Kawasaki Z650, un nome del passato per la piccola “Z” del futuro [PROVA SU STRADA]

Un telaio più leggero del 40%, come primo indizio di quanto sia migliorata

Kawasaki Z650MY 2017 - Un nome che torna dal passato, da un modello prodotto dal 76 all’83, per una moto che taglia con il passato, sostituendo la ER-6N con cui resta ben poco in comune, dato che rivoluziona, più che evolvere il concetto

L’idea di cambiarle nome è solo l’ultima delle attenzioni che dimostrano che in Kawasaki abbiano deciso di fare una mezza rivoluzione, dato che la grande evoluzione ha risparmiato, solo in parte, il motore e l’avantreno. Nuovo il look, con punti di contatto evidenti con il resto della gamma “Z”, come la strumentazione, identica quella della Z900, nuovi soprattutto la ciclistica ed il telaio. Quest’ultimo, di tipo a traliccio in acciaio, consente una dieta importante alla nuova sei-e-mezzo di Kawasaki, che pesa ora 187 Kg in ordine di marcia, quasi 20 in meno (!!) della ER-6N che la nuova Z650 va a rimpiazzare. Ve la andiamo a svelare nei dettagli nella nostra prova su strada, anticipandovi però che la rivoluzione e le migliorie non hanno di fatto aumentato il prezzo, che ora è di 6.790 euro, incluso l’ABS, solo 200 euro in più della “vecchia” ER-6N.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★½ 

Lo stile “Sugomi” si è impossessato anche della piccola Z
Kawasaki_Z650_pss_2017_04

Il cambiamento è evidente fin dal primo sguardo. Anche se la sorella maggiore Z900 è ben più pepata, dato che da 68 cavalli si passa a quota 125, la piccola delle “Z” si diverte a farle un po’ il verso, senza per nulla sembrare ridicola. Abbandona di fatto lo stile della sua progenitrice che manda in pensione, abbracciando lo stile Sugomi. Lo si vede subito dalla parte frontale, minimale ed aggressiva, con il moderno faro anteriore sovrastato da un piccolo cupolino, dietro al quale trova posto la compatta strumentazione che la accomuna con la sorella maggiore 900. Il design “sugomi” può piacere più o meno, certo è che dona alla nuova Z650 un aspetto decisamente più aggressivo, oltre ad imporre uno posizione un po’ più sportiva, dato che l’avantreno è volutamente basso ed acquattato, mentre il codino, dietro alla sella del pilota sale, imponendo una seduta alta al passeggero.

Kawasaki_Z650_pss_2017_09

Anche gli indicatori di direzione, pur nel rispetto delle severe norme in materia sul loro posizionamento ed ingombro, sono minimali ed appuntiti, contribuendo al look della Z650. Stessa cosa per gli specchietti, semplici, ma al tempo stesso scolpiti dalle linee tese che ne definiscono le forme. Nel colore prevale il nero, che troviamo nei cerchi ed in molti altri elementi, che crea un bel contrasto con il telaio e con le parti verniciate, quindi serbatoio, codino e parafango anteriore, oltre alla cornice del faro anteriore. Come detta la moda, tronca e piccola la coda, come anche lo scarico, posto come in passato sul lato destro del motore. Nel posteriore si fa poi notare il fanale a LED, con design a “Z”. Finitura, assemblaggi e verniciature sono di ottimo livello ed è quindi molto buona la qualità percepita.

Kawasaki_Z650_pss_2017_08

Il quadro strumenti, che sulla sorella maggiore appare francamente fin troppo minimale, rispetto ad una moto di quel segmento, sulla Z650 è invece promosso a pieni voti, perché è perfetto per una medio-piccola ed anzi, offre funzionalità complete e di facile utilizzo e lettura. Non gli mancano l’indicatore della marcia inserita, un contagiri digitale che simula un indicatore analogico, con una funzione che consente di segnalare la necessità di passare al rapporto superiore, impostabile tra i 5 e gli 11 mila giri. Il display LCD è di tipo negativo, cioè con scritte bianche su sfondo nero, molto ben visibile con qualsiasi condizione di luce. Tra i numerosi dati citiamo la presenza anche di indicatore dei consumi istantaneo e medio ed indicatore della temperatura esterna, ma la strumentazione è davvero molto ricca e completa.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★☆ 

Passa ad Euro 4, è affinato ed evoluto. Perde qualcosa agli alti, ma a tutto vantaggio dei medio-bassi
Kawasaki_Z650_pss_2017_07

Il motore è una delle componenti apparentemente meno modificate con il debutto della Z650. Fedele allo schema bicilindrico parallelo, resta un 649 cc bialbero, 8 valvole, raffreddato a liquido e con un contralbero per renderlo perfettamente equilibrato. Gli interventi fatti non sono però banali, perché a parte quelli necessari per l’omologazione Euro 4, è stato parzialmente modificato il suo carattere, smussando agli alti, per regalare una erogazione più piena nella prima porzione del contagiri, dove poi si va più spesso a sfruttare nell’uso quotidiano. Così perde una manciata di cavalli nel valore massimo di potenza, che passa da 72 a 68 cavalli, ma erogata a 500 giri in meno, a quota 8.000. La coppia massima ci conferma invece le migliorie, salendo a 65,7 Nm (erano 64), ma soprattutto arriva anch’essa prima, spostando tutta la curva verso il basso. Il bicilindrico è ora più fluido e reattivo, soprattutto ai regimi medio-bassi, caratteristica che la rende appagante per un pilota più esperto, meno complicata da gestire per quelli neofiti, a cui la Z650 si propone come una interessantissima soluzione per salire in sella anche per la prima volta. Il meglio lo troviamo dai 3 ai 6 mila giri, ma fin da poco più del regime del minimo la spinta consente di riprendere bene, mentre l’allungo verso il limitatore (intorno addirittura a 10 mila giri) è piacevolmente aggressivo e consente una guida sportiva ben oltre le attese. I corpi farfallati da 36 mm restituiscono una resa notevole ai medio-bassi, con gli iniettori a nebulizzazione fine che garantiscono una combinazione di aria-carburante sempre ottimale.

Kawasaki_Z650_pss_2017_06

Si conferma nelle forme lo scarico, che è posizionato sotto il motore e con un corto ed aggressivo terminale sul lato destro. Ora è stata ovviamente rinnovata, per essere conforme alle rigide normative Euro 4. Debutta poi la frizione di tipo servoassistito, ma soprattutto dotata di antislittamento. Sviluppata in collaborazione con il reparto corse, basa il suo funzionamento sulla presenza di due tipi di camme. Quando il motore gira a regimi normali, la camma servoassistita riduce il carico delle molle, alleggerendo il lavoro sulla leva. Quando invece si sfrutta il freno motore, potenzialmente andando a provocare un possibile saltellamento della ruota posteriore, la seconda camma va appunto a gestire l’antislittamento, allontanando il mozzo dal piatto spingidisco. Nel complesso la Z650 ha un motore molto godibile, che sa cambiare passo quando gli si chiede qualcosa in più, ma che fa della fluidità e della pastosità della risposta all’acceleratore ai medi ed ai bassi le sue armi migliori.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★½ 

La cura dimagrante è di quelle drastiche ed alla guida dà i suoi frutti
Kawasaki_Z650_pss_2017_02

Anche solo a guardarla e prima di salire in sella e guidarla, la Z650 evidenzia subito uno dei cambiamenti più importanti: niente più ammortizzatore posteriore disassato sulla destra, una scelta che rendeva particolare il look della vecchia ER-6N. Ora la ciclistica è più convenzionale forse, ma non per questo meno valida, anzi. Si conferma la forcella anteriore, una classica telescopica con steli da 41 mm, mentre dietro troviamo ora una soluzione con “Horizontal Back-link”, che offre un carattere più progressivo e che, rispetto ad una sospensione senza ancoraggio, garantisce un equilibrio migliore tra prestazioni sportive e confort di guida. L’ammortizzatore ed il leveraggio sono posti sopra il forcellone, in modo da accentrare maggiormente le masse e rendere quindi più maneggevole e svelta la moto. Il nuovo telaio è però l’elemento più importante della “rivoluzione Z650”. Pesa solo 15 Kg ed a lui si deve circa la metà della perdita di peso totale: 10 dei 19 Kg, sono infatti persi proprio dal telaio, di tipo a traliccio in acciaio ad alta resistenza, studiato con precisione nelle sue forme e nel diametro tubolare necessario, per ottenere la rigidità laterale e torsionale ideali. Il motore è elemento portante, come lo sono anche le staffe poggiapiedi. Tutte soluzioni che contribuiscono a mantenere contenuto il peso ed al contempo elevata la rigidità complessiva della Z650. Altro elemento centrale della ciclistica è il nuovo forcellone, dal peso di soli 4,8 Kg, contro i circa 7,5 del precedente. La Z650 resta compatta e soprattutto è una moto estremamente maneggevole, sia per il suo peso contenuto che per le quote e le caratteristiche della sua ciclistica.

Kawasaki_Z650_pss_2017_03

Perfetta per un pilota poco esperto, dato il poco sforzo che richiede per guidarla, fa la gioia anche dei più scafati, che ne apprezzeranno la guidabilità “da bicicletta”. Passando al comparto freni, troviamo dischi wave, due da 300 mm all’anteriore ed uno singolo da 220 dietro, coadiuvati da un moderno ABS Bosch 9.1M, anch’esso più compatto e leggero di analoghe soluzioni del passato. A contribuire al passaggio da 206 a soli 187 Kg in ordine di marcia sono poi anche le nuove ruote a 5 raggi a stella, mentre oltre ad una posizione in sella che mette subito a proprio agio ed è comoda anche dopo parecchio tempo passato a guidare la nuova Z650, troviamo poi elementi di livello, che non tutte le avversarie dirette possono sfoggiare, come entrambe le leve regolabili. Anche le gomme sono state scelte nell’ottica di favorire la maneggevolezza, con le coperture di primo equipaggiamento, le Dunlop Sportmax D214, nelle misure 120/70 ed una stretta 160/60 dietro, naturalmente su cerchi classici da 17”. Sedendosi in sella è evidente fin da subito una ottima triangolazione pedane – manubrio – sella, con un compromesso ben riuscito tra sportività comfort. La sella è vicina a terra, a soli 790 mm e toccare con i piedi è operazione semplice anche per chi non è altissimo. Per chi invece ha il problema opposto, è disponibile una versione che alza di ben 35 mm la posizione di guida, rendendo perfetta la Z650 anche per gli “spilungoni”. Noi, con il nostro metro e 80, siamo stati comodi e la posizione non ci è affatto dispiaciuta. Si tratta di una moto facile da guidare, ma la cui estrema maneggevolezza la farà amare anche da chi in moto non è un novello, sia nella guida cittadina, dove può sostituire uno scooter senza troppi sacrifici, ma soprattutto per un bel giretto fuoriporta, dove non sembra affatto una entry level e dove sa regalare non poche soddisfazioni.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★½ 

Tanto in più per poco di più
Kawasaki_Z650_pss_2017_05

Eravamo in sella alla MY2017 per la nostra prova, ma è notizia di questi giorni che, dato il successo di vendita della nuova Z650, è già possibile ordinare la MY2018 (qui l’articolo che lo anticipa),
che offre un aggiornamento estetico per la nuda entry level nella famiglia “Z”. Arriva infatti per lei l’atteso “verde Kawasaki”, oltre al classico nero e ad un nuovissimo colore Metallic Matte Covert Green/ Metallic Flat Spark Black più vintage e ricercato. Quanto al prezzo, sale di circa 200 euro rispetto alla vecchia ER-6N, fino a quota 6.790. Una differenza minima, ampiamente giustificata da tutte le novità e le migliorie.

Kawasaki_Z650_pss_2017_10

Sono poi numerosi gli accessori originali Kawasaki disponibili, per personalizzare o arricchire la propria Z650. Nell’ottica più sportiva si può coprire la porzione della sella dedicata al passeggero, mentre il kit di valige semirigide farà comodo a chi è pronto a partire per brevi o lunghi viaggi. Non è mai il massimo dal punto di vista del look, ma si può completare il tris con un bauletto centrale da ben 30 litri senza compromettere troppo la figura slanciata della moto. Non manca una borsa da serbatoio da 4 litri, mentre per la protezione aerodinamica di può scegliere un cupolino un poco più alto. Senza dimenticare che, come alternativa agli accessori, per personalizzare la Z650 e fruire anche di un interessante vantaggio cliente, è disponibile la “Performance”, con 1.400 euro aggiuntivi, che mette sul piatto un accattivante carico Akrapovic, ma anche parabrezza fumé, protezione adesiva in gel per il serbatoio e coprisella monoposto in tinta. Passando al capitolo consumi, è di 23,4 km/l in dato dichiarato nel ciclo WMTC, mentre noi abbiamo rilevato valori oltre i 20 Km/l, con una guida anche bella allegra, quindi sostanzialmente allineato a questo ottimo dato.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Look più accattivante, peso e maneggevolezza al top, consumi contenuti, prezzo
Non ci piace:
Così facile e divertente, che viene voglia di qualche cavallo in più

Kawasaki Z650MY 2017: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Maneggevolezza:★★★★½ 
Cambio e trasmissione:★★★★½ 
Frenata:★★★★☆ 
Sospensioni:★★★★☆ 
Guida:★★★★½ 
Comfort pilota:★★★★☆ 
Comfort passeggero:★★★½☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★½ 
Linea:★★★★½ 
Consumi:★★★★½ 

Servizio fotografico: LINGEGNERE
Abbigliamento del tester:
Giacca: Alpinestars Motion Waterproof Jacket
Pantalone: Alpinestars Denim Pants – Raw Indigo
Guanti: Alpinestars Masai Gloves
Stivali: Dainese TR-COURSE OUT AIR
Casco: Scorpion EXO-Combat

Kawasaki Z650, un nome del passato per la piccola “Z” del futuro [PROVA SU STRADA]
Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati