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Pirelli Diablo Rosso Corsa II: pista, strada e bagnato, la gomma che fa tutto bene? [Test 2018]

Un compromesso pronto a tutto, ma senza rinunciare a nulla e in nessun ambito

Pirelli Diablo Rosso Corsa II Evoluzione della prima generazione nata nel 2003, unisce l’esperienza della casa milanese nel Mondiale Superbike a caratteristiche che lo rendono perfetto su strada, anche in caso di pioggia e temperature rigide. Vi sembra impossibile? Le abbiamo provate per voi

L’occasione perfetta
I long test degli pneumatici non sono facili da organizzare, dato che i mezzi stampa restano in redazione solo poche settimane e che, anche i test organizzati dalle case produttrici, durano al massimo poche decine di chilometri. Visto che parlare di gomme, facendolo in modo corretto, non è banale, è stato un colpo di fortuna avere a disposizione la moto di un nostro giornalista, per di più con la generazione precedente della gomma che ci apprestavamo a montare. Si tratta di una Ducati Monster 796, priva di ABS e di moderni controlli elettronici, quindi da certi punti di vista un buon banco di prova per il nostro scopo.

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Il suo bicilindrico al “L” raffreddato ad aria eroga 87 cavalli, non tantissimi, ma il fatto che la moto venga usata quotidianamente, oltre che per spostamenti e viaggi più lunghi, senza timore di pioggia o freddo, ha reso la cosa più interessante. Di fatto la “gomma giusta” sarebbe stata il Diablo Rosso III, che abbiamo avuto già modo di testare in passato (qui trovate il nostro articolo), ma visto che erano fresche di lancio, le Diablo Rosso Corsa II potevano essere una soluzione interessante per la moto del nostro Alessio. Lo sono diventate soprattutto dopo avere avuto i primi riscontri proprio da Pirelli. Eravamo intimoriti dalla fin troppa sportività di un prodotto che ha in comune con gli pneumatici “da pista”, come Diablo Supercorsa SP ed SC, molte delle sue caratteristiche tecniche. Quello che però ci è stato detto è che, malgrado le Diablo Rosso Corsa II siano perfette anche per un turno in pista, sanno essere anche un prodotto stradale a 360°, che non teme nemmeno la pioggia o le temperature delle stagioni meno miti.

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Pista e bagnato, elementi agli antipodi che convivono egregiamente
Facciamo un passo indietro e parliamo di come nascono le nuove Diablo Rosso Corsa II. Sono l’evoluzione proprio della gomma, che è proprio quella che equipaggia la moto del nostro test, che al suo debutto aveva osato non poco, creando di fatto una nuova tipologia di prodotto. L’unire l’utilizzo, se pur sporadico, di una moto in pista, con quello quotidiano che può passare da un viaggio sotto la pioggia, non è propriamente la cosa più semplice al mondo. Pirelli ci ha provato la prima volta con le Diablo Rosso Corsa, che al loro debutto hanno alzato l’asticella e sono state prese come riferimento dai principali competitor che, gradualmente, hanno seguito questa nuova strada. Ora Pirelli alza nuovamente l’asticella e lo fa grazie alla ricerca, ma anche grazie all’esperienza che le deriva dall’essere fornitore unico nel campionato Mondiale Superbike. Mescole, più d’una come vedremo, intagli sul battistrada e carcassa, questi sono gli elementi che definiscono le caratteristiche di una gomma.

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Silice per freddo e acqua, Carbon Black per le prestazioni pure
Una gomma slick da competizione è composta in gran parte da Carbon Black. Si tratta di un polimero che compone la mescola, in grado di offrire le migliori prestazioni su asfalto asciutto, magari in pista e con temperature ottimali. La silice invece la conosciamo in ambito più stradale e turistico, è in grado di “digerire” freddo e acqua, al punto che si utilizza in quantità anche per le coperture invernali del settore automobilistico. Come possano interagire queste due mescole, così diverse tra loro, è scoperta degli ultimi anni. Oltre ad un mix con percentuali di una e dell’altra, quello che si è iniziato ad utilizzare anche nelle competizioni, è la doppia, fino anche alla tripla mescola. Di cosa si tratta? Per chi non lo sapesse, da anni si utilizzano delle gomme che hanno una fascia centrale più idonea a scaricare la potenza senza deteriorarsi troppo in fretta, mentre sulla porzione laterale del battistrada si adotta una mescola diversa, con un grip maggiore, dato che viene utilizzata solo ad angoli di piega elevati e, quindi, solamente per le curve e percorrendo una zona limitata di un tracciato. Analogamente alla pista, anche per strada questo concetto resta valido, con le opportune differenze. Oltre alla durata, nell’uso turistico conta anche la tenuta sul bagnato, ad esempio. Così le nuove Diablo Rosso Corsa II utilizzano zone centrali con 100% di silice, mentre sulle spalle sale la percentuale di Carbon Black. La gomma anteriore ha due mescole e quindi tre zone (quella centrale e le due laterali simmetriche), mentre il posteriore addirittura tre mescole e cinque zone. L’anteriore appoggia sulla porzione centrale fino a pieghe con un angolo di 30°- 35° (dove si arriva anche con asfalto bagnato), mentre il posteriore usa la medesima mescola centrale dell’anteriore sulla prima porzione delle spalle, con la zona centrale ottimizzata per la durata chilometrica. La silice scende a circa il 70% e con questa soluzione le nuove Diablo Rosso Corsa II promettono di durare fino al 20% in più della vecchia generazione. Oltre l’angolo di piega di 30°- 35°, analogamente all’anteriore, anche il posteriore trimescola usa un compound più ricco di Carbon Black ed indicato per le pieghe da pista, o per una guida decisamente sportiva su strada.

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Stesso disegno, ma evoluto
A guardarle sono molto simili alle loro “antenate”, in realtà se la forma degli intagli è quasi la stessa, ciò che è stato evoluto è lo spessore del battistrada che viene coinvolto. Premesso che sono piuttosto estreme nel rapporto pieni / vuoti, con questi ultimi presenti su circa il 6% del battistrada, con un limite di legge per l’omologazione su strada del 4%, nella parte centrale troviamo zone di vuoti più profonde ed in grado di far defluire l’acqua, mentre via via che si scende in piega lo pneumatico diventa sempre più simile ad una slick. Il tutto viene abbinato ad una carcassa piuttosto rigida, perfetta per garantire una tenuta ed una precisione di guida molto elevate. Ottimizzato rispetto al passato anche il passaggio da una mescola all’altra nelle varie zone. Pirelli ha infatti utilizzato quello che definisce come Continous Compound Process, che dovrebbe garantire un usura nel tempo più uniforme e senza i classici “gradini”.

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Il risultato? In pista non si comportano affatto male
Descritte tutte le “magie” di queste nuove Diablo Rosso Corsa II, passiamo alla parte concreta del nostro test. In pista la gomma si è rivelata perfettamente a suo agio. Certo, la potenza in gioco è una frazione di quella che possono mettere in campo le supersportive attuali, ma queste coperture regalano ottimi risultati in termine di precisione, di feeling immediato e di precisione. Il gap di prestazioni, rispetto a prodotti specifici per la pista, è contenuto e non pregiudica affatto la possibilità di un doppio utilizzo della moto, senza la scomodità di dover cambiare gomme/ruote. Non è nemmeno necessario abbassare la pressione (Pirelli addirittura sconsiglia di scendere sotto 2.5 bar) o l’utilizzo delle termocoperte. Poche curve ed il grip è quasi immediatamente al livello a cui si conferma successivamente.

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Su strada sorprendono
Con la premessa di risultati così interessanti in pista, pensare di utilizzare la stessa moto, con le medesime “scarpe”, anche su strada e con il bagnato, ci intimoriva un po’. In realtà l’evoluzione continua in ambito pneumatici, dove Pirelli non per nulla è uno dei competitor più importanti, ha portato ad avere un risultato impressionante. Le Diablo Rosso Corsa II garantiscono un ottimo risultato come durata chilometrica, ma nel contempo sono prestazionali in ogni contesto e su asfalto caldo e perfetto, oppure bagnato e freddo. Merito di polimeri frutto di processi di ricerca e sviluppo intensi e molto lunghi, ma non solo. Non ci hanno deluso nemmeno con una intensa pioggia, dove gradualmente abbiamo alzato l’asticella, senza mai essere messi in difficoltà. Una gomma che diverte in pista e con cui poter affrontare sereni un acquazzone, forse è la prima volta che ci capita di provarla. Oltretutto, questo lo diciamo credendo sulla fiducia a ciò che abbiamo letto e sentito dai tecnici di Pirelli, ottime per una moto di media cilindrata e potenza come questa Ducati Monster 796 da meno di 90 cavalli, ma in grado di gestire al meglio anche gli oltre 200 cavalli di una supersportiva di oggi.

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Chiudiamo con le misure, le Diablo Rosso Corsa II sono oggi disponibili con la classica anteriore 120/70 ZR 17, mentre per il posteriore troviamo 6 misure, a testimoniare la capacità di adattarsi a Superbike con il “200”, ma anche moto medie con un “160”:
200/55 ZR 17 M/C (78W) TL
190/50 ZR 17 M/C (73W) TL
190/55 ZR 17 M/C (75W) TL
180/55 ZR 17 M/C (73W) TL
180/60 ZR 17 M/C (75W) TL
160/60 ZR 17 M/C (69W) TL

Pirelli Diablo Rosso Corsa II: pista, strada e bagnato, la gomma che fa tutto bene? [Test 2018]
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