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Triumph Bonneville Street Twin, la classic si fa più moderna ed accessibile [PROVA SU STRADA]

La rinnovata gamma classic parte da questa 900 con 55 cavalli

Triumph Bonneville Street Twin – Le classic sono più che un vezzo in Casa Triumph, sono le regine delle vendite e rappresentano una fetta importante del fatturato. Anche per questo si è scelto di rendere la Bonneville sempre più una famiglia, più che un modello. Con l’aggiornamento della gamma classic della Casa di Hinckley si allarga infatti il divario tra la entry level e la sportiva T120, così da rendere l’offerta appetitosa per utenze molto eterogenee. Questo non significa però rinunciare in alcun modo al piacere di guida, anzi. La nuova entry level, la Street Twin, ha un motore che passa ad Euro 4 ed al raffreddamento a liquido e da un lato scende a 55 cavalli, dall’altro sono però stati resi ben fruibili, con una coppia che sale del 18%. La nuova Bonneville ha poi tanta moderna tecnologia, dall’ABS ed il ride-by-wire al controllo di trazione, che aiuta non poco sui fondi a bassa aderenza, oltre ad esempio ad una pratica presa USB o al fanale posteriore a LED. Si fanno notare anche una realizzazione con una qualità accresciuta e consumi da record. Un prodotto tutto nuovo e non semplicemente un aggiornamento, lo dimostra anche il telaio, riprogettato ed abbinato a sospensioni più raffinate. Una moto con cui andare in ufficio o all’aperitivo in città, dove gli occhi addosso ed i complimenti sono sempre tanti, ma anche perfetta per un bel giretto alla ricerca delle curve giuste, dove i 55 cavalli sono tra i più piacevoli e divertenti che ci si possano attendere.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★½ 

Modernamente retrò, con un look semplice e molto ben curato
Triumph_Bonneville_Street_Twin-Pss_2016_estetica

I dettagli fanno la differenza. La nuova Bonneville sembra uguale a se stessa, ma non lo è. Il concetto di moto classic è sempre stato pericoloso, perché reinterpretare ed adattare moto dl passato alle leggi ed allo stile attuale può portare a risultati non sempre pregevoli. Iniettori camuffati dal corpo di un finto carburatore possono apparire ad alcuni un ingegnoso compromesso, ad altri un brutto escamotage per salvare le apparenze. Così il precedente aggiornamento, con il passaggio appunto all’iniezione elettronica nel 2007, aveva suscitato, per questo dettaglio e non solo, pareri discordanti, mentre la Street Twin preferisce essere più moderna, mischiando elementi con forti richiami al passato ad altri più attuali. Basta darle uno sguardo e girarci intorno, per trovare il moderno nella staffa del faro anteriore o nel fanale posteriore a LED e nei neri cerchi in lega a 5 razze sdoppiate, ma anche il sapore ibrido della strumentazione pulita e semplice, unita con un utilissimo display per visualizzare tutti i dati. Lo stile resta inconfondibilmente retrò, una reinterpretazione del modello del 1959, dal bellissimo e sinuoso serbatoio con il tappo decentrato a destra, al bel motore di nero vestito, eccezion fatta per la superficie delle alette di raffreddamento dei cilindri.

Triumph_Bonneville_Street_Twin-Pss_2016_3

Alette che perdono una parte del loro essere, perché il raffreddamento passa all’acqua, come si evidenzia del radiatore, sapientemente nascosto e verniciato di nero, di cui ci si accorge solo se lo si va a cercare con lo sguardo. L’attenzione viene colta da altro, come gli scarichi bassi, sostanzialmente l’unico elemento chiaro in un contesto che vede il nero farla da padrone. La bella sella scende in altezza, per rendere la Street Twin perfetta anche per le donne e più comoda nell’uso cittadino. Un look minimale e molto pulito, arricchito da una sempre maggiore attenzione per il dettaglio e per la qualità. Non ci sentiamo di sollevarle grosse critiche, nemmeno per la scelta di optare per parafanghi e fianchetti in plastica anziché in metallo, ci si fa caso solo se si è tremendamente pignoli. Riportano il nome del modello, Street Twin, ma non della “famiglia di appartenenza”, Bonneville. Ci è piaciuto invece il comodo tasto sul blocchetto di sinistra per spostarsi tra le funzioni della strumentazione, come sono degne di nota le belle targhette alla base dei cilindri, unico elemento che richiama al modello, con la scritta “Bonneville 900 HT” (High Torque). Questa è la Street Twin di serie, in realtà potrebbe assumere un look completamente diverso, a seconda del gusto dei suoi acquirenti, perché non vuole assolutamente nascondere la sua prerogativa di essere una ottima base di partenza per personalizzazioni e per chi voglia distinguersi e rendere unica la propria moto. Noi le regaleremmo, ad esempio, degli indicatori di direzione compatti, ma la lista degli accessori originali è davvero molto corposa.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★☆ 

Qualche cavallo in meno, ma più godibile ed arriva l’elettronica
Triumph_Bonneville_Street_Twin-Pss_2016_motore

La potenza non è sempre il dato più importante, lo dimostra in modo evidente la Street Twin. Rispetto alla vecchia Bonneville perde ben 13 equini per strada, attestandosi a quota 55 cavalli, ma guidarla non è affatto male nemmeno per chi ami darci con la manetta del gas. Il piacere di guida in questo caso deriva infatti dalla coppia e dall’erogazione più fluida rispetto al passato. Le tante novità del nuovo motore partono dalla cilindrata, che passa da 865 a 900 cc, ma soprattutto dalle due lettere HT, High Torque, con una coppia che sane ad 80 Nm, erogati a 3.200 giri, con un cospicuo + 18% rispetto al vecchio propulsore. Oltre che alla manciata di centimetri cubi in più, questo si ottiene soprattutto in virtù del manovellismo a 270°, come già era, ad esempio, sulla Scrambler. Come tutta la Bonneville, non siamo di fronte ad un aggiornamento del motore, ma ad una unità completamente riprogettata. Guadagna la distribuzione a 4 valvole per cilindro, il raffreddamento a liquido ed una moderna elettronica, che include l’acceleratore di tipo ride-by-wire ed il controllo di trazione. Quest’ultimo svolge egregiamente il suo lavoro, soprattutto se consideriamo il fatto che la Bonneville entry level si propone ovviamente anche ad un pubblico di meno esperti, mentre se dobbiamo trovargli un difetto possiamo solo segnalare il fatto che possa essere escluso o ripristinato solo a moto ferma, come da tradizione Triumph, con un menù che scompare una volta che la moto è in movimento. L’acceleratore elettronico porta con se almeno due grossi vantaggi. La gestione estremamente precisa dell’iniezione consente infatti di diminuire gli sprechi di carburante, e vedremo che sul fronte consumi questo bicilindrico 900 è da record, ma anche di restare nei limiti imposti dalle direttive Euro 4. Le vibrazioni del bicilindrico sono praticamente inesistenti, merito della nuova fasatura dell’albero motore e di un contralbero di bilanciatura. Il cambio e a 5 rapporti mentre la frizione ha ora l’antisaltellamento di serie ed è servoassistita in modo egregio. Lo sforzo alla leva è molto contenuto e questo essere morbida è una gran cosa quando si viaggia con la frizione in mano, tipicamente nel traffico della città. Guidandola si scopre un motore tondo e morbido, ma gustoso e con una bella schiena, oltre che bassi molto pieni. Non ha un grande allungo, ma era evidente già dalla scheda tecnica, visto che la potenza massima arriva ora a 5.900 giri, contro i 7.500 di prima. Meglio direbbe qualcuno, perché la Street Twin è perfetta in città ed anche sulle strade di montagna, sia godendosela con un filo di gas che ad andature più allegre. Non servono i 10 mila giri per divertirsi, soprattutto con una coppia così. Dopo averci fatto un giretto “interessante” dalle parti del lago di Como, rientrando verso Milano il pensiero è andato al fatto che a volte 55 cavalli possono bastare, non solo per godersi il paesaggio ed una bella moto, ma anche per divertirsi e seminare qualche smanettone, se si sfrutta nel modo giusto il bel bicilindrico. Merito anche di una ciclistica migliorata, come andremo ora a raccontarvi nel dettaglio.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

Telaio e sospensioni nuove le regalano un piglio più gradevole nella guida
Triumph_Bonneville_Street_Twin-pss_2016_guida

Cambia la posizione di guida, con la sella ad appena 750 mm da terra, ma soprattutto arriva un telaio tutto nuovo. Sempre a doppia culla in acciaio, ma con quote differenti ed una maggiore attenzione alla maneggevolezza. Nella medesima direzione vanno le ruote, con i cerchi, da 18” davanti e 17 dietro, che calzano rispettivamente una 100/90 ed una 150/70. In precedenza erano entrambi da 17”, con la gomma anteriore più larga (110) e la posteriore più stretta (130). Questo cambiamento rende la Street Twin più rapida nei cambi di direzione, al contempo molto stabile ed in grado di scaricare bene la coppia anche a moto ancora inclinata. Le Pirelli Phantom Sportscomp aiutano il compito perché unisco un look piacevolmente retrò ad un grip sempre all’altezza. La ciclistica si completa con una forcella Kyb con steli da 41 mm ed il doppio ammortizzatore posteriore. Le sospensioni sono tarate in modo intelligente. Sono morbide nella prima parte dell’escursione, a tutto vantaggio del comfort, soprattutto nell’uso cittadino, diventano progressivamente più sostenute, regalando un appoggio sicuro nelle curve. Così la Street Twin non va in crisi nemmeno con un utilizzo più sportivo, mettendo in luce qualche limite solamente nelle frenate di emergenza, dove l’anteriore che affonda inizialmente in modo veloce costringe l’ABS ad un lavoro maggiore, allungando moderatamente gli spazi di arresto. I freni non sono da supersportiva, ma l’ABS di serie gestisce bene la frenata dei due dischi singoli, da 310 mm e da 255 senza che l’impianto vada mai in crisi. La pinza anteriore è a due pistoncini, sufficienti per contenere gli spazi di frenata, a patto di non esagerare troppo. Aiuta in questo il peso a secco, di poco inferiore a quota 200 Kg (si ferma a 198). La posizione di guida, complice la sella bassa, è più raccolta che in passato, ma non diventa mai scomoda. Ottima l’ergonomia dei comandi, che non impongono mai di spostare le mani dal manubrio, cosa non di poco conto. Molto buona la dinamica ed il piacere di guida. La Street Twin è una moto con cui andare a passeggio da solo o in compagnia, ma può diventare anche molto divertente se le si chiede di più. Risulta essere agile e precisa ben oltre le attese e non serve essere un campione per condurla in modo allegro da una curva all’altra.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★☆ 

Allineata nel prezzo con la vecchia Bonnie, ora consuma molto meno
Triumph_Bonneville_Street_Twin-Pss_2016_chiusura

Il prezzo di 8.700 euro è praticamente identico a quello della vecchia Bonneville (8.690). Ci sono una manciata di cavalli in meno, ma tante novità e molta elettronica in più sul piatto, quindi il bilancio è più positivo che non. Le colorazioni disponibili sono cinque. La fanno da padrone i neri, ben tre, con il Jet Black, unico disponibile al prezzo base di 8.700 euro, a cui si affiancano, con 150 euro aggiuntivi, il Matt Black, il Phantom Black, il bellissimo Cranberry Red (per noi il colore più d’impatto) e l’Aluminium Silver. Con oltre 150 accessori, la Street Twin conferma la vocazione di essere una perfetta base per la realizzazione di una special personalizzata. In questo il marchio inglese è secondo solo ad Harley Davidson e sta consolidando un ruolo quasi unico nel panorama motociclistico, dal sapore legato al passato. Sono disponibili anche dei pacchetti, con un vantaggio cliente rispetto al costo dei singoli accessori. Si tratta dello Scrambler (1.880 euro incluso anche lo scarico alto Vance & Hines, con terminale in carbonio), del Brat Tracker (1.515 euro) e dell’Urban (1.351 euro). Tra gli altri accessori questi ultimi due pacchetti includono sempre lo scarico Vance & Hines, in questo caso con passaggio basso, come l’originale. Grandiose novità per i consumi, che la Casa dichiara essere diminuiti del 36%. Ad andatura costante abbiamo visto oltre 30 con un litro! Anche nel nostro giretto per metterla alla frusta su e giù per i monti nei pressi del lago di Como, i consumi si sono attestati intorno ai 25 con un litro, davvero sorprendente! Con i 12 litri di serbatoio è quindi garantita una autonomia nell’ordine dei 350 chilometri circa.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Erogazione del motore, consumi, look , tecnologia ed elettronica

Non ci piace:
Frenata migliorabile

Triumph Bonneville Street Twin: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Maneggevolezza:★★★★½ 
Cambio e trasmissione:★★★★☆ 
Frenata:★★★½☆ 
Sospensioni:★★★★☆ 
Guida:★★★★☆ 
Comfort pilota:★★★★½ 
Comfort passeggero:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Linea:★★★★½ 
Consumi:★★★★★ 

Triumph_Bonneville_Street_Twin-Pss_2016_abbigliamento

Abbigliamento del test:
Giacca: Spidi Street Tex jacket
Guanti: Spidi Jab RR
Pantaloni: Furious Tex JEANS
Scarpa: Stylmartin Sunset
Casco: Scorpion-Exo 300 Air

Triumph Bonneville Street Twin, la classic si fa più moderna ed accessibile [PROVA SU STRADA]
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