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Harley-Davidson FXDR 114 2019: non ha ancora un soprannome, ma si fa già amare, non solo per il look [PROVA SU STRADA]

Abbiamo provato il primo esemplare immatricolato in Italia, scoprendola straordinariamente appagante

La famiglia Softail si allarga con un nuovo ed inedito modello, di chiara ispirazione gare drag, con una enorme gomma posteriore da 240, ma che utilizza la lega leggera (per la prima volta anche per il forcellone) per ridurre il peso ed incrementare le prestazioni, sfruttando tutta l’irruenza del Milwaukee-Eight 114. Parte da 25.300 euro

Harley-Davidson FXDR 114 2019 – Si tratta di una power cruiser, il cui nome è (per ora) la sigla di quattro lettere, che solitamente Harley abbina a qualcosa di più semplice da ricordare. In attesa che qualcuno le regali un soprannome, la “Effeicsdierre” nella nostra prova in anteprima ci ha saputo convincere quasi al 100%. Un look che è solo da scoprire dal vivo, ma vi assicuriamo che raccoglie tantissimi sguardi di approvazione, unito ad una guida che sa regalare emozioni forti. Sorprende sullo stretto, dove le quote della ciclistica e l’enorme 240 posteriore sembrano scomparire e dove ci si diverte non poco a limare le pedane. Semplicemente pazzesca la trazione, perché è praticamente impossibile far perdere aderenza alla gomma, anche con i 160 Nm del poderoso Milwaukee-Eight 114 da 1.868 cc. Pesa “solo” 289 kg, che possono sembrare molti come valore assoluto, ma sono invece pochi per una moto come questa, anche solo pensando al motore che monta. Merito di soluzioni che sono una prima volta per la casa americana, come il nuovo forcellone posteriore in alluminio, che pesa il 43% in meno di quello in acciaio delle altre Softail. Difetti? Prezzo a parte, che più che un difetto la rende una moto per pochi fortunati, ha una posizione particolare, con le gambe in avanti, ma il manubrio che (a meno che non siate alti 2 metri), costringe a restare in avanti anche con il busto. Poco male, si possono regolare i semimanubri girandoli più indietro, oppure sceglierne altri dalla piega giusta, nell’infinito catalogo di accessori originali.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★★ 

Aggressiva ed adrenalinica, piace e si fa notare non poco
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Cento moto entro il 2027, questo impressionante dato ci torna in mente ogni volta che si parla di Harley-Davidson. Se alcune di queste saranno aggiornamenti di modelli esistenti, con novità più o meno corpose (a tal proposito il telaio della Sportster è l’indiziato numero uno per uno dei prossimi aggiornamenti, visto che è il più datato in gamma), molti dei nuovi modelli sono degli inediti assoluti. In attesa della LiveWire con motore elettrico e della prima crossover della storia di H-D, la PanAmerica che tanto ha già fatto discutere, ecco che il brand USA sorprende tutti con la decima moto della recentemente rivoluzionata gamma Softail. Una novità assoluta, tant’è che ad oggi non ha nemmeno un nome, ma si è deciso di lasciarle le quattro lettere della sigla interna (anche se a libretto diventano cinque, FXDRS, dove la “S” identifica la versione 114, alternativa alla 107 in alcuni modelli). Potremmo chiamarla “Dierre”, visto che le prime due lettere sono comuni a gran parte della gamma Softail. Nome a parte, lei ha una presenza di quelle che non lasciano indifferenti. Muscolosa ed aggressiva, al primo sguardo è ancora più “esagerata” di quanto non sembrasse dalle prime sue foto di fine agosto.

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Fortemente asimmetrica, sul lato sinistro si apprezzano i cavi rossi da bobine a candele, le finiture dello stesso colore, a contrasto con il nero lucido del coperchio laterale del motore, ma soprattutto stupisce per le proporzioni che non nascondono la vocazione per le prestazioni. Ricorda in parte la Breakout per l’inclinazione spinta del cannotto, ben 34°, ma qui la ruota anteriore è da 19” invece che 21, abbinata poi ad una forcella a steli rovesciati, che “incattivisce” ulteriormente il suo look. La zona posteriore è invece totalmente inedita. Rigorosamente monoposto, anche se esiste già il kit con sella e pedane per il passeggero, sparisce il classico parafango, che è normalmente elemento strutturale e che viene sostituito da un telaietto in tubi di alluminio (-3,17 kg), che costituisce lo scheletro di una coda tronca e molto aggressiva. Anche il forcellone è inedito, realizzato in alluminio e con finitura nera opaca con effetto raggrinzante, pesa 6,25 kg contro i quasi 11 di quello in acciaio delle altre Softail con gomma posteriore da 240.

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Questa è parte importante dell’aspetto della FXDR, ovviamente, oltre al faro anteriore dedicato, compatto ed a LED, mentre sul lato destro troviamo altri due elementi marcatamente racing. Parliamo del sinuoso scarico 2 in 1 in 2, con il generoso terminale tagliato a fetta di salame e con doppia uscita, mentre la scatola filtro è uno dei dettagli più esagerati. Esce generosamente dalla sagoma della moto, al punto che il ginocchio è normalmente appoggiato al fianco esterno, ma non è solo un elemento estetico, perché grazie a lui il suono di aspirazione regala gioie a chi sta spalancando il gas sulla sella di questa FXDR. Chiude l’estetica della moto un ponte di comando molto minimal, con i classici comandi sui blocchetti ai semimanubri ed una strumentazione digitale molto compatta, che però “snocciola” un buon numero di informazioni, incluse quelle utili, come rapporto inserito, livello del carburante ed autonomia.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★★ 

Protagonista assoluto è il V-twin Milwaukee-Eight 114
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Beh, se la FXDR a livello estetico mette quasi tutti d’accordo, tanta aggressività cadrebbe un po’ nel ridicolo se non fosse abbinata ad della “sostanza vera”. Non è certo il caso, perché tra le sinuose forme di questa nuova Softail trova posto l’ultima versione del V-Twin più famoso al Mondo. Una storia ultrasecolare, dato che il primo bicilindrico di Milwaukee debuttò nel 1909, dopo pochissimi dei 115 anni di storia di Harley-Davidson, diventando ben presto un marchio di fabbrica. L’ultima evoluzione, la nona per i motori big twin, è il Milwaukee-Eight, che ormai ben conosciamo, a tre anni dal suo debutto. Giusto per rinfrescare le idee, si tratta di una rivoluzione solamente in parte nascosta da una estetica fedele alla tradizione. Il V-Twin a 45° è infatti passato alla distribuzione a 4 valvole per cilindro, guadagnando anche la doppia accensione ed un contralbero per ridurre le vibrazioni. Ci piace sempre ricordare che potevano essere azzerate, ma sono diminuite “solo” del 75%, perché la clientela H-D non voleva un motore completamente privo di vibrazioni. Nel 2017 è entrato nella gamma Touring, nelle due cilindrate (107 e 114 pollici cubi, 1746 e 1868 cc), per poi passare ad altri modelli, inclusa la nuova gamma Softail. Sulla FXDR viene adottata solo la versione di cubatura maggiore, a cui vengono abbinati una linea di aspirazione ed uno scarico dedicati.

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Con questa ciclistica e con gli accorgimenti atti a regalargli una voce ed una risposta più vigorose, il Milwaukee-Eight 114 dà il meglio di se, almeno per i modelli che abbiamo fino ad ora testato. Capace di prestazioni che impongono di tenere ben salde le mani sui semimanubri, il sound e la spinta invogliano i più smaliziati a condurre la FXDR in modo “arrogante”, come vedremo parlando di guida e ciclistica. L’assenza (per ora ancora scongiurata) di controllo di trazione ed altre briglie elettroniche, non si fa sentire affatto. L’enorme gomma posteriore, ricordiamo che questa 240/40 18 è sviluppata appositamente da Michelin per questa moto, non accenna a lasciare virgole nere sull’asfalto nemmeno spalancando il gas a moto ancora ben piegata. Merito di un forcellone che carica nel migliore dei modi il forcellone, facendo lavorare la gomma a dovere. Se poi invece volete gustarvi la FXDR più in relax, basta inserire la sesta e l’enorme coppia a disposizione, ben 160 Nm a 3.500 giri, vi porterà a spasso senza la minima incertezza o irregolarità. In città scalda un po’, sarebbe impossibile il contrario, ma senza diventare mai un fastidio eccessivo. In qualsiasi momento e praticamente a qualsiasi regime, basta spalancare il gas per dar voce al V-Twin, che inizia ad aspirare litri e litri di aria dal filtro vicino al ginocchio destro, scaraventandovi in avanti. I cavalli, per chi non possa fare a meno di un dato che la casa di Milwaukee non ama sventolare (qui è la coppia che conta), sono 86, mentre è molta la curiosità di scoprire cosa possa accadere levando un po’ le briglie a questo motore, magari dotandolo di una centralina o dello scarico in titanio della linea Screamin’ Eagle (riservati alla circolazione in pista…).

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★½ 

Una sorpresa assoluta, offre una guida ed uan maneggevolezza impensabili sulla carta
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Soluzioni dedicate, come il forcellone in alluminio o l’inedita coda tronca, non sono solamente vezzi estetici (anche se l’occhio ne trae il giusto beneficio). Lo si capisce alle prime curve, perché la FXDR è una vera sorpresa. Mai avremmo immaginato di trovarci a sorridere sotto la visiera del casco, grattando le pedane ad ogni curva che ci conduce al Passo San Marco, lungo una strada che sulla carta non sarebbe l’habitat migliore per una moto con una gomma da 240 al posteriore ed una forcella (anche se di tipo up-side-down) bella seduta, con un angolo di 34°. Si piega anche discretamente bene, 32.6° a destra, 32.8 a sinistra, mentre un Fat Boy, ad esempio, si ferma a 25.6. Buttando un occhio alla strumentazione ci accorgiamo che non siamo solo trasportati dall’entusiasmo, perché la velocità minima in percorrenza di questi stretti tornanti, resta sopra ai 40 km/h. Provate a fare di meglio con una sportiva, vi assicuriamo che non è facile. I bellissimi cerchi forgiati in alluminio, con disegno a cinque razze davanti, lenticolare dietro, calzano coperture Michelin Scorcher 11 sviluppate ad hoc per la FXDR, con un 120/70 19 davanti e, come detto, l’enorme 240/40 18 dietro, su cerchio con canale da 8”. I 303 kg in ordine di marcia non si sentono praticamente mai, nemmeno da fermi, visto il peso ben bilanciato, il baricentro basso e la sella a soli 720 mm da terra. L’impressione è che la possa guidare senza alcuno sforzo anche una donna anzi, mentre solo in città, nel traffico più impervio, dopo un po’ passa la voglia di usarla come fosse uno scooter, vista la maneggevolezza inattesa. Frena anche bene, grazie ad un impianto che prevede un doppio disco anteriore da 300 mm, morsi da pinze a 4 pistoncini, oltre ad uno singolo da 292 al posteriore. Quanto invece alle sospensioni, la forcella anteriore ha steli rovesciati da 43 mm, mentre al posteriore il mono offre la regolazione remota del precario molla.

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A parte il ginocchio destro che appoggia sul filtro di aspirazione, la FXDR ha solo un altro difetto degno di nota: la posizione un po’ scomoda quando si guida rilassati. Se quando si spinge con l’andatura si guida in modo un po’ fisico, finendo per muoversi molto e non accorgendosi della cosa, quando si imbocca ad esempio un’autostrada e ci si rilassa, la postura finisce per affaticare in fretta. I piedi sono in avanti, ma lo sono anche le braccia, difetto evidenziato da persone alte 1.80 ed oltre 1.90, quindi con braccia abbastanza lunghe. Difetto rimediabile senza grossi problemi, magari semplicemente girando indietro i semimanubri, oppure sostituendoli proprio. In questo H-D offre un catalogo ricambi quasi infinito, quindi a voi la scelta.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★☆ 

Una moto non per tutti, visti gli oltre 25 mila euro di listino
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Il serbatoio da 16,7 litri promette autonomie più che discrete. Si, perché la FXDR è esagerata in tanti aspetti, ma non per i consumi. Il Milwaukee-Eight 114 è infatti piuttosto parco, come già l’indizio del consumo medio dichiarato ci porta a pensare: 5.4 l/100 km, 18.5 km/l, se preferite. All’atto pratico è difficile scendere sotto i 15, mentre non lo è avvicinarsi a quanto dichiara la casa di Milwaukee.

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Ordinabile da subito, la FXDR inizierà ad essere consegna ad inizio 2019. Quanto al prezzo, non è una moto per tutti, perché il conto parte da 25.300 euro, se la scegliete nella colorazione base (Vivid Black), 300 in più per gli altri colori. Tutte le 9 colorazioni standard, inclusa quella base, prevedono una doppia finitura per il serbatoio, come per l’esemplare da noi provato. Come di consueto lo spazio per far salire il conto personalizzando la propria FXDR è praticamente infinito, data la vastità della gamma di accessori originali.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Motore e guida, maneggevolezza sorprendente, look d’impatto
Non ci piace:
Postura rilassata un po’ scomoda

Harley-Davidson FXDR 2019: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Maneggevolezza:★★★½☆ 
Cambio e trasmissione:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sospensioni:★★★★½ 
Guida:★★★★☆ 
Comfort pilota:★★★½☆ 
Comfort passeggero:☆☆☆☆☆ 
Dotazione:★★★★½ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Linea:★★★★★ 
Consumi:★★★★☆ 

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Ha collaborato Gianluca Cuttitta
Abbigliamento del tester:
Guanti: Dainese Blackjack
Giacca: Dainese HF D1 Leather Jacket
Pantalone: Dainese BONNEVILLE SLIM
Scarpa: Dainese STREET ROCKER D-WP
Casco: Caberg Ghost

Harley-Davidson FXDR 114 2019: non ha ancora un soprannome, ma si fa già amare, non solo per il look [PROVA SU STRADA]
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