Yamaha X-MAX 400 – Suzuki Burgman 400 MY2018, sfida tra campioni! [VIDEO PROVA COMPARATIVA]

Abbiamo testato entrambi, ecco il nostro confronto tra i due

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Yamaha X-MAX400 - Suzuki Burgman 400 - Arrivano a stagione ampiamente avviata ed a poche settimane l’una dall’altra, due tra le novità più interessanti dell’anno. Vi raccontiamo le nostre opinioni in un confronto diretto tra i due attesissimi scooter 400 MY2018

Yamaha X-MAX 400 – Suzuki Burgman 400 MY2018, sfida tra campioni! [VIDEO PROVA COMPARATIVA]

A fine luglio, quasi si fossero messe d’accordo tra loro, Yamaha e Suzuki hanno presentato e ci hanno permesso di provare due grosse novità (qui trovate gli articoli completi sul Suzuki Burgman 400 e qui la prova di Yamaha X-MAX 400).

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Si tratta dei rispettivi scooter 400, completamente nuovi rispetto ai modelli che vanno a rimpiazzare. Soprattutto in casa Suzuki il cambio di stile è evidente, con la rinuncia ad una discreta porzione della rinomata capacità del vano sottosella, per andare nella direzione di una maggior sportività. Si assottigliano quindi le differenze tra due modelli che invece in passato, più che essere in competizione diretta, dividevano l’utenza tra chi cercava un mezzo più comodo e spazioso (Burgman 400, ovviamente), e chi invece cercava una immagine più giovanile per il suo scooter, con una sportività più marcata, ma qualcosa in meno in quanto a praticità e comfort (Yamaha X-MAX400).
Ora li possiamo mettere a confronto, visto che sono in concorrenza più diretta, e siamo certi che una comparativa sarà attesa da molti dei loro acquirenti, vista l’utilità che potrebbe avere nell’effettuare una scelta tra i due, anche se, ve lo anticipiamo, non c’è un vincitore assoluto, perché le differenze ci sono ancora e giustificano scelte diverse, in funzione dei gusti e delle esigenze personali.

Comfort e versatilità

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Anche se rinuncia ad una parte dell’enorme vano sottosella, il Burgman continua a primeggiare

Abbiamo detto che il nuovo Burgman 400 scende a 42 litri (-20) in quanto a capacità del vano sottosella, ma mette sul piatto due grossi vani portaoggetti frontali, di cui uno con presa 12 Volt. Il suo rivale ha un vano sagomato in modo migliore rispetto al passato, che può ospitare anch’esso 2 caschi, ma che resta a circa 5 litri in meno come capacità totale. Anche l’X-MAX 400 ha due vani davanti alle ginocchia del guidatore, troviamo sempre una pratica presa elettrica, ma la capacità è decisamente più contenuta dei 6.3 litri totali che mette a disposizione il suo rivale. In sella sono entrambi molto comodi e con una ergonomia ben studiata, ma il Burgman 400 conserva un pelo di vantaggio, anche per chi siede dietro, grazie ad una sella di dimensioni maggiori e meglio imbottita (più spessa di 20 mm rispetto al vecchio modello). Stiamo però entrando nell’ambito di un giudizio soggettivo, perché le differenze sono davvero minime, dato che entrambi hanno selle confortevoli, ampie e dotate di uno schienalino per il guidatore. Anche le finiture sono di ottimo livello, con un sostanziale pareggio tra i due. Quanto alla pedana, per entrambi ha forme definite dal telaio, con un elemento centrale che separa i piedi e non consente di caricare comodamente oggetti come su altri scooter, ma lo spazio a disposizione per le gambe è migliore sul Burgman 400. Consente una maggiore possibilità di muoversi e di cambiare posizione, ma offre anche una sciancratura più abbondante che in passato, per recuperare una altezza da terra della seduta cresciuta di ben 40 mm (siamo ora a quota 755 mm, contro i 766 dell’X-MAX 400). Curate nel design e di generose dimensioni le maniglie per i rispettivi passeggeri, sia sullo Yamaha che per il Suzuki, così come entrambi agevolano il parcheggio anche su strade in pendenza, grazie alla presenza del freno di stazionamento. In questo l’X-MAX 400 fornisce uno dei vantaggi rispetto al fratello 300 (che ne è privo), che tanti vedono come tra i suoi diretti rivali dopo l’uscita del nuovo modello, più potente e di cilindrata incrementata. Avremo modo di dire la nostra più avanti, ma anche in questo caso le differenze sono più evidenti di quanto non possano sembrare in un confronto “teorico”, senza valutare dettagli, che possono però influire in modo importante nella valutazione. Il parabrezza è contenuto nelle dimensioni per entrambi, cosa che costringe, sia in un caso che nell’altro, a valutare l’acquisto di quello maggiorato, per tutti coloro che facciano un uso autostradale importante dello scooter. Da segnalare però che sull’X-MAX è regolabile, con 50 mm di differenza tra le due posizioni disponibili, mentre lo scooter di Iwata consente anche di modificare la posizione del manubrio. Tra le differenze tra i due citiamo invece la presenza di un pratico occhiello, sotto la pedana destra, per legare il Burgman 400 con una catena antifurto, mentre l’X-MAX 400 è dotato di un sistema Smart Key, che consente di tenere la chiave elettronica in tasca e gestire accensione o apertura del vano sottosella e del serbatoio dal “manettino”, che sostituisce il blocchetto.

Look ed aspetto estetico

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L’X-MAX resta più moderno e giovanile, anche se il Burgman 400 da berlina diventa coupè

Passando ad un mero giudizio estetico, a nostro parere il 400 di Yamaha è più sportivo e moderno anche rispetto al nuovo Burgman 400, che se pur ringiovanito del suo look e reso più filante dalle nuove proporzioni, resta più “tradizionale”. La cosa diventa quasi eclatante se si confrontano i due quadri strumenti, forse il vero tallone d’Achille dello scooter di Suzuki, su cui si poteva fare qualcosa in più. Troppo “vecchio stile”, cosa che si fa più evidente mettendolo di fianco al nuovo X-MAX 400, che offre invece un layout decisamente più accattivante, moderno e sportivo. Pur essendo entrambi basati sulla presenza di due grossi elementi circolari, il display nel mezzo è più ricco sullo Yamaha, mentre le forme della strumentazione sono più sinuose e meglio studiate. L’X-MAX 400 mette sul piatto anche la comodità di potersi spostare da una voce all’altra del menù attraverso i comandi sulla parte destra del manubrio, mentre il Burgman resta fedele ai due “vecchi” tasti direttamente sulla strumentazione, a dire il vero un po’ obsoleti e troppo “cheap” per uno scooter di questa fascia. Finiture di livelli più o meno similari, molto buone, ma con qualche caduta di stile in entrambi i casi, a dire il vero, con materiali ed accoppiamenti che, andando ad analizzarli e “toccarli” dal vivo, non sono sempre impeccabili. Suzuki vanta un “Made in Japan al 100%” che promette di farsi sentire alla voce affidabilità e durata nel tempo, ma in questo non abbiamo elementi a sufficienza per poter dare un nostro giudizio concreto.

Alla guida

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Un allungo più interessante per l’X-MAX, un raffinato ammortizzatore posteriore per il Burgman

In entrambi i casi le case produttrici promettono grossi passi in avanti rispetto ai modelli che vanno a rimpiazzare i due nuovi arrivati. Nuovi e più leggeri telai sono alla base infatti di questi progetti, con un cospicuo risparmio alla voce peso in ordine di marcia, che cala di 5 Kg per lo scooter della casa di Iwata ed addirittura di 7 per quello di Hamamatsu, con pesi in ordine di marcia che sono ora di 210 per l’X-MAX contro i 215 del Burgman. Sono ora in entrami i casi da 13 e 15” i cerchi, dato che il Burgman guadagna un pollice all’anteriore, cosa che si ripercuote positivamente sull’handling di guida. L’X-MAX 400, dal canto suo, guadagna la seconda piastra forcella, come una moto, passando al contempo ad una forcella leggermente più ridotta del diametro, proprio per la minor necessità di rigidità dovuta alla presenza di due piastre. Soluzione più raffinata per la sospensione posteriore del Burgman, che sfoggia un pregiato monoammortizzatore regolabile con attacco di tipo PRO-LINK, mentre l’X-MAX adotta un più semplice ed economico doppio ammortizzatore. Per i freni tre dischi pensano a fermare i due 400 giapponesi, da 260 mm per la coppia all’anteriore del Suzuki, da 267 per lo Yamaha, mentre dietro sono rispettivamente da 210 e 267 mm.

Alla guida si sono rivelati due ottimi scooter, con un sostanziale pareggio nel contesto cittadino, dove entrambi sono brillanti e molto maneggevoli, ben bilanciati e con un baricentro basso, che rende semplici le manovre da fermo, anche se le rispettive stazze non sono quelle di un “cinquantino”. Forse qualcosa meglio lo riesce ad offrire il Burgman da questo punto di vista, ma è nella guida extraurbana che allunga in modo più deciso rispetto al rivale, per la grossa differenza tra il raffinato PRO-LINK posteriore, contrapposto al doppio ammortizzatore dell’X-MAX, che può andare facilmente in crisi nella guida più sportiva, limitando un po’ le velleità dell’ammiraglia monocilindrica di Yamaha. I motori si bilanciano abbastanza, sono ovviamente entrambi Euro 4 ed hanno potenze analoghe, 31 i cavalli del Burgman, che arrivano a 6.500 giri, 33.3 a 7.000 per l’X-MAX, che ha il medesimo valore di coppia massima, 36 Nm, anche se a regimi differenti (il motore Suzuki lo raggiunge a 4.800 giri, quello Yamaha a 6.000). La cosa che si fa notare nell’utilizzo reale, perché se ai medio – bassi i due 400 sono entrambi eccellenti e molto vicini della corposa erogazione, in allungo il monocilindrico di Iwata offre qualcosa in più.

Prezzo e consumi

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Il Burgman promette più qualità, ma un listino impegnativo, l’offerta del lancio lo avvicina all’avversario

Partiamo dai consumi, con valori dichiarati molto vicini, che sono di 4.35 l/100km per il 400 di casa Suzuki, 4.18 per quello di Yamaha. All’atto pratico, ma avremmo bisogno di provarli in modo più approfondito, sembra che il Burgman, soprattutto in un contesto extraurbano, riesca ad essere leggermente più efficiente (durante la nostra prova si era spinto fin quasi alla soglia dei 30 Km/l!), ribaltando i valori dichiarati, ma siamo su valori di eccellenza per entrambi i contendenti. Autonomie, manco a dirlo, praticamente equivalenti, dato che i serbatoi sono di 13 e 13.5 litri, con solo mezzo litro in più per l’X-MAX.

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Suzuki dichiara in modo piuttosto esplicito che il nuovo Burgman 400 è “Made in Japan al 100%”, cosa che si ripercuote, almeno in teoria, in una qualità ed una affidabilità che dovrebbero essere molto elevate. Anche se nelle due prove il livello di finitura, l’attenzione ai dettagli ed all’assemblaggio si sono rivelati del tutto similari, c’è da ammettere che in alcune scelte tecniche il Burgman prevale come raffinatezza, prima tra tutte quella legata alla sospensione posteriore. C’è da dire però che Yamaha ingolosisce non poco condendo il nuovo X-MAX 400 con dettagli che mancano all’avversario di Hamamatsu, come il sistema KeyLess, il controllo di trazione ed un parabrezza regolabile. Due approcci sostanzialmente diversi, tra cui è difficile scegliere. Mettendo i pro ed i contro di uno e dell’altro sul piatto della bilancia, siamo in una situazione di pareggio quasi perfetto. Allora il prezzo potrebbe fare la differenza, soprattutto perché i rispettivi listini parlano di 7.899 euro per il nuovo Suzuki Burgman 400, ben 1.200 in meno per lo Yamaha X-MAX 400, che si ferma a 6.690 euro. Suzuki però offre il suo MY2018 ad un prezzo molto più competitivo per il lancio, con ben 600 euro di sconto ed una cifra che scende a 7.290 fino a tutto il mese di ottobre.


Chiudiamo con una piccola parentesi che riguarda i due fratelli X-MAX, nelle cilindrate 300 e 400. In passato il 250 era ben distante dal 400, per questo si proponevano a clientele diverse, con esigenze più “urbane” per il primo. Il nuovo X-MAX è salito in cilindrata, ma soprattutto ha guadagnato ben 8 cavalli, passando da circa 20 a 28 ed avvicinandosi molto ai 33 del 400. Quindi, almeno sulla carta, diventa quasi un rivale diretto del fratello maggiore. Nella nostra prova abbiamo però potuto toccare con mano le differenze tra i due, che giustificano pienamente i mille euro tondi a separarli. Parliamo di un doppio freno a disco, del freno di stazionamento e di una dotazione e di finiture più ricche, ma anche di una erogazione che regala maggiori soddisfazioni di quelle che i 5 cavalli non potrebbero far credere.

Qui trovate il video della nostra prova del Burgman 400 MY2018

Qui la nostra video prova dell’X-MAX 400 MY2018


A giudicare dalle visualizzazioni delle nostre due video prove sembra prevalere la casa di Iwata, ma sono entrambe tra le recensioni più visualizzate nel mese di agosto, a testimoniare l’interesse che ruota intorno a questi due modelli. A voi il verdetto….e l’acquisto!

Ha collaborato Fabrizio Rigano

Abbigliamento del tester in sella a Yamaha X-MAX400

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Giacca: Spidi Street Tex jacket
Pantaloni: Furious Tex JEANS
Guanti: Spidi Jab RR
Scarpa tecnica: Alpinestars
Casco: Caberg Uptown Gear

Abbigliamento del tester in sella a Suzuki Burgman 400:

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Giacca: Tucano Urbano Aeros
Pantaloni: Tucano Urbano Genova Gag
Guanti: Tucano Urbano Aero Touch
Scarpa: Stylmartin Sneaker Sunset
Casco: AGV K5 Jet

31st agosto, 2017

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