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Suzuki Day, interviste esclusive con Andrea Iannone e Kevin Schwantz

Il primo è un pilota del team ufficiale MotoGP, l’altro è un’icona del motomondiale anni ‘90

Suzuki Day, interviste a Iannone e Schwantz Dopo avervi raccontato un evento di grande successo e le moto che abbiamo avuto modo di provare, ecco le nostre interviste esclusive ai due piloti

Claudia e Fabrizio hanno avuto modo di descrivervi il Suzuki Day 2018, prima parlandovi della giornata di “passione” per le moto e per il brand giapponese (qui l’articolo), poi con i riscontri a caldo del test in pista di alcune delle più potenti motociclette che Suzuki ha a listino (qui l’articolo su GSX-R1000R, GSX-S750, GSX-S1000, GSX-S1000F e non solo). Durante il Suzuki Day abbiamo però avuto l’opportunità di intervistare in esclusiva due piloti di punta del team ufficiale della casa di Hamamatsu, del presente e del passato. Il primo è Andrea Iannone, pilota di cui si parla molto, sia per quanto fa in pista con la visiera del casco abbassata (nello specifico era reduce dal suo primo podio di stagione, bissato poi nella gara successiva), ma anche per la sua vita privata e per la sua attuale compagna. Il secondo è invece il pilota forse più iconico di tutta la storia di Suzuki: il mitico campione del Mondo della classe 500, Kevin Schwantz. Abbiamo voluto sintetizzarvi tutto, interviste incluse, in questo video, per poi entrare nel dettaglio di ciò che ci hanno raccontato i due piloti nelle rispettive interviste.

Intervista ad Andrea Iannone
Suzuki_day_Iannone

Andrea, oggi abbiamo visto tante moto interessanti, tra cui la top di gamma GSX-R1000R, con questa nuova colorazione 2018. Una moto in cui il travaso di tecnologia dalla MotoGP è molto importante, verso un prodotto che può essere anche usato su strada. Queste moto di altissimo livello, oltre che per la grande potenza e le prestazioni, esprimono anche grande sicurezza nell’uso quotidiano, grazie alle piattaforme tecnologiche di cui sono dotate?

“Ovviamente io non ho mai utilizzato una moto di questo tipo su strada o almeno non nell’uso quotidiano, ma solo alcune volte. Faccio quindi fatica a dirti cosa può offrire, sicuramente posso dire tanta velocità, ma che secondo me non è esattamente ideale da usare per strada per un utilizzo giornaliero. Ma comunque penso che la GSX-R 1000 è una moto veramente incredibile. Ha un telaio e una ciclistica veramente affascinanti, da guidare è molto divertente, è facile e penso che sia il massimo di quello che si può desiderare da una moto di questo livello.”

Tra l’altro l’anno scorso, nel video che avevate fatto tu e il tuo team mate, guidavate dei 125. Non tanta potenza, ma erano comunque molto divertenti, pur avendo il limite dei 15 cavalli?

“Sì assolutamente, io ne ho una che è 150 e la utilizzo per allenarmi nelle piste più piccoline ed è molto bella, sicura e per i giovani che iniziano ad avvicinarsi e che sono appassionati di questo sport, sicuramente è molto bella da avere a casa.”

Day by day, nella tua attività ti capita di usare altre moto, magari preferisci uno scooter?

“Ho un GSX-S750, ogni tanto la uso, poi ho usato due volte giusto per fare il tragitto casa palestra una GSX-R1000, ma giusto perché appena me l’hanno data c’era la voglia di provarla.”

Comunque oggi c’è stato tantissimo entusiasmo, un pubblico di ogni fascia di età, è stata una giornata con tanti tifosi, cosa ne pensi?

“Una giornata molto interessante. Penso che sicuramente potrebbe crescere anno dopo anno, perché credo che oggi sia stata solo un una “puntina”di tutto quello che Suzuki è nel Mondo e penso che il Suzuki Day potrebbe diventare qualcosa di veramente incredibile e che comunque è già interessante. Quando riesci a trascorrere un po’ di tempo con le persone che ti supportano, che amano il marchio per cui tu corri, che rappresenti e che magari poi sostengono anche te, è sempre molto bello, regalare loro una foto, un autografo, scambiare una parola o rispondere a qualche loro domanda. Quindi assolutamente sono molto contento.”

Intervista a Kevin Schwantz
Suzuki_day_Kevin

Kevin, sempre tantissimo affetto da parte dei supporters italiani, come vivi questa sensazione?

“Sì, effettivamente ho sempre avuto dei momenti molto piacevoli con il fan italiani, è un evento particolarmente piacevole stare qui al Suzuki Day.”

L’anno scorso eri presente alla presentazione della nuova GSX-R1000, ti vediamo sempre in pista con uno spirito molto divertito per quello che fai.

“Sì, la presentazione della nuova GSX-R1000 2017 è stata un’ottima opportunità per passare la giornata in una pista veramente bellissima, come quella del Mugello. Non avevo mai girato al Mugello con quella moto e poi mi sono sentito subito a mio agio con la nuova GSX-R.”

Kevin, cosa ne pensi delle moto moderne, delle supersportive moderne, in paragone ed a confronto a quelle che guidavi te? Possiamo dire che sono tipologie di moto entrambe divertenti o trovi che una delle due sia più divertente dell’altra?

“Sono due tipologie di moto entrambe molto divertenti. Le moto degli anni ‘80 e degli anni ‘90 erano 500 di cilindrata, 2 tempi, adesso abbiamo i quattro tempi che sono sicuramente molto diversi come tipologia di motore, come tipologia di erogazione della potenza e sicuramente le moto moderne hanno più cavalli, con un’erogazione molto più ampia e molto più fluida. Sono molto più docili ed aprire il gas con un elettronica molto presente ti permette un po’ di dimenticare e ti perdona quelli che sono i piccoli sbagli. È proprio nello spirito della moto un’evoluzione continua, basta vedere anche semplicemente l’abbigliamento. Oggi abbiamo più protezioni, molta più sicurezza. La competizione sicuramente non è minore, ma comunque è cambiata. C’è un bello spirito nella MotoGP attuale, le moto probabilmente non sono più semplici da guidare, ma comunque sono più sicure. Anche alla gente, che mi chiede come si guidava una moto senza elettronica e come se ne guida una di oggi, comprese le MotoGP, che hanno questi tipi di dispositivi, rispondo che hanno la possibilità di unire potenza ed elettronica, ma ormai quasi tutte le moto, anche quelle di produzione, dispongono di un’elettronica di altissimo livello, che ti consente di gestire tranquillamente tutta la potenza di 200 e passa cavalli, come avviene ad esempio anche sulla GSX-R1000, per un utilizzo non soltanto in pista, ma questo aumenta anche la sicurezza nell’utilizzo quotidiano della moto.”

Kevin, la tua passione per le moto ti spinge ad utilizzarle anche nella tuo quotidiano, oppure le guidi esclusivamente nelle giornate in pista?

“Io in realtà uso ancora moto, non soltanto in pista.”

Qual è la tua moto preferita?

“Probabilmente le vecchie 500.”

Una domanda sulla MotoGP, Kevin, rispetto ai tuoi tempi, come vedi la competizione oggigiorno nella classe regina? Vedi gente che si diverte o, secondo te il livello di stress e le pressioni a cui i piloti sono sottoposti, un po’ fanno dimenticare l’aspetto “divertente” della moto?

“Effettivamente oggi la competizione è molto molto accentuata, basta vedere le distanze tra i primi. Si sono veramente molto assottigliate ed oggi in 3 secondi, praticamente c’è tutta la griglia di partenza. Ai miei tempi, invece, i distacchi erano molto maggiori, quindi sicuramente questa è una competizione molto serrata ed effettivamente le distanze sono talmente ridotte, che il minimo sbaglio ti fa perdere posizioni. Quindi, mentre ai miei tempi magari si sgomitava e si riusciva anche ad uscire dalla bagarre, se pur facendo qualche sbaglio, nella MotoGP di adesso il minimo sbaglio ti condanna alla partenza nelle retrovie e, anche l’ambiente, è molto cambiato. Oggi non vedo delle grandi amicizie all’interno del paddock, non ci sono amicizie ed ogni pilota è a sé. Ognuno ha un po’ il suo entourage, il suo addetto stampa ed i suoi tifosi. Certamente non vedo un ambiente in cui, alla fine della giornata, ti vai a bere una birra insieme ed effettivamente oggi ci sono talmente tanti impegni, che hai due o tre giorni di corse, due o tre giorni di circuito e, chiuso il weekend, prendi e te ne vai e tutti se ne tornano un po’ a casa. Ai miei tempi, invece, era molto diversi. I tempi erano più rilassati, non c’era questo calendario fitto, per cui si stava anche insieme e si aveva il tempo di farsi un cocktail, una birra insieme e vivere, diciamo, una giornata e la corsa in maniera differente. Questo non precludeva che, seppur si facesse serata insieme tra piloti, poi il giorno dopo, casco ben allacciato, ci fosse una competizione fiera e una grande battaglia tra di noi.”

Un’ultima domanda, se fossi un ragazzo oggi, considereresti la possibilità e l’idea di diventare un pilota di moto e di intraprendere la carriera per farlo, oppure no?

“Sì, effettivamente, se avessi la fortuna di avere l’opportunità di intraprendere la carriera di pilota, cercherei di farlo, esattamente rifacendo tutto quello che ho fatto, provando a diventare un campione del Mondo ed un campione di moto. Cercherei assolutamente di fare tutto questo, anche se è chiaro che bisogna sopportare momenti molto piacevoli intervallati con cadute dalla cima del Mondo. Occorre godersi il lati positivi e sopportate un andamento alti e bassi, in modo di gestire al meglio la tua carriera di motociclista, quindi di navigare in mezzo a queste acque, sempre rimanendo al vertice.”

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