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Quadro 350S 2014 – Prova su strada

Con tre ruote ci si può anche divertire e tornare bambini! E si guida con la B

Avevamo già avuto modo di scoprirne le doti nell’anteprima stampa lo scorso settembre. Ora lo abbiamo potuto testare in modo più approfondito, confermando sostanzialmente la nostra opinione. Rappresenta un’evoluzione, ma forse più una diversa soluzione, ancora più particolare della concorrenza, con tanti pregi ed alcuni difetti. Se da un lato è ancora più sicuro e stabile di altri tre ruote, dall’altro perde un po’ dell’agilità di un “normale” scooter a due ruote, ed anche la intuitività per chi sia già motociclista. Il suo sistema HTS, un brevetto esclusivo, acronimo di Hydraulic Tilting System, è l’oggetto del dilemma. Da fermo basta tenere il freno anteriore per riuscire a mantenerlo in equilibrio, ma per “farlo scendere” in piega occorre accompagnarlo, di fisico o di tecnica, e finisce comunque per essere meno intuitivo e più stancante. Anche i più smaliziati lo apprezzeranno per l’aspetto più divertente, in modo semplice ed in tutta sicurezza si possono tenere degli angoli di piega degni di un campione di motociclismo, oltre a poter percorrere le insidiose strade cittadine, bagnate o sconnesse che siano, “giocando” grazie alla impossibilità di perdere l’avantreno. Una rotonda o una curva sul pavè diventa l’occasione per un traverso di gas, senza mettere a repentaglio la sicurezza di nessuno.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★☆ 

Look riuscito e finiture buone, ma migliorabili
Quadro350S_estetica

L’aspetto è sempre soggettivo, ognuno ha i suoi gusti e può pensarla in modo diverso. Obiettivamente però il Quadro 350S si presenta bene, grazie ad un look curato ed all’aggressivo faro anteriore sdoppiato, appare il più sportivo ed equilibrato dei tre, facendo un confronto con i principali concorrenti, il Piaggio MP3 ed il Peugeot Metropolis. Ne sta arrivando un quarto, il primo tre ruote di una casa giapponese, lo Yamaha Tricity, ma sarà inizialmente disponibile solamente il piccolo 125. Il Quadro 350S rappresenta una evoluzione del 350D, da cui deriva e da cui differisce per 21 novità, tra cui la più importante certamente il nuovo motore. Il lavoro di affinamento, a nostro parere non è però giunto al capolinea. Se le linee, come abbiamo detto, sono piacevoli, incluso l’aspetto del sistema di sospensioni anteriori, che appare ancora più particolare della doppia forcella (stile MP3 per intenderci) e fonte di curiosità in chi si ferma ad osservarlo, alcuni dettagli proprio non convincono. Citiamo, tra i peggiori, l’assenza sul blocchetto di destra del tasto di sicurezza per lo spegnimento in caso di caduta (forse una scelta voluta data la difficoltà di cadere con il 350S?), ma è presente l’oramai obsoleto tasto per le luci, divenute obbligatorie per legge da anni. Non ci sono piaciuti nemmeno i due termometri digitali per le temperature di acqua ed ambiente, non appaiono per nulla integrati nel look del cruscotto, ma sembrano applicati after market. A parte questi dettagli, che se non convincono noi, potrebbero invece piacere ad altri, per il resto l’aspetto è ben curato ed il look è piacevole. Anche la qualità della vernice e gli accoppiamenti delle plastiche sono degni dei marchi più blasonati e di tradizione. Ottimo il vano sottosella, in grado di ospitare senza problemi due caschi di buone dimensioni. Anche altri vani portaoggetti, di cui uno dotato di presa 12V, sono ben disposti e comodi nel loro utilizzo. Un po’ economico appare lo sportello di quello posto davanti alle gambe del pilota, ma comunque funzionale e pratico. Nuova anche la sella, meglio imbottita, quindi più confortevole, oltre che meglio rifinita e con cuciture di qualità superiore. Ad una più attenta analisi, soprattutto agli occhi di un esperto, appare però evidente che, se la proprietà della Quadro è svizzera ed il progetto italiano, la costruzione e l’assemblaggio avvengano a Taiwan. Lo abbiamo anticipato, è stato fatto un netto passo in avanti rispetto al vecchio modello, ma finiture come quelle del carter motore sul lato destro, con i bulloni in vista sopra la pompa dell’acqua, non sono al livello della migliore concorrenza, ed è un peccato.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★☆ 

Tutto nuovo, un 350 “pieno” con 27 CV e con testa a 4 valvole
Quadro350S_motore

Il motore è tutto nuovo, il monocilindrico orizzontale è un euro 3, di 346 cc e ora con 4 valvole per cilindro, con un sistema di iniezione nuovo, in grado di prestazioni superiori, ma di consumi ridotti. La potenza di 27 cavalli (a 7.000 giri) è allineata con quella di un SH300, la coppia è di 29 Nm e viene espressa a 5.550 giri. La trasmissione è tarata per tenere il motore particolarmente allegro. A gas spalancato resta costantemente tra i 7 e gli 8 mila giri, sfruttando praticamente sempre tutta la potenza del propulsore. Se da un lato la cosa è positiva, perché le prestazioni sono in linea con alcuni concorrenti di cilindrata superiore, anche alla luce di un peso particolarmente contenuto del Quadro 350S, che resta nell’ordine dei 200kg, dall’altro sorge qualche dubbio circa la durata nel tempo di alcune componenti meccaniche, che finiscono per essere particolarmente stressate, come la cinghia ed i rulli del variatore. Le prestazioni sono ottime anche in quanto velocità massima, che è di 130 km/h effettivi, 140 indicati. Curioso il fatto che probabilmente potrebbe allungare ancora, ma a 8.000 giri interviene il limitatore.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

Divertente e sicuro, gli manca solo un pizzico di maneggevolezza
Quadro350S_guida

L’evoluzione nella direzione di una maggior stabilità, soprattutto se confrontato con l’MP3 della Piaggio, ha pro e contro. Dalla sua ha certamente un vantaggio in termini di sicurezza e la possibilità di effettuare manovre al limite della fisica anche in condizioni estreme, come bagnato, e su fondi a bassissima aderenza. Di contro le sospensioni lo rendono però un po’ meno maneggevole nel traffico cittadino, dove finisce per diventare più faticoso da guidare, almeno se si vuole sfruttarlo in tutta la sua agilità. In termini di dimensioni, contrariamente a quanto si possa pensare, è largo 800 mm, tanto quando un normale scooter. L’unica differenza nell’utilizzo cittadino è la larghezza a terra dell’anteriore, occorre farci l’occhio, onde evitare marciapiedi e buche nelle manovre strette a bassa velocità. In realtà il sistema di sospensioni consente anche di procedere con una ruota su un gradino e l’altra giù, ma è un qualcosa da provare e non da fare abitualmente. Risulta invece particolarmente lungo (2,27 metri), sono oltre 15 centimetri in più di un SH300, ad esempio, e circa quanto un Burgman 400. Se le misure del vostro box sono limitate può risultare un problema. La ciclistica è contraddistinta dal parallelogramma anteriore, con le due ruote da 14” interconnesse. Palese la differenza, basta guardarli frontalmente, con gli altri tre ruote sul mercato, che utilizzano invece due forcelle indipendenti. Al posteriore la ruota è da 15”, ma lascia comunque molto spazio al vano sottosella, che riesce a contenere una borsa da pc ed un casco Jet, o un casco integrale ed un Jet. Altra soluzione che contraddistingue il 350S, e che consente di guidarlo con la patente B, è la presenza del terzo comando del freno, a pedale. Le due leve comandano di base l’anteriore (con due dischi da 240 mm) ed il posteriore (un disco da 256 mm) come su qualsiasi scooter, ma i tre comandi finiscono per agire su entrambi i freni, essendo presente un ripartitore idraulico di frenata. Il difetto, a voler trovare il pelo nell’uovo, è la fastidiosa sensazione di non avere il totale controllo sulla ripartizione tra freno anteriore e posteriore, ma solo nelle frenate più decise. Nella prima parte dell’escursione delle due leve, l’azione avviene in modo classico e separato. Il pedale, almeno a nostro avviso, è di ausilio per una questione di omologazione, ma se ne può fare tranquillamente a meno nel normale utilizzo. L’assenza dell’ABS (nemmeno come optional) non è un grosso limite, data la stabilità sorprendente del 350S si possono tirare staccate decise anche a mezzo molto inclinato, senza rischiare di andare in terra. Occorre però dire che in condizioni particolari ed esasperate, in cui una sola delle due ruote anteriori perda aderenza, lo sgradevole effetto è che lo scooter “tira” violentemente da un lato, ed occorre gestire prontamente la brusca reazione, agendo sui freni e controllando con vigore il manubrio. Dal 2016 scatterà l’obbligo dei sistemi antibloccaggio oltre i 125 cc di cilindrata, quindi siamo certi che a breve verrà introdotto anche sul Quadro 350S, magari inizialmente non di serie. Si parcheggia senza cavalletto, che è disponibile ed utilizzabile, ma reso superfluo dal sistema comandato dalla leva rossa davanti alle gambe. Il Parking Brake agisce sia come freno a mano che come blocco del sistema idraulico di sospensioni, anche in posizione leggermente inclinata. Il cavalletto centrale può essere utilizzato sostanzialmente per i periodi di lungo fermo del mezzo, in cui è consigliabile evitare di lasciare il freno a mano inserito. Molto intelligente la sicurezza che impedisce di azionare la leva con il bloccasterzo inserito. Evita sia di trovarsi il mezzo libero di cadere con lo sterzo bloccato girato, ma soprattutto mette al riparo da terzi che, per gioco o con dolo, provino a disinserirlo quando il veicolo è parcheggiato per strada.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★☆ 

7.000 euro circa, ma è l’unico della categoria che si guida senza patente A
Quadro350S_chiusura

Iniziamo con una nota “legale”: grazie alla soluzione del freno a pedale, il Quadro 350S non è soggetto, malgrado la cilindrata sia superiore a 125, all’obbligo di guida con la patente A. Chiunque abbia la B, quindi la patente con cui si guida un’auto, può utilizzare il 350S della casa svizzera. Questo escamotage è stato perseguito solo dalla Quadro, il cui tre ruote è quindi l’unico over 125 a beneficiare di questa possibilità. Rispetto ad un normale scooter di pari livello, ma a due sole ruote, l’esborso è certamente più elevato, il listino 2014 è infatti di 7.190 euro. Il 350S è disponibile in quattro colori, oltre al bianco si può infatti scegliere in nero, grigio o blu. Tra gli accessori, oltre ai paraspruzzi aggiuntivi per le ruote anteriori, si possono acquistare un parabrezza maggiorato, la copertina per le gambe ed un bauletto, di ben 50 litri. Il generoso serbatoio da 13 litri, unito ad un consumo abbastanza contenuto, garantisce una autonomia notevole, compresa tra un minimo di 200 km ed un massimo di oltre 300, a seconda del tipo di utilizzo.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Stabile e sicuro per i meno esperti, divertente per i più smaliziati. Look riuscito, peso contenuto e tanto spazio nel sottosella.

Non ci piace:
Qualche finitura da rivedere, maneggevolezza limitata, assenza tasto spegnimento ed ABS

Quadro 350S 2014: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Maneggevolezza:★★★½☆ 
Cambio e trasmissione:★★★½☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sospensioni:★★★★☆ 
Guida:★★★★½ 
Comfort pilota:★★★★½ 
Comfort passeggero:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Linea:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

Abbigliamento del test:
Giacca: Spidi Street Tex jacket
Guanti: Spidi Jab RR
Scarpe: Xpd X-ZERO H2OUT
Casco: Givi 20.6 Fiber-J2

Quadro 350S 2014 – Prova su strada
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2 commenti

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  1. Franco

    7 luglio 2014 at 13:11

    Quanto fa con un litro? Manca questo dato importante

  2. Matteo Pozzi

    17 luglio 2014 at 06:13

    I consumi dipendono molto dall’uso che se ne fa. Al limite arriva a 15 con un litro, ma normalmente si attesta intorno ai 20 km/l circa. Alla velocità costante di 90 km/h sale fino a 25 con un litro di benzina.

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