Benelli BN600R – prova su strada 2014

Il ritorno del leoncino di Pesaro, con una naked di media cilindrata

Un marchio storico del panorama motociclistico italiano, la Benelli nata nel 1911, è stato acquistato nel 2005 dal colosso cinese QJ, acronimo di QJIAN JIANG. Qualche estimatore della casa italiana non avrà gradito questo passaggio, ma sempre più spesso i capitali delle aziende asiatiche o indiane sono un toccasana per aiutare le case europee con risorse indispensabili per stare al passo con la concorrenza. Pensate a quanto è accaduto con il gruppo Jaguar – Land Rover, acquisito dalla indiana Tata Motors. Superato l’iniziale scetticismo di tutti, ha saputo riportare i due marchi ai fasti di un ormai lontano passato, mantenendone inalterata la filosofia e la produzione su suolo inglese. In modo analogo Benelli mantiene la produzione e la progettazione in Italia, ma aiutata dalla nuova proprietà. La Benelli BN 600 R è il primo vero progetto del nuovo corso, figlio delle sinergie italo-cinesi e si pone il difficile obiettivo di entrare in un segmento, quello delle naked di media cilindrata, già affollato, proponendo scelte tecniche e di design forti, forse proprio per proporsi ad una cerchia di appassionati alla ricerca di qualcosa di diverso e non banale. Una scelta coraggiosa, a cominciare dal propulsore con quattro cilindri in linea. I puristi del marchio storceranno il naso, dato che da quasi 30 anni Benelli non utilizzava questa soluzione ed aveva fatto del 3 in linea un marchio di fabbrica. Motore a parte la linea è certamente accattivante, la ciclistica si base su raffinata componentistica made in Italy, ma il prezzo resta contenuto. Tutto lascia sperare che la nuova Benelli BN 600 R possa diventare l’oggetto del desiderio per chi voglia una motocicletta divertente e fuori dagli schemi. Il leoncino pesarese torna a ruggire.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★½☆ 

Aggressiva e con componentistica esagerata, peccato per alcune finiture
bn600R_estetica1

A prima vista la Benelli BN 600 R, oltre che molto accattivante, sembra anche ben realizzata e curata. Di gran pregio sono alcune scelte tecniche e stilistiche. L’avantreno è un capolavoro, con una prestigiosa forcella Marzocchi, con enormi steli da 50 mm e l’impianto frenante Brembo è dotato addirittura di pinze radiali monoblocco a quattro pistoncini, abbinate a due dischi flottanto da 320 millimetri. Al posteriore troviamo in bella vista sul lato destro un mono ammortizzatore Sachs regolabile in estensione e nel precarico molla. A completare il look della moto, volutamente molto “cattivo”, il forcellone posteriore asimmetrico con la capriata in lega di alluminio, veramente molto d’impatto anche a livello estetico. Il telaio è l’unione della porzione principale a traliccio in tubi di acciaio, che troviamo nella parte all’anteriore, e di piastre in alluminio con cui si raccorda e dove si infulcra il forcellone. Il doppio terminale di scarico sotto il codino contribuisce ulteriormente nel compito di rendere l’aspetto della BN 600 R particolarmente muscoloso. La sella è composta da due elementi distinti, posti ad altezze differenti, rivestiti in un elegante materiale antiscivolo. Se escludiamo i fianchetti frontali, che non ci sembrano irresistibili, l’aspetto della BN 600 R è davvero ben riuscito, ma non sono tutte rose e fiori. A parte la fin troppo marcata somiglianza con le due Aprilia Shiver (soprattutto) e Dorsoduro, ci sono dei dettagli decisamente sottotono. Ci riferiamo, ad esempio, ai comandi al manubrio dal sapore anni ‘80, oppure alle plastiche che rivestono il serbatoio, non proprio all’altezza. La strumentazione poi è fin troppo essenziale. Peccato, perché dopo aver scelto una componentistica così pregiata, la BN 600 R meritava una maggior cura di alcune finiture.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★☆☆ 

Spinge solo oltre i 7 mila, sotto è fin troppo vuoto ed irregolare
bn600R_motore

La scelta forse più controcorrente riguarda proprio il motore, che è un 4 cilindri. Peccato non portare avanti una scelta che era un segno distintivo abbinato dagli appassionati al marchio Benelli: il tre in linea. Ha prevalso una logica di contenimento dei costi e di sfruttamento di economie di scala. Il propulsore è infatti la componente cinese del progetto BN 600 R. Il 600 cc è un Euro 3, con 82 CV di potenza massima erogati a 11.500 giri, e spinge forte solo in alto, come dimostra il dato sulla coppia. I 52 Nm sono sviluppati addirittura a 10.500 giri! Non un mostro di potenza, altri 4 in linea hanno potenze e valori di coppia ben più alti, ma di certo un “mulo”, in grado di funzionare senza problemi anche con benzina dal basso numero di ottani, idoneo quindi ai mercati asiatici e sudamericani, in cui Benelli esporta oggi gran parte della sua produzione. A sua difesa possiamo anche dire che anche il motociclista neofita potrà godersi una bella moto, con un sound piacevole ed una erogazione che obbliga a farlo frullare a regimi elevati, senza spaventarsi perché l’esuberanza eccessiva del motore possa mettere in crisi la ciclistica. Con la BN 600 R si è infatti optato per non lesinare sulle scelte a livello di ciclistica, facendola diventare una motocicletta con cui divertirsi a guidarla davvero, tra le curve ed in staccata più che sul dritto. Altra scelta che incontrerà il gusto di molti, quella che le ha donato un sound decisamente cattivo, corposo ai bassi e che all’aumento dei giri diventa graffiante. Il propulsore è di quelli che amano girare in alto, tiene infatti in serbo il meglio di se per il range dai 7 mila giri fino al limitatore. L’erogazione è vuota ai bassi, con la BN 600 R che resta sorniona almeno fino ai 6 mila giri. Proprio come le 2 tempi che si usavano anni fa, se ci si prende gusto diventa una goduria, ci si ritrova a fare un uso esagerato del cambio tirando il motore fino al limitatore anche per apprezzarne la voce. La potenza non spaventa, anzi invoglia ancor di più a spremere il motore. Peccato per qualche irregolarità di troppo nel reagire al comando del gas, con un effetto on-off che in passato avevamo trovato solamente con le prime applicazione del ride by wire. Peccato che qui il gas funzioni con un classico filo di acciaio. Le irregolarità tendono a sparire al crescere del regime.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

Sul misto stretto da il meglio di se, frenata impressionante
bn600R_guida

La posizione in sella è quella giusta per una naked: manubrio dritto, pedane alte e busto leggermente proteso in avanti per avere tutto sotto controllo nella guida. Posizione che non si è rivelata troppo stancante nemmeno dopo svariati chilometri. Non si può dire lo stesso per il passeggero. Se non per brevi percorrenze, la Benelli BN 600 R va goduta in solitario. Meglio non obbligare un passeggero a lunghi viaggi con lei, una volta sceso dalla moto non vi vorrà bene come prima. Fa parte dei difetti di una naked: non si può pretendere un comfort elevato per due persone. In ottica di un utilizzo autostradale, oltre che per l’ovvia mancanza di riparo aerodinamico, pecca per vibrazioni piuttosto evidenti, sia al manubrio che alle pedane. Merito soprattutto di un regime molto elevato ai classici 130 km/h, con il contagiri che sfiora quota 7 mila. Il suo terreno ideale è un altro, sono le strade tutte curve. Qui emergono le doti migliori di questa moto, con una frenata che è a dir poco generosa. Le due pinze anteriori radiali, delle bellissime Brembo a 4 pistoncini, coadiuvate da dischi da 320 mm, sono il meglio che si possa desiderare. La frenata è sempre potente, modulabile e permette di fermarsi in spazi contenuti, in grande sicurezza. La BN 600 R non va mai in crisi in staccata, complice anche il peso ben bilanciato della moto, anche se 220 kg in ordine di marcia non sono proprio pochissimi. Il freno posteriore è onesto nel suo comportamento, se si esagera si arriva presto al bloccaggio, complice lo spostamento di peso sull’anteriore e l’assenza dell’ABS, ma basta alleggerire la pressione con il piede destro per recuperare. La forcella è di ottima fattura e qualità, quasi esagerata per le prestazioni della moto, peccato però che sia priva di ogni tipo di regolazione. Così come è stata impostata ci è sembrata troppo morbida. Si può agire sul precario dell’ammortizzatore posteriore della Sachs per ovviare, ma i piloti più smaliziati hanno sempre la possibilità di fare qualche piccola modifica, con una spesa ridotta, andando a configurare a piacimento la prestigiosa forcella Marzocchi, che è certamente una ottima base su cui lavorare. La maneggevolezza tra le curve è molto buona, non è una moto tra le più intuitive da subito, ma una volta prese le misure le si fa fare quello che si vuole, visto che la ciclistica è certamente surdimensionata rispetto alle prestazioni. Restano purtroppo deludenti i comandi al manubrio, un po’ poveri, e la strumentazione che offre il minimo indispensabile, con tachimetro, contagiri, orologio, temperatura motore, 2 trip e livello benzina (non tra i più precisi, per inciso). Nulla di più. La Benelli BN 600 R è una entry level molto divertente con alcune pecche, ma non gravi.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★☆ 

Prezzo interessante per la naked di media cilindrata Benelli
bn600R_chiusura

Alla luce di alcune caratteristiche, avantreno in primo luogo, il prezzo di 6.790 euro appare particolarmente contenuto. La BN 600 R è disponibile in tre colorazioni, rossa, nera, o bianca come quella nella nostra prova. I consumi che abbiamo rilevato nel nostro lungo test, di oltre 700 km, sono stati nell’ordine dei 15/16 km/l. Considerando che l’abbiamo spremuta a fondo non è un dato malvagio. Non giocano a suo favore il propulsore plurifrazionato, meno parco di soluzioni con un numero minore di cilindri, e nemmeno la necessità di farlo girare alto per avere prestazioni brillanti. Con uno stile di guida più attento le cose cambiano, ovviamente. Il serbatoio, con una capienza di 15 litri, garantisce una autonomia più che sufficiente per il tipo di moto.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Brembo-Marzocchi-Sachs: freni e ciclistica da moto di fascia alta su una entry level da meno di 7 mila euro, con una linea accattivante ed un gran bel sound del motore
Non ci piace:
Erogazione e potenza del motore non all’altezza della ciclistica, alcuni particolari sottotono, forcella non regolabile

Benelli BN600R: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★☆☆ 
Maneggevolezza:★★★★☆ 
Cambio e trasmissione:★★★★☆ 
Frenata:★★★★½ 
Sospensioni:★★★★½ 
Guida:★★★★☆ 
Comfort pilota:★★★★☆ 
Comfort passeggero:★★★☆☆ 
Dotazione:★★★½☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Linea:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

Abbigliamento del test:
Giacca: Spidi Street Tex jacket
Pantaloni: Furious Tex JEANS
Guanti: Spidi Jab RR
Scarpe: Xpd X-ZERO H2OUT
Casco: Caberg Duke Legend

Leggi altri articoli in Prove su Strada

Lascia un commento

3 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. André

    2 Agosto 2016 at 09:57

    Mi piace, ha carattere e flessibilità; sarebbe bello provarla, anche per rendersi conto della qualità del rilancio di Benelli.

  2. Massimiliano

    1 Novembre 2016 at 19:37

    Il motore è di derivazione giapponese…in pratica il vecchio 600 del Suzuki bandit

  3. Matteo Pozzi

    1 Novembre 2016 at 20:53

    Ciao Massimiliano,
    nel 2012 si era in effetti parlato di un 4 cilindri di origini giapponesi (i “papabili” sembravano essere il Suzuki, come da te indicato, o un Yamaha).
    Poi però fu adottato un motore del colosso cinese QJ, proprietario del marchio Benelli.

Articoli correlati