L’Europa apre ad un futuro senza sospensione per le assicurazioni delle moto

La sentenza è arrivata dopo una controversia nata da un incidente in Portogallo

In base alla sentenza dello scorso 4 settembre della Corte di Giustizia europea ogni veicolo immatricolato ed idoneo a circolare dovrebbe essere assicurato, anche se il proprietario lo tiene fermo in un'area privata
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Tempi duri in arrivo per i motociclisti e gli automobilisti di tutta Europa. Ne avevamo già parlato in riferimento alle auto (qui il nostro articolo), ma le implicazioni peggiori sono forse proprio per i motociclisti. La Corte di Giustizia dell’Unione europea, infatti, si è pronunciata in merito a uno specifico caso dichiarando che se un veicolo risulta immatricolato ed è idoneo alla circolazione stradale, esso deve necessariamente essere assicurato. Si tratta di una svolta se non epocale sicuramente molto importante in un campo delicato (soprattutto per le tasche dei consumatori) come quello delle polizze RC moto.

Polizze sospendibili: la sentenza dell’UE

La sentenza depositata lo scorso 4 settembre dalla Corte di Giustizia europea lascia poco spazio alle interpretazioni: ogni veicolo immatricolato ed idoneo a circolare, deve essere assicurato anche se il proprietario lo tiene fermo in un’area privata, e questo vale anche per le due ruote a motore. La sentenza è figlia di una controversia relativa ad un incidente stradale verificatosi in Portogallo. Nello specifico, un automobilista si era messo alla guida dell’auto della madre provocando un incidente con una vettura priva di assicurazione, in quanto ferma da tempo in garage perché inutilizzata. La Corte di Giustizia ha dato torto all’uomo, ma non solo. I giudici hanno imposto a tutti gli Stati membri dell’Unione di adottare nei propri ordinamenti interni una normazione che imponga l’obbligo assicurativo per tutti i veicoli idonei alla circolazione.

Sospensione della polizza RC: le ripercussioni

La sentenza dalla Corte di Giustizia europea rischia di avere un impatto tangibile sulle tasche di molti cittadini che ora rischiano di vedersi aumentare in maniera esponenziale la propria tariffa essendo la copertura, di fatto, prolungata su un arco temporale continuativo e non più determinato per un certo periodo più o meno lungo. A catena, la decisone potrebbe incidere sul bilancio di coloro che utilizzano le due ruote non solo per puro piacere, ma anche per necessità legate al traffico o anche solo alla motivazione di rendere meno affollate e meno inquinate le nostre città. Insomma, un bel problema.

Polizze sospendibili: cosa accadrà

In realtà, al di là della perentorietà della sentenza ci sono alcuni buchi normativi che lasciano spazio alle interpretazioni. Il più importante riguarda il significato di veicoli adatti o meno alla circolazione. Quali sono i criteri che stabiliranno queste definizioni? Stando alla sentenza solo auto e moto non adatte alla circolazione risultano esclusi dall’obbligo assicurativo, ma c’è da credere che questa divisione farà discutere tanto i legislatori, quanto le compagnie e gli utenti finali.

Dal bollo all’assicurazione, un altro spostamento dell’obbligo dall’utilizzo al solo possesso?

Chi ha qualche anno in più ricorderà lo storico passaggio da tassa di circolazione (che quindi si pagava solo se si utilizzava un veicolo) a tassa di proprietà per il bollo auto e moto, oramai ben oltre 30 anni fa. I motivi sono facilmente intuibili, dal controllo puntuale che le forze dell’ordine facevano ai veicoli che circolavano, si è passati ad un sistema ben più difficile da eludere: basta essere gli intestatari di una moto o di un’auto, a quel punto il pagamento è dovuto, i controlli sono quindi più semplici e, ormai da anni, il tasso di riscossione è molto elevato. Quindi oggi, anche se si mette una moto in salotto per ammirarla come oggetto e senza usarla, occorre comunque pagare la tassa di possesso, a meno di radiare il mezzo, con oneri e complicazioni nel caso in cui, successivamente, si volesse reimmatricolarlo (oltretutto si perderebbe la targa originale). Un domani (anche se speriamo non sarà così) potrebbe essere lo stesso per la polizza RC, dovesse davvero andare in porto questa cosa. Considerato che molti motociclisti sospendono la polizza facendola durare normalmente anche il doppio o più, capirete bene l’impatto economico, non solo sulle loro tasche, ma le possibili ripercussioni negative sull’indotto ed il grosso disincentivo ad un settore che stava tornando in crescita dopo un periodo di crisi nera. Senza tralasciare il tema delle moto di interesse storico, che non pagano tassa di possesso, ma solo un piccolo importo in caso di circolazione, che di colpo dovrebbero essere coperte da una polizza, anche se tenute ferme su suolo privato. Una follia, ma purtroppo di quelle che oramai siamo tristemente abituati a subire.

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3 commenti

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  1. luca malisan

    18 settembre 2018 at 16:04

    E TUTTE LE CONCESSIONARIE?????

  2. Matteo Pozzi

    20 settembre 2018 at 17:14

    Ciao Luca, bella domanda, al momento la speranza è che la cosa finisca nel nulla, altrimenti dovranno essere individuati dei sistemi per evitare situazioni paradossali, come abbiamo già ipotizzato.
    Continua a seguirci e cercheremo di aggiornarvi sul tema!

  3. ajeje brazor

    26 ottobre 2018 at 14:25

    sono assolutamente tutti quanti da mettere in galera tutti quelli che consentiranno a tutto ciò.
    E’ solo un altro modo di ruabare soldi al consumatore.
    che schifo

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