Aerografare un casco, parte seconda

Continua il nostro racconto, dalla preparazione con carteggiatura e fondo, alla prima parte di verniciatura

Aerografare un casco: Dopo avervi introdotto al tema ed aver seguito le prime fasi, dalla scelta del casco, passando per una definizione di massima della grafica, per terminare con lo smontaggio e la predisposizione del casco per il processo di personalizzazione con decorazioni aerografe, riprende il racconto, soprattutto fotografico, del lavoro che Mirko di Koro Design di Milano (www.aerografie.com) sta portando a termine. Si comincia con il concludere l’operazione di protezione delle parti interne e da non verniciare con scotch da carrozziere e carta.

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Successivamente si passa in reparto carrozzeria. Qui apriamo una piccola parentesi, perché in molti pensano che eseguire una aerografia sia una cosa semplice: compro un aerografo, sfrutto le mie doti artistiche e via… In realtà per lavorare in modo professionale sono richieste gran parte delle attrezzature del reparto verniciatura di un carrozziere, incluso il forno, i macchinari mi miscelare le vernici e creare i colori specifici, pistole per verniciare e dare il fondo e molto d’altro. Ciò che sembra facile non lo è per nulla. Anche il casco, lo vedremo in seguito, dopo essere stato finito deve subire una verniciatura protettiva lucida ed essere asciugato all’interno del forno, come un’auto dopo essere stata verniciata. Oltre ai caschi, come vi avevamo raccontato in precedenza, anche un serbatoio di una moto come quello di questa foto può essere oggetto delle cure e delle personalizzazioni di Mirko e dei suoi soci.

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Tornando al nostro casco in “reparto carrozzeria” si conclude l’eliminazione degli adesivi utilizzando un phon da carrozziere e si inizia a carteggiare con una prima parte a macchina ed una rifinitura manuale.

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Questo leva lo strato lucido della vernice, che non consentirebbe alle vernici di aderire in modo ottimale. Si elimina la polvere con la pistola ad aria collegata ad un compressore e si da il fondo con la pistola per vernice. In caso di un casco usato, magari con qualche graffio, le cose si fanno un po’ più complesse, perché occorre eliminare le imperfezioni con lo stucco, che va poi carteggiato e coperto con un fondo più spesso, utilizzando un prodotto bicomponente più coprente.

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A questo punto, una volta che il fondo si è asciugato, si passa a mano dando una carteggiatura veloce all’intera superficie e si pulisce il tutto con diluente antisiliconico per eliminare le impurità, incluso l’unto delle mani che potrebbe creare difetti nella successiva verniciatura. A questo punto inizia la parte più interessante, quella della verniciatura vera e propria. Il colore che farà da sfondo viene dato con la pistola da verniciatore, in modo uniforme prima, iniziando a lavorare per sommi capi sul disegno nei successivi passaggi. Nel nostro caso Mirko utilizza 3-4 colori, lavando la pistola tra il loro utilizzo.

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Finita questa fase si torna nella prima stanza, dove il casco era stato smontato ed incartato, per proseguire l’opera. Non si inizia ancora a lavorare con l’aerografo però, perché prima la grafica va definita nel dettaglio, adattando il disegno agli spazi disponibili sul casco, per ottenere un risultato che sia armonioso e che dia il giusto risalto agli elementi principali della grafica scelta. Per un progetto del genere di utilizzano anche decine di colori, alcuni miscelati per ottenere le varie sfumature. Nel nostro caso poi c’è un ulteriore passaggio. I fumetti hanno infatti stacchi molto netti, che impediscono a Mirko di lavorare a mano libera come fa normalmente con l’aerografo. Occorre evitare che i bordi siano sfumati e questo è possibile solo utilizzando delle mascherine, che vanno stampate e tagliate a mano. Si tratta di un’operazione che va eseguita con molta precisione, a mano libera e con un bisturi, non un taglierino, proprio per essere più precisi.

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Sono fatte con fogli adesivi e si usa lo scotch di carta per farle aderire meglio al casco, poi si sistemano a mano per evitare che pieghe ed imperfezioni rovinino il disegno.

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Ancora non è tempo per l’aerografo, perché mancano gli ultimi passaggi. Il disegno da eseguire va stampato a colori e messo in una posizione comoda per osservarlo durante la verniciatura, ma nel nostro caso Mirko a matita si aiuta creando una traccia che poi andrà a coprire durante l’esecuzione vera e propria del suo lavoro.

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Le fotografie sono realizzate con una fotocamera Full-Frame Mirrorless Sony A7 con obiettivo Vario-Tessar T FE 24-70 mm F4 ZA OSS

Qui si conclude questa parte del nostro racconto, nei prossimi giorni sulle pagine di Motorionline l’ultima, forse la più importante ed interessante parte, prima della consegna del casco finito.

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