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Honda Monkey 125 MY2019: La guidi e… ti sale subito la scimmia! [PROVA SU STRADA]

Tornare bambini in tempo zero non è mai stato così facile: 125cc, 10 cavalli scarsi, telaio da pitbike ed un look intramontabile ridanno il meritato lustro ad una icona senza tempo

Sentirsi gli occhi addosso ed esserne fieri è una sensazione impagabile. Nulla di più scontato se ci trovassimo alla guida di una supersportiva di ultima generazione o magari su una custom capace di attirare l’attenzione grazie ad uno scarico che suona meglio della Filarmonica di Vienna. E invece no: ecco a voi il risultato dell’effetto Monkey!

Honda Monkey 125 MY2019 – Quando Honda Italia ha comunicato la disponibilità a parco stampa del suo “recreational vehicle” per antonomasia, è iniziato il delirio, soprattutto in considerazione del fatto che è la prima volta in assoluto che viene importato in Italia. Davanti a lei ci si rende conto di cosa rappresenti realmente la nuova Honda Monkey e, subito dopo, si inizia a pensare al perché una persona sana di mente potrebbe mai acquistarla. Mentre preparano la documentazione, le giriamo attorno con quel sorrisetto ebete di chi sta per portare a casa il giocattolino che ha sempre desiderato e che, finalmente, riesce ad afferrare. Nemmeno il tempo di ricevere le chiavi e siamo già in fuga verso il centro di Milano dove la piccola di casa Honda si muove con un’agilità disarmante.

Avevamo avuto l’opportunità di effettuare una breve prova della Monkey a inizio anno – qui il link – ma possiamo solo dirvi che questa volta siamo andati ben oltre il semplice test drive: è sbocciato un amore! Forse non tutti sanno che l’iconica mini-bike nata sotto il segno dell’ala, ha visto la luce nel 1961 come moto giocattolo per il parco divertimenti Tama Tech di Tokyo; l’intera area, a tema motoristico, era di proprietà della Honda Motor Company Ltd. ed ha chiuso definitivamente il 30 settembre 2009 dopo 47 anni di attività. Fu nel 1963 che Honda – a seguito del successo ottenuto dal primo esemplare conosciuto con la sigla “Z50” – decise di produrne una versione omologata per la circolazione stradale iniziando l’esportazione verso l’America e l’Europa.

Il modello era dotato di un esclusivo serbatoio cromato, ruote da 5” senza sospensioni e manubrio pieghevole studiato per ridurne gli ingombri. Nasce così quella che viene definita l’era delle “Z-series” ossia la produzione in serie di minimoto by Honda denominate “Monkey” o “Gorilla” e che racchiude i modelli conosciuti con le sigle Z50A Mini Trail,  Z50J, Z50M, Z50R e la famosa ZB50 che rappresenta la prima Monkey omologata per circolare su strade aperte al pubblico negli USA. Più siete alti e più sarà facile capire il perché gli appassionati  –  ed anche Honda stessa – hanno definito queste minimoto con il termine “Monkey”: i veicoli erano talmente piccoli che, una volta in sella, braccia e gambe assumevano angoli innaturali e, a seconda dell’altezza del pilota, la schiena si ingobbiva di conseguenza, costringendo i piloti ad assumere una conformazione molto simile a quella delle scimmie!

Dal 1961 ad oggi l’evoluzione è stata epocale e l’ultima nata è un concentrato di tecnologia che non disdegna il legame con il passato costringendo ancora ad una posizione “forzata” ma decisamente più gestibile e comoda. Talmente comoda che non si vorrebbe mai scendere, complice la sella in uretano ad alta densità capace di garantire un livello di comfort epico. Se è vero che in Europa la “Monkey mania” non ha resistito, in Giappone e negli States il modello ha continuato a subire modifiche ed aggiornamenti che lo hanno tenuto costantemente in vita. Ripercorrendo in breve la storia, possiamo affermare che il 1961 ha visto la nascita del modello destinato al Tama Tech mentre, il ’63, ha decretato l’esportazione e la commercializzazione negli Usa ed in Europa del primo esemplare prodotto in serie.

Nel 1967 viene venduto in Giappone il primo modello con sella ribaltabile e nel 1970 viene dotato di forcella staccabile che permetteva di traportare la Monkey nel bagagliaio di una utilitaria di piccole dimensioni. Il 1978 vede l’introduzione del tipico serbatoio “a goccia” e, nel 1984, Honda rilascia la versione “Gold” in edizione limitata. Per vedere la sportiva interpretazione denominata “R” bisogna attendere il 1987 e nel 1991 assistiamo alla nascita dell’esclusiva e ricercata versione off-road in stile Baja con faro anteriore sdoppiato ed un look che richiama la vecchia Africa Twin ma… in scala ridotta.

Nel 2004 viene prodotta una versione ispirata alla CB750F vittoriosa alla Daytona 100 con Freddie Spencer e, nel 2009, avviene il passaggio all’iniezione elettronica, distribuzione con bilanciere a rullo e cilindro disassato. Per celebrare il 50° anniversario dall’inizio delle vendite in Giappone, nel 2017 viene rilasciato un ultimo modello prima di arrivare all’esemplare in prova che corona il ritorno sul mercato europeo dell’ineguagliabile scimmietta giapponese.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★½ 

Un gioiellino interamente made in Japan

Il canone di bellezza è, mai come in questo caso, terribilmente personale. E’ un oggetto che non ha eguali (anche se l’MSX 125 potrebbe esserlo ma non a livello di personalità!) e che non si sceglie in alternativa a qualcos’altro; non sostituisce uno scooter e non fa le veci di una moto in scala 1:1. E’ un prodotto stand-alone con il solito livello costruttivo al quale mamma Honda ci ha abituati: materiali solidi, finiture di prim’ordine e dettagli curati in maniera maniacale, uniti ad un look che fa innamorare chiunque la incontri. La sua popolarità deriva da un design accattivante sapientemente mixato con una portabilità sconosciuta prima di allora; l’introduzione della Monkey sul mercato fu talmente impattante da essere considerato il mezzo attraverso il quale milioni di persone iniziarono a pensare di possedere una motocicletta. Con i suoi grossi pneumatici, il manubrio incurvato, il serbatoio minuscolo e la generosa e soffice sella, la Monkey aveva un look inconfondibile e senza tempo.

Ci sono voluti anni dai primi rumors in merito ad una riedizione del modello ma, alla fine, è arrivata e incarna in chiave moderna quell’idea di commuting urbano che – oltre cinquant’anni fa – pareva già essere tanto caro all’incredibile popolo giapponese. Il classico stile Monkey caratterizzato dalla forma trapezoidale è stato mantenuto, così come le parti principali che – pur essendo ben distinte tra loro – sono unite con maestria a formare un piccolo capolavoro su due ruote. Il lucido serbatoio da 5,6 litri è verniciato in tinta bicolore e cromaticamente abbinato al forcellone, alle sospensioni ed al telaio mentre, il logo 3D, è quello storico di casa Honda.

Il contrasto con le cromature che caratterizzano gli ampi parafanghi, gli specchi, il manubrio e la protezione dello scarico, è netto ed il linea con il nuovo corso stilistico di questo veicolo che fa di tutto per sembrare uno scrambler in miniatura. Classico e moderno si incontrano con la nuova Monkey: se i richiami al passato sono lampanti, la strumentazione digitale LCD, il faro anteriore, lo stop posteriore e gli indicatori di direzione full led sono la conferma che Honda non ha badato a spese. Il piccolo display lampeggia quando si gira la chiave di tipo Wave su ON e poi mostra tachimetro, contachilometri a due parziali e l’indicatore carburante a sei segmenti che, come vedremo più avanti, sembrano non scomparire mai.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★☆ 

Sempre full gas e la scimmia diventa imprendibile

Le chiacchiere da bar non si addicono alla Honda Monkey. Non va forte, ma come dice il proverbio “chi va piano va sano e va lontano”. Per rimanere in linea con il tema della tradizione, imbrigliato nel telaio troviamo un motore monocilindrico orizzontale monoalbero a 2 valvole da 125cc raffreddato ad aria che fa della semplicità e robustezza i suoi punti di forza. Alesaggio e corsa misurano 52,4 x 57,9mm con un rapporto di compressione pari a 9,3:1. Robusto ed affidabilissimo, è dotato di iniezione elettronica Honda PGM-FI ed eroga 9,4cv a 7000 giri/min con un picco di 11 Nm a 5250 giri; il cambio ha 4 marce ma, una volta alla guida, ci si rende conto che la quarta non si usa quasi mai se non su lunghi tratti rettilinei per i quali però la Monkey risulta decisamente inadatta, anche per via di una velocità massima che supera di poco i 100km/h.

I dati li abbiamo riportati per correttezza nei confronti del produttore e per farvi capire di cosa stiamo parlando: certo è che chi vorrà mettersi in garage una Monkey, di sicuro non guarderà i cavalli, la velocità massima e tantomeno il picco di coppia. Messa dentro la prima, sembra quasi che il monocilindrico non voglia saperne di partire ma, non appena prende giri, inizia a salire bene fino ai 49km/h quando arriva il momento di mettere la seconda.  Poco dopo gli ottanta, è il momento della terza e poi – a vostra discrezione – deciderete quando e se utilizzare la quarta marcia che è, sostanzialmente, un rapporto molto difficile da utilizzare, soprattutto per il commuting urbano quotidiano. Il trucco è guidare fluidi e praticamente sempre a manetta senza mai scendere di giri altrimenti risalire in tempi brevi si rivelerà abbastanza difficile. La Monkey insegna che per divertirsi basta davvero poco: una strada chiusa al traffico ed il sapiente suo della frizione sono sufficienti per dilettarsi in wheeling a velocità più che tranquilla!

Questo veicolo entra nel cuore degli appassionati per come si guida, per la sua capacità di dare colore alle giornate grigie, per la sua indole simpatica che vi cambierà l’umore nel momento in cui aprirete il garage e vedrete le sue forme minuscole in un angolo, pronte ad accogliervi ed a portarvi in giro senza stress e con un’agilità mai provata prima.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★★ 

Handling e sensazioni di guida mai provate prima

Le dimensioni contano? In alcuni casi si… in altri, decisamente meno! 1155 mm di interasse, inclinazione del canotto di sterzo di 25° e avancorsa di 82mm trasformano l’esperienza di guida della piccola Monkey in un qualcosa di extrasensoriale. Aggiungete un raggio di sterzata di 1,9 mt, 107kg di massa con il pieno e la sella posizionata a 775mm da terra e vi accorgerete che  nulla è come lei. Il telaio monotrave superiore in acciaio è robusto e bilanciato, irrigidito nelle parti più sollecitate e flessibile dove occorre: questa particolare scelta mira a rendere il veicolo sfruttabile in ogni condizione senza farsi il benchè minimo riguardo anche negli utilizzi più estremi.  In sella si sta seduti davvero comodi e la classica posizione “della scimmia” è lievemente accennata ma mai ai livelli della serie Z degli anni ’60, ovviamente. Impugnato il piccolo manubrio e presa confidenza con i rispettivi blocchetti – semplici, senza fronzoli e maniacalmente ben realizzati – non resta che girare la chiave, avviare il motore e dare gas!

La stabilità regalata dalle gomme larghe – rispettivamente 120/80-12 all’anteriore e 130/80-12 al posteriore – è eccellente e, grazie anche alla forcella a steli rovesciati ed agli ammortizzatori posteriori dalla generosa escursione con taratura medio/morbida, la guida risulta appagante e sempre divertentissima. Trovare il limite del Monkey non è difficile e, molto prima di arrivarci, vi renderete conto di essere una scheggia impazzita in mezzo alla routine quotidiana con tutti gli altri guidatori di veicoli a due ruote che vi guarderanno senza capire da dove siete arrivati e come abbiate fatto a sparire all’orizzonte. La sua leggerezza e la compattezza abbinate ad un disco anteriore da 220mm ed a uno posteriore da 190mm garantiscono staccate degne di nota e senza pericolo di sollevamento della ruota posteriore grazie alla piattaforma inerziale IMU abbinata all’ABS sul solo asse anteriore. Scendere in garage a mattina ed andare in ufficio con la Honda Monkey è un “appuntamento” al quale non si può mancare: la sella supercomoda e con profilo in pelle bianca ospita piloti di ogni dimensione e la posizione di guida è talmente inusuale da risultare comoda.

Le curve si percorrono in totale sicurezza anche a velocità sostenuta ed utilizzando bene braccia e gambe vi accorgerete di come – a velocità medie – sarà difficile farvi avvicinare da altri veicoli a due ruote. 9,4 cavalli saranno anche pochi ma se si è in grado di sfruttarli a fondo e soprattutto di usare sapientemente il cambio, ogni viaggetto sarà solo e semplice divertimento quotidiano.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★½ 

Chi la vuole, sa il perché

La Honda Monkey è qualcosa che non c’era e che adesso c’è. L’unica ad averci provato era stata Polini quando, nel 2012,  aveva dato il via alla commercializzazione della XP4 Street 125cc, una mini motard da 9cv pensata per l’uso quotidiano. Non avendo però un background come quello della Monkey, il tanto sperato successo, non è mai arrivato. Al giorno d’oggi l’unica alternativa potrebbe essere la Honda MSX ma la differenza di prezzo non giustificherebbe la scelta, a meno che non si preferisca il suo look a quello più personale della Monkey. Le colorazioni disponibili sono due: Pearl Nebula Red/Ross White (esemplare in prova) oppure la fantastica versione Banana Yellow/Ross White che raccomandiamo caldamente di scegliere se siete in procinto di acquistare questo giocattolino totalmente made in Japan by Honda.

I 4090€ f.c.  necessari per acquistarla non sono proprio pochi ma quello che si ottiene è un veicolo che saprà davvero cambiare il corso delle vostre giornate. Che la utilizziate nel week end per effettuare le commissioni o che sia la fedele compagna nel vostro quotidiano, la Honda Monkey rappresenta una scelta ardita ma decisamente appagante. Bisognerebbe avere il coraggio di preferirla al classico “scooter”, pur sapendo che non andrete in tangenziale o in autostrada, non porterete mai un secondo passeggero e che l’unico vano di carico è quello che si cela dietro alla paratia sulla quale vi è il logo “Monkey” e che contiene giusto il libretto piegato come un origami, due chiavi di emergenza e… null’altro. Vi servirà sempre uno zainetto anche perché, con una percorrenza media di 67 km/l con un serbatoio da 5,6lt, di commissioni potrete farne davvero tante…[/caption]

PRO E CONTRO

Ci piace:

Look personale ed inimitabile

Posizione di guida

Piattaforma IMU con ABS

Non ci piace:

Monoposto

Honda Monkey MY2019: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Maneggevolezza:★★★★★ 
Cambio e trasmissione:★★★★☆ 
Frenata:★★★★½ 
Sospensioni:★★★★☆ 
Guida:★★★★★ 
Comfort pilota:★★★★★ 
Comfort passeggero:☆☆☆☆☆ 
Dotazione:★★★★★ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Linea:★★★★½ 
Consumi:★★★★★ 

Ha collaborato Matteo Pozzi

Abbigliamento del tester:

Guanti: Alpinestars SMX-2 Air Carbon black/white

Giacca: Alpinestars SP X

Pantaloni: Alpinestars Denim Pants – Raw Indigo

Scarpe: Alpinestars LUNAR

Casco: LS2 Spitfire Sunrise

Maschera: Ariete Feather

Honda Monkey 125 MY2019: La guidi e… ti sale subito la scimmia! [PROVA SU STRADA]
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