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Beta gamma Enduro RR 2017 – primo contatto

L’azienda italiana cresce e con lei i suoi prodotti sempre più apprezzati

Tester: Tomas Del Campo

Beta gamma Enduro RR 2017 – dopo aver provato due tra le best seller della gamma 2016, le versioni Racing della 300 RR 2 tempi e la 430 RR a 4 tempi (qui il nostro articolo), eccoci a provare in anteprima le nuove moto, pronte per il 2017 che oramai, a livello di prodotto, è alle porte. Siamo a Siena, non lontanissimi dalla sede di Rignano sull’Arno della Casa italiana che definire “piccola” è sempre più fuori luogo. Parlano per lei i numeri, in costante crescita, con un fatturato che negli ultimi anni passa da un esercizio a quello successivo a colpi di +20%: 43 milioni di euro nel 2013, 50 nel 2014, oltre 63 nello scorso anno. Salgono le moto vendute, con una previsione a quota 18.000 per il 2016, salgono le possibilità di assumere nuovi dipendenti, che passano da 120 del 2015 agli attuali 146, creando occupazione in un momento storico non proprio positivo. Di queste moto le più gettonate, con 8.000 pezzi circa, sono proprio le enduro. Il responsabile Marketing dell’azienda toscana, Stefano Soldani, ci conferma però il dato di cui avevamo già scritto in occasione della nostra prima prova delle Beta Enduro RR che, da italiani, un po’ fa riflettere: l’87% della produzione viene infatti esportata (con i mercati di Canada e Usa in forte crescita e che ora sfiorano il 20%), mentre quel “misero” 13% residuo rappresenta nel nostro Paese il 30% circa del mercato enduro interno totale, come ci racconta Marco Basile (responsabile per il mercato italiano). Beta si appresta forse a mettere la freccia per la vetta nostrana, visto che sua maestà KTM è ormai a portata di sorpasso, solo cinque punti percentuali più in alto. Un centinaio di moto in più rispetto alle 850 vendute da Beta, ma in vetta la Casa toscana c’è già, perché la 300 RR 2 tempi è la enduro più venduta in assoluto. Merito di un crescendo entusiasmante che ha portato le enduro italiane a primeggiare anche nelle competizioni, importanti più che in altri settori sia per sviluppare il prodotto, che per renderlo più accattivante, come ci racconta Giacomo Caliterna, addetto Marketing dell’azienda. Comprare la moto vincente nelle gare ha un sapore chiaramente migliore anche per il cliente che la utilizzi in modo amatoriale la domenica. Così le vittorie e la vetta del mondiale enduro classe E3 del Team Beta Factory, con Steve Holcombe in sella ad una RR 300, hanno un valore molto importante, comunque finirà la stagione. Il nostro Alex Salvini, campione del Mondo in E2 nel 2013 e poi passato in sella a Beta, è nelle posizioni di vertice ed in campo nazionale ha conquistato molteplici affermazioni con la Enduro RR 430.

Le novità 2017
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Moto vincente, nelle competizioni e nelle vendite, non si cambia, direbbe qualcuno. Invece Beta non si siede sugli allori e prosegue un processo evolutivo che l’ha portata dove è ora, dal nostro punto di vista soprattutto a produrre una gamma che fa della facilità di guida, del design e della qualità le sue migliori caratteristiche, in alcuni casi inarrivabili da parte della concorrenza. Proprio su questi fronti si è andati a migliorare ulteriormente la gamma enduro, rimasta invece invariata per le cilindrate. Sul fronte 2 tempi troviamo 250 e 300, ma si inizia a parlare con una certa insistenza dell’opportunità di far debuttare nei prossimi anni anche la ottavo di litro, mentre per le 4 tempi si va dalla 350 alla 480, passando per 390 e 430. Tutte le moto passano alla normativa Euro 4, 2 tempi inclusi. Oltre agli accorgimenti tecnici specifici per il rispetto di quanto prevedono le norme, 250 e 300 a miscela confermano l’utilizzo dell’innovativo sistema che garantisce sempre un perfetto mix tra benzina ed olio. Oltre ad eliminare il fastidio di preparare la miscela, si riesce ad avere una percentuale media di olio intorno all’1%, in pratica dimezzata, con una combustione ed una lubrificazione perfette ad ogni regime ed in ogni tipo di utilizzo. La bontà di questa soluzione è tale per cui sarà offerta da quest’anno anche sulla gamma Racing 2017 (ancora in fase di sviluppo finale), anche se come optional, lasciando quindi la libertà di scelta ai clienti. Ultima novità l’introduzione di una centralina con predisposizione per la connessione via CAN, con la possibilità quindi di dialogare con gli strumenti di diagnosi. Passando alle 4 tempi, è ovviamente confermata l’iniezione elettronica, con corpi farfallati da 42 mm per tutte, con il sistema Synerject che ha dimostrato grande affidabilità e che garantisce una erogazione molto buona, sempre piena e progressiva. Oltre a questo è stata però rivista la distribuzione, con nuovi assi a camme, con profili di alzata completamente diversi rispetto a quella attuale, in modo da migliorare la guidabilità. Cambiano anche le molle valvole, questo per ridurre ed ammorbidire l’effetto del freno motore. Come per i 2 tempi, anche per i 4 le centraline hanno ora la predisposizione alla connessione via CAN. Tutte migliorie dettate dalle indicazioni dei piloti ufficiali, Steve Holcombe e Johnny Aubert per il 2T ed Alex Salvini per il 4T, ad ulteriore conferma dei benefici e del travaso di know how tra competizioni e produzione.

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Spostandoci dai propulsori alla ciclistica, non ci sono state rivoluzioni (per fortuna, visto il già ottimo livello delle Enduro RR 2016), ma troviamo tanti affinamenti, in molti casi derivati proprio dall’esperienza acquisita in gara. Si conferma il telaio a doppia culla sdoppiata in acciaio al cromo-molibdeno, a cui ora è abbinata una nuova forcella Sachs, con corsa incrementata di 5 mm e che utilizza un differente olio, della Liqui Moly, in grado di garantire un comportamento più stabile al variare delle temperature, oltre che uno scorrimento ottimale. Dietro l’ammortizzatore, sempre Sachs, adotta un sistema di regolazione delle alte/basse velocità più preciso e con la facoltà di personalizzare maggiormente il setting in base al proprio stile di guida. Le piastre forcella sono state ridisegnate per garantire una maggior leggerezza ed al contempo una rigidità accresciuta. I cerchi sono sempre dei pregiati Excel, ora con canale lucido e raggi neri. Aggiornato anche lo strumento digitale, sia nel look che nelle funzioni, guadagnando l’indicazione della carica della batteria, molto utile per i 4 tempi ad iniezione, ma soprattutto per miscelatore e spia olio sul 2 tempi. Il tappo benzina invece viene dotato di valvola integrata, mentre sono (ovviamente) aggiornate le grafiche, proprio a sottolineare il passaggio alla gamma 2017. Ottime notizie per i prezzi, che restano invariati rispetto alla gamma RR 2016.

Il nostro test
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La location scelta per la presentazione ed il primo contatto con la gamma RR 2017 di Beta è il paradiso per gli amanti dell’enduro. Siamo nelle colline senesi, con una spettacolare vista sulla città, ma soprattutto con percorsi magnifici a disposizione. Ad accoglierci troviamo Frank Schroeder, ex endurista che negli anni ’80, finita la carriera agonistica, è diventato prima importatore Beta in Germania, poi con il tempo ha iniziato a collaborare con la fabbrica italiana in modo sempre più stretto, fino a trasferirsi proprio in Italia, oramai da tempo. Si tratta di uno dei migliori conoscitori sia delle moto della Casa italiana che delle location utilizzate per i test come questo. Possiamo goderci i paesaggi, ma già capiamo che in sella alla moto ci sarà da divertirsi, perché la zona offre scenari impegnativi, ma perfetti per il test della gamma enduro. Le novità ci vengono raccontate la sera ed il fatto che siano tutti affinamenti, anche se importanti, sinceramente ci rende felici, perché avendo provato le due Enduro Racing 2016, RR 300 ed RR 430, sapevamo già della bontà dei prodotti Beta, confermata dai successi di vendite ed agonistici. Il giorno seguente, svegli di buon ora, ci aspetta una giornata piena, le moto da provare sono tante e non vogliamo mancarne nemmeno una. Moto schierate e, oltre al personale della Beta ed ai fotografi, con noi ci sono anche i piloti ufficiali, a partite da Alex Salvini, sia per eventuali interviste, ma anche per dirci la loro sulle Enduro RR.

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Alex Salvini e la sua Beta Enduro RR 430

La gamma Beta è particolarmente ricca soprattutto per le 4 tempi, che vanno dalla più piccola 350 alla più esagerata 480, con ben 4 cilindrate totali. La Casa toscana però è leader nei 2 tempi ed i motivi li avevamo già capiti provando la RR 300 Racing 2016. Nel tempo i motori sono stati addolciti rendendo la moto più guidabile e sfruttabile, senza però rinunciare alla potenza. La più piccola 250 è la più abbordabile economicamente, anche se vedremo che tutta la gamma “sta” in soli 1.000 euro, ma è soprattutto la più leggera con i suoi 104 Kg. Si guida come un 2 tempi atipico, perché se è vero che da il meglio in alto, non ha una esplosione troppo aggressiva tale da mettere in crisi i guidatori meno esperti. La gamma Beta a 2 tempi non utilizza un banale miscelatore, ma un innovativo sistema basato su una pompa dell’olio, che calibra perfettamente la quantità di olio da miscelare con la benzina, con un dato medio di circa l’1%, la metà secca del classico 2% che si farebbe manualmente, o che utilizzerebbe un normale miscelatore. I vantaggi sono evidenti, la lubrificazione è sempre perfetta, mai magra o grassa, con il risultato che la moto va di più, è affidabile e inquina di meno (che non fa mai male). Se inizialmente qualche incertezza su questo tipo di miscelazione nell’uso prolungato poteva esserci, si è rivelata estremamente affidabile, motivo per il quale è stato messo a punto un kit per montarlo anche sulla RR 300 Racing di prossimo arrivo, che sarà quindi predisposta per utilizzarlo. Ricordiamo infine che la vaschetta olio consente di coprire 4 pieni del serbatoio benzina, prima che si accenda la spia dell’olio sullo strumento. Tornando al nostro test, già con la prima moto possiamo notare i benefici delle migliorie alla forcella anteriore Sachs, con una escursione più ampia (+5 mm) e resa ancora più progressiva ed ottimale nella sua azione, caratteristica che si apprezza in tutti i contesti. Molto interessante in questo senso avere a disposizione un contesto dove possiamo saggiare i mezzi in tutte le condizioni possibili. Ci sono tratti abbastanza veloci ed altri molto impegnativi dove le velocità sono più ridotte, terreno duro e passaggi tra massi, oltre a corsi d’acqua e punti con grip più ridotto.

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Passando alla RR 300 si possono apprezzare le differenze, con una erogazione più piena sotto, senza rinunciare all’allungo. Si può usare spesso una marcia in più rispetto alla due-e-mezzo, finendo per farla preferire a quest’ultima anche per l’impegno fisico richiesto nella guida. Non stupisce il fatto che sia lei la best seller assoluta, proprio perché unisce prestazioni e divertimento del potente motore 2 tempi 293 cc ad una fruibilità interessante. Le due mappature consentono su entrambe di avere una erogazione più progressiva su fondi a basse aderenze, oppure “full power” per i terreni hard. Forse l’unica pecca è la fisiologica mancanza di stabilità sul veloce, dove diventa più impegnativa, lo vedremo, rispetto alle 4 tempi. Come avevamo già visto nel nostro personalissimo confronto tra le due RR Racing a 2 e 4 tempi, in alcuni contesti è la 300 a farsi apprezzare di più per leggerezza, maneggevolezza ed erogazione, in altri la 430 si rivela appunto meno impegnativa e più stabile sul veloce. Dal punto di vista estetico invece le moto non cambiano di molto dallo scorso anno, solo adesivi ed alcuni dettagli, ma quello che è stato affinato per meccanica e ciclistica le rende ancora più efficaci e piacevoli da guidare. Ad esempio sono stati alleggeriti ingranaggi e parti meccaniche del motorino di avviamento (per i 4T), limando qualche grammo anche qui.

La ricca gamma 4 tempi
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Se il mercato sembra aver apprezzato di più le 2 tempi, Beta dalla sua ha una gamma davvero completa tra le 4 tempi. Non crediate che le differenze siano poche, perché tra la 350 e la 480 il crescere di potenza le rende davvero molto diverse da guidare. Per tutte è stato fatto un bel lavoro sul fronte freno motore, che è migliorato grazie a molle valvole e assi a camme rivisti. Passando dalle 2 tempi alla 350 si avvisano i (pochi) chilogrammi in più di peso (sono 7, per un totale di 111), che la rendono meno reattiva e più stabile, ma soprattutto la guida è diversa per assecondare l’erogazione peculiare dei due tipi di propulsori. Pur addolcito e riempito nella prima parte del range di utilizzo, il 2 tempi non ha ovviamente tutta la schiena del 4. Già il 350 sotto esce bene e riaccelera partendo dal basso, evitando di lavorare troppo con il cambio. Passando alla 390 la cosa diventa ancora più evidente. L’avantreno affonda meno per sostenere il peso maggiore delle 2 tempi e in allungo però è più stabile. Forse per il contesto dove abbiamo provato le moto oggi le due piccole sono quelle perfette, perché salendo di cilindrata oltre quota 400 la cosa si fa impegnativa. Se 350 e 390 sono molto simili tra di loro, facendo sembrare la seconda un upgrade della prima, la 430 e la 480 sono due “bestie” da domare. Già la 430 “ne ha tantissimo”, ma sono i circa 55 cavalli della 480 che ne fanno una moto da utilizzare con cautela, oppure in un contesto diverso da questo, dove poter sfruttare la sua stabilità sul veloce e dove, magari usando un rapporto più lungo vista la schiena pazzesca a disposizione fin dai bassi regimi, divertirsi ad andature molto sostenute. Se il peso è praticamente invariato dalla 350, la 480 fisicamente stanca molto prima sullo stretto se ci si lascia prendere la mano, perché la potenza da gestire è tanta. Nelle mani dei piloti giusti si capisce che il limite qui sia davvero molto elevato.

In conclusione
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Dopo aver provato l’intera gamma e chiacchierando con gli altri tester è chiara la conferma che delle 6 moto non sia facile trovare “la migliore”, ma piuttosto che ognuna abbia le sue peculiarità e, pur avendo girato nello stesso scenario, ognuno di noi abbia già le sue preferite, diverse a volte da quelle degli altri. Noi abbiamo molto apprezzato la più piccola delle 4 tempi, con il 350, trovandola quella più equilibrata tra prestazioni e facilità di guida, molto stabile e con l’erogazione che più asseconda il nostro gusto personale. Altri invece le preferiscono il 390, perché in alto ha qualcosa in più del 350. Altri ancora preferiscono le 2 tempi, pur ammettendo che per portarle al limite l’impegno fisico sia maggiore. Tutti d’accordo nel dire che se già la gamma Enduro di Beta fosse al top, con le migliorie apportate si stia seguendo ancora la strada giusta. Da italiani non si può quindi che essere felici di questa bella realtà. Attendendo i risultati finali della stagione agonistica 2016, certamente Beta si presenta molto bene per quella 2017, soprattutto per la gara che si corre con i numeri di moto vendute.

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I prezzi, come detto confermati rispetto al 2016, spaziano dalla RR 250 2 tempi a quota 8.290 euro, 1.000 in più per la RR 480 4 tempi al top di gamma.

Abbigliamento del test:
Maglia, pantaloni e guanti: Alpinestars Techstar Venom
Ginocchiere: Alpinestars Vapor Pro
Stivali: TCX
Casco: Bell Moto-9

Beta gamma Enduro RR 2017 – primo contatto
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4 commenti

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  1. Luigi

    18 marzo 2017 at 15:26

    Quanto verrebbe a costare un beta 50 factory?

  2. Matteo Pozzi

    19 marzo 2017 at 15:46

    Ciao Luigi,
    la RR50 in versione Factory costa 3.840 euro, mentre la gamma 50 di Beta parte a poco meno di 2.700 euro.

  3. Christian

    13 maggio 2017 at 09:31

    Quanti cv ha il 390?…viene venduto depotenziato di base e quindi bisogna togliere i vari TAPPI OPPURE SOLO SU RICHIESTA.?

  4. Matteo Pozzi

    15 maggio 2017 at 08:02

    Ciao Christian,
    non ci sono modifiche da fare, semplicemente è omologato depotenziato per chi desideri avere la moto targata ed assicurabile per la circolazione, per uso “libero” i cavalli sono nell’ordine di una 40ina.

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