Bridgestone Battlax Sport Touring T30, prime impressioni

Nel campo degli pneumatici abbiamo vissuto rivoluzioni che hanno portato a raggiungere risultati nemmeno ipotizzabili in passato. Basti pensare agli angoli di inclinazione in curva di una MotoGp, con piloti che appoggiano sui cordoli non solo le saponette sulle ginocchia delle loro tute ma anche gomiti e spalle, che sono ora infatti protetti da slider in titanio, simili a quelli che si usano sugli stivali. La tecnologia della gomma multimescola, nata anch’essa nell’ambito delle competizioni, da anni è stata esportata nei prodotti per il grande pubblico, vuoi per sentirsi un po’ come Valentino Rossi, ma soprattutto per avere una mescola morbida dove serve, sul fianco della gomma, ed una dura al centro in modo da ottenere una durata più elevata. E qui veniamo al dunque: uno degli eterni quesiti al momento della scelta degli pneumatici per la nostra motocicletta è proprio questo. Tenuta o durata? Perché l’evoluzione è costante, ma una gomma ipersportiva montata ad inizio stagione, difficilmente arriverà all’autunno senza dover essere sostituita. Molti sono i fattori che incidono sulla durata: stile di guida, potenza e tipologia di moto, utilizzo che ne viene fatto. Diciamo che, mediamente, una buona percorrenza per gommature sportive, è nell’ordine dei 4-5 mila chilometri, ma c’è chi si ferma molto prima. L’usura di quella posteriore è più evidente all’occhio dei meno esperti. Questo perché la parte centrale, che si consuma solitamente in modo più rapido, mette in bella mostra lo spessore di battistrada residuo. Spesso però è il fianco dell’anteriore a creare i primi problemi alla guida, con fastidiose scalinature che fanno perdere il feeling in curva e che posso anche diventare pericolose. Il costo e la durata limitata convincono qualcuno ad optare per un prodotto più “turistico”, adatto a percorrenze più elevate, anche oltre i diecimila chilometri, che spesso ha miglior tenuta in caso di pioggia, ma che costringe ad andature, soprattutto sulle curve veloci, appunto più turistiche. Nemmeno è ipotizzabile poi di utilizzare la moto per un turno in pista con coperture di questa tipologia. L’equazione è semplice: più la gomma è morbida maggiore sarà la sua tenuta, minore sarà la sua durata. Almeno fino ad oggi.
Quando ci è stato proposto di testare le Bridgestone T30 lo volevamo fare con una moto turistica. Le misure delle gomme disponibili invece ci obbligavano a montarle su una sportiva vecchia scuola e priva di controlli elettronici, una Honda VTR SP2, poco adatta a coperture così, almeno pensavamo. Dopo un po’ di dubbi iniziali decidiamo di provarci. Già cercando di reperire qualche informazione e chiedendo al nostro gommista di fiducia, con un passato da pilota, ci viene detto che siamo di fronte ad una grossa novità, che si potrebbe adattare anche a moto sportive.

Esteticamente il disegno dell’anteriore è abbastanza inedito, con scanalature dritte nella parte centrale e incurvate sui lati. Al posteriore si fa notare la profondità della scanalatura sul battistrada, a tutto vantaggio del comportamento sul bagnato e della durata. L’anteriore differisce dal posteriore anche per la mescola, unica, mentre dietro si utilizza la tecnologia bimescola. La curiosità è tanta ma la pioggia ed altri impegni ci costringono ad una lunga attesa, di oltre un mese, prima di poterle provare. Iniziamo con cautela, le gomme nuove sono anche scivolose per la cera con cui viene trattata la superficie per conservarle. Ci dirigiamo verso una strada di montagna e iniziamo ad apprezzare il comportamento della moto con la T30, in quanto a maneggevolezza e precisione. Nelle ripartenze proviamo a testare quello che storicamente era uno dei grossi limiti di questo tipo di coperture: la trazione in accelerazione. Però non troviamo grosse differenze dalla gomma supersportiva che il VTR SP2 montava precedentemente. I dubbi sono sempre meno e le prime curve lo confermano, la Bridgestone a marzo del 2013 ha lanciato una Sport Touring che ben si adatta alle esigenze anche del pubblico più sportivo. L’aderenza è sempre ottima, nessuna indecisione, di quelle che ti rovinano una giornata in moto perché ti lasciano con la sgradevole sensazione che prima o poi possa accadere di nuovo. Le asperità non generano reazioni particolari, con una ottima stabilità sia sul dritto che in piega. In ingresso di curva in staccata si percepisce un limitato effetto autoraddrizzante, ma questo più che un difetto è una caratteristica di un pneumatico, c’è a chi da fastidio e a chi piace. A noi, nello specifico e visto che non è marcato, non è dispiaciuto. Si compensa con la guida e con il corpo, in modo naturale. Abbiamo le prime impressioni e potremmo chiudere qui questo primo test delle Bridgestone T30. Nel pomeriggio però c’è una ghiotta occasione: fuori dalla redazione fa bella presenza una Lamborghini Aventador, un toro da 700 cavalli, che deve essere portata in pista per foto e test.

Decidiamo di aggregarci alla spedizione in moto, per verificare fino a dove arrivino le doti sportive di queste Battlax Sport Touring. Alla fine della giornata tutti i dubbi hanno lasciato posto alla sorpresa. Anche in condizioni estreme, tra i cordoli, aprendo il gas in modo deciso e sempre prima e staccando sempre più al limite nel tentativo di inseguire una delle auto più veloci al mondo, mai nessuna incertezza, solo un saltellamento all’anteriore sulla staccata principale, ma stavamo forse esagerando. Dopo qualche giro ci fermiamo, servono foto della vettura senza moto sullo sfondo e lo scopo del nostro test non era la ricerca del tempo sul giro. Con un test più approfondito e paragonando il comportamento a quello delle coperture più sportive, ovviamente sarebbero più evidenti le differenze e, cronometro alla mano, i tempi sarebbero probabilmente diversi, ma ciò che ci lascia stupiti è il fatto che una gomma turistica riesca a non sfigurare affatto in pista e la convinzione che, anche il pubblico più difficile, che della moto ne fa un uso prettamente sportivo, si troverà bene con le Bridgestone T30.

Le misure disponibili delle Bridgestone T30:
Anteriore
120/60ZR17 (55W)
120/70ZR17 (58W)
120/70ZR18 (59W)
110/70ZR17 (54W)
110/80ZR18 (58W)
110/80ZR19 (59W)
Posteriore
150/70ZR17 (69W)
160/60ZR17 (69W)
160/60ZR18 (70W)
160/70ZR17 (73W)
170/60ZR17 (72W)
180/55ZR17 (73W)
190/50ZR17 (73W)
190/55ZR17 (75W)

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1 commento

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  1. Luca

    26 agosto 2013 at 14:33

    Grazie della conferma! Le ho appena montate sul mio GSXR del ’91 su consiglio del gommista, ero dubbioso che volesse “farle fuori” invece è stato di fiducia!

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