BMW K1600 GT MY2017, 6 la regina del turismo [PROVA SU STRADA]

La MY2017 è Euro 4 e con retromarcia, Dynamic ESA e altro ancora

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BMW K1600GT - Il “kappone” con il sei cilindri dà dipendenza, lo avevamo già scoperto e lo riconferma la MY2017, che oltre al lusso ed ai comfort che conoscevamo, guadagna molti aggiornamenti ed una retro opzionale per gestire meglio le manovre da fermo

BMW K1600 GT MY2017, 6 la regina del turismo [PROVA SU STRADA]

Lo scorso anno ne eravamo rimasti (inaspettatamente) folgorati e ricordiamo ancora il momento della separazione come uno dei più “sentiti” (qui l’articolo con la prova su strada completa). Al fascino ed al sound del 6 in linea, riesce infatti ad abbinare doti di maneggevolezza ed un piacere di guida che mai ti aspetteresti da una moto da oltre 330 Kg di peso.

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A coccolare i suoi fortunati proprietari la K1600 GT ci pensa poi con ogni tipo di accessorio che si possa desiderare, dalla radio al navigatore (opzionale, ma integrato nel cruscotto), passando per la chiusura centralizzata delle due valige rigide ed anche dei vani portaoggetti sparsi per la carena. Non mancano poi i fari allo Xeno di tipo adattivo, il sistema Keyless e molto altro. Certo, in parte si tratta di accessori a pagamento, ma osando un po’ in fase di acquisto, vi portate a casa una moto con cui la voglia di viaggiare, o semplicemente di andare in ufficio in sella all’ammiraglia tedesca, salirà certamente alle stelle.

Arriva la settima marcia: la retro
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Come detto, la prova su strada dello scorso anno è ancora abbastanza fresca (eccovi il link),
http://moto.motorionline.com/2016/02/19/bmw-k1600-gt-alla-scala-delle-ammiraglie-prova-su-strada/
motivo per il quale vogliamo soffermarci sulle novità di quest’anno, dato che il carattere e le doti della moto restano sostanzialmente gli stessi. Non si tratta però di interventi banali, perché il 2017 ha portato una ventata di novità importanti nel settore delle due ruote, grazie alla “scusa” del passaggio obbligatorio ad Euro 4. Per la K1600 l’occasione è stata utile per aggiungere al già corposo pacchetto di tecnologia e della dotazione di quella che di fatto è la regina delle ammiraglie, un buon numero di interessanti opzioni. Quella “ad effetto” è la retromarcia. Si tratta di un optional e ne siamo tutto sommato felici. Perché da un lato è una gran bella comodità e può aiutare a trarsi d’impaccio da situazioni piuttosto complesse, dall’altro se ne potrebbe tranquillamente fare a meno. Gli americani ci insegnano, ad esempio, che le moto di una certa stazza, se parcheggiate e gestite con un po’ di intelligenza, possono rinunciare ad aiuti come questo, anche quando il peso sale in zona 3-400 Kg. Come? Ad esempio se posizionate la moto sul ciglio di una strada, mettendo il muso prima verso sinistra ed avvicinandosi poi in retromarcia al bordo o ad un eventuale marciapiede, sfrutterete la pendenza (necessaria per far defluire l’acqua piovana) e vi troverete pronti per ripartire senza il minimo sforzo.

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Stessa cosa per una inversione di marcia su una strada in salita o discesa, basta ragionare sulle pendenze e sfruttarle per scivolare indietro, usando invece il motore per risalire nella giusta direzione. Detto questo, a volte capita di sbagliare una valutazione o manovrare in modo distratto, trovandosi invece con il muso “a valle” e, se il peso della moto è ingente, la faccenda diventa fastidiosa. Ecco allora che quella magica “R” sul blocchetto di sinistra si fa interessante. Costa 980 euro, ma potrebbe valerne la pena, perché funziona egregiamente. Basta mettere in folle, premere il tasto R e successivamente usare il tasto di accensione per “dare gas”. I giri del motore salgono, ma non per muovere la moto, bensì per consentire al motorino di avviamento di agire “al contrario” senza eccessivi carichi di tensione per la batteria. Riesce a spostare la K1600 anche su pendenze discretamente impegnative e ad una velocità che consente di gestire la “camminata” all’indietro senza perdere l’appoggio. Certo all’inizio bisogna prenderci la mano, perché mancare l’appoggio con un piede potrebbe portare a rovinose conseguenze, ma far fare al motorino tutta la fatica è un gran bel vantaggio. A manovra conclusa occorre premere di nuovo il magico tasto, per riattivare la marcia avanti.

Motore Euro 4
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Certo, la novità ad effetto è la presenza della retromarcia, quella più importante è però l’adeguamento alle più severe direttive Euro 4. Soprattutto il modo in cui vengono recepite, senza perdite di potenza ed anzi con una nuova mappatura che rende ancora più godibile il mitico 6 in linea. La sua sonorità resta unica, con quel sapore che ci fa tornare in mente, in alcuni frangenti, quelle M3 degli anni ’90 (la Serie 3 “E46”), con cui ha in comune l’architettura. Il plurifrazionato sa essere docile ed estremamente elastico ai bassi regimi, quando di riesce a viaggiare in sesta anche ad andature urbane, mentre agli alti la sua voce si fa più acuta ed appuntita, fino ad arrivare ad urlare. Gira fino a quota 8 mila circa, con la potenza che resta identica alla “vecchia” K1600, con 160 cavalli erogati a 7.750 giri. Stesso dicasi per la coppia, con un valore di punta di 175 Nm a 5.250 giri, ma a 1.500 giri il 70% di questo impressionante dato è già disponibile. Nuovi sono i catalizzatori, modificati per il passaggio ad Euro 4, come anche i terminali, che hanno ora una linea resa più dinamica dalle alette orizzontali, senza rinunciare a richiamare il tema del sei, legato ovviamente al numero dei cilindri.

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Il 1649 cc resta una unità unica nel suo genere, ma anche il propulsore sei cilindri in linea più leggero e compatto di sempre nella classe “over 1000”. Il peso contenuto in 102,6 chilogrammi, con distanze molto contenute tra i cilindri che lo rendono ben più stretto dei sei cilindri in linea finora costruiti in campo motociclistico. Sfrutta tre tipi di risposta, in funzione delle modalità tra cui è possibile scegliere: Rain (l’unica che riduce la potenza fino a 147 cavalli), Road e Dynamic. Le si imposta in un istante tramite il tasto sul blocchetto sul semi manubrio di destra. Il controllo di trazione, di serie, è invece inserito tra molte funzionalità del menù, forse per indurre meno in tentazione chi guida il “Kappone”. La coppia in gioco e tale da suggerire di non togliere le briglie dell’elettronica al 6 in linea, onde evitare di trovarsi a lasciare strisce nere con la gomma posteriore, o peggio. Resta una moto facile ed intuitiva anche senza controlli, ma a tutti gli effetti farne a meno non porta nessun vantaggio, anche per un funzionamento che è molto poco invasivo.

Cambio elettro assistito Pro
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Un altro debutto sulla K1600 GT MY2017 è quello del cambio con assistenza elettronica, che consente di cambiare senza frizione, a gas aperto a salire, chiuso quando si scala. Nel primo caso una velocissima interruzione di corrente consente al rapporto superiore di entrare e di perdere il minor tempo necessario per concludere l’operazione, a tutto vantaggio dell’accelerazione. In scalata invece viene effettuata una doppietta che porta il regime al livello perfetto per innestare la marcia inferiore. Tutto perfetto quando si guida in modo un po’ dinamico o in un contesto extraurbano, mentre in città la frizione riesce a regalare sempre delle cambiate un po’ più dolci e fluide, anche se si può comunque sfruttare l’assistenza senza grossi problemi. Anche in questo caso si tratta di un accessorio non di serie, ma parte di un pacchetto o acquistabile singolarmente per 440 euro. I vantaggi sono sia in termini di tempi di cambiata, ma anche di comfort.

Sospensioni Dynamic Esa
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Gli affermati sistemi Duolever e Paralever vengono ora coadiuvati nel loto funzionamento dalla regolazione elettronica della sospensione Dynamic ESA, di serie. Un sistema semi attivo che va a regolare automaticamente anche l’ammortizzazione. Se già la “vecchia” K1600 aveva portato verso l’alto il limite per una moto da turismo, in grado di coniugare le esigenze di comfort con quelle di sportività, e di maneggevolezza, la nuova ha ulteriormente alzato l’asticella. La scelta tra le opzioni Road o Dynamic, consente infatti di tarare le sospensioni in funzione del tipo di utilizzo che si vuole fare della moto, rendendola ambivalente. Con la prima modalità, più turistica, l’adattamento delle sospensioni è completamente automatico e votato prevalentemente al massimo comfort, senza dimenticarsi della trazione, su qualsiasi fondo stradale.

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Il precarico della molla resta sempre legato allo stato di carico della moto, indipendentemente dall’ammortizzazione. Passando invece all’impostazione Dynamic, la taratura delle sospensioni si fa più sostenuta e votata alla guida sportiva. Il “cervello” del sistema elabora vari dati, come l’accelerazione e la decelerazione, per tarare al meglio gli ammortizzatori anteriori e posteriori, che vengono adattati in pochi millesimi di secondo. Il risultato è un comportamento di guida particolarmente stabile e comunque mai scomodo, assecondando comunque e sempre anche una buona dose di comfort. In effetti dalla K1600 non si scende mai stanchi, sia dopo un lungo viaggio che dopo una sportiva passeggiata su una strada tortuosa; noi ci abbiamo percorso questa volta circa mille chilometri e ve lo possiamo assicurare.

Le novità non si fermano qui
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Vi abbiamo raccontato gli importanti interventi migliorativi, tutti comunque non stravolgo il carattere della K1600 GT, ma la rendono una moto ancora più comoda e dinamica, a seconda del modo in cui la si voglia guidare. Le novità della MY2017 non finiscono però qui. Troviamo, ad esempio, una strumentazione ridisegnata, ma anche l’opzionale eCall, attraverso il quale è possibile gestire la chiamata di emergenza “intelligente”, per un soccorso veloce in situazioni di emergenza. Può essere attivata automaticamente o manualmente, trasmettendo i dati relativi alla posizione e le coordinate del luogo in cui si trova la motocicletta, in modo da attivare le misure di soccorso attraverso il Call Center BMW. Il tutto si basa su un sensore di collisione, oltre che sulla presenza di un tasto dedicato per l’azionamento manuale.

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Ridisegnate in parte le forme della carena, in modo da ottimizzare la protezione aerodinamica, mentre si conferma il cupolino / parabrezza regolabile elettricamente e con funzione di memoria. Allo spegnimento si abbassa automaticamente, per poi tornare nella posizione memorizzata alla riaccensione della moto. Si parte da un prezzo di listino di 23.200 Euro, a cui vanno aggiunti eventuali optional, alcuni dei quali “vivamente suggeriti”, come quelli di cui vi abbiamo parlato tra le novità, ma non solo. Ad esempio il Pacchetto Safety offre Adaptive Light Control, luce diurna, controllo pressione pneuamtici RDC, Hill Start Control; il tutto per 1.000 euro aggiuntivi, mentre il Pacchetto Comfort, con 1.550 euro, include il cambio elettro assistito Pro, la chiusura centralizzata, l’impianto antifurto, Keyless ride e proeittore supplementare LED. Restano sostanzialmente invariati i consumi, con valori medi di 17-18 Km/l, che si traducono in un dato di autonomia importante, nell’ordine dei 450 Km, grazie ai 26.5 litri di serbatoio.

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Servizio fotografico: LINGEGNERE

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Abbigliamento del tester:
Giacca: Alpinestars Motion Waterproof Jacket
Pantalone: Alpinestars Denim Pants – Raw Indigo
Guanti: Alpinestars Masai Gloves
Stivali: Dainese TR-COURSE OUT AIR
Casco: Caberg STUNT BLIZZARD

21st luglio, 2017

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