Ducati 939 Supersport S, bella e possibile [VIDEO PROVA SU STRADA]

Vestita con una classe assoluta, ma incredibilmente fruibile

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Una moto che è piaciuta ad Eicma 2016 al punto di vincere il premio della più bella, che in sella ha saputo convincerci, da molti punti di vista, Rabbiosi i 113 cavalli del Testastretta 11° da 937 cm³, comoda e maneggevole come non potresti mai pensare

Ducati 939 Supersport S, bella e possibile [VIDEO PROVA SU STRADA]

Bella e possibile, potremmo proprio definirla così, perché riesce a coniugare la bellezza estetica di una Panigale ad una fruibilità che le supersportive hanno perso negli ultimi venti anni circa. Della sorella maggiore richiama lo stile ed alcuni elementi nel design, con un fascino ed una presenza davvero di effetto. Siamo nell’ambito della soggettività, ma le Ducati sportive dal vivo non lasciano indifferente quasi nessuno, lo dimostrano i numerosi premi vinti, ultimo dei quali quello di moto più bella di Eicma 2016, proprio con la SuperSport.

La Panigale ha però subito il processo di calo nelle vendite che le supersportive hanno accusato, come detto, negli ultimi venti anni, vuoi per fattori legati alle dinamiche del mercato, ma soprattutto perché le potenze sempre più elevate le hanno rese difficilmente sfruttabili su strada e sempre più relegate alla guida tra i cordoli di un circuito. Restando su potenze “umane”, le fun bike hanno di fatto rimpiazzato le sportive carenate di un tempo e moto come questa si vedono sempre più di rado. Al punto che qualche detrattore non ne capisce la logica. “Soli” 113 cavalli ed un aspetto così, con i semi manubri al posto di un più comodo manubrio alto, hanno messo qualche dubbio anche a noi, in tutta sincerità. Ed invece, come avremo modo di raccontarvi, la Supersport ci ha saputo convincere fin dai primissimi chilometri ed è una bella, sia esteticamente che nella guida, ma assolutamente possibile, come prezzo e come fruibilità, al punto che la abbiamo utilizzata anche nelle tratte casa – ufficio in città, senza il minimo problema.

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Iniziamo dall’aspetto, anche se la SuperSport parla da sola, basta guardarla per apprezzarne un look. Eleganza e sportività sono doti in cui non è seconda a nessuno, rimarcata dalla scelta cromatica in tinta unita, che può essere il classico rosso o questo bel bianco, disponibile però solo per la “S”. Un elemento che forse a qualcuno potrebbe sfuggire è l’attenzione per il dettaglio, che porta ad esempio a nascondere all’occhio le viti, con le carene che sembrano incollate o incastrate sulla moto.

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Il frontale è certamente riconoscibile dalla firma luminosa, con la luce diurna a LED che è tra i dettagli di ispirazione sportiva più caratteristici. Si tratta di una lama luminosa dalla forma inconfondibile che, oltre a garantire visibilità durante il giorno, rende più affilato lo sguardo della moto.

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Bellissimi i cerchi con razze a “Y”, mentre lo scarico doppio è compatto e posto sul lato destro, nel nostro caso troviamo un Akrapovič opzionale, ma sempre omologato.

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Quello che stupisce è il plexiglas frontale, dalla sinuosa forma, che cela una interessante chicca: è infatti sollevabile di ben 50 mm, per garantire una protezione aerodinamica adeguata nelle tratte autostradali.

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Il cuore di questa nuova Ducati è il Testastretta 11° da 937 cc, accreditato di 113 cv a 9.000 giri/min. Coppia massima di 96,7 Nm a 6.500 giri, ma a 3.000 giri è già disponibile oltre l’80% di questo valore. Il noto motore, già visto sulla Hypermotard, ma anche sulla nuova Multistrada 950, è stato rivisto in molti dettagli, incluse le nuove teste, oltre ad avere ora il sensore della marcia inserita, abbinato al Ducati Quick Shift (DQS) di serie sulla SuperSport S e optional sulla standard, che funziona sia a salire che a scendere, liberando il pilota dalla gestione della frizione.

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Davvero eccellente nel suo lavoro, non solo nell’uso più sportivo, con la particolarità di poter funzionare in scalata anche se il gas non è chiuso. La frizione è di tipo a cavo, ma abbinata all’antisaltellamento. Chiudiamo con una nota legata alla manutenzione, dato che Ducati significa Desmo, che a sua volta si traduce nella manutenzione delle cinghie della distribuzione, che avviene ad intervalli di 30 mila chilometri, mentre il tagliando base ogni 15 mila.

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L’elettronica è un classico Ducati, con la possibilità di tarare tutto per cucirsi addosso la moto come meglio si crede. I 3 riding mode preimpostati, ma modificabili liberamente, agiscono sulla risposta del motore, sul Ducati Traction Control (DTC) su 8 livelli e sull’ABS su 3. La vocazione turistica è invece garantita dai 16 litri di capacità del serbatoio, che con i consumi rilevati nel nostro test, prossimi ai 17-18 km/l, si traducono in una autonomia che si avvicina a quota 300 km.

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Salendo in sella si nota subito che la triangolazione pedane – sella – manubrio garantisce una posizione ben più comoda di quella di una Panigale. I semi manubri sono infatti piuttosto alti e prediligono il comfort, anche se nella guida più sportiva la SuperSport non diventa affatto goffa, anzi. A voler continuare un parallelo con le sorelle maggiori sono la maneggevolezza e la facilità di guida a far la differenza, con la SuperSport che è sveltissima nei cambi di direzione, anche sullo stretto a basse velocità. La ciclistica si sviluppa intorno ad un telaio con motore portante, mentre sul fronte sospensioni, ampiamente regolabili, la “S” sfoggia una Ohlins con steli da 48 mm, al posto della Marzocchi da 43 per la SuperSport standard, abbinata al mono-ammortizzatore Sachs, Ohlins per la “S”. Come da tradizione Ducati, il partner per le gomme è Pirelli, con le sue Diablo Rosso III, in misura classica 120/70 davanti, 180/55 al posteriore, dettaglio che oltre alla maneggevolezza favorisce l’ottenimento di un angolo di piega massimo di ben 48°.

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Il peso è di 183 Kg a secco, 210 in ordine di marcia, mentre pinze Brembo monoblocco M4-32 aggrediscono due dischi da 320 mm. Molto ricca la strumentazione LCD, in grado di snocciolare molti dati, tra cui scorrere con il cursore sul blocchetto sul semi manubrio sinistro. Il Ducati Multimedia System è anche in grado di colloquiare via Bluetooth con il proprio telefono, in modo da riportare sul display alcuni dati, come le notifiche per chiamate in entrata o messaggi.

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Oltre alla maneggevolezza ed alla versatilità con una propensione ad essere piacevole da guidare in ogni contesto, la SuperSport mette sul piatto una sportività marcata, con un allungo del propulsore decisamente corposo nella sua erogazione ai medi e alti regimi. Le marce snocciolate con scioltezza grazie al cambio elettro assistito ed il forte invito del Testastretta a farlo salire di giri dando la manetta del gas possono portare ad andature ben superiori a quelle previste dai limiti. L’unico difetto di questo propulsore è che è vuoto ai bassi, tanto che sotto la fatidica quota dei 3.000 giri, dove la coppia è poi disponibile in abbondanza, conviene tenere la leva della frizione in mano in curva, oppure scalare al rapporto inferiore.

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La SuperSport ci ha saputi convincere al 100%, scende in piega rapida e non è mai impegnativa, ben bilanciata e fluida, alla portata anche di un pilota non troppo esperto, che unisce aspetti estremamente sportivi ad altri turistici, come l’elettronica sopraffina, una erogazione cattiva, ma fluida, accompagnata da un sound molto accattivante e l’ottimo quick shift, ma anche un cupolino alzabile, quote per nulla “impiccate” come posizione di guida ed una strumentazione molto completa. Un compromesso che in tutta sincerità non ci saremmo aspettati di apprezzare, che invece è gradevole e che potrebbe convincere molti motocicilisti.

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In quanto ai prezzi, si parte da circa 13 mila euro per la standard, si sale vicino quota 14.700 per la “S”, che diventano 14.900 con questa sensuale tinta Star White Silk.

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E in pista? Premettendo che molti dei clienti della SuperSport potrebbero anche non andarci mai, noi siamo molto curiosi di verificare sul campo quanto ci viene riferito, perché contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, sembra che questa moto sia molto a suo agio e divertente anche tra i cordoli. Un tale Marco Melandri non molto tempo fa l’ha provata in circuito e pare non volesse più scendere… Se invece volete spingervi verso il turismo, si possono montare le borse laterali dedicate, a dimostrazione del fatto che si tratti si di una sportiva, ma fruibile e versatile come poche.

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Abbigliamento del test:
Giacca: Spidi Evorider Tex
Guanti: Spidi STR-4 Coupe
Pantaloni: Spidi Ronin Pants
Stivali TCX R-S2 Evo
Casco Caberg Duke II Legend Ducati

3rd luglio, 2017

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