BMW R nineT Urban G/S, in sella all’erede della mitica R80 regina della Dakar [VIDEO PROVA SU STRADA]

La quinta delle nineT, la prima con voglia di offroad

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Tanti i richiami alla moto che agli inizi degli anni '80 conquisto più edizioni del raid africano, attenzione però che quel "Urban" del suo nome svela da subito che G/S lo è più nell'immagine che nei fatti, ma che bella!

BMW R nineT Urban G/S, in sella all’erede della mitica R80 regina della Dakar [VIDEO PROVA SU STRADA]

Dopo averla svelata nella prova completa di pochi giorni fa (qui il link all’articolo della prova su strada), ecco il video con le immagini abbinate alle impressioni del nostro Gianluca Cuttitta.

Delle cinque nineT è quella con il fascino maggiore per tanti appassionati della casa dell’Elica, grazie ai forti richiami alla prima delle G/S. La Urban G/S riprende infatti il DNA della primissima e leggendaria BMW R 80 G/S del 1980 e lo porta ai nostri tempi, con una classica motocicletta dallo spirito e dal gusto retrò, arricchita dalla tecnologia dei nostri tempi. Per la prima volta la nineT oltre alla strada punta anche al fuoristrada, se pur non impegnativo. Non mancano l’ABS di serie ed il sistema ASC Automatic Stability Control (opzionale), che assicurano un’esperienza di guida moderna nel massimo comfort, evitando lo slittamento della ruota posteriore su fondi stradali scivolosi, ma consentendo di disinserirli, cosa molto utile nella guida in offroad.

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Nel design la Urban G/S sembra essere veramente figlia della sua leggendaria antenata, stiamo parlando della R 80 G/S, presentata al Salone di Colonia nel 1980, ben 37 anni fa. Il parafango bipartito della ruota anteriore si rivela un dettaglio interessante e riprende la classica immagine di una moto enduro. Un’altra caratteristica è il serbatoio, che accentua ulteriormente il look da offroad ed è abbinato ad una mascherina tonda del proiettore, riprendendo in modo forte lo stile della prima G/S, plurivincintrice alla Dakar.
Come nel modello originale, anche la R nineT Urban G/S viene arricchita da decorazioni sul serbatoio in due tonalità di blu e dalla sella biposto di colore rosso chiaro, un accostamento cromatico che interpreta i colori di BMW Motorsport del passato, tutto questo con un telaio verniciato di nero.
L’equilibrato triangolo ergonomico della Urban G/S favorisce una guida agile e sicura, con una sella allungata ed i poggiapiedi arretrati, più bassi e più ampi, che permettono una postura più rilassata e sciolta, anche quando all’asfalto si sostituiscono la ghiaia o la terra, offrendo maggiore stabilità e precisione per i piloti di ogni taglia.

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Il bicilindrico boxer raffreddamento aria/olio, con contralbero di equilibratura centrale, è ormai conosciutissimo da mezzo Mondo, ma come vedremo sembra essere come il buon vino: più passa il tempo e più migliora. Ha una potenza di picco di 110 CV a 7.750 giri, con una coppia massima di 116 Nm, che viene raggiunta a 6.000. Offre, come nessun altro propulsore motociclistico, un design inconfondibilmente autentico, con una sonorità originale ed unica, riconoscibile ad occhi chiusi.

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Il telaio a doppia trave in acciaio a composizione modulare è composto da tre componenti: telaio principale anteriore, telaio principale posteriore con sezione del telaio finale integrata e telaietto del passeggero. I singoli componenti del telaio sono avvitati uno all’altro, con un forcellone monobraccio in alluminio pressofuso.
Le sospensioni sono identiche a quelle della Scrambler, con una tradizionale e sofisticata forcella telescopica Showa all’anteriore, con escursione di 125 millimetri, mentre al posteriore troviamo l’affidabile monobraccio Paralever, utilizzato anche negli altri modelli Heritage di BMW Motorrad, con un ammortizzatore centrale con molla verniciata in bianco e con escursione di 140 millimetri.

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Per quanto riguarda i cerchi, l’esperienza di guida della Urban G/S è caratterizzata anche dalla presenza dei raggi, con una ruota all’anteriore da 19 pollici e con pneumatici stradali di serie, ma possono essere scelti, senza sovrapprezzo, pneumatici tassellati Continental TKC80. Le misure sono 120/70 ZR19 per l’anteriore, mentre il posteriore è un 170/60 da 17 pollici. La Urban G/S ha un doppio disco dal diametro di 320 millimetri, con pinza freno a quattro pistoncini. Sulla ruota posteriore il compito di decelerazione lo assume un freno monodisco, dal diametro di 265 millimetri e con pinza flottante a due pistoncini. La nineT G/S è in vendita a 14.400 euro, mentre sarà disponibile nelle concessionarie dalla metà di giugno. Come per tutte le 5 sorelle della gamma Heritage, gli optional BMW Motorrad e gli accessori originali, offrono numerose possibilità di personalizzazione.

La nostra prova su strada
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Per rimanere fedeli all’immagine di questa versione nella nineT, la nostra prova parte da un percorso sterrato, fatto di ghiaia e di piccoli sassi. Anche in questo terreno la BMW nineT G/S sembra trovarsi subito a suo agio.
Siamo consapevoli che guidare in fuoristrada richiede una tecnica di guida diversa e vogliamo vedere come si comporta questa G/S. Gas leggero, lasciamo scaldare il motore, e partiamo. Non ci sono ostacoli ed è venuto il momento di prendere confidenza con la giusta posizione: quella in piedi. La moto risulta bilanciata, ha una stabilità ineccepibile sia alle basse andature che alle alte, grazie al baricentro basso che ci permette di spostarci negli ostacoli con nonchalance. L’incredibile agilità entra in simbiosi con la reattività del bicilindrico boxer bialbero, che convince sempre, perché con un filo di gas sale senza problemi di giri, ma quando gli si chiede di più, proiettata in avanti la moto come una fucilata!

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Infine un elogio al freno motore, che è risultato moderato e proporzionato, rallentando la moto, ma non eccessivamente: quel tanto che basta per non permetterci di toccare i freni, rimanendo comunque ad una bella andatura, o al massimo ce li fa sfiorare prima di una curva, sia essa a raggio ridotto che medio.
Le sospensioni si possono regolare autonomamente e sono risultate ottime, assorbendo egregiamente ogni asperità e trasmettono il giusto feeling al guidatore (merito anche dell’ottimo BMW Paralever). Infine la frenata è sempre all’altezza del peso e delle prestazioni, stabile e bilanciata. La Urban G/S è però forse più una provocazione stilistica, piuttosto che una reale concorrente in fuoristrada della vera GS. Per questo, ne siamo quasi certi, in pochi la sceglieranno dotata di gomme tassellate per affrontarci l’offroad più estremo, ma qui emerge però la sua spiccata vocazione all’uso urbano. Risultata quindi un ottimo compromesso, anche se avremmo voluto provarla con gomme stradali, in quanto in curva bisognava andare cauti e con moderazione con le coperture con i tasselli, ottime per la trazione su terra e fango, ma non il massimo per uso cittadino e su asfalto.

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In conclusione una moto che si è rivelata stabile e veloce tra le curve ed a suo agio tra la polvere, con un look davvero unico ed esclusivo, Heritage di nome e di fatto.

Abbigliamento del test:
Giacca: Mtech SUPERAXEL, se “Born to be wild” è la tua canzone preferita, sogni la California e avresti voluto vivere alla fine degli anni ’60 per non perderti Woodstock, allora amerai questa giacca da moto. Realizzata nella speciale PELLE USED a effetto invecchiato, vanta cerniere in ottone e uno dei migliori design cafe racer in circolazione.
Guanti: Mtech Daytona Classic, guanto da moto realizzato in una speciale pelle dall’effetto invecchiato. La chiusura del polso con il bottone e la fodera interna con trama a scacchi sono dettagli vecchio stile. Le nocche nascoste offrono protezione contro eventuali impatti, mentre il doppio strato di pelle sulla zona esterna della mano previene le abrasioni.
Casco: Caberg Ghost
Stivali: Alpinestars
Pantalone con protezioni: OJ Jeans Sole blu man, in denim elasticizzato con inserti in fibra aramidica. Protezioni Safe-Tech estraibili fianchi-ginocchia

Le riprese on board sono state realizzate con Lampa Action Cam 3 – 4K ultra HD

10th giugno, 2017

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