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Moto, le quattro ruote si innamorano delle due ruote

L'esempio più famoso è l'accordo tra Ducati e Volkswagen

Moto, le quattro ruote si innamorano delle due ruoteMoto, le quattro ruote si innamorano delle due ruote

Non siamo ancora pronti a chiamarla una tendenza, ma le voci stanno già facendo rapidamente il giro del mondo. Più di un paio di grandi case automobilistiche hanno messo gli occhi sui costruttori di moto per aggiungerle ai loro portafogli seguendo così le orme del Gruppo Volkswagen, che ha “inglobato” la Ducati mettendola sotto la “sua” Audi in un delicato rompicapo fatto di marchi.

Secondo alcune indiscrezioni circolate in settimana il gruppo Fiat Chrysler sta valutando l’acquisto della Piaggio, che includerebbe anche Aprilia, Moto Guzzi e Vespa, un’operazione finanziaria che accentrerebbe un bouquet di marchi di tutto rispetto sotto l’ombrello di FCA.

Mentre la casa automobilistica sta negando queste voci in molti credono che il gruppo di Marchionne stia lavorando a questo delicato colpo di mercato. Un’operazione di fusione tra queste due storiche aziende italiane di quattro e due ruote che quasi certamente prenderà come esempio la BMW, nota nel mondo sia per le auto che per le moto, andando a creare un marchio che concettualmente possa aggiungere sapore sia alle due che alle quattro ruote e che soprattutto allineerebbe Fiat Chrysler ai rivali bavaresi sia sulla carta che nella mente dei consumatori.

Ma le voci di corridoio su possibili accordi tra l’industria delle moto e quella delle auto non si è fermata in Italia, anzi ha sconfinato. Si dice infatti che Daimler abbia più di un interesse passeggero per MV Agusta, lo storico marchio italiano, che ha visto una serie di alti e bassi nel corso degli ultimi decenni e che potrebbe plausibilmente diventare sul mercato un sub-brand di Mercedes Benz.

E poi c’è Mahindra, che ha resistito per lungo tempo, ma poi ha ceduto alla voglia di acquisire, o almeno tentare di farlo, Peugeot Motorcycles, un marchio di scooter molto importante, che non sta più ricevendo molti soldi dalla sua società madre, la PSA Peugeot Citroën, in particolare nell’ultimo decennio, secondo quanto riferito da una fonte autoritaria come Bloomberg.

In ogni caso, mentre non siamo del tutto sicuri riguardo a quale di queste voci abbia più probabilità di trasformarsi in realtà, possiamo almeno dire che una tale mossa non sarebbe senza precedenti e non sarebbe terribilmente sorprendente dato il corrente clima di automaking vigente nei mercati mondiali.

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