Pirelli Diablo Rosso III, nato dalla pista e perfetto per la strada – test 2016

Il nuovo pneumatico sportivo offre un ottimo grip anche sul bagnato

Pirelli Diablo Rosso III – Avremmo dovuto testarle in pista, ma la pioggia ci ha concesso un’opportunità diversa, con il test delle più specifiche Diablo Rain, le stesse coperture utilizzate dalle Superbike nel Mondiale (qui il link all’articolo). In realtà quel giorno avremmo potuto tranquillamente girare con le nuove Diablo Rosso III, proprio perché le supersportive di ultima generazione di Pirelli sono state sviluppate per garantire un grip adeguato anche su asfalto bagnato. Lo stesso Massimo Roccoli, nel briefing in cui ci illustrava le condizioni del tracciato in quel momento, ci diceva di aver girato con entrambe le opzioni quel giorno, senza aver mai avuto difficoltà. Ovvio che le coperture da bagnato siano qualcosa di pazzesco con pista umida, ma è altrettanto vero che quando questa si asciughi, anche solo in parte, non siano più utilizzabili. Se in pista questo può risultare scomodo, obbligando ad effettuare un cambio gomme, per strada la cosa sarebbe ancor più complicata.

Pirelli_Diablo_Rain_2016_4

Ovviamente le Diablo Rain non sono omologate per la circolazione e quindi il problema non si pone, però il succo di questa parentesi introduttiva è che le nuove Diablo Rosso III sono un prodotto che offre un compromesso sempre più interessante, che le rende perfette per la guida della propria moto sportiva e supersportiva dalla pista alla strada, su asfalto asciutto o bagnato, con un grip sempre molto elevato. Vi avevamo anticipato l’arrivo della terza generazione di questo prodotto alcuni mesi fa (qui il link all’articolo), ora lo abbiamo finalmente provato sulla nuova MV Agusta Brutale 800 nel nostro test ride (qui il link all’articolo). La moto italiana è infatti la prima a montarli come equipaggiamento iniziale ed ha voluto celebrare il connubbio addirittura con una edizione speciale della sua moto (qui il link all’articolo).

D63A4969_1

Il nuovo Diablo Rosso III

Lo sviluppo degli pneumatici negli ultimi anni ha subito una discreta accelerazione, anche se già rispetto al passato si erano compiuti passi da gigante, per merito di nuove metodologie nel metodo utilizzato. Alla sperimentazione empirica si è via via sostituita l’informatica ed i modelli matematici, in grado di dirci a priori se una innovazione sia vantaggiosa o meno. A questo nel caso di Pirelli si aggiunge il travaso dell’esperienza maturata in gara, con la partecipazione al mondiale Superbike come fornitore unico negli ultimi 12 anni. Negli ultimi anni si è anche assistito ad una crescita delle prestazioni delle moto sportive, unita ad una generosa iniezione di elettronica, che determina un utilizzo differente delle coperture, come è stato evidenziato nel mondo delle gare. Il Diablo Rosso III era quindi una evoluzione sentitamente attesa dagli appassionati e non delude le attese. Ultimo arrivato della famiglia di gomme nate nell’ormai lontano 2002 e che ha poi dato vita addirittura a 16 modelli, si preannuncia come uno step verso l’alto importante in molte direzioni. Nel confronto con la seconda generazione i parametri in cui va a migliorare sono molti ed alcuni per certi versi sono anche in contrasto tra loro. Parliamo di grip su asfalto asciutto, bagnato, ma anche di durata, di omogeneità nel consumo del battistrada, di angolo di piega e di maneggevolezza nella guida. Il Diablo Rosso III migliora, in modo sensibile, in ciascuno di questi fattori, senza rinunciare a nulla rispetto alle prestazioni del precedente prodotto. Tutto ciò grazie a fattori quali il nuovo profilo, derivato dalle competizioni, il disegno del battistrada, che evolve quello già visto sui pistaioli Diablo Supercorsa, oltre all’utilizzo di percentuali di silice differenti nelle due zone del posteriore bimescola, in modo da poter ottenere prestazioni migliori ed al contempo una durata più elevata. La distribuzione prevede un utilizzo all’80% della mescola più tenera (40% per lato), con un solo 20% centrale riservato alla mescola che garantisce una durata chilometrica importante. Così facendo la moto ha un grip ottimale appena inizia la piega, con il sostegno di uno strato inferiore più duro, in modo da avere maggior precisione e stabilità in curva. Si tratta proprio della stessa mescola presente nei 45 mm centrali del battistrada. Sebbene in passato si siano sperimentate soluzioni bimescola anche all’anteriore, si è poi giunti alla conclusione che l’utilizzo di una sola, ovviamente quella morbida delle due, sia l’unica strada per garantire prestazioni e feeling adeguati. In concreto con le moto attuali è la porzione centrale della gomma posteriore quella maggiormente sollecitata e la prima a consumarsi, quindi con l’anteriore ci si può concentrare di più sulla performance e sul grip.

D63A5007_1

Le nostre prime impressioni

Per ora la nostra esperienza, come anticipato, si limita alla prova su strada della nuova Brutale 800, un bel banco di prova visto che, anche se in parte addomesticata, la naked della MV Agusta ha pur sempre un gran bel caratterino. Quello che abbiamo notato fin da subito è la propensione delle nuove Diablo Rosso a digerire le condizioni e gli usi più eterogenei. Che l’asfalto sia oltre i 30° gradi di temperatura con il sole battente o sotto i 10 in una giornata grigia con il cielo coperto, non ci siamo mai trovati a dover gestire una perdita di aderenza dovuta alla gomma fredda o troppo calda. Oltretutto abbiamo guidato spesso senza controllo di trazione, in modalità Sport e, quando invece abbiamo rimesso le briglie dell’elettronica, gli interventi, anche aprendo a moto piegata, sono stati piuttosto rari. Lo sviluppo multiraggio del profilo anteriore garantisce una maneggevolezza sorprendente alle Diablo Rosso III.

_DSC6753

Qui i meriti della Brutale 800 MY 2016 sono invece più marcati, ma andremo a verificare questa caratteristica anche con la Honda Hornet 600 su cui stiamo iniziando la nostra prova di durata. Prova che ci darà riscontri interessanti, proprio perché effettuata con una moto non più attuale e sostanzialmente priva di tutta l’elettronica che ora troviamo su quasi tutte le sportive, vestite o svestite che siano, ma non solo. Con le potenze raggiunte, il Diablo Rosso III è infatti una gomma che ben si abbina non solo a moto supersportive ed a naked, ma anche alle tourer più cattive, anche grazie alla promessa di una durata similare ad una copertura più turistica. Anche il posteriore ha una geometria simile all’anteriore, consentendo un comportamento uniforme della moto. Le modifiche portano poi il vantaggio non indifferente di garantire un angolo di piega che sale da 45 a ben 52 gradi, sempre più vicini a quelli che si raggiungono nel mondo delle competizioni e che alcuni anni fa sembravano essere oltre i limiti della fisica! La massimizzazione della capacità di drenaggio dell’acqua porta a prestazioni strabilianti per una gomma che consente senza problemi di levarsi lo sfizio di un turno in pista con la propria moto, senza avere la seccatura di una gommatura specifica più estrema o addirittura di dover trasportarla su carrello per poter utilizzare pneumatici non omologati per l’uso su strada. Nel test di Imola, anche se vi riportiamo parole di Massimo Roccoli, che le stava utilizzando mentre noi giravamo con delle Diablo Rain, la nuova Diablo Rosso III regala una sensazione di stabilità anche a velocità nell’ordine dei 250 Km/h, senza acquaplaning ed oltretutto in un contesto dei peggiori che si possa scegliere. L’autodromo Enzo e Dino Ferrari ha infatti tratti in asfalto più recente e drenante ed altri in cui si formano rivoli d’acqua, anche per le inclinazioni della pista, che non è quasi mai piatta. A detta del pilota italiano, con la BMW S1000RR anche staccando forte prima dell’ingresso in curva la cosa strabiliante è l’intervento limitato dell’ABS, a testimonianza dell’ottimo grip di questa gomma.

_DSC6703

Si ringrazia Moro Gomme per averci concesso di scattare le foto durante il montaggio delle Pirelli Diablo Rosso III sulla Honda Hornet con cui iniziamo ora il nostro longtest.

Le fotografie di questa prova sono state realizzate con una fotocamera Full-Frame Mirrorless Sony A7S II con obiettivo Vario-Tessar T FE 24-70 mm F4 ZA OSS

Tre sono le misure disponibili per l’anteriore:
110/70 ZR 17 M/C 54 W TL
120/60 ZR 17 M/C (55 W) TL
120/70 ZR 17 M/C (58 W) TL

Ben sette invece per il posteriore:
150/60 ZR 17 M/C 66 W TL
160/60 ZR 17 M/C (69 W) TL
180/55 ZR 17 M/C (73 W) TL
180/60 ZR 17 M/C (75 W) TL
190/50 ZR 17 M/C (73 W) TL
190/55 ZR 17 M/C (75 W) TL
200/55 ZR 17 M/C (78 W) TL

Qui potete vedere invece il video di presentazione del nuovo Pirelli Diablo Rosso III, con i piloti ufficiali Superbike della Kawasaki, Jonathan Rea e Tom Sykes, entrambi campioni del Mondo,

Pirelli Diablo Rosso III, nato dalla pista e perfetto per la strada – test 2016
Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Pneumatici

Lascia un commento

1 commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati