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Ducati V4 R: tutti i dettagli del “mostro” di Borgo Panigale

Dalla nuova carena al motore, passando per l'elettronica fino alla frizione a secco, tutto quello che c'è da sapere su l'ultima nata della casa bolognese

Ducati V4 R: tutti i dettagli del “mostro” di Borgo PanigaleDucati V4 R: tutti i dettagli del “mostro” di Borgo Panigale

Dopo la presentazione ufficiale nel corso di EICMA 2018 Ducati è pronta a lanciare ufficialmente sul mercato la nuova V4 R, l’arrivo presso i concessionari è atteso a giorni, ma prima andiamo ad approfondire alcune interessanti caratteristiche tecniche della nuova moto made in Bologna.

La Ducati V4 R, in sostanza, è una moto da pista omologata per l’uso stradale, sarà infatti l’arma con cui la casa di Borgo Panigale cercherà di sconfiggere Jonathan Rea e la Kawasaki nel campionato World Superbike. Tutto sulla V4 R è estremo, dalle componenti interne al motore, alla carena ‘alata’, fino alla distribuzione della potenza, ma andiamo con ordine.

Il motore della Ducati V4 R

Rispetto alla prima versione presentata lo scorso anno, equipaggiata con un motore da 1.103 cm3, la nuova moto è spinta dal motore Desmosedici Stradale R da 998 cm3 con un carattere estremo e un’erogazione appuntita pensata per la prestazione in pista. Si tratta in sostanza di un propulsore strettamente legato con quello utilizzato in MotoGP. E’ in grado di erogare 221 CV (162 kW) a 15.250 giri/minuto e una coppia di 112 Nm a 11.500 giri/minuto, numeri che diventano ancora più incredibili se viene montato lo scarico full-racing Performance by Akrapovič che porta la potenza massima a 234 CV (172 kW) a 15.500 giri/minuto. Il V4 a 90° è ruotato all’indietro di 42° e l’ordine degli scoppi è di tipo “Twin Pulse” (in sostanza replica la sequenza degli scoppi di un bicilindrico). Come sulla Desmosedici MotoGP l’albero è controrotante, dotato quindi di ruota oziosa che restituisce la corretta rotazione per il senso di marcia. L’albero motore, forgiato in acciaio, è mosso da 4 bielle in titanio, che pesano ognuno 100 grammi in meno rispetto a quelle montate sulla Panigale V4. I pistoni sono stampati in alluminio con un solo profilo raschiaolio e sfruttano la tecnologia “box in box” che consente di contenere l’altezza del mantello e lo spessore sotto il cielo. I 4 alberi a camme hanno profili dedicati e muovono le sedici valvole caratterizzate da alzate superiori rispetto al Desmosedici Stradale. Le valvole sono dotate di semi-coni in titanio, mentre i corpi farfallati ovali hanno diametro equivalente di 56 mm e sono collegati a cornetti d’aspirazione ad altezza variabile.

Frizione a secco Ducati V4 R

Vista la potenza del propulsore, anche la frizione è studiata per garantire la massima prestazione e, come per la MotoGP, si tratta di una frizione a secco. Nel dettaglio, è una STM EVO-SBK, realizzata in alluminio dal
pieno con campana e pacco dischi da 48 denti. I dischi sono 9 condotti e 9 guarniti con diametro di 138
mm. Questa garantisce una più efficace funzione anti-saltellamento e permette la possibilità di personalizzare il livello di freno motore “meccanico” scegliendo una diversa molla secondaria tra quelle disponibili nel catalogo accessori Ducati Performance. Grazie al sistema Ducati Quick Shift up/down la frizione verrà utilizzata solo per la partenza e l’arresto.

Carena Ducati V4 R

Probabilmente l’aspetto che risalta di più ad un primo sguardo è la presenza delle alette sulla carena, ma andando ad analizzare nel dettaglio diversi aspetti, in realtà, la carena è ricca di interessanti accorgimenti. Si parte dal cupolino in plexiglas, più alto e con maggiore incidenza che migliora la protezione all’aria del pilota in carena. Anche le carene laterali sono state allargate per migliorare l’efficienza aerodinamica. Migliorata anche l’efficienza degli sfoghi laterali, grazie ai quelli è stato possibile accelerare la velocità dei flussi d’aria che attraversano i radiatori. L’ultima ‘chicca’ sono appunto le alette, molto simili a quelle che Ducati utilizzava in MotoGP sulla GP16, che garantiscono, insieme al cupolino, un carico verticale di 30 kg a 270 km/h.

Sospensioni Ducati V4 R

Su una moto nata per un utilizzo ‘estremo’ il reparto sospensivo non poteva essere affidato a prodotti qualsiasi, infatti, in collaborazione con Öhlins sono state studiate apposite sospensioni esclusive. All’anteriore è equipaggiata con la nuova forcella pressurizzata Öhlins NPX 25/30 da Ø 43 mm, con trattamento TiN degli steli, che utilizza un sistema di smorzamento derivato dalle forcelle racing. Questo permette di ridurre al minimo il problema della cavitazione dell’olio. Al posteriore è presente l’ammortizzatore Öhlins TTX36 a regolazione meccanica.

Elettronica Ducati V4 R

Su un ‘mostro’ di potenza come la Ducati V4 R l’elettronica rappresenta uno strumento fondamentale per la gestione e la sicurezza della moto. Basato sull’impiego della piattaforma inerziale Bosch a 6 assi (6D IMU – Inertial
Measurement Unit) comprende: ABS Cornering Bosch EVO, Ducati Traction Control (DTC) EVO, Ducati Slide Control (DSC), Ducati Wheelie Control (DWC) EVO, Ducati Power Launch (DPL), Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO, Engine Brake Control (EBC) EVO. La moto è equipaggiata con la Strumentazione TFT (uno schermo ad alta risoluzione), di pit limiter, di un lap timer integrato nel cruscotto, del Ducati Data Analyser + GPS (DDA + GPS), che consente di valutare le prestazioni di moto e pilota, presentando graficamente specifici canali di dati e del Ducati Multimedia System(DMS), mediante il quale è possibile accettare le chiamate in entrata, selezionare e ascoltare un brano musicale e ricevere notifiche SMS.


La Ducati V4 R sarà disponibile nei concessionari tra dicembre e gennaio nella livrea “R” con serbatoio in alluminio a vista. Il prezzo sarà di 39.990 euro.

Ducati V4 R: tutti i dettagli del “mostro” di Borgo Panigale
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