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Royal Enfield Himalayan: la on-off indiana adatta a tutti [PROVA SU STRADA]

Il motore monocilindrico LS410 ha potenza e coppia sufficienti per affrontare ogni ostacolo

Con un progetto semplice, ma allo stesso tempo ben realizzato, la Royal Enfield Himalayan è una moto ideale per viaggiare comodamente, anche in capo al Mondo, per dilettarsi con un po' di off road in tutta sicurezza e quindi per chi cerca la prima enduro, ma anche una moto alternativa agli scooter per l'uso quotidiano

Royal Enfield Himalayan – È bastato fare un veloce giro della moto al momento del ritiro per la nostra prova per capire che l’Himalayan di Royal Enfield è una moto nata con le idee molto chiare: conquistare tutta quella fascia di clientela di ritorno dall’esperienza con gli scooter, oppure coloro che vogliono approcciarsi al mondo dell’off road con un mezzo semplice da guidare, gestibile, ma assolutamente completo nella sua dotazione e dall’eccezionale rapporto qualità/prezzo.

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L’Himalayan fa della versatilità la sua arma migliore, sapendo combinare il confort di un’enduro di cilindrata superiore a una posizione di guida azzeccata con busto eretto e arti sempre alla giusta distanza da comandi e leve. Insomma, seduti sulla comoda sella o in piedi sulle pedane nei tratti sterrati, ci sarà da divertirsi, avendo sempre la certezza di guidare una modo pronta ad assecondare le vostre richieste.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★½☆ 

Linee essenziali e aspetto da dura

Con la Royal Enfield Himalayan non può che essere amore a prima vista, ma c’è anche chi se ne innamora con il tempo. La sua linea è essenziale, snella e, nonostante le dimensioni ridotte, si ha subito l’impressione di essere davanti a una moto vera. Una moto nata per macinare chilometri, in città o all’avventura, grazie alla predisposizione per le borse laterali, ma soprattutto per le grandi (e belle) ruote con cerchi a raggi da 21 pollici all’anteriore e 17 al posteriore, impreziosite da gomme tassellate Pirelli MT60 (90/90 davanti e 120/90 dietro). Pneumatici di qualità per una moto che deve sapersi districare tra le situazioni più differenti. La moto è ricca di dettagli che richiamano al mondo del fuori strada, tra cui il grosso e solido scarico, il doppio parafango anteriore e la protezione sotto il motore.

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L’aspetto spartano non deve trarre in inganno. In sella all’Himalayan si trova anche tanta tecnologia. Sul grande faro anteriore è montato l’efficace cupolino, dietro cui si nasconde il bellissimo quadro strumenti che è grande, completo e di facile consultazione. Da una parte il contachilometri (con misurazione anche in miglia) e computer di bordo con un sacco di informazioni (marcia inserita inclusa), dall’altra parte c’è il contagiri analogico con le spie di servizio. Tutto bello e funzionale, ma la vera “chicca” sta nella bussola digitale che indica sì la direzione che stiamo prendendo, ma ci ricorda ogni colta che la guardiamo il vero spirito di questa moto: quello di una grande viaggiatrice. L’indicatore del carburante è affidato a una lancetta: soluzione semplice ma allo stesso tempo molto precisa. Insomma, sapremo sempre quanta strada potremo fare prima di fermarci per il rifornimento.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★½☆ 

Tanta coppia per superare gli ostacoli
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Questa motocicletta indiana è spinta dal motore monocilindrico LS410, 411 cc raffreddato ad aria, capace di erogare una potenza di 24,5 CV a 6.500 giri/min e una coppia massima di 32 Nm, costanti da 4.000 a 4.500 giri/min. Questo si traduce nella possibilità di avere la potenza necessaria per destreggiarsi in tutte le situazioni di guida, ma anche la coppia erogata dove serve, ai bassi regimi, fondamentale per superare gli ostacoli che ci si possono presentare davanti, per esempio, su un tragitto sterrato.

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Il motore è fresco, frizzante e allo stesso tempo molto godibile. La potenza arriva subito, come ci aspetta da un monocilindrico, ma non va mai in affanno ed è in grado di offrire quello spunto che serve per completare un sorpasso anche nelle strade extraurbane. Non è però ciò che la “Hima” faccia meglio, ma probabilmente nemmeno quello che cerchi il suo acquirente tipo, che sale (o risale) in sella, con uno spirito “tranquillo”, non certo per avere le prestazioni delle grosse bicilindriche, ma alla ricerca di una compagna di avventure rassicurante e facile, come lei sa essere benissimo.

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Le ultime due marce (quarta e quinta) sono abbastanza lunghe da farci dimenticare il frequente uso del cambio (per altro promosso per precisione e funzionamento): insomma, basta giocare con la manopola del gas per ritrovare spunto e velocità. Siamo davanti a un motore che, a fronte della piccola potenza a disposizione, è contraddistinto dalla grande affidabilità. Noi l’abbiamo testato per alcuni giorni, ma in giro per l’Europa e anche in Italia ci sono appassionati del marchio che hanno sottoposto la propria Himalayan a prove ben più massacranti: c’è chi ha utilizzato questo modello per arrivare in Islanda, sfidando strade e sentieri, mettendo in fila anche le più grosse e potenti bicilindriche.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

Comodità e divertimento su due ruote

Iniziamo “snocciolando” qualche numero: la Himalayan ha un interasse di 1465 mm, un’altezza minima da terra di 220, mentre l’altezza della sella è di 800 mm, con una lunghezza di 2190 mm ed una larghezza di 840 mm, il tutto unito ad un peso 182 kg. Per la sospensione anteriore è stata fatta la scelta di una soluzione con forcella telescopica con steli da 41 mm ed escursione di 200, mentre al posteriore è montato un mono ammortizzatore con leveraggi progressivi ed escursione di 180 mm. Il telaio è a doppia culla. Tutti questi dati si traducono in una parola: agilità. Appena messa in moto, l’Himalayan mostra subito un’innata capacità di seguire le traiettorie che vogliamo disegnare e assorbire alla perfezione le asperità dell’asfalto, grazie al lavoro della forcella anteriore, con una taratura abbastanza morbida, ma senza esagerare, che non fa distinzione tra asfalto e sterrato. Aiutata dalle andature “rilassate”, la Himalayan è la spiegazione di come possano diventare semplici le cose, se affrontate nel modo giusto e senza scegliere una moto che, anche un pilota esperto, avrebbe difficoltà a gestire lontano dall’asfalto. Portatela con voi ovunque vi venga in mente, lei non si tirerà mai indietro. Non ci credete? Provate a cercare “Royal Enfield Himalayan Italia” su Facebook e guardate dove l’hanno portata i membri del gruppo dedicato alla moto da noi provata.

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Come abbiamo detto in avvio di prova, la posizione di guida è molto naturale. La seduta in sella è molto comoda, sia per il pilota, che per il passeggero e, nonostante si tratti una moto da enduro, permette di appoggiare saldamente il piede a terra al semaforo, aspetto che sarà particolarmente apprezzato dai neo patentati in cerca di un mezzo che non li metta in difficoltà, o da coloro che per anni hanno guidato lo scooter e quindi sono abituati a una posizione di guida bassa. Una larghezza contenuta permette di tenere le gambe strette, avendo così la sensazione di pieno controllo in marcia, tanto in velocità, quanto nelle gincane cittadine o nei sentieri più stretti.

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Nella sua semplicità il progetto è vincete. La frizione è morbida, il cambio preciso il giusto e il motore ha un suono dolce, non invasivo e nemmeno troppo sottile, anche “tirando” tutte e cinque le marce. Unico appunto, forse, il freno anteriore (un disco unico da 300 mm) che richiede di essere strizzato con forza per un arresto immediato, ma che diventa più efficace se usato in combinazione col freno posteriore (che monta un disco da 240 mm). Il sistema ABS a doppio canale eviterà il bloccaggio delle ruote a tutto beneficio della sicurezza.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★½ 

Tanta avventura a un prezzo da piccolo scooter

Una moto nata per viaggiare deve avere consumi parchi ed un serbatoio di buona capacità. la Royal Enfield Himalayan risponde a entrambe le caratteristiche. Senza esagerare col gas si possono percorre anche ben oltre 30 chilometri con un litro di carburante, valori da ottimo e piccolo scooter, non facili da trovare su una moto. Il serbatoio ha una capacità di 15 litri. Calcolatrice alla mano, con un pieno si possono percorrere fino ad oltre 450 chilometri!

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L’Himalayan è una moto semplice nel concetto, ma ben costruita, completa e adatta a un pubblico trasversale sia per abitudini motoristiche, ma non solo. Il prezzo di 4.590 euro la rende appetibile da giovani, neo appassionati oppure coloro che cercano una enduro vera, ma senza svenarsi. Per concludere: per quanto ci riguarda la moto è promossa, con le ovvie considerazioni sulla sua potenza limitata, ma soprattutto perché permette di passare dal sognare l’avventura a partire davvero. Ora fateci sapere cosa ne pensate voi.

PRO E CONTRO
Ci piace:
La posizione di guida e la qualità complessiva della moto, prezzo davvero allettante.
Non ci piace:
I freni non sono da lode.

Marca e modello MY2018: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★½☆ 
Maneggevolezza:★★★★☆ 
Cambio e trasmissione:★★★★☆ 
Frenata:★★★½☆ 
Sospensioni:★★★★☆ 
Guida:★★★★☆ 
Comfort pilota:★★★★☆ 
Comfort passeggero:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★½ 
Linea:★★★½☆ 
Consumi:★★★★½ 

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Abbigliamento dei tester:
Giacca Mtech Geographic
Pantaloni Mtech Storm
Guanti Mtech Hero 2
Stivali Stylmartin Impact RS
Casco Suomy MX Tourer

Royal Enfield Himalayan: la on-off indiana adatta a tutti [PROVA SU STRADA]
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