteriore accorciando notevolmente la coda e conferendole un aspetto da drag racer. Il tocco di classe lo lasciamo allo all’impianto di scarico 2-1-2 con paratie in finitura a contrasto, nel più puro stile custom. Ah, in ordine di marcia i kg totali sono 306 ma, grazie alla coppia sempre disponibile, all’inclinazione del canotto di sterzo pari a 28° (quasi un’anomalia in casa H-D!) ed all’irrigidimento strutturale del rinnovato telaio, sembrano scomparire non appena questa muscle su due ruote acquista velocità.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★☆ 

Coppia da camion per un motorone sempre pronto a spingere

Il “Milwaukee-Eight” è il nono propulsore della storia prodotto da Harley-Davidson; mantiene il classico angolo a 45° ma adotta testate con un solo albero a camme e 4 valvole per cilindro che offrono il 50% in più di aspirazione e capacità di flusso di scarico oltre a produrre l’11% in più di coppia rispetto ai modelli precedenti. Le valvole non richiedono nessuna regolazione poiché la progettazione dei bilancieri consente di impostare il loro gioco direttamente in fabbrica ed una doppia candela per ogni cilindro contribuisce a una combustione più efficiente ed al contenimento delle emissioni. Il singolo albero a camme è più leggero e meccanicamente meno complesso dunque crea meno frizione e rumore ma, come ha affermato Alex Bozmoski, Chief Powertrain Engineer di Harley-Davidson, il propulsore “conserva anche la caratteristica potenza che è la vera eredità del Big Twin Harley-Davidson: forte coppia ai bassi regimi con una curva di potenza ampia attraverso la fascia media che è ideale per il motociclista orientato al Touring.”

Per darvi un’idea delle migliorie apportate dal nuovo propulsore, vi basti pensare che l’unità pesa quanto il propulsore che sostituisce accelerando l’8% più velocemente da 0 a 100 ed il 12% da 100 a 130km/h rispetto al Twin Cam 110. Il Milwaukee-Eight è stato dotato di controbilanciere interno capace di tagliare del 75% le vibrazioni al minimo; avrebbero potuto fare di meglio ma la cosa non avrebbe fatto per nulla piacere agli amanti del marchio che proprio in questa caratteristica ripongono uno dei segreti del successo di questo marchio. L’aspirazione è stata ridisegnata per ottenere un sound più delicato ma pur sempre tipicamente Harley ed il rapporto con l’esterno avviene attraverso l’inedito terminale di scarico 2-1-2 con terminali cromati.

 

Il motore è ottimizzato per le lunghe percorrenze con un filo di gas e quindi si può disporre già di tantissima coppia a basso numero di giri per poi avere il picco a attorno ai 3.500 dove i 145 Nm del 114 arricciano l’asfalto come fosse cartapesta. Insomma, che si viaggi in autostrada o che si circoli in città a velocità ridotte, non ci sono dubbi sulla bontà del nuovo propulsore che è sempre facilmente gestibile. Ad ogni rotazione della manopola del gas, corrisponde una spinta corposa che vi fionda in avanti senza incertezze; il cambio non è morbidissimo ma ci si fa presto la mano e l’esperienza di guida si fa interessante non appena riuscirete a diventare tutt’uno con il veicolo.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

“Fat” di nome e di fatto: 306 chili e non sentirli

“Softail” è il nome di un brevetto depositato da Harley-Davidson che ha visto la luce nel 1984 con la commercializzazione della prima FSXT Softail. La caratteristica di questo telaio e quella di avere un monoammortizzatore centrale nascosto che – esteticamente – dia la sensazione di non esserci conferendo alla moto il look tipico delle hardtail. Come abbiamo detto in apertura, il 2018 ha visto l’introduzione del nuovo telaio abbinato al mono posteriore sviluppato da Showa e caratterizzato da regolazione attraverso rimando esterno settabile nel precarico su 5 diverse tarature; all’anteriore invece, troviamo la nuova forcella – sempre del medesimo produttore giapponese – con steli da 43 mm e singola cartuccia. Una volta in sella la posizione è tipicamente Harley con le braccia protese ad afferrare le manopole, le gambe in avanti ed il sedere appoggiato a soli 71 centimetri da terra.

Quando si parte però, ci si rende conto che questa spettacolare Fat Bob crede di essere una naked grazie ad un carico sull’asse anteriore che non è propriamente tipico delle moto marchiate Bar&Shield: appena si prende la dovuta confidenza, i 306 kg di peso in ordine di marcia tendono a sparire e lei si lascia guidare anche con fare sportivo grazie alle generose gomme che garantiscono il dovuto appoggio a patto di non esagerare troppo con le pieghe. Il limite – in ogni caso – non sarà dettato dalla tenuta degli pneumatici quanto dallo strofinamento a terra delle pedane stesse che, pur essendo più alte rispetto ad altri esemplari già testati, non permettono di andare oltre i 31-32° di inclinazione destra-sinistra. Il gusto che si prova nel guidare la Fat Bob però, va ben oltre le sue doti dinamiche che – è bene dirlo – sono state notevolmente implementate grazie al nuovo telaio decisamente più rigido rispetto alla versione precedente; lei ti porta in giro con una classe ed uno stile che solo Harley-Davidson sa interpretare.

Il bello di questa versione a tratti sportiveggiante è che, oltre ad avere un reparto sospensioni che copia fedelmente la strada senza mai mettere in difficoltà il pilota, frena bene grazie ad un impianto che fa affidamento su una coppia di dischi anteriori da 300 mm abbinati a pinze a quattro pistoncini ed un singolo disco posteriore da 294 mm e relativa pinza a 2 pistoncini. Di serie troviamo l’ABS indipendente sull’asse anteriore e posteriore. “Quando sei in sella, respira a pieni polmoni. Nutri i tuoi sensi di immagini e suoni. Lasciati alle spalle le responsabilità e sentiti libero di volare. Poche esperienze cambiano davvero la vita. Un giro su una Harley-Davison è una di queste”: la spettacolare intro scelta per aprire il bellissimo catalogo 2019, non lascia spazio a dubbi o incertezze. Salti in sella, afferri le manopole e sei pronto per un viaggio indimenticabile su un mezzo che si fregia di un marchio che ha fatto la storia.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★½☆ 

La passione a caro prezzo

La Harley-Davidson Fat Bob è disponibile con il motorone Milwaukee-Eight declinato nelle cubature di 107 o 114 cubic inches, equivalenti rispettivamente a 1745 e 1868 cc. La versione 107 parte da 18.200 euro nella colorazione Vivid Black per poi passare a 18.500 per la versione colore; la potente 114 come quella provata – in colorazione Vivid Black ossia nero lucido – si attesta a 20.300 euro f.c. Per avere uno dei colori opachi denominati Black Denim, Wicked Red Denim, Bonneville Salt Denim e Rawhide Denim invece, la spesa passa a 20.600; la speciale verniciatura della linea Custom definita Scorched Orange/Black Denim è vostra per 22.000 euro. Quest’ultima versione Custom e la colorazione Rawhide Denim, non sono disponibili abbinate al motore 107. Ora, da qui la strada è tutta in salita… o meglio: chiunque sia appassionato di Harley sa bene cosa voglia dire scegliere di possedere un modello di questo fantastico produttore: possibilità di personalizzazione pressoché infinite! A complicare le cose ci si mette il catalogo “Accessori originali, parti ed accessori”, un’autentica bibbia di 880 pagine, un “must-have” per ogni appassionato che si rispetti, un libro da tenere come un cimelio e sfogliare giorno per giorno alla ricerca del particolare giusto per la vostra moto. Anche perché solo Harley produce un catalogo del genere! Per gli amanti delle Softail e – nel caso specifico – per i possessori o i futuri possessori di una Fat Bob, a pagina 428 inizia quella sezione tanto cara denominata “Screamin’ Eagle”: qui sono raccolte alcune tra le più succulente modifiche per i motori Milwaukee-Eight ma, è importante saperlo, le più approfondite (come il passaggio da 114 a 117 con kit stage IV mediante il quale si ottiene un aumento di potenza pari al 40% in più rispetto alla configurazione originale) sono destinate solo ed esclusivamente ad utilizzo in aree private o in pista.

Un elemento che va di pari passo con l’acquisto della moto, è l’ordine istantaneo di una coppia di terminali Screamin’ Eagle Street Cannon in nero satinato – che potete portarvi a casa con 665 euro – abbinati al filtro aria Heavy Breather Perfomance (531 euro) ed alla bellissima copertura dedicata in alluminio ricavata dal pieno (265 euro).


I kit di potenziamento motore vanno dallo Stage I fino al mostruoso Stage IV ma non ve li descriviamo per il semplice motivo che non sono omologati per la normale circolazione stradale. Sul catalogo vengono riportati i diagrammi di coppia acquisibili con ogni kit e dobbiamo dirvi che sarebbero davvero interessanti ma farebbero lievitare il prezzo della moto in maniera esponenziale. La sezione “Collezioni Decorazioni Motore” vi permette di personalizzare con dettagli estremamente personali, ogni parte del motore che vi aggradi: coperchi alberi a camme, della trasmissione primaria, dell’accesso alla frizione e delle scatole bilancieri superiori sono disponibili in finitura bronzo rivestito in polvere o in nero lucido anodizzato. Ci sono poi i comandi a pedale Dominion, i dettagli della medesima linea e ogni tipo di inserto o di badge per impreziosire il motore.


E se tutto questo non fosse ancora sufficiente, la sezione “Color Shop” vi farà venire voglia di rendere unica la carrozzeria: chi ha potuto visitare lo stand H-D ad Eicma 2018, sarà rimasto senza parole davanti alla Fat Bob vestita con il kit in serie limitata denominato “Tagged Limited paint”. La base bronzo con finitura satinata e segni metallici esclusivi che trasmettono uno spirito inquieto è abbinata ad una superficie sulla quale è riportata l’arte dei graffiti con linee che presentano messaggi di libertà e che richiamano un paesaggio urbano difficile. I tre elementi che compongono la carrozzeria (parafango anteriore, posteriore e serbatoio) sono prodotti in 150 pezzi disponibili per tutto il mondo; i kit, uno diverso dall’altro, sono fatti a mano ed il prezzo complessivo si aggira attorno ai 3.985 euro.

Come avrete capito da questo breve escursus, l’unico limite oggettivo alla personalizzazione di una Harley, sarà solo ed esclusivamente il nostro portafoglio!
Rimanendo con i piedi a terra e tornando al galoppo della nostra Fat Bob tutta originale, possiamo affermare che nel ciclo urbano si percorrono circa 13 km con un litro di carburante, in quello extraurbano 15 ed in autostrada si raggiungono i 17 km/l che, facendo affidamento su un serbatoio da 13,6 litri, consentono di percorrere strada sufficiente per assaporare appieno il piacere di guida che questa fantastica Fat Bob saprà regalare ai suoi fortunati proprietari.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Linea muscolosa
Posizione di guida
Coppia del 114

Non ci piace:
Peso da fermo
Sellino passeggero

Harley-Davidson Fat Bob 2018: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Maneggevolezza:★★★★☆ 
Cambio e trasmissione:★★★½☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sospensioni:★★★★☆ 
Guida:★★★½☆ 
Comfort pilota:★★★★☆ 
Comfort passeggero:★★★☆☆ 
Dotazione:★★★★★ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Linea:★★★★★ 
Consumi:★★★★☆ 

Abbigliamento del tester:
Scarpa, pantaloni, giacca e guanti: Dainese
Casco: LS2 Spitfire Sunrise
Maschera: Ariete Feather

Harley-Davidson Fat Bob 114 MY2018: Muscoli a vista per la più sportiva delle Softail [PROVA SU STRADA]
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