Honda Rebel 500: la bobber da patente A2 [PROVA SU STRADA]

Una custom facile, ma dal look tenebroso

Honda Rebel 500 - La casa dell’ala dorata rispolvera un nome dal sapore anni ’80 per la nuova CMX 500, una piccola bobber facile ed accessibile a tutti

La “gamma Rebel” degli anni ’80 era costituita dalle CMX 250 e 450, due custom di piccola e media cilindrata che alcuni di voi ricorderanno, che hanno utilizzato questo nome, poi abbandonato per oltre 20 anni. Ora Honda lo rispolvera per lanciare un nuovo prodotto, che va a proporsi a tutti quei motociclisti che apprezzino il look delle bobber, che tanto successo stanno riscuotendo negli ultimi anni, ma che ai grossi bicilindrici, siano essi americani (tanto per fare qualche esempio, H-D ed Indian), italiani o inglesi, preferiscono una cilindrata più contenuta. Per l’occasione è stato ritoccato il noto bicilindrico delle CB500, che mantiene le sue caratteristiche fondamentali, ma acquisisce un carattere più morbido e consono per una moto custom. Ne è nato un prodotto interessante sia per un pubblico “adulto”, che magari preferirà la Rebel all’ennesimo scooter, ma che si propone soprattutto alla “generazione Y”, i giovani under 25 che sono cresciuti negli anni 2000 e che vedono in una moto in modo per esprimere la propria personalità. La nuova Honda Rebel 500 è per molti l’erede della fortunata Shadow 600, andata in pensione una quindicina di anni fa e non rimpiazzata per un interesse allora calato, ma oggi tornato alto, proprio per la voglia di custom e bobber

Estetica e finiture:

Voto: ★★★★☆ 

Bobber per piacere, ma anche comoda e facile per la guida
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Il primo sguardo porta subito ad apprezzare gli elementi che la rendono una bobber, a partire dal look nel suo complesso, minimale e con serbatoio a goccia, ma anche le gomme “cicciotte”, oppure le opzionali borse in cuoio di questo esemplare. La CMX500, o meglio la Rebel, come più semplicemente la possiamo chiamare, mette poi in mostra una finitura “total dark”, con una assenza di cromature, che fa parte del suo carattere. Stile a parte, l’attenzione è stata poi rivolta anche alla praticità ed alla semplicità di utilizzo, lo si evince ancor prima di “scendere in sella”. Si, perché è posta ad appena 690 mm da terra, proprio per la felicità di donne, neofite o meno che siano, dei motociclisti di statura non elevata ed in generale di tutti, perché una moto bassa è più semplice da gestire da fermi, in manovra e nel traffico cittadino. La Rebel unisce poi elementi tradizionali ad altri moderni.

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Tra i primi citiamo come esempio la sella singola, con uno strapuntino per il passeggero (che nel caso di presenza delle borse siede sull’elemento in cuoio che le unisce e le supporta), oppure il blocchetto di accensione, separato dal bloccasterzo, uno posto sul lato sinistro appena sotto al serbatoio, l’altro direttamente sulla piastra inferiore della forcella. Tra quelli moderni spicca invece la strumentazione, raccolta si nella classica forma circolare e con un aspetto minimale, ma costituita da un display LCD rettangolare, che snocciola i dati disponibili.

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Una conferma del fatto che a Keita Mikura, il “papà” della Rebel (è il suo Large Project Leader – LPL) ami unire elementi della tradizione con altri più fantasiosi ed innovativi. Elemento centrale è il motore, rifinito con verniciatura nera opaca e con la testa lucida (che mette in evidenza il doppio albero di distribuzione), che viene abbracciato dal telaio tubolare in acciaio, a cui si fissa in tre punti. L’aspetto molto semplice e privo di fronzoli della Rebel è poi sintomatico del fatto che, per chi lo apprezzi, possa essere una base perfetta per la customizzazione.

Motore e prestazioni:

Voto: ★★★½☆ 

Il cuore delle CB500 riceve piccole modifiche per renderlo più fluido e “pastoso”
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Per quanto riguarda il propulsore, Honda ha puntato sull’ottimo e collaudato bicilindrico frontemarcia che equipaggia le tre declinazioni della CB500 (la scarenata “F”, il crossover “X” e la sportiva CBR500R), che mantiene inalterate le sue caratteristiche fondamentali, con una cilindrata di 471 cc, raffreddamento a liquido (il piccolo radiatore è reso sapientemente poco visibile da una colorazione nera opaca) e distribuzione a 4 valvole per cilindro con bialbero (DOHC). Viene però reso più adatto ad una custom, privilegiando l’erogazione ai medio – bassi, grazie ad una elettronica modificata e al nuovo impianto di scarico. Eroga così 45,6 cavalli a 8.500 giri, mentre la coppia massima si attesta a 44,6 Nm a 6.000 giri. Dettaglio tutt’altro che secondario, la Rebel si può quindi guidare con la patente A2, mentre è ovviamente omologata Euro 4.

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Dal “pacchetto” CB500 eredita anche il cambio a 6 rapporti, ottimo negli innesti, ben spaziato tra una marcia e l’altra e perfetto sia nel frequente uso cittadino che per un utilizzo turistico ed extraurbano. Lo scarico unisce i due collettori nella zona inferiore al propulsore, da cui poi esce un elemento unico, con un silenziatore solo, posto sul lato destro della moto e basso, per lasciare spazio a borse e passeggero. Il sound è stato tenuto in considerazione per il suo sviluppo ed infatti la Rebel ha un rumore più cupo e gradevole delle CB500.

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L’erogazione è si più omogenea e con una schiena migliore del motore da cui deriva, ma la Rebel resta una bobber pensata e realizzata per chi non chieda alla sua moto di avere una coppia esagerata, come alcune altre, dalla cilindrata ben più abbondante, possono offrire. In questo alla CMX 500 manca qualcosina ai bassi, dove il bicilindrico tarda a reagire al gas, suggerendo di utilizzare con una certa frequenza il cambio, per tenere il motore allegro all’occorrenza. In assoluto la guida rilassata è il miglior uso che si possa fare di una moto piacevole proprio per questo scenario.

Guida e maneggevolezza:

Voto: ★★★★☆ 

Comoda e facile, ma anche divertente
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Lo abbiamo accennato, parlando del suo aspetto, la nuova Honda Rebel 500 è molto bassa di sella (690 mm), sia per una scelta legata al look, ma soprattutto per favorire la facilità di appoggio a terra dei piedi, anche a chi non è altissimo. Resta comoda anche per chi, come il sottoscritto, è alto 1.80. Oltre questa soglia le ginocchia iniziano a doversi piegare troppo ed il comfort va via via a ridursi. Si tratta di una moto piccola, ma la cui ciclistica e studiata per garantire una ottima stabilità, senza rinunciare però alla maneggevolezza, dato che l’uso cittadino è certamente uno dei suoi obiettivi. L’interasse è quindi un compromesso, non troppo contenuto con i suoi 1.488 mm, mentre le pedane non sono posizionate troppo avanzate, per assecondare una guida che può essere ben più sportiva di quanto non ci si possa attendere da una custom.

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La Rebel 500 consente infatti di guidarla in modo bello attivo e di divertirsi a trovare l’angolo massimo di piega, oltre al quale le pedane iniziano ad accarezzare l’asfalto, suggerendo di non andare oltre. La gomma anteriore “cicciotta”, garantisce un grip ottimo (anche in queste settimane dalle temperature vicine allo zero termico) ed anche una discreta velocità nei cambi di direzione. Sono stati adottati cerchi da 16” per entrambe le ruote, con gli pneumatici Dunlop che misurano 130/90 all’anteriore e 150/80 dietro. Curioso che il disco freno anteriore, da 264 mm, sia fissato al cerchio con una flangia che replica il disegno a 10 razze. Dietro troviamo un disco da 240, mentre il sistema ABS consente di ottenere sempre degli spazi di arresto discreti, anche se le staccate al limite non sono certo lo scopo per il quale la Rebel 500 è stata pensata e realizzata.

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Baricentro basso, peso contenuto in appena 190 Kg in ordine di marcia, la CMX 500 Rebel è semplice da guidare, ma tutt’altro che noiosa da guidare anche quando, invece di portarla a spasso, si inizia a guidarla in modo più dinamico. Durante il periodo in cui la abbiamo potuta provare, ne abbiamo infatti apprezzato la capacità di assecondare la “fretta del pilota”, sia in ambito urbano che tra una curva e l’altra di un percorso tortuoso.

Prezzo e consumi:

Voto: ★★★★½ 

Il bicilindrico è poco assetato, mente il prezzo è poco sopra quota 6 mila euro
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La CMX 500 Rebel è prodotta da Honda nei suoi stabilimenti in Thailandia, ma come visto gli standard qualitativi sono assolutamente come da tradizione della casa dell’ala dorata. Sul mercato italiano è disponibile in due colorazioni, Graphite Black e Mat Armored Silver Metallic, viene importata nella sola versione biposto con il sellino e le pedane del passeggero ed è offerta ad un prezzo di listino di 6.100 euro. La moto da noi provata era sostanzialmente “full optional”, essendo dotata di portapacchi posteriore tubolare (circa 417 euro), borse laterali morbide (420 euro + 225 per i supporti), parabrezza (335 euro) e presa 12V (77 euro).

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La capacità del serbatoio carburante è di 11,2 litri, sufficienti, alla luce dei consumi, a garantire oltre 280 Km di autonomia. Infatti a fronte di un valore dichiarato di 26 Km/l nel ciclo medio WMTC, la Rebel 500 ne percorre tranquillamente almeno 25, mentre farne meno di 22 con un litro di benzina è davvero impossibile, anche con una guida aggressiva in contesto urbano.

PRO E CONTRO
Ci piace:
Facile da guidare, ma anche divertente, consumi contenuti
Non ci piace:
Non troppo comoda per il passeggero, frenata migliorabile

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Honda Rebel 500: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★½☆ 
Maneggevolezza:★★★★☆ 
Cambio e trasmissione:★★★★☆ 
Frenata:★★★½☆ 
Sospensioni:★★★★☆ 
Guida:★★★★☆ 
Comfort pilota:★★★★☆ 
Comfort passeggero:★★★½☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★½ 
Linea:★★★★☆ 
Consumi:★★★★½ 

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Abbigliamento del tester:
Guanti: Dainese Ergotour Gore-tex X-trafit
Giacca: Dainese Bryan Leather Jacket
Pantaloni: Dainese Bonneville Regular
Scarpe: Dainese Street Rocker D-WP
Casco: Caberg Ghost Carbon

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