BMW R 1200 RT, il fascino della sportiva in una moto tutta da guidare [PROVA SU STRADA]

A spasso per l'Europa con una delle regine del mototurismo

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BMW R 1200 RT, il fascino della sportiva in una moto tutta da guidare [PROVA SU STRADA]

Servizio fotografico: LINGEGNERE

La BMW R 1200 RT – L’avevamo già provata in passato (qui in link all’articolo), questa volta l’abbiamo affidata al nostro collaboratore Alessio Sanavio, che l’ha portata a spasso per mezza Europa. Ecco le sue impressioni dopo oltre 3.500 chilometri in sella.

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Si tratta sostanzialmente di una vera regina del mototurismo e si caratterizza fondamentalmente per alcuni aspetti tra i quali la maneggevolezza, la stabilità ed il comfort di guida in marcia. È una moto fatta per andare a briglia sciolta e percorrere il maggior numero di chilometri possibili, ma sa sorprendere anche nell’uso quotidiano.

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La possibilità di spostare a mano i 276 kg della moto (in ordine di marcia) richiede un minimo di braccia tuttavia appena ci si mette in marcia ecco che emergono le doti di maneggevolezza che la fanno districare anche nel traffico cittadino. Resta inteso che non si presta agli slalom folli dei cinquantini, ma comunque soffre molto meno di quanto si possa immaginare anche nei tratti più congestionati. A volte si sente la necessità di avere la retromarcia, ma è solo questione di abitudine e non è così impossibile da spostare nemmeno a pieno carico.

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Una volta messa in autostrada sembra di viaggiare in prima classe all’interno di un moderno treno ad alta velocità: basta alzare il cupolino, comandato elettricamente, per essere rinchiusi all’interno di una bolla d’aria che riduce notevolmente l’impatto acustico e che azzera sostanzialmente il vento in faccia tanto da permettere di ascoltare tranquillamente la radio (optional irrinunciabile) anche al limite della velocità imposta dal codice. Se si vuole continuare ad utilizzare il cupolino anche in caso di vento forte occorre ridurre la velocità tra i 110 ed i 120 Km/h, per evitare di incorrere in fastidiosi colpi di frusta e se invece si vuole restare a velocità sostenute basta abbassarlo per ridurre sensibilmente l’effetto vela che comunque si sente passando troppo vicino ai camion o ai bus. Da menzionare sicuramente la funzione memoria che alla riaccensione lo ripone nella posizione dove era stato lasciato prima di spegnere il motore.

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Nei 3500 Km percorsi intorno all’Europa ho subito le condizioni meteorologiche più disparate attraversando lunghi tratti piovosi e, mentre tutti i colleghi erano fermi o in evidente difficoltà, io adattavo la velocità alle condizioni stradali, senza prendere nemmeno una goccia di acqua. Tutto merito della particolare conformazione aerodinamica che fa sì che l’acqua colpisca il parabrezza e la carena senza arrivare al pilota. Se la velocità diminuisce allora il discorso è diverso perché l’acqua che cade sul grosso serbatoio vi finirà tutta sulle gambe.

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Sul rettilineo è bello godere il panorama coccolati dall’impianto radio con ingresso AUX e USB, ma quando arrivano le curve la musica cambia perché la timida moto da turismo diventa una vera sportiva, che ti fa venir voglia di guidare in maniera più decisa, spingendo sempre più verso il limite. La cosa sorprendente è come un veicolo di queste dimensioni riesca ad assecondare anche le richieste più estreme senza mai una sbavatura. È sufficiente adattare le sospensioni dinamiche ESA, per passare dalla modalità turismo a quella più sportiva e fidarsi dell’avantreno, che resta sempre al suo posto anche nei cambi di direzione più ravvicinati. Una moto sicuramente dalla doppia anima che risulta essere la fusione di due concetti agli antipodi: le prestazioni da sportiva ed il piacere di guida rilassato. Dalla serie “K” eredita infatti alcune dotazioni tecnologiche e l’indole più mansueta ovvero quella dedicata ai viaggi, mentre dall’ultima R1200GS eredita il propulsore boxer raffreddato ad aria/liquido, che con opportune tarature eroga con dolcezza e regolarità ben 125 cavalli, che richiedono occasionalmente l’intervento dell’elettronica per evitare di finire su di una ruota in caso di accelerazione troppo brusca.

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Per quanto riguarda la strumentazione si trova tutto in posizione favorevole e il display centrale sembra quasi frutto dell’ingegneria aeronautica. Sul lato sinistro del manubrio si trova il cruise control, il comando del cupolino ed il tasto per utilizzare le funzioni del computer di bordo, mentre sul lato destro oltre all’accensione troviamo il tasto che permette la chiusura centralizzata dei due vani porta oggetti anteriori e delle due borse laterali posteriori. Particolarmente d’impatto è la firma ottica anteriore che con l’illuminazione circolare a led crea uno sguardo aggressivo e intimidatorio che non mancherà di farvi notare in autostrada. La funzione Keyless (optional) permette di lasciare la chiave in tasca e basta premere un pulsante per avviare il quadro e di conseguenza il motore. Degna di menzione è la possibilità di bloccare lo sterzo su entrambi i lati.

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Una funzione estremamente utile a pieno carico è l’assistenza alla partenza in salita che effettivamente risulta laboriosa in caso di pendenze troppo elevate. Basta premere a fondo la leva destra per veder apparire sul display il simbolo (H) che identifica l’attivazione della funzione. Personalmente preferisco utilizzare il vecchio metodo del freno posteriore attivato con il piede destro e giocare un pelo sulla frizione che però ho sentito soffrire in un paio di partenze in salita non proprio perfette. Meglio quindi affidarsi alla tecnologia che forse gestisce un po’ meglio questo aspetto.

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Riguardo i consumi abbiamo rilevato prestazioni sostanzialmente in linea con i valori dichiarati dalla casa e non è raro vedere il computer di bordo indicare valori compresi tra i 3 ed i 4 litri per percorrere 100 Km. Basta adottare uno stile di guida tranquillo a velocità costante senza eccedere con il cupolino che crea un fisiologico attrito. Diciamo che viaggiare in statale tra i 70 ed i 90 km/h vi farà consumare veramente poco. Nel mio giro a pieno carico e con persona al seguito ho mantenuto consumi variabili tra i 5.2 ed i 5.7 litri per 100 km senza badare troppo allo stile di guida e con il cupolino quasi sempre sollevato.

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In definitiva è una moto che mi sento di consigliare a chi vuol fare del mototurismo serio senza rinunciare ai due elementi cardine che solitamente accomunano gli appassionati di motociclismo: comfort e prestazioni. Sono convinto che l’utente medio del “K” rimarrà piacevolmente impressionato dal comfort di guida, così come il proprietario del GS troverà un motore brillante, generoso, ma soprattutto sempre pronto. Chi sta nel mezzo, ovvero chi vuole qualcosa da tutti i giorni, si troverà ugualmente sorpreso da quanto la moto possa risultare maneggevole. Resta il fatto che la connotazione resta comunque puramente turistica.

Non vi resta che programmare il vostro prossimo viaggio!

Alessio Sanavio

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Abbigliamento del test:
Giacca: Segura Jones
Guanti: Segura Gooze
Casco: Scorpion Exo-920

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23rd agosto, 2016

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