Yamaha MT-09 – prova su strada 2014

Una fun bike costruita intorno ad un 3 cilindri dal ridente futuro

La MT-09 rappresenta per Yamaha una sfida ambiziosa, il progetto infatti è totalmente nuovo. Yamaha ha cercato di realizzare una moto piacevole esteticamente, divertente da guidare, con un peso contenuto e con prestazioni elevate. Il tutto senza rinunciare ad un elevata qualità costruttiva, ma soprattutto, ad un prezzo contenuto. La moto perfetta insomma! A giudicare dai dati sulle vendite, con i clienti in lista per averne una, Yamaha ha colto nel segno. La MT-09 è tutta nuova, alla moda (anche il numero dei cilindri lo è) e non ha praticamente nulla in comune con i precedenti modelli Yamaha: motore, telaio, elettronica, estetica, tutto è completamente nuovo. Yamaha crede molto in questo nuovo progetto, e tutto lascia presagire che la MT-09 sia la progenitrice di una nuova stirpe, che proseguirà per molti anni a venire. Infatti la casa di Iwata negli anni ci ha abituati a modelli estremamente longevi come XT, TDM, Ténéré, R1 ed R6 e molti altri, ciascuno dei quali ormai entrato nel cuore degli appassionati. Crediamo che CP3 (il nuovo 3 cilindri) ed MT-09 siano sigle destinate a diventare famigliari a tutti nei prossimi anni.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★½ 

A metà strada tra naked e motard, certamente si fa notare ed apprezzare
MT-09_estetica

La MT-09 è senza dubbio una moto che già al primo sguardo affascina. Che sia una fun bike è chiaro da subito, è snella, cattiva e senza fronzoli. Come per tutte le naked il motore è in bella vista, e lui, oltre al marchio di fabbrica, sfoggia orgoglioso anche il suo nome, CP3. È compatto e pulito anche nell’estetica, verniciato di nero, in grigio scuro invece le teste ed il coperchio con il suo nome. Lo scarico 3 in 1 è, come la moda vuole, corto e tronco. Il motore è completamente nudo, perché elemento portante, appeso al telaio in alluminio che lo sovrasta. Il forcellone è asimmetrico, con il lato destro completamente diverso, studiato nelle forme per lasciare spazio allo scarico. Tutto appare studiato in chiave leggerezza, intesa sia come fisica, il telaio pesa soli 10 Kg, la moto 171 a secco, ma anche estetica. Le plastiche sono limitate al massimo, in pratica troviamo solo i due convogliatori neri ai lati del serbatoio, che è l’unico elemento verniciato e di cui potete scegliere il colore, nemmeno il parafango anteriore fa eccezione, perché è anch’esso nero, come il codino posteriore. In pratica l’estetica della moto si concentra intorno al motore, al ridotto telaio ed al serbatoio. Il codino è minuscolo ed ha un design minimalista, come l’avantreno. Il faro anteriore è piacevole, ma non vuole richiamare troppo l’attenzione su di se, la strumentazione è completamente nuda e per questo ben rifinita anche nella parte posteriore, piccola ed essenziale, ma completa e ben leggibile. Se d’impatto potrebbe sembrare una semplice naked come tante, un occhio attento nota invece che la posizione di sella-manubrio-pedane e l’avancorsa della forcella accentuata sono più da motard. Il manubrio, in particolare, è molto alto, circa 10 centimetri in più delle concorrenti scarenate. Questa è appunto l’immagine che Yamaha ha voluto conferirle, una sorta di incrocio tra un motard ed una naked. Nella guida avremo modo di trovarne conferma. La cura costruttiva invece è quella a cui ci ha abituato Yamaha, quindi eccellente. Lo dimostrano le finiture del telaio in due parti pressofuse in alluminio, o il motore che non ha bisogno di coperchi ed elementi di plastica per nascondere inestetismi, con tutti i tubi ed i cablaggi precisi, ordinati ed in bella vista.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★½ 

Un piccolo capolavoro, peccato solo per l’on-off eccessivo
MT-09_motore

Il motore è il vero protagonista della MT-09. Iniziamo sfatando un mito, Yamaha non è nuova ai 3 cilindri. Li utilizzava negli anni ’70 ed ha ancora un discreto know how in questo campo. Il nuovo motore è un piccolo capolavoro, intorno al quale, ne siamo certi, nasceranno altri modelli, la MT-09 è la capostipite della nuova famiglia. Si tratta di una unità molto compatta e leggera, pesa solo 60 Kg. Dalla supersportiva R1 eredita l’albero motore a croce, che è stato introdotto alcuni anni fa, sfruttando l’esperienza in MotoGP, per incrementare la coppia ai bassi e medi regimi, senza peraltro penalizzare l’allungo. Grazie a questo accorgimento il CP3 spinge forte fin da 2.500 giri, ha una schiena incredibile e allunga fino al limitatore senza incertezze. Oltre all’erogazione ha una personalità ed un carattere da innamorarsi, il classico caso in cui i numeri non bastano ad esaltarlo quanto lui non sappia fare con chi la guida. I cavalli del 3 cilindri 850 (847 cc per la precisione) sono 115 CV a 10.000 giri, con 87,5 Nm di coppia massima a 8.500. La gestione elettronica dell’acceleratore ride-by-wire (YCC-T), permette di avere a disposizione il D-Mode, con 3 riding mode tra cui scegliere, che influiscono sulla mappatura e sulla risposta del gas, il tutto comodamente configurabile dal blocchetto al manubrio. Niente controllo di trazione però, non sarebbe coerente con la sua filosofia. La MT-09 si accende sempre in modalità “STD” (Standard), la “A” è più brutale ed aggressiva, mentre la “B” è quella più morbida, teoricamente utile in città o su fondi scivolosi, oppure sul bagnato, e si perdono circa una quindicina di cavalli. Veniamo al principale difetto della MT-09: non avete presente che cosa sia l’on off in una moto? Provate una MT-09 in modalità Standard o “A” e lo capirete. Le reazioni al comando del gas sono eccessive e brusche, finiscono per strapazzare i polsi del pilota al punto che, anche per gli scatti in monoruota, abbiamo utilizzato la modalità “B”, la più “tranquilla”, normalmente relegata nei nostri test ride ad un utilizzo breve, per verificarne il settaggio, oppure in caso di acquazzoni. Oltretutto, come già ricordato, anche se avete impostato la “B” (o la “A”), spegnendo la moto si perde la configurazione, perché la MT-09 si accende sempre in “STD”. Una pecca non da poco, ma si vocifera già che Yamaha sia allo sviluppo della soluzione, magari anche per le moto già vendute, con un piccolo aggiornamento software. Per fortuna due delle tre mappature sono full power, con i 115 cavalli sempre disponibili sia nella Standard che con la “A”, ma con l’erogazione e la risposta più o meno dolci. Il cambio è invece ottimo, con innesti che sono sempre precisi, la frizione stacca bene ed ha dato anche buona prova di resistenza e modulabilità, malgrado non sia idraulica.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

Aggressiva, forse troppo, sicuramente divertente
MT-09_piega1

La posizione in sella ci ricorda quello che avevamo pensato osservandola. Una naked, ma il motard è nel DNA di questa moto. La posizione è dritta, si sta molto ben inseriti nella moto e con un manubrio largo il giusto per sentire la ruota anteriore come se fosse sotto i polsi. Peccato che la sella sia eccessivamente dura e scomoda, sulle lunghe tratte si scende con più di qualche dolorino. Sinceramente un’imbottitura più comoda non avrebbe guastato, anzi. Anche i polsi sono piuttosto sollecitati nella guida, però a questo non si può rimediare, vista la sua indole motard. Per arrivare ad una tale maneggevolezza e rapidità il sacrificio è d’obbligo. L’angolo di sterzata è buono, in città la maneggevolezza è paragonabile a quella di uno scooter, se poi si utilizza la modalità “B” non è nemmeno troppo scomoda e brusca. Il suo habitat è però un altro, sono le strade tutte curve e tornanti, dove la MT-09 strappa più di un sorriso. Dalla sua ha un’agilità ed una maneggevolezza da riferimento, merito certo del peso contenuto in soli 188 Kg con il pieno (+3 per l’ABS), ma senza dubbio merito anche di un ottimo telaio e di un equilibrio nella distribuzione dei pesi, molto centrali. La MT-09 è in grado di cambi di direzione rapidissimi, è una divoratrice di tornanti e di curve a stretto e medio raggio, con un motore che spinge forte sempre e comunque. Non è raro trovarsi su una ruota in uscita di curva, senza nemmeno averlo voluto. La silhouette stretta della moto poi favorisce gli spostamenti sulla sella. Attenzione però, l’impostazione motardista non piace a tutti. Chi è più stradista finirà per odiarla un po’ per questa vocazione da naked roadster, come la definisce Yamaha, molto caricata sull’anteriore. Si guida in modo diverso e bisogna farci l’abitudine, l’anteriore quando l’andatura sale restituisce meno feed back, si sente di meno e finisce per essere una moto meno intuitiva e semplice da portare al limite. Oltretutto l’assetto, almeno con i settaggi di default, non è per nulla rigido e si sente nelle successioni di cambi di direzione, dove la moto si muove non poco. Qualche click di regolazione e le cose migliorano, ma il problema non scompare. Per i meno esperti è fin troppo nervosa, se ci si lascia prendere la mano con il gas. Il tutto condito da un comando del gas iper-reattivo, a meno che non abbiate impostato la modalità “B”. Nulla di eccessivo, fa parte dell’indole assolutamente da fun bike, che la farà molto apprezzare da chi ama guidare così. Se il mono posteriore è forse troppo morbido per la guida sul veloce, la forcella anteriore up-side-down con steli da 41 mm è completamente regolabile ed ottima, progressiva ed in grado di trasmettere la sensazione di un avantreno sempre ben caricato. Un plauso all’impianto frenante, è eccezionale a tutte le andature, molto modulabile, potente e resistente agli sforzi prolungati. I due dischi anteriori sono flottanti da 298 mm, le pinze sono radiali a 4 pistoncini. Al posteriore il disco è da 245 mm, con pinza a perno scorrevole. L’ABS è un optional da 500 euro.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★½ 

Prezzo d’attacco aggressivo, ABS a richiesta
MT-09_panning

Il prezzo di attacco della MT-09 è di 8.090 Euro. Visto quello che offre, soprattutto a livello di prestazioni grazie al nuovo 3 cilindri, è davvero eccezionale. Attenzione però che la versione che abbiamo provato, dotata di ABS, costa 8.590 euro. Esistono poi due versioni Sport Tracker e Street Rally, offerte rispettivamente a 600 e 500 euro in più della standard, dotate di pacchetti di optional scontati in pratica del 20% circa, anche in questo caso con o senza l’ABS, sempre offerto a 500 euro aggiuntivi. La si compra per tanti motivi, ma di esclusivo (almeno fino all’arrivo di nuovi modelli), ha un tre cilindri tutto nuovo che è davvero inimitabile. Sono quattro le colorazioni disponibili: Deep Armor, Blazing Orange, Race Blu e Matt Grey, che poi è quello dell’esemplare da noi provato. I consumi indicati dallo strumento sono fin troppo ottimistici rispetto al dato che abbiamo potuto rilevare in modo empirico, abbiamo infatti constato una discrepanza piuttosto importante. Ad ogni modo la MT-09 non è particolarmente assetata, ma nemmeno tra le più parche. Di poco inferiore ai 20 Km/l la percorrenza in autostrada, valori analoghi sulle strade extra urbane percorse senza sfruttarla troppo. Se ci si lascia prendere la mano si scende nella zona dei 15 Km con un litro. Il serbatoio da 14 litri garantisce una discreta autonomia, soprattutto alla luce del tipo di moto.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Motore esaltante a qualsiasi regime, maneggevolezza ed agilità, linea aggressiva, ottimo rapporto qualità-prezzo
Non ci piace:
Sella scomoda, affaticamento ai polsi, ON-OFF in modalità A e Standard da primato

Yamaha MT-09: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Maneggevolezza:★★★★☆ 
Cambio e trasmissione:★★★★½ 
Frenata:★★★★½ 
Sospensioni:★★★★½ 
Guida:★★★★☆ 
Comfort pilota:★★★½☆ 
Comfort passeggero:★★★½☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★½ 
Linea:★★★★½ 
Consumi:★★★★☆ 

Abbigliamento del test:
Giacca: Spidi Street Tex jacket
Pantaloni: Furious Tex JEANS
Stivale: Dainese TR-COURSE OUT AIR
Guanti: Spidi Jab RR
Casco: Airoh Phantom

Un ringraziamento per le foto a Matteo Zuccolo, un ristoratore con la passione per i motori e per la fotografia.
Zuccolo

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