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Kawasaki Z900RS: quant’è bello il modern classic! [VIDEO PROVA SU STRADA]

Crea una nuova gamma per la casa giapponese, insieme alla versione “Cafe”

Kawasaki Z900RS - Unisce la sportività della Z900 “standard” al look ed allo stile della mitica antenata Z1 del 1972, il tutto con una eccellente cura nei dettagli ed una elevata qualità percepita

Ve la ricordate la mitica Z1 del 1972? Kawasaki 45 anni dopo l’ha fatta rinascere con questa Z900 in versione RS. Qualcuno in Kawasaki deve aver pensato che le vecchie Z750 ed 800, con il passaggio di cilindrata dello scorso anno avevano raggiunto la cubatura proprio della prima Z1, quella prodotta dal 1972 al 1976. Allora perché non omaggiarla con una versione speciale, oltretutto in un momento storico in cui le cafè racer spopolano e se ne vedono nascere sempre più?

La video prova del nostro tester Gianluca Cuttitta

Sulla carta sembra tutto facile e quasi scontato, ma la sfida era tosta, perché il rischio era di non riuscire a onorare a dovere una antenata così blasonata. La nuova Kawasaki Z900RS è invece un gran bel prodotto, in grado di raccogliere un ampio consenso fin dalle sue prime apparizioni statiche, alle edizioni 2017 del salone di Tokio e poi di Eicma, ma soprattutto molto piacevole da guidare, come abbiamo potuto scoprire durante la nostra prova su strada.

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★★ 

Il look retrò della Z1 originale si unisce ad una buona dose di sportività: che fascino!
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La bellezza è soggettiva, almeno così si dice di solito, ma per la Z900RS sembra essere qualcosa di molto vicino alla oggettività. Come detto è stata una delle regine ai due saloni principali delle due ruote, pochi mesi fa, si conferma anche agli occhi dei tanti curiosi che ai semafori o davanti alla moto parcheggiata ci esprimevano il loto consenso, chi con uno sguardo chi con un complimento. La Z900RS si ispira alla Z1 del 1972, lo si vede in modo evidente dai tantissimi dettagli che la richiamano, come l’iconico codino posteriore, la linea di sella e serbatoio, ma senza rinunciare ad elementi moderni.

Kawasaki_Z900RS_Pss_2018_04

Analizzandola nel dettaglio troviamo una strumentazione analogica, unita però ad un moderno display multifunzione, fari a LED, vintage solo nel loro aspetto, ma è la linea longitudinale che passa dall’iconico e meraviglioso serbatoio a goccia, attraverso la sella e fino al codino, a regalare quel look retrò in omaggio alla leggendaria Z1. La sportività traspare invece dai dettagli della ciclistica, con un avantreno preso pari pari dalla funbike da cui deriva, con una forcella up side down da 41 mm, doppio disco da 300 mm con pinze radiali a 4 pistoncini ed un mono posteriore con Back-link orizzontale, tutto pluriregolabile.

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Lo scarico è un 4 in 1, forse l’unica grossa differenza alla sua progenitrice, che montava un 4 in 4, ma soprattutto ha un sound davvero ben studiato, corposo e gustoso da ascoltare, al punto che si dà più gas del dovuto per goderselo. Pare che in Kawasaki questa volta abbiano fatto un super lavoro, proprio con lo scopo di dare la voce giusta alla Z900RS. Infine i cerchi, qualcuno li avrebbe voluti a raggi, a noi non dispiace la soluzione adottata, con un look che ne simula la leggerezza nell’aspetto, ma non rinuncia ai pregi del cerchio in lega, decisamente superiore nell’handling di guida.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★★½ 

Il 900 in versione cafè racer è forse ancora meglio
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Finendo la parentesi sul look della Z900RS, davvero curato nel minimo dei dettagli, anche le alette dei cilindri richiamano l’aspetto della antenata, malgrado poi in realtà il raffreddamento del motore sia in questo caso a liquido e non ad aria. Analoga la architettura a 4 cilindri in linea e la cilindrata di 900 della Z1, la Z900RS adotta però il moderno motore della Z900 “standard” da 948 cc, sottoposto a corpose modifiche per cambiargli il carattere, meno spinto in alto e più pieno ai bassi, con la curva spostata di circa 1.000 giri. La potenza di 111 CV (contro i 125 della standard) arriva così a quota 8.500, a 2 mila giri in meno eroga il valore massimo di coppia, di ben 98.5 Nm, in questo caso quasi identico alla sorella funbike, ma erogato 1.200 giri più in basso.

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L’erogazione è davvero come dovrebbe essere, pastosa, sempre piena fin dai bassi e con un gran carattere al salire dei giri. Il motore è praticamente privo di vibrazioni, ha anche la giusta dose di elettronica, come il controllo di trazione su due livelli (assente invece sulla Z900 standard), con il meno invasivo che consente perfino di impennare in tutta sicurezza, senza quindi rendere necessaria la sua esclusione, comunque possibile. Il taglio si sente solo all’orecchio, come sulle MotoGp, con il motore che telegrafa, mentre la sua azione produce una accelerazione costante, senza alcuna esitazione. Viste le temperature impegnative di questi giorni ne abbiamo potuto constatare il funzionamento davvero da lode. Dove senza elettronica avremmo provocato lo scivolamento della gomma posteriore, il KTRC provoca il “tartagliamento” del 4 cilindri, ma la moto macina metri e alza l’anteriore in prima ed in seconda marcia, se si apre tutto.

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Da segnalare poi la frizione morbida, perfetta anche nell’uso cittadino, grazie alla servoassistenza e che gode dell’antisaltellamento. Il motore è quindi il secondo grosso asso nella manica, dopo l’aspetto decisamente riuscito della Z900RS, che dalla sua ha anche una gran qualità nei dettagli.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

Sportiva quasi come la Z900 standard, offre però molto più comfort
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Saliti in sella di scopre una ciclistica attualissima ed efficace, con una frenata dal bel mordente, in grado di arrestare i 215 Kg in ordine di marcia senza alcun problema. Comoda la posizione di guida, che sorprende quasi inizialmente per l’altezza (quasi eccessiva, finché non ci si fa l’abitudine), non tanto per gli 835 mm da terra come valore assoluto, ma perché si sta seduti “sulla moto”, poco più in basso del serbatoio e non “nella moto”, come sempre più spesso accade. Diversa nell’impostazione rispetto alla Z900 standard, la RS è meno caricata sull’anteriore, ma resta il gusto di una moto sportiva e divertente nella guida, con il plus di un comfort maggiore, pur sempre senza protezione aerodinamica.

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Cambiano le quote della ciclistica, con una avancorsa di 98 mm (-5) e un interasse di 1.470 (+20), mentre la sella, come detto, si alza di ben 40 mm, per il resto avantreno e mono posteriore sono i medesimi della Z900, solo con una taratura leggermente diversa.

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Il risultato è però ovviamente diverso, perché se la RS è più comoda e meno aggressiva nell’impostazione, perde qualcosa in termini di reattività, pur restando una moto davvero piacevole da guidare. Poche altre cafè racer possono regalare tanto a chi le guidi.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★☆ 

La trasformazione in cafè racer costa circa 2.500 euro, ma ne vale la pena
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Non che in molti faranno un confronto diretto tra le due Z900, che si propongono a clientele abbastanza diverse, ma dai 9.190 euro di una Z900, si passa agli 11.790 della Z900RS. A conti fatti sono circa 2.500 euro in più, ma oltre al cambio di look, la RS sfoggia maggior qualità e cura ai dettagli, fondamentali in questo segmento, senza dimenticarsi di elementi come il controllo di trazione ed altro, giustificando pienamente la differenza. Se guardiamo i listini della concorrenza, la Z900RS si posiziona decisamente bene, soprattutto alla luce di ciò che offre da tutti i punti di vista, non solo per l’estetica, ma anche per motore e ciclistica. Va detto che è l’unica a poter unire una storia e radici che nascono da una iconica progenitrice di 45 anni fa, ad un piacere di guida così, oltretutto ad un prezzo più allettante, tanto per fare un esempio, a quello della gamma nineT di BMW.

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Alla versione con questa colorazione nera, si affiancano poi quella “Convert Green” (+200 euro), ma per noi i 300 euro aggiuntivi per la iconica livrea Orange sono assolutamente ben spesi. La Z900RS segna anche il debutto della gamma Moder Classic di Kawasaki, insieme alla sorella Z900RS CAFE, che monta un cupolino in stile Cafe Racer, un manubrio a piega bassa ed una sella dedicata. Disponibile nella sola colorazione Vintage Lime Green, questa versione ha un prezzo di listino di 12.290 euro.

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Quanto ai consumi, dai 5.5 litri ogni 100 Km dichiarati dalla Z900 standard si passa ai 5.3, grazie al fatto che la “cura cafè racer” lo fa girare più basso, rendendolo più efficiente. Se ci si lascia prendere la mano il valore medio si avvicina ai 15 Km/l, ma quando ci si gode l’anima più tranquilla della Z900RS la soglia dei 17-18 Km/l è facile da raggiungere. Cambia nelle forme il serbatoio, che resta però fermo a 17 litri di capacità, con una autonomia spinta quindi oltre 300 Km.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Look davvero riuscito, motore e ciclistica
Non ci piace:
Grip delle gomme di prima fornitura, posizione alta in sella

Kawasaki Z900RS: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Maneggevolezza:★★★★½ 
Cambio e trasmissione:★★★★☆ 
Frenata:★★★★½ 
Sospensioni:★★★★½ 
Guida:★★★★½ 
Comfort pilota:★★★★☆ 
Comfort passeggero:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★½ 
Qualità/Prezzo:★★★★½ 
Linea:★★★★★ 
Consumi:★★★★☆ 

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Abbigliamento del tester:
Giacca Dainese HF D1 Leather Jacket, prezzo al pubblico di 470 euro circa;
Scarpa Dainese STREET ROCKER D-WP, prezzo al pubblico di 170 euro circa;
Guanto Dainese BLACKJACK, prezzo al pubblico di 70 euro circa;
Pantaloni Dainese BONNEVILLE SLIM, prezzo al pubblico di 190 euro circa;
Casco: Scorpion Exo Combat, prezzo al pubblico di 230 euro circa;
Gilet riscaldato Capit Performance WarmMe, prezzo al pubblico di 200 euro circa.

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