Riding School Luca Pedersoli – Luglio 2015

10 anni di pieghe per la scuola più affermata in questo campo

Riding School Luca Pedersoli – Sempre più persone si interessano alla guida in pista con una moto. Vuoi per una maggior coscienza dei limiti a livello di sicurezza delle strade aperte al traffico, vuoi per il fatto che le prestazioni di gran parte delle moto presenti nei listini di oggi sono sfruttabili a pieno solo in circuito. In più, e noi teniamo a sottolinearlo perché riteniamo che debba essere il principale motivo per scendere in pista, si impara di più in poche ore tra i cordoli di un circuito che in anni a rischiare la vita per strada, soprattutto se non si sa guidare come si deve una moto. In auto le cose sono più semplici, anche se i punti di contatto tra il mondo delle due e quello delle quattro ci sono sempre. Resta un dato di fatto che in moto si rischi molto di più e che il livello di sviluppo dei dispositivi di sicurezza attiva e passiva sia indietro di almeno 5-10 anni. Tanto per fare un esempio, nell’Unione Europea l’ABS è di serie su tutte le vetture dal 2004 e lo era di fatto già dal 2001 per accordi tra le Case. In campo motociclistico è apparso in modo concreto e con una certa diffusione solo da pochi anni e nel 2016 diventerà obbligatorio per i modelli di nuova introduzione. A parte questo, una moto resterà sempre un mezzo più pericoloso, con prestazioni incredibili alla portata di tutti (o quasi) a livello economico, meno in rapporto alle capacità di guida. Allora ben venga un inizio “guidato” ed aiutato da chi di esperienza ne ha accumulata moltissima, vuoi per una carriera agonistica, vuoi per la passione per le due ruote coltivata in altri ambiti. Ovviamente i corsi come quello di cui vi andremo a parlare non sono rivolti solo ai neofiti delle due ruote, ma soprattutto a chi abbia già una buona esperienza e voglia fare un salto di livello nella guida, vuoi per il desiderio di iniziare ad utilizzare la propria moto in pista, vuoi per capire il limite del mezzo e come gestire il mezzo al limite, per incrementare la sicurezza nella guida di tutti i giorni.

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Riding School e Luca Pedersoli in breve:
La Riding School, con base presso l’autodromo di Franciacorta, è gestita da Luca Pedersoli. Per chi non lo conoscesse, lui è un pilota motociclistico attivo dall’ormai lontano 1991, con importanti esperienze in Superbike, Supersport e nelle gare Endurance. Nella seconda parte della sua carriera però ha saputo affermarsi come imprenditore, fondando la scuola oggi riconosciuta da molti come la migliore attiva in Italia, ma non solo. Luca è titolare anche della Free Riding, una branchia, o un passaggio successivo a quello della scuola. Grazie a questa iniziativa chi volesse proseguire con la pista può sfruttare turni di prove libere con la presenza e l’aiuto degli istruttori del corso. In più è attivo nell’organizzazione di eventi per Case motociclistiche e concessionari con la DSR. In pratica un impegno a 360° per chi voglia divertirsi in sicurezza in moto tra i cordoli di una pista, addirittura anche senza guidare. Una delle iniziative gestite dalla scuola, prevede infatti degli Hot Laps da passeggero su una moto appositamente preparata, incluse le maniglie sul serbatoio con cui tenersi saldamente attaccati, con alla guida un pilota esperto per provare una esperienza di quelle pazzesche, con l’adrenalina alle stelle.

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Scuola di moto, per chi?
La scuola si propone ad un pubblico molto eterogeneo, dal neofita al pilota già esperto che voglia migliorarsi con i consigli dei migliori istruttori. Senza distinzioni nemmeno di età e di sesso, perché abbiamo visto tra i partecipanti giovani e meno giovani, oltre ad un discreto gruppetto di sportivissime donne. Per questo i corsi sono 5, più iniziative particolari come corsi in moto per bambini o la scuola di pilotaggio che si propone di portare un pilota ad affrontare un campionato vero e proprio, seguendo un percorso che include la preparazione fisica, l’affinamento nella guida e la gestione di tutto, dalla parte burocratica della partecipazione alle gare alle simulazioni di partenza, lotta per la posizione etc. I corsi principali sono divisi in due tipologie, 2 corsi guida, base e stradale, più 3 in pista. Il corso di guida base si propone anche a chi non sia mai salito in moto e per questo è consigliato perfino a chi non abbia ancora la patente A, addirittura come preparazione all’esame. Salendo di livello, il “Guida Stradale” è un primo step per approfondire le reazioni della moto ed imparare un po’ di tecnica. La parte più interessante è però quella della pista. Si parte con il “Pista Base” rivolto a chi abbia poca o nessuna esperienza in pista, per poi arrivare all’Intermedio ed all’Avanzato. Come oramai avviene sempre più spesso nei turni di prove libere in circuito, anche i corsi si propongono di dividere gli “allievi” in base al tempo sul giro. Nel Base non si dovrebbe scendere sotto 1.35, fino a 1.25 nell’Intermedio e sotto a questa soglia nell’avanzato. Questo non è un capriccio, ma una esigenza di sicurezza, perché come vedremo poi, le differenze di prestazioni e dei tempi sul giro, portano a maggiori (e spesso inutili) pericoli, soprattutto tra chi ha poca esperienza in circuito. La nostra partecipazione al corso Pista Base ci ha infatti permesso di capire che una delle cose più importanti è dividere in gruppi omogenei i partecipanti.

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Il racconto della nostra esperienza:
Una volta prenotato il corso, la prima sorpresa è stata quella dell’orario previsto. L’arrivo presso il circuito, per il Corso Pista Base (ma per gli altri cambia poco) è alle 7.45, 8.15 al massimo. Ci aspetta una sveglia di buona ora, ma tanto meglio visto le temperature previste, almeno si viaggia più al fresco. Per chi come noi arriva da Milano il viaggio è abbastanza breve e semplice, soprattutto se si sfrutta la deserta Brebemi, che ci porta a poche centinaia di metri dal circuito. Pochi minuti per espletare la parte burocratica, con la firma dei moduli di scarico di responsabilità e la regolazione della parte economica, incluso il video personalizzato opzionale, poi ci si avvia con la moto verso l’ingresso del circuito. Qui vengono verificati i mezzi, ma soprattutto vengono effettuate due operazioni molto importanti. La prima riguarda la “scotchatura” degli specchietti, la seconda la pressione delle gomme.

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La prima è finalizzata a mettere in condizioni “standard” da pista le motociclette, senza dover eseguire interventi più complessi. In circuito infatti si gira senza specchietti e senza portatarga, ma per evitare lunghe operazioni, basta oscurare gli specchietti per ottenere il medesimo risultato: iniziare ad abituarsi alla guida senza. La seconda operazione è ancora più importante, perché le pressioni previste per la guida in strada sono molto diverse da quelle per la pista. Oltretutto le Case indicano valori in funzione della guida con passeggero ed eventuali bagagli. In pista si scende ampiamente sotto i 2 Bar, più si spinge al limite, più la pressione scende. Gli addetti alle moto infatti tengono una pressione più alta per le gomme di chi partecipa al corso base. Dopo una breve presentazione, in cui oltre ad introdurre le finalità del corso vengono date le opportune indicazioni ai partecipanti per girare in sicurezza, si inizia subito a guidare, senza cercare il limite, ma andando subito ben oltre l’andatura da strada. Quasi tutti non conoscono il circuito e sfruttano i primi giri per imparare la sequenza delle curve e le traiettorie da seguire, mentre l’occhio vigile degli istruttori (che sono in testa ai vari gruppi) vigila sulla guida e sulle capacità dei suoi allievi. Da subito ai 4 istruttori del nostro corso vengono assegnati al massimo 6 motociclisti, a loro volta divisi in 2 gruppi. Questo per due motivi: per dar modo di avere delle pause in cui prendere fiato e riposarsi un po’, ma soprattutto per poter seguire tutti in modo ottimale. Una delle prime cose che colpisce chi non abbia esperienza in pista è che si suda parecchio, non solo per la temperatura esterna, si deve bere ancora di più per compensare e per chi crede che guidare una moto non sia uno sport, vi assicuriamo che dopo 5 turni si arriva a fine giornata che sembra di aver fatto una mezza maratona.

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Pista in esclusiva per la scuola e 3 persone per istruttore quando si gira, questi sono due dei vanti della Riding School di Luca Pedersoli e non è cosa da poco. Gli istruttori sono di primo livello, tra i migliori, se non i migliori che possiate trovare, in gran parte ex piloti o ancora in carriera, soprattutto selezionati direttamente da Luca sulla base della sua esperienza decennale in questo ambito. Detto questo anche loro avrebbero difficoltà a fare un buon lavoro se avessero gruppi più numerosi da gestire. Gruppi che, come abbiamo già detto, devono essere il più omogenei possibile. Così nel secondo turno qualcuno viene già spostato, perché più veloce o più lento degli altri. Si inizia a fare sul serio, perché nelle pause il proprio istruttore, oltre ad altri che girano nei box per dar risposta ai dubbi o dare suggerimenti sulla tecnica di guida, nei vari briefing introducono concetti nuovi per alcuni, per dare una buona iniezione di fiducia a chi partecipa al corso. Ad esempio, sui rettilinei bisogna spingere al massimo dando tutta la manetta del gas, senza paura. A moto dritta la pista è un luogo sicuro dove poterlo fare e, senza aver preso una buona velocità sul dritto, non si possono gestire la staccata e l’ingresso di curva in modo ottimale. Viene poi spiegato che il limite dei mezzi e degli pneumatici sia di molto superiore a quanto non si possa credere, saranno eventualmente gli istruttori a limitare qualcuno se dovesse andare oltre rispetto a quanto non sia in grado di fare in sicurezza. La nostra Suzuki GSX-S1000 può fare molto di più di quanto non abbia fatto oggi con noi, in totale sicurezza. ABS e controllo di trazione ci hanno levato da situazioni potenzialmente pericolose, consentendoci di dedicarci alla guida con più serenità. Freni e gas si possono usare “ad interruttore”, perché l’elettronica aiuta non poco.

Riding_school_gomma

Ogni gruppo segue rigorosamente il proprio istruttore, ci si alterna nelle posizioni in base alle sue indicazioni, così da permettergli di studiare ognuno di noi nel dettaglio. Sulla sua moto ha anche la possibilità di verificare il tempo sul giro e ci ha impressionato anche la capacità di capire da poche curve il tempo in cui ognuno di noi avrebbe girato. Anni di esperienza che insegnano a capire il limite di ognuno. Dopo questi due turni iniziali ci si ferma per una pausa più lunga, dove in aula Luca Pedersoli impartisce la sua lezione di teoria. Oltre alla tecnica di guida, oggetto della sua presentazione sono aspetti come la sicurezza, le regole da seguire in pista, inclusa il significato delle bandiere che vengono esposte ed il comportamento che richiedono, ma anche suggerimenti per chi voglia “approfondire il tema pista”. Quali modifiche sono suggerite da subito per le moto, quali invece possono essere evitate ed altro ancora. Dopo questa fase il corso entra nel vivo, anche perché dopo i primi due turni i gruppi diventano ora quasi definitivi, perché oramai omogenei. Noi finiamo in un gruppo di sole due persone, cosa impensabile da altre parti. L’ultimo turno della mattina è l’occasione per spostare più in alto l’asticella, le saponette sulle ginocchia iniziano a toccare l’asfalto, il punto e l’intensità delle staccate si fanno via via più vicini al limite (nostro, perché quello della moto sarebbe ben più elevato). Alcune moto poi, di impostazione più turistica, grattano con i perni sotto alle pedane, vediamo in questa foto la faccia soddisfatta di un motociclista al quale, dopo averli limati abbondantemente, è stato suggerito di smontarli.

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Nell’ultima sessione della mattina c’è anche un’altra importante novità: l’istruttore dopo aver guidato il gruppo ci indica di precederlo, uno alla volta, per capire come guidiamo da soli, senza copiare le sue traiettorie e senza i suoi riferimenti. Dopo aver lasciato girare il secondo gruppo e dopo il briefing si va a pranzo tutti insieme, nel ristorante all’interno del circuito.

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Finita la pausa si risale in moto, più smaliziati, ma anche più stanchi. I tempi si abbassano e la tecnica migliora, anche se siamo all’inizio di un lungo percorso, se si vuole arrivare a fare “il tempone”. Anche il feeling con la pista aumenta, ormai si conoscono le curve e si cerca di fare la traiettoria giusta, anche se non è semplice come sembra. Infatti nelle pause tra una sessione e l’altra, è l’istruttore a correggerci e ad indicarci in cosa stiamo facendo bene e dove invece stiamo sbagliando. Gli ultimi due turni, poi il meritato riposo. La voglia di girare sarebbe ancora molta, ma il fisico sinceramente non ci consentirebbe di farlo in modo totalmente sicuro. Il corso si conclude intorno alle 16.30, con la consegna dell’attestato di partecipazione al corso, con annessa pagella.

Riding_school_pagella

Ci portiamo a casa una esperienza di quelle di cui ci si ricorderà per molto tempo, soprattutto per chi era al primo approccio alla pista. In strada certe cose non si fanno, e non si devono fare, ma la prima volta che la saponetta tocca terra, o la prima staccata fatta bene, regalano sensazioni forti, ad alcuni vien voglia addirittura di urlare dentro al casco per il mix di adrenalina e felicità. Il bello è averlo fatto in sicurezza, grazie alla presenza costante degli istruttori che hanno saputo portarci oltre ai limiti che avevamo prima di questo corso, ma restando sempre all’interno dei confini di sicurezza. Sapere di aver girato qualche secondo sotto al limite teorico per il corso base, ricordare di aver buttato l’occhio al tachimetro prima della staccata vedendo una velocità superiore ai 230 Km/h sono piccole (o grandi) soddisfazioni che ci portiamo a casa lungo il viaggio di ritorno.

Riding_school_piega

Per chi volesse approfondire trovate tutte le informazioni sul sito www.ridingschool.it oppure scrivendo a info@ridingschool.it. Vi anticipiamo che il prezzo del corso Pista Base è di 290 euro, inclusi la copertura assicurativa, il pranzo e le foto in pista. Oltre all’attestato di partecipazione al corso ai partecipanti viene dato in omaggio un buono per un turno in pista, proprio perché il corso vuole essere il primo step di un percorso che porti verso la pista. Resta però molto utile anche per chi invece voglia continuare ad usare la sua moto solo in strada, ma avendo maggiore consapevolezza di come si può guidare una moto, dove sono i limiti di aderenza e di frenata, oltre a molto altro. Si può acquistare il video della propria giornata, con un costo aggiuntivo di 39 euro, oltre alla possibilità di noleggiare moto, abbigliamento, stivali e paraschiena.

Un ringraziamento a Suzuki Italia per la moto utilizzata per il corso, una GSX-S1000, la cui prova su strada potete trovare a questo link.

Le fotografie ai box sono state realizzate con una fotocamera Full-Frame Mirrorless Sony A7 con obiettivo Vario-Tessar T FE 24-70 mm F4 ZA OSS

Abbigliamento in pista:
Giacca: Dainese AVRO C2 PELLE
Pantalone: Dainese DELTA PRO C2 PELLE
Stivale: Dainese TR-COURSE OUT AIR
Il bellissimo casco in alcuni scatti invece è un: X-lite X-802R Ultra Carbon Puro

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