Pirelli SBK Track Day e Pirelli Diablo Rain, in pista sotto la pioggia con il ginocchio in terra [VIDEO]

Abbiamo testato gli pneumatici da pioggia sul tracciato di Imola

Ha collaborato: Marco “AGO” Agosti

Pirelli SBK Track Day e Pirelli Diablo Rain – Avremmo dovuto parlarvi di uno pneumatico diverso, un nuovo prodotto della gamma Pirelli, omologato per la circolazione su strada ed idoneo anche per un turno in pista, ma lo faremo più avanti. La sessione di test prevista ha infatti visto protagonista una delle nemiche peggiori dei motociclisti: la pioggia. Abbiamo passato gli ultimi giorni a sperare che il meteo volgesse al bel tempo, alla fine così non è stato. Siamo quindi arrivati al Pirelli SBK Track Day di Imola sapendo che il “piano B”, girare sul bagnato con delle gomme specifiche, sarebbe comunque stata una esperienza interessante, perché nuova per uno dei due tester impegnati, nella consapevolezza del fatto che queste coperture offrano un grip sufficiente a poter spingere fino addirittura a tirare una staccata impegnativa o a mettere il ginocchio in terra in curva, con una buona dose di sicurezza. L’abbinata con l’elettronica sopraffina della BMW S1000RR su cui le avremmo testate completava un quadro che ci permetteva di essere tranquilli, anche se stavamo per scendere in pista, sotto un acquazzone, su uno dei tracciati italiani più belli, ma anche più insidiosi e difficili.

Il Pirelli SBK Track Day
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Facciamo prima un passo indietro. Il Pirelli SBK Track Day merita qualche parola di spiegazione, prima di entrare nel merito del nostro test. Si tratta di una iniziativa organizzata dal “gommista” ufficiale del campionato Superbike, nei lunedì successivi ad alcune tappe del mondiale. Lo scorso anno in Italia se ne sono tenuti due, a Misano ed Imola, quest’anno (purtroppo per gli appassionati) solo quest’ultimo. L’unico prerequisito per essere ammessi è l’utilizzo di coperture del Brand italiano, ovviamente idonee per questo tipo di utilizzo, quindi specifiche da pista o stradali sportive.

Per un prezzo molto contenuto si possono così acquistare pacchetti interessanti, a partire dal Silver, che per soli 70 euro include 3 turni da 20 minuti, ma con la possibilità di aggiungere i pass paddock per le due giornate della Superbike (110 euro con il pacchetto Gold), o addirittura l’ingresso alla Pirelli Vip Lounge, pranzo incluso, con i 180 euro del Platinum. I turni in pista sono poi arricchiti dalla presenza di istruttori, che fanno da apripista per i primi giri, in modo da permettere anche a chi non conosca il tracciato di trovare le traiettorie corrette fin da subito.

Da spettatori a protagonisti, con la gomma dei piloti ufficiali
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La nostra esperienza inizia nella giornata di domenica, con l’arrivo ad Imola ed il ritiro dei pass paddock, grazie ai quali abbiamo potuto assistere alla gara due della Superbike, oltre che alla Stock 1000 ed alla Supersport, che nel week end corrono una unica volta. Dopo aver guardato i campioni, il lunedì il contesto è il medesimo, ma i protagonisti siamo noi, grazie alla possibilità di entrare sul tracciato dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Qui però entra in gioco la pioggia. Al risveglio, anche se ne avevamo già avuto conferma dalle previsione meteo, si sono spente le nostre ultime speranze di girare su pista asciutta. Poco male, perché la curiosità di provare le Diablo Rain c’è e l’occasione è ghiotta. Non è facile averne la possibilità, a meno che non si sia soliti partecipare a delle competizioni. Solitamente infatti il pubblico dei Track Day, se il tempo non è clemente, rinuncia a girare. In pochi amano azzardare con l’umido. Forse fino a qualche anno fa era anche un pericolo più importante, quindi queste remore erano più giustificate. Oggi però, con il livello raggiunto dall’elettronica, con il cornering ABS, le piattaforme inerziali e altre “magie”, la cosa si è fatta più semplice e, come vedremo, ci si può divertire anche senza essere piloti scafati.

Pirelli Diablo Rain
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Al nostro arrivo in circuito i tecnici Pirelli erano già all’opera per montare le coperture idonee per le condizioni del tracciato, guardarli è stato un piacere, oltre che l’occasione per toccare con mano e conoscere un tipo di pneumatici che, normalmente, vediamo utilizzati dai “piloti veri”. Ne conoscevamo già le caratteristiche, ma una cosa è vedere gli altri, diverso è infilarsi la tuta ed il casco ed entrare in pista sotto la pioggia per dare tutta la manetta del gas con una belva da 199 cavalli (187 in modalità Rain). Si tratta di pneumatici che al tatto sono così morbidi da risultare appiccicosi, con un disegno del battistrada che nulla ha a che vedere con quello delle gomme stradali, ovviamente ottimizzato per il drenaggio dell’acqua. La mescola garantisce un rendimento elevato sia con temperature fredde che medio calde. Il Diablo Rain va utilizzato solo ed esclusivamente con asfalto bagnato, mentre per condizioni miste, quando ad esempio il circuito è umido in alcuni tratti, già asciutto in altri, sono da utilizzarsi le Diablo Wet (la cosiddetta gomma “intermedia”). In caso di asfalto asciutto basterebbero infatti pochi giri per rendere le gomme inutilizzabili, date le caratteristiche così particolari, mentre le intermedie hanno una resa ed una durata discrete anche senza la presenza dell’acqua. Differente la mescola tra anteriore e posteriore, la prima è 100% silice (materiale che genera una aderenza “chimica” fenomenale), per garantire il miglior grip possibile, la posteriore è 70% silice, 30% “nero”, per poter mettere a terra tutta la potenza senza scaldarsi in modo eccessivo. Leggermente diversa anche la misura del posteriore rispetto alla gomma stradale, con un 190/60, invece del 190/55, una spalla leggermente maggiore garantisce un pizzico di “morbidezza” in più, con reazioni meno brusche. Si tratta esattamente della medesima gomma ufficiale del campionato Superbike.

Il test
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Massimo Roccoli, pilota con un passato nel mondiale Supersport e ben 4 vittorie (l’ultima proprio lo scorso anno) nel campionato italiano nella medesima categoria, ci spiega le condizioni del tracciato. Oltre alle sue abituali insidie, con alcune curve rese cieche dai saliscendi, con contropendenze e curve tra le più belle e difficili che si possano avere, il tracciato di Imola con la pioggia è reso ancora più complicato da diverse tipologie di asfalto, con grip totalmente differenti da un tratto all’altro. Ci infiliamo tuta, stivali, guanti e casco e siamo pronti per il nostro turno bagnato. La prudenza è massima, la voglia di sfogare il 4 cilindri della “RR” anche, due cose che senza le briglie dell’elettronica ed una gomma così, sarebbero decisamente in contrasto tra loro. I primi due giri li effettuiamo dietro un apripista, che ci consente di capire dove sia meglio mettere le ruote. Le traiettorie non sono esattamente le stesse che sull’asciutto, spesso si passa in punti diversi per evitare rivoli d’acqua che si formano sull’asfalto. Il timore di trovarsi in sella ad una moto nervosa e difficile da gestire viene meno dopo poche curve. Siamo in configurazione da bagnato, con una risposta al gas leggermente più dolce, una manciata di cavalli in meno (187 sui 199 totali), sospensioni meno rigide ed elettronica con una taratura più “interventista”. Il risultato va oltre le attese. Il ritmo iniziale è giustamente prudente, ma iniziamo via via ad osare di più e lei “sta”, sempre e con una facilità inaudita. L’unica regola da seguire in modo ferreo è quella di evitare l’inerzia in curva, passando dal freno al gas, anche solo “pelandolo”, per mantenere un controllo attivo e sfruttare meglio l’aiuto dell’elettronica. L’unico piccolo rischio in effetti ce lo siamo preso nella variante prima del traguardo, dove nel cambio di direzione c’è stata la sola vera incertezza, guarda caso mentre eravamo a gas chiuso dopo aver appena mollato i freni. Per il resto la moto è quasi troppo ferma, se vi piacciono le sensazioni forti, lasciando capire che per andare più forti in queste condizioni si potrebbe osare di più, magari con una differente taratura sia dell’ESA II che del controllo di trazione, grazie al grip che le Diablo Rain mettono in campo. Si finisce per passare sui rivoli d’acqua senza preoccuparsene, perché dove una qualsiasi altra gomma manderebbe la moto in crisi, questa sembra bellamente fregarsene e non avere il minimo problema. Siamo noi a doverci invece “violentare” per prendere fiducia e scendere in piega come se la pista fosse asciutta, cosa che non è affatto automatica e scontata. Si può guidare sostanzialmente come se si fosse sull’asciutto, solo facendo tutto in modo più dolce e con meno irruenza, ma si riesce a passare sulle righe verniciate sull’asfalto ed addirittura sui cordoli, senza rischiare troppo. Anche la struttura della carcassa non evidenzia differenze sostanziali rispetto a quelle di una gomma da asciutto, quantomeno sono rese impercettibili nel risultato complessivo che si ottiene. Una curiosità, si lavora su pressioni di circa 0,3 bar superiori, anche per il fatto che l’acqua tiene le temperature più basse.

Qualche riflessione finale
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Alla fine della giornata il rammarico per non aver potuto effettuare il test che era inizialmente previsto ci resta solo in parte, perché l’esperienza di guidare sul bagnato con le Diablo Rain è stata sorprendente. Avremmo voluto continuare, ma il meteo ci ha giocato contro nuovamente, con la pista che ha iniziato ad asciugarsi. Quello che piloti e tecnici dicevano durante la mattinata e che a qualcuno poteva sembrare follia, lo abbiamo potuto toccare con mano. Meglio il diluvio (o meglio un po’ di pioggia) piuttosto che un meteo incerto. Con la pista che si asciuga la cosa diventa complessa per i piloti che corrono il mondiale, figuriamoci per chi non ha una squadra di meccanici e la possibilità di scegliere tra 3-4 tipi di gomme. Dopo pranzo noi ci siamo ritrovati infatti con il tracciato di Imola che si era asciugato solo in parte, rendendo meno efficaci le Rain (con il rischio di portarle al degrado in pochi giri) ed al contempo l’asfalto in molte zone era ancora troppo bagnato per le coperture sportive stradali. Fossimo per strada basterebbe diminuire l’andatura, ma in pista diventa tutto più complicato. Dopo pochi minuti le condizioni sono migliorate ed alla fine qualcuno ha iniziato ad osare addirittura le slick. Chi si era iscritto al Pirelli SBK Track Day e non aveva a disposizione le Diablo Rain al mattino (si potevano anche acquistare e montare presso il centro tecnico Pirelli in loco) ha potuto recuperare il turno del mattino e sfruttare a pieno la giornata. Noi abbiamo preferito rimandare il nostro test ad una giornata con condizioni più ottimali e ci portiamo a casa un insegnamento interessante sulla guida in pista sul bagnato. A chi non ci avesse mai pensato possiamo garantire che l’esperienza merita, è utile anche per imparare a gestire una situazione nuova, cosa che torna sempre utile quando di guida su asfalto asciutto, in pista come per strada.

Abbigliamento del test:
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Tuta: Dainese Laguna Seca Evo
Stivale: Dainese Axial Pro In
Guanti: Dainese Full Metal D1
Casco: AGV Corsa

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