Benelli Leoncino 500: un omaggio alla storia ed un tassello per il rilancio [VIDEO PROVA SU STRADA]

Riprende il nome dal mitico 125 prodotto negli anni ’50

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Benelli Leoncino 500 MY2017 - Una moto che richiama al passato importante della casa, per puntare ad accelerare sul suo rilancio. Un appeal accattivante dal punto di vista estetico, ma di sostanza quando ci si mette in sella. Promossa a pieni voti sia la ciclistica, che permette di divertirsi parecchio, oltre al motore, medio e di carattere, con una trasmissione ottima

Benelli Leoncino 500: un omaggio alla storia ed un tassello per il rilancio [VIDEO PROVA SU STRADA]

Un modello che è un chiaro omaggio ad un mito del motociclismo italiano, che ha fatto la storia della casa Pesarese. Benelli che ora punta forte sul rilancio, con una gamma sempre più interessante.

Forse oggi non tutti lo conoscono, ma Antonio Benelli è stato il primo e più grande dei piloti italiani, che ha trionfato su tutte le piste del Mondo, proprio in sella ad una moto Benelli. Il pilota pesarese più celebrato insomma, almeno prima del 9 volte Campione del Mondo Valentino Rossi. La Leoncino punta proprio sulla storia, riprendendo il nome dal 125 prodotto negli anni ’50. Leoncino non è solo un nuovo modello, ma un concept autentico e puro, che grazie al nuovo Centro Stile della Casa di Pesaro, ritrova la sua identità e la sua spiccata personalità nel mondo moderno, ispirandosi al modello del 1956, che fruttò i maggior successi della casa Italiana.

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Realizzata in Cina, ma con progettazione e sviluppo fatti in Italia nella sede storica di Benelli, la bicilindrica Leoncino ha un look accattivante, esprime sportività ed eleganza, ma anche cura e qualità, come dimostra la bella strumentazione con una raffinata retroilluminazione blu, ben completa di informazioni e con un contagiri a LED. La Leoncino è facile nella guida, comoda ed ottimamente rifinita. È capace quindi di farsi apprezzare da una clientela molto ampia, come confermato dallo stesso Responsabile Commerciale Italia di Benelli, Gianni Monini.

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Il cuore della Leoncino è il nuovissimo bicilindrico quattro tempi, raffreddato a liquido, da quasi 500 cc, interamente sviluppato da Benelli. Ha distribuzione a doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro ed un corpo farfallato da 37 millimetri. Alla guida ci ha regalato momenti di grandissimo divertimento, è infatti un motore reattivo, fluido e che risponde bene in accelerazione non appena si dà gas, senza però mettere mai in difficoltà chi guida la Leoncino. Capace di 48 cavalli a 8.500 giri/min e di una coppia di 45 Nm a 5000 giri/min, è una moto alla portata di tutti, anche chi possiede la sola patente A2. Euro 4 ed abbinato ad un cambio a 6 velocità, dagli innesti precisi e dalla frizione leggera anche nell’uso cittadino.

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Il telaio della Leoncino è un traliccio in tubi d’acciaio a vista, con attacchi bassi sul motore ed un serbatoio che sembra quasi appoggiato, perfettamente integrato nel design della moto. La sella è vicina a terra, posta a quota 815 mm, mentre abbiamo trovato ottimo il feeling di guida. Il manubrio offre una posizione dominante, con la gradevole sensazione di avere il pieno controllo dei suoi 207 kg in ordine di marcia. I bei cerchi da 17” calzano gomme Pirelli Angel, in misure 120/70 e 160/60.

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All’anteriore troviamo una forcella upside-down con steli del diametro di 50 millimetri, mentre al posteriore la scelta è ricaduta su un forcellone con monoammortizzatore laterale. Entrambe le sospensioni sono regolabili. All’avantreno è montato un doppio disco di ben 320 mm di diametro, con pinze radiali a quattro pistoncini; dietro, invece, un disco di 260 mm ed una pinza a singolo pistoncino. Buono il funzionamento dell’ABS, che contiene gli spazi d’arresto e non si fa mai invasivo, oltre a mettere a disposizione la possibilità di escluderlo.

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Una moto che punta forte sull’estetica, davvero accattivante, ma che si lascia guidare bene, con una ottima ciclistica, di qualità e ben equilibrata ed un motore “giusto”, nulla di esagerato, ma capace di un bel brio e con una erogazione piena e tonda fin dai bassi. Il tutto si paga 5.990 euro, un prezzo davvero invitante per uno dei modelli più interessanti della casa italiana. La abbiamo provata in questa colorazione nera, ma la potete scegliere anche verde, argento o nel bellissimo rosso che abbiamo visto ad Eicma lo scorso anno.
Per il test abbiamo utilizzato, giacca, pantaloni, guanti e scarpe Dainese, casco Cast MT II (due). Per tutti i dettagli ricordatevi di leggere la prova completa sulle pagine di Motorionline.

La nostra prova
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Sulle strade della Romagna abbiamo provato questa nuova Benelli Leoncino, su un percorso misto. Salite e discese, molte curve ed un asfalto discreto a tratti, ma in altri scivoloso. Abbiamo percorso anche una strada che attraversa un bosco, con asfalto decisamente sconnesso. Il giusto compromesso quindi per testare le doti di questa new entry della cassa Pesarese.

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Appena saliti in sella, bastano pochi chilometri per capire quanto è facile questa Leoncino, anche per i meno esperti. La posizione di guida risulta comoda e naturale, grazie ad una sella bassa (a soli 785 mm da terra) ed al manubrio a piega bassa, largo e che permette comodamente un’impugnatura comoda e rilassata, sentendo perfettamente le reazioni dell’anteriore. Il design molto affilato ed i fianchi stretti aiutano a mettere i piedi a terra con sicurezza, manovrando la moto da fermo senza nessun impegno. La classica triangolazione manubrio – pedane – sella è ben studiata e dunque la posizione di guida risulta comoda e mai faticosa. La strumentazione è ben visibile, ci mostra le informazioni complete sullo schermo LCD; troviamo contagiri, contachilometri, indicatore di marcia inserita al centro, temperature, livello di carburante, orario e infine la spia dell’ABS.

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Sui tornantini a raggio ridotto, dove le velocità sono basse e si usano le marce corte, la piccola Leoncino 500 non delude, è svelta nello scendere in piega e rapida ad uscire dalle curve. L’erogazione è giusto solo un po’ pigra ai bassi, ma già dai 3.000 giri si riprende bene, con una erogazione del motore regolare e senza strappi, a dimostrazione che anche con 48 CV ci si può davvero divertire. Prendendo sempre più confidenza cerchiamo di forzare il ritmo nelle curve, per mettere a dura prova la nostra Leoncino. Anche alzando l’andatura risulta sempre divertente, ma sicura, trasmettendo al pilota un buon feeling, grazie alle sospensioni tarate bene ed ai pesi della moto ben distribuiti.

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In particolare, è nella fase di inserimento in curva, che risulta reattiva e precisa, con l’avantreno sempre incollato all’asfalto. La Leoncino sa essere divertente e sincera, molto stabile e sorprende per la rapidità che sfoggia nei cambi di direzione. Sempre molto preciso il cambio, sia in salita che in scalata, addirittura anche senza usare la frizione (cosa che vi sconsigliamo di fare nell’uso stradale, ma che aiuta a capire la “bontà” della trasmissione). Caratteristica che consente di non dover gestire le imperfezioni del cambio e di concentrarsi quindi sulla guida, sfruttando tutta la stabilità della Leoncino in ingresso curva.

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L’ammortizzatore posteriore risponde bene alle sollecitazioni, con una taratura “sul morbido”, almeno durante la nostra prova. Se proprio volessimo trovare il pelo nell’uovo, sui tratti irregolari è l’idraulica della forcella anteriore ad andare un po’ in crisi. Lavora bene, ma si avverte una risposta abbastanza secca, sarebbe preferibile una taratura standard meno rigida, ma è forse una questione legata allo stile di guida di ognuno. L’ABS (disinseribile) non risulta per nulla invasivo, interviene quando serve e, se si esagera in staccata, la risposta dell’impianto è davvero ottima. Anche qui, se vogliamo cercarle un difetto, la risposta è immediata e progressiva all’anteriore, ma in alcuni casi l’impianto è risultato poco efficiente, soprattutto quando il percorso incomincia ad essere impegnativo. Il freno posteriore è invece ben dimensionato e anche la pompa non richiede uno sforzo eccessivo. Buona la stabilità in rettilineo, dove le punte di velocità sono di tutto rispetto e dove la mancanza di un riparo aerodinamico importante non risulta fastidiosa. Ottima anche la nostra opinione sulle vibrazioni, molto modeste sia al manubrio che sulle pedane. Si avvertono soltanto al manubrio, quando si tirano le marce, altrimenti sono sostanzialmente assenti.

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In ultimo, una piccola segnalazione sulla visibilità della luce di posizione posteriore. Durante il nostro test abbiamo notato che, nelle Leoncino che ci precedevano, non era molto visibile, mentre lo Stop ha una intensità che è decisamente maggiore e si percepisce bene anche a distanza.

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Abbigliamento del tester:
Giacca: Dainese HF D1 Leather Jacket
Pantalone: Dainese BONNEVILLE SLIM
Scarpa: Dainese STREET ROCKER D-WP
Guanti: Mtech– Hero
Casco: Cast MT II

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23rd ottobre, 2017

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