B.I.G. Built In Garage Café Racer Contest

Interessante iniziativa dell’associazione “Ciapa la moto” con un concorso che premia le migliori tra ben 31 motociclette reinventate con tantissima passione

La serata è come sempre un’ottima occasione per scambiare piacevoli chiacchiere tra appassionati di due ruote, accompagnando il tutto con qualche birra, un hamburger ed un concorso che rende la cosa più interessante. La sede è quella di Motosplash a Milano, più che un motolavaggio un luogo di ritrovo per i motociclisti. Questa volta l’associazione Ciapa La Moto di “Giamba” Panigada è riuscita a mettere in fila oltre 30 moto, tutti pezzi unici, che interpretano ciascuna a suo modo il concetto di Café Racer. La cui filosofia originale era proprio quella di prendere una moto, magari vecchia e bisognosa di qualche intervento, e stravolgerla, eliminando gran parte delle sovrastrutture e dandole un aspetto essenziale e più da moto cattiva. In decenni di storia ed evoluzione le Café Racer sono cambiate e si sono moltiplicate, ne esistono di serie, come la BMW R nine T che ci ha accompagnato qui, ma anche guardando le motociclette in concorso è chiaro come ognuno dia una sua libera interpretazione alle regole da seguire per creare la propria special. Emblematiche due BMW K100, una di fianco all’altra, così simili e così diverse. Entrambe svestite quasi completamente, una è il frutto del lavoro di un appassionato, l’altra è stata realizzata da un’officina specializzata nella preparazione di moto sportive. Se inizialmente potevano sembrare identiche o quasi, osservandole emerge chiaramente come la prima sia molto più artigianale e anche come la seconda sia stata stravolta non solo esteticamente, con la ciclistica tutta nuova. L’avantreno diventa così decisamente più “racing” rispetto all’originale, grazie ad una forcella un-side-down con pinze radiali abbinate a dischi freni decisamente più grossi. Proprio questo è uno degli aspetti lasciati alla volontà di chi effettua la trasformazione. Di obbligatorio non c’è nulla, o quasi. Tutte le moto hanno evidenti modifiche estetiche, solo alcune di ciclistica e meccanica. C’è anche chi bada più alla sostanza, come per una Kawasaki a cui è stato trapiantato un potente propulsore 1.200. Sarà perché siamo dei “puristi”, ma a noi piacciono di più le moto “built in garage”, frutto di tanto lavoro e di una gran passione, necessarie per realizzare in economia idee nate con molta creatività.

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La competizione, se si può chiamarla così, è stata in realtà una sequenza di brevi presentazioni delle moto da parte di chi le aveva portate, che con fierezza ci hanno raccontato qualcosa della loro creatura. Ogni moto veniva posizionata al centro dello spazio di esposizione, in modo da poter essere ammirata ed osservata. La giuria di quattro esperti ha scelto i migliori, ma ogni moto, a modo suo, meritava un premio. Tante davvero le “chicche”, in grado di attirare le attenzioni di tanti appassionati presenti. Tanti applausi, qualche risata per le presentazioni più spiritose, ed un finale a tutto gas, con le moto accese ed i motori a limitatore. Il contest ha visto premiata come Fun Bike la Yamaha Xt600 Tenere di Nico Dragoni, e nella classifica generale, al terzo posto Jacopo Albertoni con una trasformazione su base Gilera 124, al secondo gradino del podio la Speed Triple di Bobo Blaster, con un cerchio posteriore davvero degno di nota, e vittorioso Massimo Rizzo con la sua Honda CX500, il cui scarico probabilmente vincerebbe anche una sfida al fonometrico!

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A gara finita la serata continua, tra una birra e un po’ di musica dal vivo, con l’occhio sempre attento alle moto dei concorrenti, ma anche a qualche pezzo raro presente, ma non iscritto al concorso.

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