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Kymco G-Dink 300i e Sym CruiSym 300: confronto tra scooter della “cilindrata perfetta”? [DOPPIA PROVA SU STRADA]

Più elegante e signorile il primo, più aggressivo il secondo, ma entrambi sfruttabili al massimo

Il G-Dink ha un serbatoio più piccolo, ma consuma meno, il CruiSym predilige la guida più sportiva e si trova ancor più a suo agio in autostrada

Kymco G-Dink 300i e Sym CruiSym 300 – Scegliere uno scooter per muoversi in città (e non solo) significa decidere di risolvere in maniera praticamente definitiva i problemi legati al traffico, al parcheggio ed anche al caro carburante. Gli scooter, infatti, ci permettono di viaggiare all’insegna della sicurezza, della comodità e con la possibilità di organizzare al meglio le nostre giornate data la capacità di carico che ormai ogni modello ha a disposizione. Negli anni le cilindrate sono salite, le case hanno ampliato le loro gamme e, con la quasi scomparsa dei “vecchi” cinquantini, ora si va da 125 a medio – grosse cubature, con prodotti che coprono le esigenze ed, a volte, le velleità sportive di tutti. Ne abbiamo provati tanti, ma la nostra opinione, condivisa da molti, è che il compromesso migliore sia proprio quello di una cilindrata pari a quelle dei due scooter da noi provati. Perfetti e scattanti in città, al contempo offrono una dotazione ed i comfort che ne fanno dei “gran turismo”, pronti a partire per una gita fuori porta, per accompagnarci (magari affianco all’auto) per le ferie, oppure per un viaggio a due ruote, senza rinunciare alle comodità che una moto non può regalare. Nella prova comparativa, o meglio prova doppia (ne vedremo i motivi), di oggi abbiamo deciso di mettere a confronto il Kymco G-Dink 300i e il Sym CruiSym 300. Non si tratta di due modelli realmente concorrenti, dato che quello di casa Sym apparterrebbe ad una fascia di mercato leggermente più alta, con finiture più curate, un motore più potente (27 cavalli contro 22 del Kymco), ruote di diverso diametro e, soprattutto, un prezzo più elevato. Una promozione che lo “sconta” da quota 5.100 a 4.700 euro però, lo riposiziona molto vicino al rivale coreano. Dal canto suo il G-Dink 300i punta tutto sulla semplicità, sull’affidabilità e sulla praticità.

Due modi di vedere lo scooter ruote basse di classe 300

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Basta un’occhiata veloce per capire come, a livello estetico e in parte funzionale, ci troviamo davanti a due prodotti che declinano la loro natura in modo molto differente. Il G-Dink sceglie linee eleganti e ben definite. Il gruppo ottico anteriore è pronunciato, quasi a ricordare il becco di un falco e questo dà una spinta in più a uno scooter per il resto pulito e quasi signorile. CruiSym è il primo scooter della casa taiwanese a essere caratterizzato da linee marcatamente sportive, con tratti spigolosi e filanti, inserti in carbon look, come sulle moto sportive. Le differenze estetiche si traducono anche in diversi modi di vedere lo spazio di carico. Il Kymco G-Dink 300i ha un vano sotto sella di dimensioni più ridotte, ma con il vantaggio di un’apertura automatica, grazie ad un pratico sistema a doppio pistoncino. È capace di contenere un casco ed un giubbino leggero, oppure due caschi jet. Il G-Dink punta però tutto sull’ampia pedana piatta, con una ampia e comoda base di appoggio, completamente priva di ostacoli, dove poter appoggiare tutto ciò che si desidera, per trasportarlo in maniera pratica e sicura, grazie anche alla presenza del gancio portapacchi.

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Nel retroscudo è ricavato un vano con apertura a pressione, ideale per tenere a portata di mano le chiavi, il portafogli o il tagliando dell’autostrada, dotato di presa USB al suo interno, mentre è presente una comoda presa elettrica da 12V esterna al vano. Il bocchettone del serbatoio è sempre nel retroscudo e permette di fare rifornimento senza scendere dallo scooter e senza rimuovere nulla del carico presente sulla pedana. Il Sym CruiSym 300 ha un vano sotto sella più ampio, uno dei più capaci del segmento, in grado di ospitare addirittura due caschi integrali. L’apertura è garantita da un sistema idraulico, che mantiene la sella alzata, una volta che la si è sollevata.

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Ben rifinito e sagomato, ha la sola pecca del pistoncino idraulico con un elemento che potrebbe impigliarsi e danneggiare giacche o oggetti delicati, se non ci si fa attenzione. Anche in questo caso nel retroscudo è presente un ulteriore vano porta oggetti, sempre con apertura senza chiave e con presa USB. Per il Sym la presa 12V è però all’interno del vano, non fuori. Sul CruiSym non è poi presente una vera e propria pedana, perché il tunnel centrale, oltre che a contenere il bocchettone della benzina, copre un telaio più sportivo e con una traversa che conferisce allo scooter maggiore rigidità, qualità che si apprezzerà in fase di guida, ma che riduce la possibilità di trasportare oggetti, come può avvenire invece sul Kymco. Altra differenza: il G-Dink monta una ruota da 13″ all’anteriore e 12″ al posteriore, mentre CruiSym opta per una soluzione maggiore con una ruota da 14″ davanti e 13″ dietro.

Motori di cilindrata analoga, ma di potenza e con caratteristiche differenti

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Il Kymco G-Dink 300i è mosso da un brillante motore monocilindrico da 271 cc, con raffreddamento a liquido, contraddistinto da un gruppo termico in alluminio. Nel progettarlo, più che alla potenza, si è puntato all’efficienza, ne sono testimonianza alcune scelte tecniche, ma soprattutto i valori che abbiamo rilevato alla voce consumi, come vedrete. Il propulsore raggiunge quindi valori assoluti per economia di funzionamento, mentre è in grado di offrire una potenza di buon livello, con 22,3 CV erogati a 7.750 giri e con una coppia di 22,6 Nm a 6.250 giri. Numeri che insieme al peso piuttosto ridotto (183 kg) lo rendono pronto al semaforo verde e con una progressione notevole anche in velocità, dove allunga fino ad andature perfette per l’autostrada (abbiamo visto valori indicati superiori a 136 Km/h).

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Il CruiSym monta sempre un monocilindrico quattro tempi, raffreddato a liquido, la cui cilindrata è di poco superiore (278,3 cc), ma che offre una potenza ben più importante (per questo segmento), con i suoi 27,3 cavalli (lo sportivissimo Yamaha XMAX 300 ne ha 28) che regalano prestazione di tutto rispetto. Il progetto del Sym è più recente (2017 contro 2012) e si vede in tanti dettagli, anche se il sistema Start&Stop, già visto in gamma su altri 300 della casa di Taiwan, qui non è presente. Rispetto al rivale il Sym mantiene una erogazione morbida, ma con un maggiore spunto in partenza ed è anche in grado di farsi valere in velocità, quando occorre quel pizzico di potenza per completare un sorpasso, oppure un maggiore allungo, così da tenere una velocità di crociera prossima ai 130 km/h di legge, senza essere al limite delle prestazioni disponibili.

Strumentazioni abbastanza complete per entrambi, dettagli più moderni per il CruiSym

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L’ampio quadro strumenti del Kymco permette di avere tutte le informazioni fondamentali realmente sott’occhio. Basta uno sguardo per controllare velocità, giri motore, livello del carburante ed eventuali spie accese. Il sistema, semplice e intuitivo, è misto analogico e digitale. Il Sym è dotato di luci di posizione LED, combinate con faro a doppio elemento. Gli indicatori di direzione anteriore sono per la prima volta integrati nella base degli specchi.

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Il faro posteriore (Full Led) ha un design 3D, con elementi sporgenti che si integrano nel design della carrozzeria. Il quadro strumenti è ampio, ricco di informazioni e adotta una soluzione che unisce indicatori analogici (velocità e giri motore) e digitali. La lettura è sempre semplice, anche contro sole. Per entrambi i dati sono però piuttosto basilari, niente relativo ad esempio ai consumi e navigazione “old styile”, con i classici (e un po’ scomodi) due tasti sul quadro stesso, anziché i sempre più diffusi comandi sui blocchetti al manubrio.

Saliamo in sella e vediamo come vanno

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Dopo tanti dati è arrivato il momento di provarli entrambi su strada. Iniziamo con il Kymco G-Dink. La posizione di guida è confortevole, è decisamente basso, con tutti i pro e contro di questa impostazione votata al comfort ed alla praticità nelle manovre da fermo, però decisamente meno sportiva. Come accennato questa posizione permette di avere un saldo appoggio a terra quando si arriva allo stop o al semaforo. Le gambe hanno a disposizione davvero tanto spazio, anche quando si decide di occupare la pedana con la borsa della palestra o del computer. L’interasse particolarmente ridotto (1.462 mm) lo rende molto agile anche nel traffico e nelle manovre. Si girà “su una moneta” e si scatta rapidamente. Il gas è ben gestibile e la forcella anteriore copia bene le asperità della strada, a tutto vantaggio del comfort. L’ampio parabrezza ripara bene il collo e la testa del pilota che non ci si affatica mai, anche dopo diversi chilometri di guida, questo anche grazie alla bella sella, ben imbottita e su cui è facile trovare la giusta posizione.

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In città è un portento, in extraurbano e nei curvoni veloci si difende più che bene. Unica nota stonata è rappresentata da qualche oscillazione di troppo in autostrada, figlia della mancanza di un po’ di stabilità in più, ma lo scooter non dà mai la sensazione di scappare. Il CruiSym adotta soluzioni tecniche più raffinate, un telaio più rigido, oltre che un motore più potente, e se la cava meglio in piena velocità. Insomma, alla base c’è un concetto più sportivo, ma senza rinunciare al comfort e alla praticità. Ci siamo trovati davvero bene con entrambi e siamo contenti che siano destinati a clientele diverse, perché la scelta non sarebbe stata semplice. In entrambi i casi il passeggero viaggia comodo, potendo contare su un’ampia e morbida sella e su pedane solide e robuste. Quelle del Sym si azionano con una leggera pressione e con lo stesso sistema vanno richiuse, basta prenderci la mano, mentre sul G-Dink c’è un tasto di sblocco. Insomma, viaggiare con il Kymco G-Dink 300i e con il Sym CruiSym 300 si può, anzi ve lo consigliamo.

Consumi e prezzi

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Il Kymco G-Dink 300i ABS è uno scooter che invita a viaggiare, per la comoda posizione di guida, ma anche per gli ottimi valori legati ai consumi. Durante la nostra prova abbiamo constatato un consumo medio di circa un litro di carburante per percorrere 30 chilometri anche tenendo il gas aperto molto spesso, con una guida piuttosto sportiva. Il serbatoio ha una capienza di 9,5 litri, quindi autonomia di quasi 300 km per lui. Consuma leggermente di più il Sym, che ha però un serbatoio più ampio (12 litri), ma si ferma intorno ai 28 km/l, anche in questo caso con un utilizzo che potrebbe essere più attento, ma qui a fronte di prestazioni più brillanti. Autonomia superiore, data la maggior capacità, che arriva ben oltre 330 km.

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Il prezzo è una variabile fondamentale nella scelta definitiva. Il Kymco G-Dink 300i sulla carta costa molto meno, 4.490 euro contro i 5.100 del Sym CruiSym 300. Un importante sforzo voluto dalla casa però, lo rende decisamente più accattivante, grazie alla attuale promozione che riduce il suo prezzo di ben 400 euro, portandolo a quota 4.700. Estremamente competitivo ed a soli 200 euro circa dal rivale coreano.

Ha collaborato Matteo Pozzi

Abbigliamento del tester:
Giacca: Tucano Urbano Aeros
Pantaloni: Tucano Urbano Genova Gag
Guanti: Tucano Urbano Aero Touch
Scarpa: Alpinestars Lunar
Casco: Scorpion Exo-City Wind

Kymco G-Dink 300i e Sym CruiSym 300: confronto tra scooter della “cilindrata perfetta”? [DOPPIA PROVA SU STRADA]
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