Kawasaki Z1000 SX – prova su strada 2014

Una sport tourer comoda e con oltre 140 CV!

Kawasaki Z1000 SX: Moto sportiva o moto comoda, da guidare da solo o in due, per farci il giro da “smanettone” la domenica o idonea ad una vacanza con bagagli. Queste sono solo alcune delle scelte a cui si deve trovare una risposta per individuare “quella giusta”. In questo incidono ovviamente le proprie abitudini, i propri gusti, lo stile di guida e molto altro. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla estinzione o quasi delle sportive, prima le “vestite”, poi anche le naked, a favore delle maxi enduro. In molti continuano però a chiedersi perché si comprino moto da off road, per usarle solo su asfalto. La domanda è lecita e, guidando una ottima sport tourer, categoria relegata a piccola nicchia di mercato stando ai numeri, è inevitabile farci qualche ragionamento intorno. Al di là delle mode, l’unico grosso vantaggio di una maxi enduro, assodato che l’off road interessa realmente a pochissimi dei proprietari, può essere individuato nell’aspetto, che soggettivamente può piacere di più. Andando più nel dettaglio poi il maggior raggio di sterzata e le sospensioni da fuoristrada possono rappresentare un altro piccolo vantaggio nella guida cittadina. Di contro, anche con tutto lo sviluppo di cui hanno beneficiato, sia per la ciclistica che per i motori, con alcuni esempi di “endurone” in area 150 CV, la stabilità e la guidabilità sul veloce restano ancora limitate. Allora se la moto deve essere compagna nella vita quotidiana per andare al lavoro, nel week end per un giretto alla ricerca delle curve migliori, e nelle ferie per lunghi viaggi in due con bagagli, forse la soluzione migliore è proprio una moto come la Z1000 SX. La abbiamo guidata per oltre 1.100 Km, ottenendo molte conferme a questa ipotesi.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★☆ 

Look confermato, con la novità di un sistema di borse perfettamente integrate
z1000sx_estetica

Presentata nel 2010, con il MY 2014 è stata aggiornata, ma non stravolta. Le principali novità sono infatti sottopelle, perché esteticamente è stata oggetto solo di un piccolo restyling. Le migliorie riguardano soprattutto gli specchietti retrovisori, più moderni e sportivi, oltre che di dimensioni accresciute, ed i nuovi bauletti laterali (optional da circa 700 euro, con blocchetti che utilizzano la chiave stessa della moto), che sono della italiana Givi, ma che sono anche perfettamente integrati nel design della moto. Per realizzare un sistema di aggancio integrato nelle maniglie per il passeggero, che diventa sostanzialmente invisibile quando le borse non sono montate sulla moto, è stato riprogettato il telaietto posteriore e sono state aggiornate le due selle. Con l’occasione l’imbottitura e la forma sono state studiate per incrementarne la comodità. Le due valigie, con una porzione in tinta, sono perfettamente aderenti alla coda della moto, riuscendo nell’intento di offrire una buona capacità di carico (28 litri ciascuna, sufficienti ad ospitare un casco integrale), pur non incrementando troppo gli ingombri. Sono garantite fino a velocità da codice, ma le abbiamo stressate a dovere, ad andature da autobahn tedesche, senza alcun problema. Il cupolino parabrezza è regolabile, a moto ferma mediante un tasto di sblocco e spostando con l’altra mano il plexi. Peccato che, come scopriremo guidandola, anche nella posizione più alta la protezione aerodinamica per la testa sia piuttosto limitata. Gli carichi, con due elementi sdoppiati su ciascun lato della moto, richiamano chiaramente il look della “famiglia” Z1000 e sono un marchio di fabbrica da oltre 10 anni. Nel complesso le linee sono equilibrate e sobrie, con alcuni dettagli che possono non piacere, come le frecce anteriori, integrate nella carena, ma ben sporgenti. Poco male, con pochi ritocchi after market si può donare alla SX un aspetto più aggressivo, per chi volesse. Completo e ben leggibile il quadro strumenti, a cui mancano solo l’indicazione della marcia inserita e la possibilità di navigare tra le funzioni con un tasto al manubrio. Dal semimanubrio si sinistra è invece possibile agire su controllo di trazione e potenza del motore. La serratura di sblocco della sella, posizionata sotto al codone, diventa di accesso particolarmente complesso a bauletti montati, anche se sotto alla sella ci si possono riporre solo i documenti della moto e poco più.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★½ 

Tanta potenza e tanta elettronica per addomesticarla
z1000sx_motore

Il motore, per chi pensasse il contrario, non è la nuova unità della Z1000 “svestita”, ma l’ultimo di una serie di aggiornamenti attraverso i quali ha attraversato una decade restando sempre moderno ed efficiente. Se la cilindrata e le misure del 4 in linea bialbero non sono variate, con gli stessi 1.043 cc della precedente versione, il propulsore è stato oggetto di profonde modifiche ed aggiornamenti. Nuovo l’albero a camme lato aspirazione, con conseguente impatto su fasatura e alzata delle valvole, nuovi condotti aspirazione, nuova forma per l’airbox. Tutto questo, insieme ad aggiornamenti alla centralina ed alle modifiche di cui è stato oggetto anche lo scarico, portano ad un incremento di potenza di 4 CV, ma soprattutto ad una migliore erogazione, in particolar modo in alto. La coppia massima, di 111 Nm, oltre ad essere leggermente aumentata, viene ora erogata 500 giri più in basso, a 7.300. Per assecondare il motore è stata anche accorciata la sesta. Scelta condivisibile quando si cercano le prestazioni assolute, ma che si paga con un regime più alto ad andatura autostradale, dove invece si farebbe apprezzare di più una sesta di riposo. La spinta del motore è progressiva, non c’è un regime a cui la si senta entrare in coppia con un cambio di carattere. Così i non pochi 142 cavalli, erogati a 10.000 giri, appaiono mansueti, per nulla impegnativi da gestire, KTRC a parte, che giova soprattutto nella guida su strada, dove un imprevisto può sempre mettere in difficoltà il grip della ruota posteriore. Le modifiche al propulsore hanno reso l’erogazione più lineare, restano solo gli strattoni di un on-off avvertibile solo se riapre rapidamente il gas, che va invece utilizzato con più delicatezza. Sesta corta a parte il cambio è ottimo, con una buona rapportatura delle altre marce ed è abbinato ad una friziona fluida e morbida, di tipo classico, a filo. Le cambiate si fanno però sentire (anche se occorrerebbe capire se sia una caratteristica dell’esemplare i test, che aveva alle spalle oltre 8.000 Km di severo utilizzo), con gli innesti che lasciano percepire sul piede il momento in cui gli ingranaggi vanno ad accoppiarsi. Stranamente, se si cambia senza la frizione, le marce entrano invece in modo perfetto e molto più fluido. La gestione elettronica del propulsore prevede di poter scegliere tra due mappature, una full power, l’altra che taglia il 25% circa della potenza massima. Ottimo il controllo di trazione KTRC (Kawasaki TRaction Control) a 4 livelli. Oltre alla sua esclusione completa, si possono scegliere 3 modalità, dalla più invasiva 3 a salire. La 1 e la 2 sono infatti più votate all’ottenimento delle prestazioni, piuttosto che ad una gestione prudenziale dell’esuberanza del propulsore. Sono quindi consentite impennate di potenza, purché non diminuiscano l’efficacia dell’accelerazione. L’intervento è sempre preciso e mai invasivo, ci si accorge della sua entrata in gioco solo se si guarda la spia sul cruscotto.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★½ 

Ben si adatta a tutti i contesti: dalla città all’autostrada, senza disdegnare affatto le curve
z1000sx_guida

L’aspetto, con le borse montate, non farebbe pensare ad una moto molto maneggevole, ma guidandola abbiamo scoperto che in realtà riesce ad esserlo. Saliti in sella infatti, la scopriamo molto più piccola di quanto non ci fosse sembrata in precedenza, mentre la posizione è particolarmente alta per una stradale. Questo, insieme ai semi manubri larghi e rialzati, conferisce alla Z1000 SX una impostazione forse più simile a quella di una maxi enduro. I piedi però restano ad una distanza molto più ragionevole da terra, e da fermo i suoi 231 Kg si governano con molta più facilità. Grazie alla posizione naturale, con le quote e gli spazi ideali per sistemarsi comodamente, qualsiasi sia la vostra statura (restando nel range della “normalità”), ci si sente immediatamente a proprio agio. Il baricentro è piuttosto basso, e la centralità delle masse è un obiettivo raggiunto, vista la facilità con cui la si riesce a gestire quando si inizia a forzare l’andatura sui cambi di direzione. In questi frangenti si apprezzano molto le migliorie all’impianto frenante. Il MY 20014 è infatti dotato di nuove pinze Tokico, radiali monoblocco e dotate di quattro pistoncini, abbinate a dischi a margherita e ad una pompa radiale Nissin. L’ABS, come il controllo di trazione, ha un intervento per nulla invasivo, spinto verso la sportività ed il contenimento degli spazi di arresto. Lo abbiamo anticipato, ci abbiamo percorso in pochi giorni la bellezza di 1.100 Km, cercando di capire se sia realmente così a suo agio in tutti i contesti. Le risposte sono arrivate e sono sempre state positive. In città, meglio se con i bauletti smontati, fa concorrenza ad uno scooter per la sua agilità e guidabilità. Buona anche la protezione dall’acqua quando piove. La frizione morbida e l’elettronica avanzata, favoriscono molto il compito di gestire le continue ripartenze. In autostrada manca solo il cruise control ed una protezione migliore da parte del parabrezza regolabile. Per il resto si viaggia in assenza di vibrazioni, con una posizione che non stanca nemmeno dopo parecchi chilometri. Sorprende quando salgono le velocità, perché di rado abbiamo avuto modo di guidare moto così stabili sul veloce. Sulle autostrade tedesche è in grado di passare in un attimo i 260 Km/h indicati senza avere la minima incertezza. L’anteriore rimane sempre su un binario, senza alleggerirsi nemmeno alla velocità massima. Trasmette una sensazione di grande sicurezza, anche sui curvoni impegnativi. Abbiamo anche provato a farci un po’ di “mototurismo della domenica” (nel nostro caso del sabato) percorrendo 500 Km a divertirci tra i passi alpini (ne abbiamo contati 4), restando nuovamente sorpresi da quanto riesca a diventare rapida e maneggevole tra le curve strette ed i tornanti. Solo quando si inizia a forzare l’andatura si avverte la massa importante della moto. All’inizio ci è capitato di trovarci su una linea leggermente più esterna rispetto al voluto, come se la moto scivolasse sulle due ruote sotto la pressione del peso, in realtà vere e proprie perdite di aderenza non ce ne sono state, ed era solo una questione di adattare il proprio stile di guida. La ciclistica è ottima e ben bilanciata, un ottimo compromesso nella taratura tra capacità di assorbire le irregolarità del fondo stradale e la precisione nella guida sportiva. Alla fine la Z1000 SX si è confermata un’ottima moto, in grado di assecondare qualsiasi esigenza e stile di guida, incluso un viaggio in due con bagagli, o la tratta casa ufficio con caschi, tenuta da pioggia ed altro comodamente stivato nelle borse laterali. A cosa serve una maxi enduro quando si ha una moto così? Noi una risposta non ve la sappiamo dare

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★½ 

Il 4 cilindri è sorprendentemente parco nei consumi
z1000sx_chiusura

Il listino della Z1000 SX è di 12.890 euro, a cui vanno aggiunti 700 euro circa per il kit di valige rigide laterali da 56 litri totali, abbinate a serrature che con la chiave stessa della moto permettono di gestire tutto, inclusa apertura e stacco-riattacco delle borse. Un prezzo giustificato da una moto davvero completa e ben rifinita, con potenza e ciclistica da sportiva, ma ideale per turismo a lunga gittata o per un utilizzo cittadino durante la settimana lavorativa. I consumi sono ottimi, abbiamo riscontrato valori sempre nel range 16-20 Km/l , anche quando si tirava il collo al propulsore, con un valore di 5,3 litri ogni 100 Km a velocità da autostrada (i 130 da limite).

PRO E CONTRO
Ci piace:
Comoda, prestazioni brillante, versatile ed adatta ad ogni contesto

Non ci piace:
Sesta corta, protezione aerodinamica migliorabile

BMW C Evolution: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Maneggevolezza:★★★★☆ 
Cambio e trasmissione:★★★★½ 
Frenata:★★★★½ 
Sospensioni:★★★★½ 
Guida:★★★★½ 
Comfort pilota:★★★★½ 
Comfort passeggero:★★★★½ 
Dotazione:★★★★½ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Linea:★★★★☆ 
Consumi:★★★★½ 

Abbigliamento del test:
Giacca: Spidi Street Tex jacket
Pantaloni: Furious Tex JEANS
Guanti: Spidi Jab RR
Stivale: Dainese TR-COURSE OUT AIR
Casco: Airoh Phantom

Kawasaki Z1000 SX – prova su strada 2014
Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Prove su Strada

Lascia un commento

7 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. stefano

    20 luglio 2015 at 18:49

    4 stelle e mezza al confort passeggero??? Avete interpellato anche chi è salito dietro per caso?
    E’ una bella moto ce l’ho avuta però di touring ha veramente poco……

  2. Matteo Pozzi

    20 luglio 2015 at 18:55

    Ciao Stefano,
    ci abbiamo fatto un tragitto in due ed il nostro giudizio è ovviamente rapportato al genere di moto.
    Si tratta di una moto piuttoato sportiva, con una potenza e delle prestazioni di rilievo, che interpreta quindi il concetto di touring in chiave sportiva.
    Hai mai provato a sederti dietro su una moto sportiva di oggi? Ecco, a quel punto alla Z1000SX di stelle gliene daresti anche 5 forse…
    Poi sono giudizi e come tali una parte di soggettività c’è sempre, noi la pensiamo così, non è un voto messo tanto per…

  3. stefano

    10 agosto 2015 at 23:15

    Bhe….Kawasaki ci dice che è una sport touring e non una ss, in base a questo uno si aspetta un poco di comodità, se il passeggero fa più di 52kg….se la vede brutta, mia moglie stava meglio su una speed triple che su questa…
    Comunque grazie per la risposta

  4. il Fracca

    24 settembre 2015 at 19:16

    Moto valida sotto ogni punto di vista, comoda maneggevole e parca nei consumi oltre che particolarmente bilanciata e veloce.
    Consigliatissima.

  5. Astroalex

    10 ottobre 2015 at 07:55

    Caro amico, grazie per la tua esauriente recensione della Kawasaki z1000 sx. Io ho attualmente una BMW R1200R del 2011, e vorrei una moto più vivace, più pronta… Ho solo paura del calore che potrebbe buttare addosso alle mie gambe…(come tante moto oggi, ho provato ad esempio la Triumph 800 ed era un forno)
    Ti chiede allora, se il fatto che non ne hai parlato nell’articolo, significa che questa moto non scalda e non arrostisce…
    Grazie!

  6. Matteo Pozzi

    10 ottobre 2015 at 10:56

    Caro lettore, grazie per i complimenti! Il tema calore è sempre tra i più gettonati, soprattutto per chi fa un uso frequente della propria moto in città. In realtà, come avrai visto dalle foto, noi la abbiamo provata principalmente in montagna, al fresco e lontani dal traffico. Possiamo dirti che non ne abbiamo parlato soprattutto perché non è tra i difetti di questa moto, ma ricordati che i 4 in linea non sono esenti da un po’ di calore che inevitabilmente finisce per scaldare le gambe quando si è fermi al semaforo o a basse andature. Una domanda, visto che sei un possessore della “vecchia” BMW R1200R, hai letto la nostra prova della nuova edizione di questo fortunato modello? BMW ha voluto dare un piglio decisamente più “vivave” alla R1200R, sembra proprio che volesse assecondare le esigenze di utenti come te!
    Buona lettura!

  7. Astroalex

    11 ottobre 2015 at 10:56

    Grazie delle delucidazioni! ho anche pensato alla nuova R1200R ma il problema dell’assenza di una serie protezione aerodinamica mi aveva bloccato (ho perso parecchio tempo con la mia a caccia del giusto cupolino, optando poi per quello SPORT originale BMW). Poi c’è il fatto che è BMW che mi sembra che con la nuova R1200R sia andata verso le giapponesi, ed allora forse sarebbe meglio prendere una Kawasaki direttamente. La Z12000SX è molto bella. Ma anni fa mi sono rivenduto quasi subito una Fazer 1000 per il calore che sparava contro le gambe. L’avevo comprata senza provarla, e senza chiedere il parere di persone esperte! La carena della Kawa sembra costruita per proteggere le gambe del pilota… ha infatti da ambo i lati una specie di protezione che sporge. Sono ancora incerto.
    A presto!

Articoli correlati

Spidi Rock: la giacca in stile cafè racer definitiva

Il design di Rock è funzionale e risponde alle esigenze di protezione, comfort, prestazioni ed estetica
Spidi, azienda leader mondiale nella produzione di abbigliamento tecnico da moto, lancia sul mercato un nuovo prodotto: Spidi Rock, la
Abbigliamento

Spidi – METROPOLE

La Giacca da moto più "calda" nella gamma urban di casa Spidi.
METROPOLE, la prima new entry del 2018 in casa Spidi, una giacca da moto ideata per i tragitti urbani anche
Abbigliamento

Spidi – Evorider Leather Lady

La Giacca sportiva ad alta tecnologia di casa Spidi ora in versione Lady!
Warrior Tech è il risultato di esperimenti in pista, attraverso simulazioni software e prove nell’ambiente urbano. Una nuova tecnologia con